Domenica 31 Ottobre 2004
(da "Urban", ottobre 2002)

Questione di giorni, e vedremo interi reparti dell'ipermercato riempirsi di zucche di ogni forma, dimensione e materiale, cappellacci a cono e paccottiglie stregonesche. No, non abbiamo ingerito sostanze psicotrope: di psicotropo c'è solo l'imbecillaggine che, da qualche anno, induce migliaia di italiani, specie nella fascia under-18, ad attendere con ansia la notte del 31 ottobre. Ovvero lo stramaledetto Halloween. Alle solite: ultimi a imparare l'inglese, primi a scimmiottare qualunque boiata made in Usa, meglio se supportata da tonnellate di merchandising made in China. Ma se Halloween è diventato la festa ultra-global per eccellenza è perché ormai ha fatto gli zebedei come due mappamondi a tutti gli adulti ragionevoli. Analizziamo il fenomeno nel dettaglio.
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Sabato 30 Ottobre 2004
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Caro direttore, Rocco sta sopportando tutto con una durezza siffrediana.
(Libero Gilera)
Sempre più tosti! Per aver un link che si aggiorna da solo puntando sull'ultima Net To Be prodotta, mettetevi in pagina questo pezzetto di codice. E, nel farlo, ringraziate Joe Skop, che ce l'ha donata:
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Federico Mengoli, il
Pervasiv Web Data Miner della
Immanet, colleziona da sempre la
gadgetteria prodotta negli anni furibondi della
New-Economy, tipo
mouse-pad, cappellini, t-shirt, adesivi, cd ecc... prodotti in quel periodo insensato, in particolare quelli provenienti dalle imprese che non esistono più. Fotografateli e mandateglieli (jpg di non più di
100 k di peso l'una) a:
socciamengoli@hotmail.com.
Le cianfrusaglie più immonde verranno esposte e commentate nella nuova rubrica
100X100 NEWECONOMY, da lui curata.
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Venerdì 29 Ottobre 2004

In questi giorni, nel più assoluto silenzio dei media si sta consumando un'atroce ingiustizia.
Mentre ve ne state qui a scrivere cazzate nei commenti, Francesco Gullo rischia l'espulsione dall'AS Cervia.
Per venire incontro a quelli che non sanno di chi si sta parlando e a quelli che latvpermeèunsoprammobilenomiricordodaquantotempononlaaccendo, facciamo un po' di chiarezza.
Francesco Gullo partecipa al reality show "Campioni - Il sogno", è un difensore, è nato a Milano nel 1971, ma soprattutto è un genio.
In poco più di un mese, all'insaputa della gran parte dei telespettatori, ha fatto più cose di Taricone, Walter Nudo e Flavia Vento messi insieme.
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Una domenica si sveglia convinto e fiducioso, fa gli occhi della tigre (come diceva Vialli), si avvicina a una telecamera e dichiara: "
Oggi faccio gol, me lo sento!"
In effetti un gol lo ha fatto. Gullo è un uomo di parola: mai e poi mai, in nessuna intervista aveva dichiarato che avrebbe mandato il pallone nella porta degli avversari.
Poco tempo dopo la fidanzata di Gullo arriva nella residenza e davanti alle telecamere chiede spiegazioni. Non ha sue notizie da quindici giorni.
Gullo è un uomo vero.
La vuole lasciare.
La lascia: "Non è che arrivo a casa la sera e ho il bisogno completo di chiamarti, di sentirti. Io voglio staccarmi un attimo da te Alessandra, perchè non ti voglio prendere in giro".
Lei piange.
Lui la abbraccia e se la riprende.
(Guarda il video)
E' venuta l'ora di dimostrare la potenza dei blog (nel caso ne abbiano una).
C'è da fare giustizia.
Ebbene, io voglio sapere nome e cognome (non scherzo: nome e cognome) dell'invornito che ha tradotto "Eternal sunshine of the spotless mind" - film d'amore tra i più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti; ultimo di una trilogia di film d'amore più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti da che esiste il cinema, la quale comprende "Harry ti presento Sally" e "Lost in translation" - nel sordido "Se mi lasci ti cancello".
Ripeto: nome e cognome. Voglio scovarlo, intervistarlo, metterlo a parte di quel che penso.
Reporter d'assalto cresciuti a pane e blog, è l'occasione per voi: il colpevole va identificato e, se non assicurato alla giustizia, quanto meno sbertucciato in luogo pubblico.
Vi basti come indizio il fatto che il film è distribuito in Italia dalla Eagle Pictures, Via Beccaria, 23 - 00196, Roma - tel. 06-3269101 - fax. 06-3207366 - email: info@eaglepictures.com. Si accettano anche delazioni interne all'azienda.
...per il resto, le affinità tra il portale e il poeta si limitano all'omomia.
di Riccardo Orioles
Eh già. 'Sta roba che state leggendo vi perseguita ormai da cinque anni. Dice che è giornalismo. Ma esiste ancora, il giornalismo? E chi lo fa? E l'internet? E noialtri? Chi siamo, da dove veniamo, qual è il nostro posto nell'universo? (Quarantadue, avrebbe detto Gianluca...)
Ehi. Con oggi fanno cinque anni, che ci sentiamo. Cinque anni sono una cosa seria, quasi come Avvenimenti o i Siciliani. Dico quasi perché io in realtà sono abituato - la cosa in cui credo più profondamente - a non lavorare da solo. Un giornale è un'opera collettiva. Da solo puoi fare un romanzo, un'opera d'arte, una cosa da scrittore - non giornalismo e non un giornale (per noi giornalisti, gli scrittori sono più che altro dei fighetti simpatici, degli intel-sorriso-let-tua-li. Non dei marinai e macchinisti come noialtri. D'altronde gli ingegneri disprezzano un po' gli architetti e quelli della fanteria i cavalieri: è sempre stato così. Parentesi chiusa).
Mi sono sentito autorizzato a fare questa cosa da solo semplicemente perché non avevo alternative. Ti tagliano fuori da tutto, tu ti senti più giornalista di prima e allora, alla faccia di tutto!, scrivi. Ma è cominciata così, come una testimonianza. Non è stato uno scandalo per nessuno, quando mi hanno imbavagliato. Non per il mio sindacato, non per i giornali di sinistra, non per i colleghi. Ho voluto dimostrare che continuavo ad esserci. In siciliano, si dice "nun dari saziu".
Ma così sarebbe andata avanti un paio di mesi. In realtà, dai due mesi in poi, non sono stato solo. C'è quello che ti scrive, che ti rimanda la palla. C'è quello che si organizza, da duro "tecnico", e ti sviluppa il software apposta (senza shining vi mancherebbero quattro anni e otto mesi della catena) per farti circolare. C'è quello che ti ospita per stanotte o per una settimana o che ti presta il computer o ti procura il collegamento. C'è quello che diventa la tua famiglia - in tutti i sensi - addirittura per anni. Tutte questi miei amici sono qua dentro, nessuno escluso. Sono stati quasi tutti indispensabili, non so se a permettermi di scrivere o di scrivere così o semplicemente di vivere e basta. Comunque ci sono, e questo è tutto.
Così, la redazione-corporation-struttura della Catena in realtà è stata qualcosa di gigantesco. Alla fine, semplicemente alla fine, la palla arrivava qui e io la giocavo. Niente da paragonare con le modeste risorse di Repubblica o del Corriere. A me hanno dato le risorse per fare giornalismo nuovo a livello adeguato. Magari io non le ho sapute utilizzare bene. Ma le risorse c'erano, ci sono ancora, ci sono oggi per me e sempre più ci saranno - per chi proverà in avvenire - al momento giusto.
Ci sono moltissimi bravi colleghi
"dilettanti" in giro. Nel senso che si dilettano a fare il loro mestiere, lo fanno con affetto e bene e scrivono e mandano in onda delle bellissime cose. Non c'è però più nessun giornale professionale, né c'è più alcuna televisione. Io conosco colleghi bravissimi, capaci di andare all'inferno e ritorno per misurarne l'esatta temperatura. Ma non hanno giornali su cui scriver, o televisioni da cui trasmettere. O meglio: i giornali e le tivvù ci sono, e pubblicano i loro pezzi (beh, diciamo: di solito) senza molta censura. Ma sono inattendibili in sè, in quanto contenitori, per cui le verità faticosamente acquisite finiscono mescolate con tutte le altre nel mare del news-enterteinment generale.
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Giovedì 28 Ottobre 2004
Il filosofo che proclama l’indissolubilità del vincolo fra l’uomo e la poltrona perde il suo sponsor più autorevole. Una durissima nota dai piani alti del Paradiso suggella la bocciatura internazionale di Rocco: “Non ho mai autorizzato quel bigotto ipocrita e presuntuoso a rappresentarmi in Europa.” La Cdl non si scompone: “Si tratta dell’opinione di un cittadino extracomunitario, dunque non ha alcun valore”. Dopo il ritiro della commissione Barroso, la lobby degli euroculattoni mette in guardia il governo Berlusconi: “Se proprio ci tenete a candidate un altro omofobo integralista, almeno sceglietelo un po’ più giovane e carino”. Ma nel nuovo totonomine per la poltrona di commissario alla Giustizia ci fanno solo nomi di laici doc: Giovanni Brusca, Felice Maniero e Cesare Previti. Seguendo l’esempio di Buttiglione, il belga Marc Dutroux si propone come eurocommissario ai problemi dell’infanzia: “Sono un pedofilo disgustoso – spiega il mostro di Marcinelle -, ma vi assicuro che questo non influenzerà il mio operato politico”. Unica consolazione per l’ideologo di Cl, un posto di consulente offertogli dal Tribunale islamico di Teheran: “Buttiglione non è musulmano – spiegano gli ayatollah -, ma su donne e libertà sessuale la pensa esattamente come noi”.
Amore, possiamo gestire civilmente questo addio:
passa a prendere le tue cose, e stai sicura
che mi fido di te come dovessi sceglierle io,
ma ricorda di suonare, che ho cambiato la serratura.
Harry Burns: Right now everything is great, everyone is happy, everyone is in love and that is wonderful. But you gotta know that sooner or later you're gonna be screaming at each other about who's gonna get this dish. This eight dollar dish will cost you a thousand dollars in phone calls to the legal firm of That's Mine, This Is Yours. Marie: Harry? Harry Burns: Please, Jess, Marie, do me a favor: for your own good, put your name in your books right now before they get mixed up and you won't know whose is whose. 'Cause someday, believe it or not, you'll go 15 rounds over who's gonna get this coffee table. This stupid, wagon wheel, Roy Rogers, garage sale, coffee table. Jess: I thought you liked it! Harry Burns: I was being nice. |
di Riccardo Orioles
Eleggono il presidente. E' il bar più decisivo del paese, che è il più decisivo della contea, che è la più decisiva della Florida. Dove si decide tutto. Così, in questo momento, il vecchio Jim Crow sta decidendo per voi, per me, per il pianeta...
L'attesa. Quarantasei per cento è per Kerry. Quarantasette per Bush. Praticamente decide la Florida. Anzi, in tutta la Florida, la contea di Seminole. Anzi, in tutta la contea, la città di Crashville. Siccome a Crashville repubblicani e democratici sono praticamente equivalenti, probabilmente i voti decisivi saranno quelli di 'sta dozzina di sfaccendati dello Starbuck Bar.
Ma allo Starbuck, come tutti sanno, è il vecchio Jim Crow che detta legge. Lui in questo momento se ne sta su uno sgabello con le palpebre semichiuse e uno stuzzicadenti fra i denti, e medita profondamente. Un rutto ogni tanto è l'unico segno di vita. E tutti, là dentro il bar, aspettano in profondo silenzio: "Ha già detto qualcosa?". Fuori del bar aspettano (divisi in due capannelli uguali e ostili) tutti gli altri cittadini. A Seneca, capoluogo di contea, lo sceriffo aspetta vicino al telegrafo le ultime notizie da Crashville.
Fuori c'è un uomo a cavallo pronto a portare il telegramma fino all'imbarcadero del vapore per Charleston, agitandolo sopra la testa durante la cavalcata. Da Charleston alla foce del Potomac, e poi risalendo il fiume fino al prato - a Washington DC - dove siede, riunita all'aperto, la Corte Suprema. Intorno, una folla di cittadini - uomini coi baffi e lo stetson, domestiche di colore, signore con l'ombrellino, gentiluomini col cilindro, bambini. E tutti costoro aspettano, insieme coi vecchi giudici incartapecoriti, che arrivi, dalle profondità dell'America, il messaggio di Jim Crow.
Aspettano loro, aspetta Bush, aspetta Kerry e aspetto anch'io. Se foste persone di buon senso aspettereste anche voi, visto che il cinquanta per cento di quel che complessivamente vi accadrà nei prossimi quattro anni dipenderà da ciò che deciderà il vecchio Jim in quel bar ingiallito sulla main street di quel paesino.
Ma accidenti, che cazzo c'entro io con uno stronzo rincretinito in un bar di Crashville?
Campi 1. E' stata provvisoriamente sospesa, in seguito a difficoltà di ordine internazionale, la costruzione dei tre Campi di raccolta istituiti dalle Autorità italiane e germaniche per far fronte al grave problema dell'immigrazione illegale. Gli esperti italo-germanici avevano studiato ben tre AzylantenKeepOutZentrum (AKZ), collocati direttamente sulle coste africane e intitolati a tre grandi precursori della difesa mediterranea dello spazio vitale europeo. Purtroppo, a causa dell'insistenza sui "diritti umani" di alcuni "umanitaristi" europei, l'iniziativa rischia di abortire e i tre Centri - il Badoglio AKZ, il Graziani AKZ e il Rommel AKZ - di non entrare mai in funzione.

...e che non si dica che Google non è oculato nei propri acquisti (il programma può essere scaricato in prova da qui).
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Mercoledì 27 Ottobre 2004
Facciamogliela vedere noi a tutti i sondaggisti ammmericani. Sotto con le cifre del confronto Bush-Kerry. Pregasi dare la vostra stima in questo ordine: nome vincitore-percentuale del vincitore.
Comincio io, e nello scrivere muovo le mani nei sottofondi: KERRY-51
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Martedì 26 Ottobre 2004
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Magari stanotte non avete nulla da fare e, per mettervi già con il fuso orario della nottata delle elezioni USA, starete lì a navigare su netgirls.
Se avete un attimo di tempo, godetevi l'incontro della sonda Cassini con Titano. Più di vent'anni fa la NASA si giocò il Voyager 1 per vedere come era fatta l'unica luna del sistema solare con una sua atmosfera.
Magari stanotte, con l'apperecchiatura adeguata della Cassini, si riusciranno a vedere IN DIRETTA i laghi di metano nei quali sguazzano i pesci di metano e ondeggiano le piante di metano.
Sai che puzza.
Sì, va bene, le supplettive e i programmi tv, però me la spiegate una cosa?
Domenica, in prima pagina su Repubblica (ma più in basso del solito), c'è un'inchiesta di Bonini, il cui nocciolo, se ricordo bene, è questo qui: il l'attentato all'ambasciata italiana in Libano, sventato qualche mese fa dai servizi italiani, sarebbe una montatura, e il presunto 'terrorista affiliato ad Al Qaeda', Ismail Khatib, non sarebbe morto semplicemente di infarto durante l'interrogatorio, ma sarebbe stato torturato.
Bonini ha parlato con inquirenti libanesi, ha guardato le foto del cadavere, e ha fatto due più due. Poi magari due più due fa cinque, io non lo so, ma secondo me questa è una grossa notizia. Anche se fosse una bufala, sarebbe una bufala enorme.
Beh, sai che c'è?, che non l'ho più sentita da nessuna parte. Ne hanno parlato altri giornali? Non ci ho fatto caso. I tg? Non mi è parso proprio. Magari mi sbaglio. (Ditemi che mi sbaglio, per favore).
E i blog? Zero su zero, mi pare. E sì, d'accordo, c'è ben altro da dire, almeno due-tre reality show che sono entrati dal vivo, e l'incredibile risultato delle supplettive, wow, mi rendo conto che cose come queste passino in secondo piano.
Però, scusate un attimo: domenica uno dei principali quotidiani nazionali diceva che l'attentato all'ambasciata italiana in Libano è una montatura, e che uno degli arrestati è morto in seguito a torture. Magari è falso, ma c'è scritto così. E non ne parla nessuno. Tutto regolare?

Come probabilmente avrete già potuto verificare leggendo il
post ufficiale della BlogFest, gli inviti sono andati esauriti nel giro di tre giorni e abbiamo raggiunto la capienza massima del locale.
In risposta ai dubbi che parecchie persone hanno espresso via e-mail, chiariamo:
1) che l'ingresso alla presentazione del libro
"La notte dei Bloggers" è libero e non serve alcun invito (i giornalisti, invece, possono richiedere gli
inviti-stampa per il buffet a invito a questo indirizzo:
mail@macchianera.net);
2) l'e-mail che confermerà l'avvenuta ricezione della richiesta di invito sarà inviata a tutti entro giovedì 28 ottobre: chi entro quella data non avrà ricevuto posta dalla
BlogFest per qualche motivo non è stato inserito nella lista degli inviti, e avrà la possibilità contattarci.
Nel frattempo, tra squilli di trombe e campane, comunichiamo che la BlogFest ha il suo primo sponsor ufficiale: Questar.
Le aziende che volessero regalare un proprio gadget ai partecipanti (roba utile però, che non finisca nei cestini di via Sabina) possono scriverci cliccando qui; le aziende che invece - ai fini della sola copertura delle spese dell'evento - volessero sponsorizzare la BlogFest possono contattarci cliccando qui.
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Lunedì 25 Ottobre 2004
OninO và a Roma: se hai una camera libera nella capitale, magari potresti accoglierlo. OninO cerca una singola in un appartamento con altri ragazzi/e. Meglio se non lontanissima dalla Sapienza e non esageratamente costosa. Aiutalo!
OninO ha 24 anni, non sporca e non abbaia di notte.
Se non hai camere a disposizione, magari puoi spargere la voce.
Se non la hai, magari un tuo lettore, o un lettore di un tuo lettore potrebbe invece averla. Copia/incolla anche tu sul tuo blog questo breve annuncio e OninO potrà, forse, evitare di dormire sotto un ponte
Contatta OninO sul suo blog: http://www.onino.it
o tramite mail a onino.x@libero.it
Nella puntata dell'Isola dei famosi di venerdì scorso Simona Ventura si è cimentata in una scena di isteria collettiva che non vedevamo dai tempi di Sanremo.
Kabir Bedi, l'uomo che in meno di un mese è riuscito a cancellare per sempre nella memoria di milioni di spettatori il ricordo di Sandokan, aveva finalmente espresso un'opinione netta. Non vi sembri un fatto da poco, ché l'ex tigre della Malesia si era distinto finora solo per due cose: il taglio delle noci di cocco e l'assoluta mancanza di incisività in qualsiasi altro campo.
Kabir, in quanto leader della settimana, doveva scegliere il secondo concorrente da nomination. La prima era Ana Laura Ribas, già alla sua terza prova. Nella puntata precedente la Ventura l'aveva chiamata da parte e le aveva fatto un lungo discorso incoraggiante, ricordando - tra le altre cose - quanto fossero amiche. Questa volta l'amicizia deve essere passata in secondo piano, visto che quando Kabir ha detto con chiarezza che nominava Antonella Elia perché voleva che vincesse Ana Laura Ribas, lei non l'ha proprio mandata giù e si è esibita in una dura ramanzina sottolineando che non si doveva permettere di suggerire al pubblico per chi votare e chiosando con una frase conciliante come questa: "Allora io dico che voglio che Antonella Elia vinca l'isola dei famosi".
Il regolamento dei reality show è per definizione la cosa meno affidabile dopo le previsioni del tempo, ma che la conduttrice della trasmissione si schierasse apertamente per un concorrente non era ancora successo, che poi inveisse pure contro un poveraccio che legittimamente ha espresso una preferenza non l'avremmo proprio immaginato. La domanda ora è: che farà la Ventura venerdì prossimo se il televoto sfiducerà platealmente la sua conduzione?
Questo pezzo è su Leftwing, ma non l'ho scritto io poichè purtroppo non mi intendo di queste cose.
E' disponibile (scaricabile in .pdf o in .doc) il secondo numero di Medicine Show, la rivista di musica inventata da Leonardo Colombati (l'autore del capolavoro misterioso) e sotto il suo comando scritta da Alessandro Piperno, Bernardino Sassoli,