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"D’accordo: i preti non sono gli unici pedofili. Ma sono gli unici pedofili preti".

Adriano Sofri

Archive for ottobre, 2004

Halloween: il morbo della zucca pazza

(da “Urban“, ottobre 2002)

postazucca.gifQuestione di giorni, e vedremo interi reparti dell’ipermercato riempirsi di zucche di ogni forma, dimensione e materiale, cappellacci a cono e paccottiglie stregonesche. No, non abbiamo ingerito sostanze psicotrope: di psicotropo c’è solo l’imbecillaggine che, da qualche anno, induce migliaia di italiani, specie nella fascia under-18, ad attendere con ansia la notte del 31 ottobre. Ovvero lo stramaledetto Halloween. Alle solite: ultimi a imparare l’inglese, primi a scimmiottare qualunque boiata made in Usa, meglio se supportata da tonnellate di merchandising made in China. Ma se Halloween è diventato la festa ultra-global per eccellenza è perché ormai ha fatto gli zebedei come due mappamondi a tutti gli adulti ragionevoli. Analizziamo il fenomeno nel dettaglio.

(continua…)

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  • Anna Kournikova /4

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    Lo Zio Bin

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  • Filed under: Strips
  • Alla faccia di tutti i culattoni

    Caro direttore, Rocco sta sopportando tutto con una durezza siffrediana.

    (Libero Gilera)

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  • Filed under: Segnalazioni
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    Sempre più tosti! Per aver un link che si aggiorna da solo puntando sull’ultima Net To Be prodotta, mettetevi in pagina questo pezzetto di codice. E, nel farlo, ringraziate Joe Skop, che ce l’ha donata:

    mengoli.gifFederico Mengoli, il Pervasiv Web Data Miner della Immanet, colleziona da sempre la gadgetteria prodotta negli anni furibondi della New-Economy, tipo mouse-pad, cappellini, t-shirt, adesivi, cd ecc… prodotti in quel periodo insensato, in particolare quelli provenienti dalle imprese che non esistono più. Fotografateli e mandateglieli (jpg di non più di 100 k di peso l’una) a: socciamengoli@hotmail.com.
    Le cianfrusaglie più immonde verranno esposte e commentate nella nuova rubrica 100X100 NEWECONOMY, da lui curata.

    netobe844_04.gif
    Per questa faccenda dell’analisi, vedi la strip precedente.

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  • Filed under: Net To Be
  • Anna Kournikova /3

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    In Gullo alla balena

    gullo.jpgCampioniIn questi giorni, nel più assoluto silenzio dei media si sta consumando un’atroce ingiustizia.
    Mentre ve ne state qui a scrivere cazzate nei commenti, Francesco Gullo rischia l’espulsione dall’AS Cervia.
    Per venire incontro a quelli che non sanno di chi si sta parlando e a quelli che latvpermeèunsoprammobilenomiricordodaquantotempononlaaccendo, facciamo un po’ di chiarezza.
    Francesco Gullo partecipa al reality show “Campioni – Il sogno”, è un difensore, è nato a Milano nel 1971, ma soprattutto è un genio.

    In poco più di un mese, all’insaputa della gran parte dei telespettatori, ha fatto più cose di Taricone, Walter Nudo e Flavia Vento messi insieme.

    Diamo una maglietta dell'Inter a quest'uomo
    Copia e incolla il seguente codice per mostrare l’icona sul tuo blog

    • Una domenica si sveglia convinto e fiducioso, fa gli occhi della tigre (come diceva Vialli), si avvicina a una telecamera e dichiara: “Oggi faccio gol, me lo sento!
    In effetti un gol lo ha fatto. Gullo è un uomo di parola: mai e poi mai, in nessuna intervista aveva dichiarato che avrebbe mandato il pallone nella porta degli avversari.

    • Poco tempo dopo la fidanzata di Gullo arriva nella residenza e davanti alle telecamere chiede spiegazioni. Non ha sue notizie da quindici giorni.
    Gullo è un uomo vero.
    La vuole lasciare.
    La lascia: “Non è che arrivo a casa la sera e ho il bisogno completo di chiamarti, di sentirti. Io voglio staccarmi un attimo da te Alessandra, perchè non ti voglio prendere in giro“.
    Lei piange.
    Lui la abbraccia e se la riprende.
    (Guarda il video)

    (continua…)

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  • Filed under: Reality Show
  • The eternal stupidity of a defective mind /1

    Eternal sunshine of the spotless mindE’ venuta l’ora di dimostrare la potenza dei blog (nel caso ne abbiano una).
    C’è da fare giustizia.
    Ebbene, io voglio sapere nome e cognome (non scherzo: nome e cognome) dell’invornito che ha tradotto “Eternal sunshine of the spotless mind” – film d’amore tra i più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti; ultimo di una trilogia di film d’amore più riusciti, divertenti, commoventi e toccanti da che esiste il cinema, la quale comprende “Harry ti presento Sally” e “Lost in translation” – nel sordido “Se mi lasci ti cancello”.
    Ripeto: nome e cognome. Voglio scovarlo, intervistarlo, metterlo a parte di quel che penso.
    Reporter d’assalto cresciuti a pane e blog, è l’occasione per voi: il colpevole va identificato e, se non assicurato alla giustizia, quanto meno sbertucciato in luogo pubblico.
    Vi basti come indizio il fatto che il film è distribuito in Italia dalla Eagle Pictures, Via Beccaria, 23 – 00196, Roma – tel. 06-3269101 – fax. 06-3207366 – email: info@eaglepictures.com. Si accettano anche delazioni interne all’azienda.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • La lingua di Dante. E quella di Virgilio.

    Virgilio Parole: i 'sinomi'…per il resto, le affinità tra il portale e il poeta si limitano all’omomia.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Cinque anni, signora mia

    Tanto per abbaiareEh già. ‘Sta roba che state leggendo vi perseguita ormai da cinque anni. Dice che è giornalismo. Ma esiste ancora, il giornalismo? E chi lo fa? E l’internet? E noialtri? Chi siamo, da dove veniamo, qual è il nostro posto nell’universo? (Quarantadue, avrebbe detto Gianluca…)

    • Ehi. Con oggi fanno cinque anni, che ci sentiamo. Cinque anni sono una cosa seria, quasi come Avvenimenti o i Siciliani. Dico quasi perché io in realtà sono abituato – la cosa in cui credo più profondamente – a non lavorare da solo. Un giornale è un’opera collettiva. Da solo puoi fare un romanzo, un’opera d’arte, una cosa da scrittore – non giornalismo e non un giornale (per noi giornalisti, gli scrittori sono più che altro dei fighetti simpatici, degli intel-sorriso-let-tua-li. Non dei marinai e macchinisti come noialtri. D’altronde gli ingegneri disprezzano un po’ gli architetti e quelli della fanteria i cavalieri: è sempre stato così. Parentesi chiusa).

    Mi sono sentito autorizzato a fare questa cosa da solo semplicemente perché non avevo alternative. Ti tagliano fuori da tutto, tu ti senti più giornalista di prima e allora, alla faccia di tutto!, scrivi. Ma è cominciata così, come una testimonianza. Non è stato uno scandalo per nessuno, quando mi hanno imbavagliato. Non per il mio sindacato, non per i giornali di sinistra, non per i colleghi. Ho voluto dimostrare che continuavo ad esserci. In siciliano, si dice “nun dari saziu”.

    Ma così sarebbe andata avanti un paio di mesi. In realtà, dai due mesi in poi, non sono stato solo. C’è quello che ti scrive, che ti rimanda la palla. C’è quello che si organizza, da duro “tecnico”, e ti sviluppa il software apposta (senza shining vi mancherebbero quattro anni e otto mesi della catena) per farti circolare. C’è quello che ti ospita per stanotte o per una settimana o che ti presta il computer o ti procura il collegamento. C’è quello che diventa la tua famiglia – in tutti i sensi – addirittura per anni. Tutte questi miei amici sono qua dentro, nessuno escluso. Sono stati quasi tutti indispensabili, non so se a permettermi di scrivere o di scrivere così o semplicemente di vivere e basta. Comunque ci sono, e questo è tutto.

    Così, la redazione-corporation-struttura della Catena in realtà è stata qualcosa di gigantesco. Alla fine, semplicemente alla fine, la palla arrivava qui e io la giocavo. Niente da paragonare con le modeste risorse di Repubblica o del Corriere. A me hanno dato le risorse per fare giornalismo nuovo a livello adeguato. Magari io non le ho sapute utilizzare bene. Ma le risorse c’erano, ci sono ancora, ci sono oggi per me e sempre più ci saranno – per chi proverà in avvenire – al momento giusto.


    Ci sono moltissimi bravi colleghi “dilettanti” in giro. Nel senso che si dilettano a fare il loro mestiere, lo fanno con affetto e bene e scrivono e mandano in onda delle bellissime cose. Non c’è però più nessun giornale professionale, né c’è più alcuna televisione. Io conosco colleghi bravissimi, capaci di andare all’inferno e ritorno per misurarne l’esatta temperatura. Ma non hanno giornali su cui scriver, o televisioni da cui trasmettere. O meglio: i giornali e le tivvù ci sono, e pubblicano i loro pezzi (beh, diciamo: di solito) senza molta censura. Ma sono inattendibili in sè, in quanto contenitori, per cui le verità faticosamente acquisite finiscono mescolate con tutte le altre nel mare del news-enterteinment generale.

    (continua…)

    Anna Kournikova /2

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    Anche Gesù Cristo sfiducia Buttiglione

    Lia CeliIl filosofo che proclama l’indissolubilità del vincolo fra l’uomo e la poltrona perde il suo sponsor più autorevole. Una durissima nota dai piani alti del Paradiso suggella la bocciatura internazionale di Rocco: “Non ho mai autorizzato quel bigotto ipocrita e presuntuoso a rappresentarmi in Europa.” La Cdl non si scompone: “Si tratta dell’opinione di un cittadino extracomunitario, dunque non ha alcun valore”. Dopo il ritiro della commissione Barroso, la lobby degli euroculattoni mette in guardia il governo Berlusconi: “Se proprio ci tenete a candidate un altro omofobo integralista, almeno sceglietelo un po’ più giovane e carino”. Ma nel nuovo totonomine per la poltrona di commissario alla Giustizia ci fanno solo nomi di laici doc: Giovanni Brusca, Felice Maniero e Cesare Previti. Seguendo l’esempio di Buttiglione, il belga Marc Dutroux si propone come eurocommissario ai problemi dell’infanzia: “Sono un pedofilo disgustoso – spiega il mostro di Marcinelle -, ma vi assicuro che questo non influenzerà il mio operato politico”. Unica consolazione per l’ideologo di Cl, un posto di consulente offertogli dal Tribunale islamico di Teheran: “Buttiglione non è musulmano – spiegano gli ayatollah -, ma su donne e libertà sessuale la pensa esattamente come noi”.

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  • Filed under: Paginatré
  • Amore, possiamo gestire civilmente questo addio:
    passa a prendere le tue cose, e stai sicura
    che mi fido di te come dovessi sceglierle io,
    ma ricorda di suonare, che ho cambiato la serratura.

    Harry Burns: Right now everything is great, everyone is happy, everyone is in love and that is wonderful. But you gotta know that sooner or later you’re gonna be screaming at each other about who’s gonna get this dish. This eight dollar dish will cost you a thousand dollars in phone calls to the legal firm of That’s Mine, This Is Yours.
    Marie: Harry?
    Harry Burns: Please, Jess, Marie, do me a favor: for your own good, put your name in your books right now before they get mixed up and you won’t know whose is whose. ‘Cause someday, believe it or not, you’ll go 15 rounds over who’s gonna get this coffee table. This stupid, wagon wheel, Roy Rogers, garage sale, coffee table.
    Jess: I thought you liked it!
    Harry Burns: I was being nice.


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  • Filed under: Personale
  • Smallville. Allo Starbuck Bar…

    Tanto per abbaiareEleggono il presidente. E’ il bar più decisivo del paese, che è il più decisivo della contea, che è la più decisiva della Florida. Dove si decide tutto. Così, in questo momento, il vecchio Jim Crow sta decidendo per voi, per me, per il pianeta…

    L’attesa. Quarantasei per cento è per Kerry. Quarantasette per Bush. Praticamente decide la Florida. Anzi, in tutta la Florida, la contea di Seminole. Anzi, in tutta la contea, la città di Crashville. Siccome a Crashville repubblicani e democratici sono praticamente equivalenti, probabilmente i voti decisivi saranno quelli di ’sta dozzina di sfaccendati dello Starbuck Bar.

    Ma allo Starbuck, come tutti sanno, è il vecchio Jim Crow che detta legge. Lui in questo momento se ne sta su uno sgabello con le palpebre semichiuse e uno stuzzicadenti fra i denti, e medita profondamente. Un rutto ogni tanto è l’unico segno di vita. E tutti, là dentro il bar, aspettano in profondo silenzio: “Ha già detto qualcosa?”. Fuori del bar aspettano (divisi in due capannelli uguali e ostili) tutti gli altri cittadini. A Seneca, capoluogo di contea, lo sceriffo aspetta vicino al telegrafo le ultime notizie da Crashville.

    Fuori c’è un uomo a cavallo pronto a portare il telegramma fino all’imbarcadero del vapore per Charleston, agitandolo sopra la testa durante la cavalcata. Da Charleston alla foce del Potomac, e poi risalendo il fiume fino al prato – a Washington DC – dove siede, riunita all’aperto, la Corte Suprema. Intorno, una folla di cittadini – uomini coi baffi e lo stetson, domestiche di colore, signore con l’ombrellino, gentiluomini col cilindro, bambini. E tutti costoro aspettano, insieme coi vecchi giudici incartapecoriti, che arrivi, dalle profondità dell’America, il messaggio di Jim Crow.

    Aspettano loro, aspetta Bush, aspetta Kerry e aspetto anch’io. Se foste persone di buon senso aspettereste anche voi, visto che il cinquanta per cento di quel che complessivamente vi accadrà nei prossimi quattro anni dipenderà da ciò che deciderà il vecchio Jim in quel bar ingiallito sulla main street di quel paesino.

    Ma accidenti, che cazzo c’entro io con uno stronzo rincretinito in un bar di Crashville?

    Campi 1. E’ stata provvisoriamente sospesa, in seguito a difficoltà di ordine internazionale, la costruzione dei tre Campi di raccolta istituiti dalle Autorità italiane e germaniche per far fronte al grave problema dell’immigrazione illegale. Gli esperti italo-germanici avevano studiato ben tre AzylantenKeepOutZentrum (AKZ), collocati direttamente sulle coste africane e intitolati a tre grandi precursori della difesa mediterranea dello spazio vitale europeo. Purtroppo, a causa dell’insistenza sui “diritti umani” di alcuni “umanitaristi” europei, l’iniziativa rischia di abortire e i tre Centri – il Badoglio AKZ, il Graziani AKZ e il Rommel AKZ – di non entrare mai in funzione.

    (continua…)

    Verso l’infinito e oltre…

    My home from Keyhole - Clicca qui per visualizzare il videoKeyhole…e che non si dica che Google non è oculato nei propri acquisti (il programma può essere scaricato in prova da qui).

    Windows Media 9Plana dallo spazio sulla casa del sottoscritto
    formato Windows Media Player 9
    44″ – 1,33 Mb
    Windows Media 9Vola dall’Isola dei Famosi a casa del sottoscritto
    formato Windows Media Player 9
    22″ – 721 Kb


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  • Filed under: Tech
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    Citazioni

    • "D’accordo: i preti non sono gli unici pedofili. Ma sono gli unici pedofili preti". (Adriano Sofri)
    • Smettiamola di lamentarci della televisione d'oggi. E' migliore di quella di domani. (Piero Chiambretti)
    • Il pm chiede pene accessorie per Scaglia: 7 anni di carcere e 10 anni di attesa al call center di Fastweb. (Luca Bottura, da Facebook)
    • È morto il cavalier Lavazza. I funerali si terranno in forma ristretta. (Spinoza)
    • La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a provare l’ennesimo nuovo servizio di Google. (Dottoressa Dania)
    • - Perché segavi le zampe alle lucertole? Cattivo! - Per correggere la loro natura impura. Anche il Partito liberale è nato così. (Azael, da FriendFeed)
    • Lo sfogo della D'Addario: "vogliono farmela pagare". E' business bellezza, neanche tu la regalavi. (Brodino di Cayenna (da Dagospia))
    • Avatar for dummies: un uomo, anche se blu, farebbe qualsiasi cosa per la figa. (Dania, da FriendFeed)
    • Sono una persona orribile: quando ricevo delle mail io aspetto sempre un po’ a rispondere, per far sembrare che ho una vita. (E io che mi pensavo)
    • Secondo me ti amavo, ma la Questura dice che ti stimo molto. (DJD, da Tumblr)

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    L’alunna Jennifer ****** indossa francobolli al posto dei vestiti. I compagni sono distratti. — (nota sul registro, dal sito “Sette in condotta“)


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