Una guerra illegittima
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Vedete l’omino ritratto nella foto a sinistra? Beh, è un personaggio da Guinness dei primati: l’uomo più inutile del mondo.
Si chiama Enzo Cheli, e nessuno gliene fa una colpa, sia chiaro: il problema è che all’omino (che di mestiere fa il professore e, nel tempo perso, rappresenta la nostra Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) non lo ascolta nessuno. Lui strepita, sbraita, si agita, batte i piedi per terra, si strappa i bottoni della giacca e, malgrado tutto, viene bellamente ignorato. E lui non riesce a garantire.
Esistono due principali motivi per cui un garante non riesce a garantire: il primo è che siccome tutte le società che hanno una concessione televisiva o telefonica devono versare ogni anno all’autorità che presiede una cifra che va 0,35 per mille allo 0,5 per mille del fatturato aziendale, lui non abbia questa gran voglia di incidere in maniera negativa sui ricavi della sua maggiore fonte di sostentamento, ovvero le società che controlla. La seconda, quella cui noi piace credere, è che sia da anni al centro di una feroce e crudele versione in grande del gioco dello schiaffo del soldato: lui si gira, e attorno c’è ci sono solo aziende, politici, istituzioni che fanno il mulinello con l’indice.
Arriviamo al punto e tiriamo le conclusioni per quanto riguarda entrambi i casi: cosa fa un paese civile quando si accorge che il suo garante, per un qualsiasi motivo, non garantisce? Ne pretende le dimissioni. Oppure: cosa fa, in un paese civile, un garante che non riesce a garantire? Si dimette.
Tutto ciò a meno che uno qualunque tra voi abbia memoria anche di un solo storico, provvidenziale, risoluto e deciso intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni italiana che non si sia risolto con un blando richiamo o una multa irrosoria nei confronti, che so, di compagnie telefoniche che hanno attivato servizi a pagamento all’insaputa degli utenti o di operatori televisivi che hanno superato la soglia massima consentita per la raccolta pubblicitaria. Cose così.
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(Qui la prima puntata)
(dai commenti del blog di Monia.)
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Per la serie “Grandi statisti del nostro secolo: i discorsi”, Macchianera è venuto in possesso dell’audio dell’intervento di Flavia Vento al congresso della Margherita. Segue fedelissima trascrizione.
Ai tempi di Cuore, in questi casi, dovevamo specificare con un bollino: “Tutto vero!”.
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Se ne è già scritto su EmmeBi e Wittgenstein: al congresso nazionale della Margherita che si è svolto la scorsa settimana, Flavia Vento è intervenuta sul tema “Come la politica parla ai giovani”.
Ulteriori dettagli da Dagospia: “l’attrice ha sorpreso l’uditorio con attacchi a Bush e riferimenti biblici e chiedendo il ritiro delle truppe dall’Iraq”.
E’ come se le parole continuino ad illuminarsi sulla mia retina come scritte al neon: “attacchi a Bush“… “riferimenti biblici”… “ritiro delle truppe dall’Iraq”… “Flavia Vento“… “attacchi a Bush“, “riferimenti biblici”, “ritiro delle truppe dall’Iraq”, “Flavia Vento“… “attacchi a Bush“, “riferimenti biblici”…
Esiste, là fuori, la forte, radicata e immotivata convinzione che se sei un’associazione di sinistra, un centro sociale, una newsletter pacifista, una qualsiasi congrega di duri e puri allora sei affrancato dal divieto di inviare spam.
Mi rincresce dirlo. Del resto, però, certi atteggiamenti risultano incredibilmente più irritanti quando a compierli sono quelli da cui meno te lo aspetti.
E no, cari signori di Arcoiris TV, se invadete impunemente la mia casella postale inizia a non potermene fregare di meno degli eventi e delle iniziative che pubblicizzate, delle interviste di Giulietto Chiesa, dell’ospedale di Sulaimaniya, dei Convegni “L’impresa di un’economia diversa”, di Ezio Mauro intervista Romano Prodi (e sticazzi), di Fausto Bertinotti e Clemente Mastella che discutono su “Come vincere nel 2006″.
Si vince (anche) scrivendo “segnaliamo” invece di “segnialiamo” e, soprattutto, non rompendo impunemente le balle al prossimo.
Dico anche a voi, ultimi occupanti abusivi della mia casella di posta. Voi della “no-news-letter di Carta” che così vi giustificate:
Cazzo ci fate lì, non invitati, nella mia casella di posta? Pussate via. “Ci scusiamo” una beta fava. “Unsubscribe” un par di palle. Voi mi avete arbitrariamente iscritto, voi mi cancellate.
Sta’ a vadere che domani scendo in strada e, davanti al tabaccaio, sparo in testa a uno a caso. Poi però ho la premura di lasciare un biglietto: “Questo omicidio è stato assolutamente casuale. E’ una piccola violazione del codice penale, che mi sono concesso a causa del momento eccezionale che stiamo vivendo: il mondo è sovrappopolato, qualcuno deve pur crepare e fare spazio. Mi scuso con la vittima nel caso non abbia gradito il gesto: va anche detto, però, che non portava al collo un cartello con scritto in maniera evidente «Non voglio morire. Grazie»”.
E così pare che una delle nuove e più pratiche funzioni apparse nella penultima versione di Movable Type, ovvero il processo di pubblicazione di un post o di un commento più breve a scapito della messa in linea immadiata, fosse un realtà un bug del programma. E così la nuova versione è tornata a richiedere minuti di attesa prima che la pubblicazione del proprio intervento vada a buon fine. E non giova, purtroppo, che parecchi server che hanno installato Movable Type (per quanto protetti da MTBlacklist) siano tartassati dallo spam nei commenti ricevendo centinaia di richieste al minuto.
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sottotitolo: >>> Cristina Gavello è una copiona. < <<
L’e book è stato COPIATO all’80% PARI PARI dalla MIA TESI di laurea. Ricordate la mia tesi? Ne avevo fatto un mini evento mediatico postando online dall’aula tesi della mia università. Ricordate? Avevo anche postato l’indice della mia tesi e, vedete, è chiaramente copiato dalla signorina GAVELLO.
In dettaglio:
copiato tutto da pag. 50 a 73
da pag. 9 a 17
da 31 a 34
conclusione
bibliografia
pure tutte le note
e varie frasi sparse
Se volete controllate qui.
Voi intanto segnatevi la data: 26 ottobre.
Le persone comuni, non fanatiche, come le due Simone, come Enzo, come le migliaia e migliaia di amici che cercano di vivere a modo loro, senza rassegnazione e senza prepotenza. Danno un esempio. Anche politico, fra l’altro.
• Simona, l’altra Simona, Enzo sono di quelle persone che finiscono sui giornali solo quando succede loro qualcosa di eccezionale. Hanno bisogno, per essere “persone importanti”, di essere tirate dentro alle storie dei grandi capi del mondo, quelli che ammazzano a massa per nobili ragioni e son dunque i protagonisti ufficiali dei giornali.
Ma i nostri amici non sono importanti perché aggrediti ora. Sono importanti per la loro vita normale, quella in cui il pericolo – come il pericolo del minatore o del ferroviere – è semplicemente un aspetto di un lavoro da fare, non uno spirito di guerra. Nell’indifferenza ufficiale, sono stati loro – loro, e quelli come loro – a costruire le cose che resteranno. Enzo è stato fra i pochissimi giornalisti a raccontare le storie del mondo così, come le vive la gente comune. Non credo che gli editoriali del Corriere saranno di qualche utilità per chi vorrà ricostruire la crisi irachena fra vent’anni. I blog di Baldoni invece sì.
Così, fra tanto sbraitare di lotta al terrorismo, il Ponte per Bagdad, le Ong, le due Simone, sono gli unici che l’hanno fatta veramente. Gli unici a contrastare il terrorismo nella testa della gente. Di tanti generali, politici, commentatori strategici e presidenti, nessuno è riuscito a ottenere un minimo non dico di solidarietà ma di comprensione dalla gente di Bagdad. I nostri amici sì. Sono loro ad aver portato le donne irachene, i sunniti, gli sciti, tutti quanti, a dire “siamo nemici del terrore”.
Non l’hanno fatto con le armi nè con la propaganda, ma con l’esempio. Uomini e donne buoni, senza interessi da difendere, senza secondi fini: convivendo con loro, guardandoli vivere, anche i più diffidenti hanno capito che forse occidente e oriente hanno qualcosa in comune, che forse sull’amicizia reciproca si può costruire qualcosa. Questo è un risultato fortissimo, storico, che ci aiuta a pensare che fra vent’anni, probabilmente, il solco del terrorismo reciproco sarà un ricordo passato, inutilmente alimentato da pochi politici ma irrimediabilmente datato per il senso comune.
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Uno si chiede: è davvero così rassicurante svegliarsi la mattina, scoprire che hai sposato uno con la faccia di Marty Feldman e si diverte a terrorizzare i tuoi bambini sostenendo che lo yogurt che si apprestano a mangiare è pieno di bacilli “L. casei Imunitass®” (quelli che stanno facendo “cheese” nella foto a destra) che resistono al passaggio del tratto digestivo restando vivi nel loro stomaco?
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Abbiamo detto un sacco di fesserie, ammettiamolo. Tutti a darle addosso perché la sua riforma favoriva le scuole private che (ne eravamo sicuri) per lei, il ministro Letizia Moratti, voleva dire cattoliche. E giù a dire che è una bacchettona, a travestirla da suora nei manifesti, ad accusarla di voler tornare indietro di 50 anni quando si iniziavano le lezioni con il Padre Nostro e se ti scappava uno starnuto erano bacchettate.