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E' morto Cossiga. Secondo le sue volontà sarà insabbiato.

SMS ricevuto da anonimo

Archive for settembre, 2004

Vergogna equa e solidale. Sottotitolo: “Dividiamo tra tutti quella di uno che da solo dovrebbe provarne troppa”.

O porco cane le hanno liberate. Lo sapevo che portava sfiga, lo sapevo! Adesso non potrò accendere la tivù per una settimana.
(Monj, commento nel blog Brullonulla, 28 settembre 2004)
Appunti per un ipotetico post alla onq sulla liberazione delle due bagasce:
1) dire che hanno convinto i sequestratori a suon di bocchini
2) dire che sono state liberate perché così brutte che facevano oibò ai negri
3) dire che se avessero saputo fare dei bei pompini i beduini si sarebbero tenuti almeno le teste.
(Onq, commento nel blog Brullonulla)
Credo che qualsiasi donna con un minimo di coscienza civile e di consapevolezza non può non pensare all’Islam come ad una religione e cultura “nemica”, da incalzare, da cambiare, da trasformare.
(Marino 27, lettera a Dagospia, 30 settembre 2004)
Ma siamo veramente sicuri che le due siano state rapite veramente oppure non sia stata una geniale messa in scena per raccogliere una montagna di soldi per queste fantomatiche associazioni umanitarie e quant’altro?
(Giusy, lettera a Dagospia, 30 settembre 2004)
Arrivano a Roma ostentando i loro vestiti arabi, non potevano cambiarsi sull’aereo? Come fanno di solito i sequestrati che sono liberati e mettersi, in mancanza d’altro, una giacca dell’aeronautica o dei carabinieri?
(Giovanbattis ta, lettera a Dagospia, 30 settembre 2004)
Alla luce delle loro dichiarazioni: ma che le abbiamo liberate a fare?
(Cato, lettera a Dagospia, 30 settembre 2004)
Prima di ripartire per l’Iraq, Simona Pari e Simona Torretta facciano una colletta tra i valorosi pacifisti italiani e restituiscano l’importo del riscatto.
(Giuliano Ferrara, Il Foglio, 1° ottobre 2004)

Per non dimenticare Zonker

Riceviamo dagli amici di Enzo Baldoni e volentieri pubblichiamo la lettera che il fratello Sandro ha inviato a Repubblica. Pone interrogativi importanti che si spera raggiungano l’obiettivo di far tornare a parlare delle molte inquietudini e interrogativi che circondano il rapimento di Baldoni. Soprattutto adesso che è ancora in ballo la dolorosa questione del recupero dei suoi resti, è utile che l’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica sia convogliata su Enzo e sulla sua tragica fine.

Enzo BaldoniCaro direttore,
felici questi giorni anche per noi Baldoni, contenti di rivedere le facce belle, pulite e sorridenti di Simona Pari e Simona Torretta, e di stringerci idealmente in un abbraccio ai loro familiari.
Ma permetteteci, da cittadini qualsiasi di questo stato, di farci e fare pacatamente qualche domanda molto diretta.
Perché nel caso di Enzo il governo italiano ha sonnecchiato così a lungo e si è dimostrato così freddamente distaccato da una tragedia che anche in quel caso non aveva coinvolto solo una persona, ma un’intera nazione?
Perché le opposizioni non sono riuscite ad andare oltre la polemica spicciola, invece di sollecitare l’immediata azione di tutte le altre forze politiche per una soluzione rapida del sequestro?
Perché i servizi segreti hanno perso giorni preziosi minimizzando subito la questione della sparizione di Enzo, addirittura dando notizie infondate su una sua presunta irresponsabile uscita dal convoglio della Croce Rossa, quando lui era stato evidentemente catturato mentre era di ritorno a Bagdad assieme ai medici e agli infermieri con cui era andato a curare un gruppo di feriti iracheni?
Perché dopo tutto questo tempo non si riesce ad avere il benché minimo indizio su che fine abbia fatto il corpo di un occidentale clamorosamente rapito e ucciso nella non immensa periferia di Bagdad?
Insomma, abbiamo due governi, uno efficientissimo e uno completamente inaffidabile, così come abbiamo due opposizioni e due servizi segreti?
Pensiamo siano cose che molti altri italiani si chiedono, confusi anche da questa improvvisa e un po’ sguaiata gara della nostra classe politica ad attribuirsi meriti e medaglie, mentre un mese fa era tutto un correre a nascondersi nei coni d’ombra disegnati dalle poltrone.
Qualcuno può rispondere? Grazie.
Sandro Baldoni
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  • Filed under: Segnalazioni
  • Net To Back

    Net To Be (474)

    Da oggi riparte la striscia di “Net To Be“, il mio prodotto più esteso nel tempo. L’ho stoppata nello scorso febbraio e riprendo a disegnarla ora, pro domo mea e semplicemente perché, dopo 473 puntate, provavo sensi di colpa verso Alessio e tutta la Immanet, per la chiusura repentina della serie.
    In fondo si tratta di un mondaccino con microclima autonomo, che mi ha accompagnato per quasi tre anni, acquistando solidità e volume all’interno delle mie giornate. Interrompere per forza di cose tutti gli sviluppi, le partiture meccaniche dei singoli personaggi (lo sa chi ha a che fare con l’azione del “narrare”), lascia un senso di vuoto malinconico. Gli impiegati della mia new-economy sono divenuti familiari a tanti lettori di Clarence, c’è anche chi si è stampato e appeso la sua striscia preferita sul luogo di lavoro.
    Hanno avuto l’onore di una pubblicazione in carta e inchiostro, di loro si è parlato sul web e sui giornali. Insomma, sapeva di brutto chiudere così.
    Ora però la trovate su Warehouse, il magazzino di famiglia. Tengo a dire che questa nuova serie è al momento assolutamente libera da vincoli commerciali. Ciò significa che potete linkarvela dove volete, copiarla e incollarla sui vostri blog e siti, mantenendo l’obbligo minimo di riportare tutti i riferimenti all’autore e al luogo da cui la prelevate. Facciamolo, questo esperimento: vediamo quanto Net To Be può viaggiare ed estendersi sulla Rete, visto che di Rete ha vissuto e continua a parlare. Anche da questo dipenderà la sua longevità. Abbracci a tutti.

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  • Filed under: Net To Be
  • Finalmente si respira!

    Tanto per abbaiareMa poi bisogna riflettere: chi l’ha organizzato? Come si sono comportati i politici? Perché siamo ancora in Iraq? Qualcuno sta ancora reclutando guardie private in Italia? Cos’è successo, “politicamente”, nella testa della gente in queste settimane?

    • Ora si ride, ora si respira e ora – fra l’altro – si può ricominciare a parlare senza timore di mettere in pericolo nessuno. Così, disordinatamente e liberamente.

    1. Per prima cosa, visto che è quella più scocciante, bisogna riconoscere il buon comportamento – stavolta – di Berlusconi. Non ha dato aria alla lingua, non fatto dichiarazioni che potessero creare problemi, ha chiesto – cosa per lui assai difficile – l’aiuto dell’opposizione. Tutto il contrario dell’altra volta, quando ha perso platealmente la testa offrendo di sè un’immagine poco bella. Nelle prossime ore, probabilmente, non mancherà di esagerare il suo ruolo, di attribuirsi meriti, di “far politica” sulla liberazione. Ma è un politico. Stavolta s’è comportato bene, e – quel ch’è giusto è giusto – gliene si dà atto.

    2. Pessimo invece il comportamento di Fini. Costui, nell’immaginario della destra, sarebbe il capo freddo e responsabile, quello che non perde la testa. E’ stato invece l’unico politico italiano di una certa consistenza a mettere concretamente in pericolo la liberazione, con la sua sciocca polemica sul coraggio dei pacifisti e il conseguente possibile acuirsi della tensione. La verità è che Fini non è uno statista. Non è un leader, non è un democratico, non è un fascista – è semplicemente un ragazzo precocemente politico, beniamino della signora maestra – prima Assunta Almirante, poi Cossiga – che, da banale primo della classe, s’è sentito autorizzato alle più strane ambizioni. Con tutte le sue buffe e complicate manovre, egli non sostituirà mai Berlusconi. La ragione è che gli mancano le palle (usiamo appropriatamente un linguaggio fascista) e questo lo porta, sistematicamente, a scegliere ogni volta la soluzione più facile e meno dolorosa. In questo caso aveva dei problemi di credibilità col partito e prendersela coi pacifisti era la maniera più semplice per fare l’uomo duro. Di essere anche un ministro italiano, non l’ha neanche sfiorato il sospetto. Fossimo fascisti, consiglieremmo ai camerati di sostituirlo o con un fascista come Tremaglia (che di coraggio non ne parla mai perché è stato soldato) con un democratico come Grillini (che oltre al resto è pure lui bolognese). Ma sono affari loro. Noi vorremmo semplicemente non trovarcelo mai più fra le scatole nei momenti pericolosi.

    3. Chi ha rapito le due Simone? Ipotesi ne sono state fatte tante, tutte sono possibili e nessuna – proprio nessuna – è esclusa. Di certo, c’è che sono nemici nostri, che hanno fatto del male a delle nostre compagne e che prima o poi la devono pagare. Se tu che leggi fra quindici anni sarai al governo (e non ridere: statisticamente, un pacifista cane sciolto è il probabile leader della prossima generazione) ricordati che hai un debito da pagare. I rapitori delle Simone, gli assassini di Enzo, prima o poi debbono arrivare in Italia, a costo di pagarli a peso d’oro. E siccome là tutti vendono tutti, non è escluso che prima o poi ci si riesca. Questo è uno degli obiettivi della sinistra, adesso. Bisogna pensarci sempre e non dimenticarlo mai.

    (continua…)

    Why don’t we talk about it?

    Qualcuno sarebbe così gentile da spiegare alla gran parte dei consulenti musicali delle trasmissioni televisive che “Sexed Up” di Robbie Williams è quanto di meno indicato per sottolineare una scena d’amore?

    SEXED UP
    (Robbie Williams)
    Loose lips sunk ships
    I’m getting to grips
    With what you said
    No it’s not in my head
    I can’t awaken the dead
    Day after day

    Why don’t we talk about it?
    Why do you always doubt
    That there can be a better way?
    It doesn’t make me wanna stay

    Why don’t we break up?
    There’s nothing left to say
    I got my eyes shut
    Praying they won’t stray
    Oh we’re not, sexed up
    That’s what makes the difference today
    I hope you blow away

    You say we’re fatally flawed
    When I’m easily bored
    Is that OK?
    Write me off your list
    Make this the last kiss
    I walk away

    Labbra allentate, navi affondate
    Comincio a capire
    Grazie a quel che hai detto
    No, non è nella mia testa
    Non posso risvegliare i morti
    Giorno dopo giorno

    Perché non ne parliamo?
    Perché dubiti sempre
    Che possa esistere un modo migliore?
    Mi fa passare la voglia di restare

    Perché non ci lasciamo?
    Non è rimasto niente da dire
    I miei occhi sono chiusi
    E prego che non si perdano
    Oh, non siamo più attratti sessualmente
    E questo è quel che fa la differenza, ora
    Spero che tu sparisca

    Dici che siamo fatalmente imperfetti
    Quando io sono facilmente annoiabile
    Va bene?
    Cancellami dalla tua lista
    E fa’ in modo che questo sia l’ultimo bacio
    Me ne vado

    (continua…)

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Barbara Livi /7

    Clicca qui per aprire il wallpaper,
    poi tieni premuto il tasto destro del mouse
    e scegli “Salva immagine con nome…”
    quando appare l’immagine.
    (Formato .jpg – 1600 x 1200)
    Info: IMDB


    La notizia era falsa: non sono libere!

    Finalmente trapela qualche notizia su Simona Torretta e Simona Pari, le due italiane sequestrate in Iraq e tuttora nelle mani di feroci e ambigui rapitori. Emerge, secondo fonti smaccatamente governative e anti, che le due Simone, dette in codice Simon&Simon, sarebbero passate di mano da un gruppo di musulmani a nuovi più spietati rapitori, il che complica tutta la faccenda. Le ragazze sarebbero ora detenute da un gruppo di 56 milioni di fanatici nichilisti, che le avrebbero separate in due distinti covi, uno a Roma e uno a Rimini. La geniale e freddissima mente dietro questo scambio dovrebbe essere il sinuoso vicario di un feroce saladino, temutissimo, sul quale però al momento non grava nessuna taglia americana, ma che comunque, se finisse nelle mani dell’Amministrazione Bush, verrebbe immediatamente deportato in Texas e schiantato con la tremenda tortura dell’ingollo forzato di costate alla griglia.
    Per stasera è prevista la consegna e la trasmissione di un video in cui apparirebbero le due Simone, alla mercé del portaportavoce dei fondamentalisti, il quale cela il volto dietro un cappuccio di nei e cuperose, e minaccia le giovani di tagliare loro la lingua e di espropriarle della testa.

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  • Filed under: Personale
  • Ma grazie!

    Ieri ho avuto il piacere di veder trasmessa un’intervista rilasciata al TG2 dal dottor De Vita, presidente della lobby, pardon, della unione, dei petrolieri italiani.

    domanda: dottore cosa risponde a quanti si lamentano del fatto che in Italia abbiamo i carburanti più cari d’Europa?

    risposta: in agosto in Europa il prezzo dei carburanti è salito mediamente dell’1,5% mentre in Italia solo dell’1,3%. I consumatori dovrebbero dirci grazie invece che lamentarsi!

    Ecco, qua ci sono tutti i numeri di telefono dell’Unione Petrolifera, incluso quello dell’ufficio di presidenza. Chiamate mi raccomando, e ringraziate. Son sicuro che saranno entusiasti di sentirvi.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • Standing Ovation

    Simona Torretta:

    Ora sono stordita e stanca e non sono in grado di fare programmi, ma di sicuro non mollerò il lavoro che ho portato avanti fino ad ora. Non dobbiamo dimenticarci del popolo iracheno, di quella gente che sta soffrendo
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  • Filed under: Segnalazioni
  • E’ Gianni Letta il nuovo Kissinger!

    Lia CeliDove le presuntuose diplomazie di Parigi e Londra hanno fallito, ha fatto centro il mellifluo ispiratore del leggendario “patto della crostata”: ha riportato a casa dall’Iraq le due Simone, e se non avesse finito la marmellata, sarebbe riuscito a far liberare anche gli ostaggi francesi e inglesi. L’Occidente dovrebbe meditare sulla Letta-Politik: quando il gioco si fa veramente duro, è la pastafrolla a decidere la partita. Ora, in una politica mondiale dominata da pasticcioni irresponsabili ed esibizionisti, l’azzimato pasticciere allevato alla scuola dello chef Andreotti, da anni abilissimo aggiustatore di buchi nelle malriuscite ciambelle di Silvio, si staglia come un gigante: se è riuscito a far andare d’accordo per mezza giornata tutti I partiti italiani, per lui sarebbe uno scherzo riportare la pace in Palestina e in Cecenia. Appena smetterà di dedicare al lavoro solo i brevi intervalli fra il parrucchiere e la manicure, l’umanità potrà tornare a sperare in un futuro migliore.

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  • Filed under: Paginatré
  • Retroscena

    E se fossero state a casa di Gianni Letta per tre settimane?

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  • Filed under: Opinioni
  • Il mio dramma umano

    Condividere la data del compleanno con un nano bandanato.

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  • Filed under: Personale
  • Fuga per il Vittorio

    Dopo il primo fortunato esperimento, continua l’iniziativa umanitaria di Macchianera denominata “Indovina la prima pagina di Libero di domani”: Vittorio Feltri è un uomo triste, ostaggio del proprio personaggio e intrappolato in un ruolo che è costretto ad interpretare controvoglia a scapito di una tranquilla vecchiaia da trascorrere in un posto tranquillo, circondato dal verde e accudito da personale solerte e premuroso.
    Questo è il nostro contributo alla causa.

  • 14 Comments
  • Filed under: satira
  • Io Tarzan, ma tu cita

    Libero del 28 settembre 2004Duole dirlo (e duole soprattutto quando uno immagina il titolo con cui apparirà in edicola un tal quotidiano), ma fa specie che un giornale come “Libero” – che più volte da queste parti, quando gli andava bene, è stato oggetto di sacrosante prese per i fondelli – riporti un testo citando correttamente la fonte, mentre altretestate magari non proprio più autorevoli ma sicuramente più popolari non hanno avuto la medesima premura.

    Ragazzi di TGCom (che siete pure recidivi, se il vostro direttore appare in video cianciando di “aver scoperto qualcosa che il giorno prima è apparsa su queste pagine), fa piacere che leggiate Macchianera. Sappiate che siete ricambiati. E che non è di sicuro una questione riguardo alla quale scaldarsi più di tanto: del resto questa è internet, bellezza. Però, ecco, esistono fesserie e oscure usanze prettamente giornalistiche quali la verifica e la citazione della fonte e altre, probabilmente meno giornalistiche, come la correttezza e la scrupolosità.

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  • Filed under: Segnalazioni
  • La foto di una generazione

    Tanto per abbaiareCome Falcone e Borsellino dieci anni fa, così le volontarie pacifiste di oggi rappresentano in un certo senso l’ideale di una generazione. Non è vero che il mondo stia fermo. Il senso comune cambia e cambiano – sempre più umanamente – le persone


    Clicca per ingrandire la vignetta

    • La foto delle due ragazze – un primissimo piano dei due visi, uno verso l’altro, due sorrisi – ricalca esattamente quella famosa di Falcone e Borsellino. E, come quella, è ormai un’icona popolare: le facce normali, l’ironia, l’amicizia, l’essere in due – tutto parla esattamente come allora. Nel caso dei due amici giudici, c’era la maturità di due quarantenni, due uomini come da ragazzi si vorrebbe diventare. Sconfitti sul piano immediato (tradita l’antimafia, rinvigliacchito il popolo siciliano) essi però vinsero sul piano della storia profonda. Tutta una generazione, in un certo senso, si formò su quella foto; se non tutta, nella sua parte egemone e civile. Molti trentenni che oggi s’incontrano nei movimenti, nella società civile o semplicemente nelle professioni, *sono* Falcone e Borsellino; non sarebbero mai nati, senza quella foto. E questo fu il punto d’arrivo di dieci anni, dall’83 in poi, in cui da una società apparentemente normalizzata e rifluita sgorgò improvvisamente il movimento antimafia, la prima contestazione civile di massa dopo il Sessantotto.

    Così, questa foto tranquilla, di due ragazze qualunque – bisogna leggere la didascalia per sapere di che si tratta – è in realtà il punto di coagulo di un processo lungo e profondo. Come il “common sense” antimafioso, anche il pacifismo di ora non è affatto improvvisato. Comprende valori antichi, a volte contadini (Placido Rizzotto, don Milani) e trend postmoderni, da seconda urbanizzazione e nuova borghesia. Si traduce alla fine in visi comunissimi, “banali”, in cui la medietà delle emozioni è però a un livello alto e nuovo, e segna uno spartiacque fra il dopo e il prima. La pace, ma anche la novità delle donne che hanno completato il percorso e sono a pieno titolo in prima fila. Rassicuranti e solide, persone da imitare e seguire, esattamente come i due quarantenni coi baffi della generazione prima.

    Io ho incontrato Falcone e Borsellino parecchie volte, in questi anni. In Veneto, in Sicilia, a Bologna, a Roma – quanti giovani uomini ho visto che lo erano, senza saperlo. E chi è più fresco di me e ha gli occhi aperti ora non avrà difficoltà a riconoscere, io penso, le centinaia di Simone di ogni giorno. Il mondo cambia, gli esseri umani cambiano, cambia l’approccio umano e, per quanto insolente e incredibile possa sembrare dirlo qui e ora, cambiano complessivamente e alla lunga avanti e in meglio.

    (continua…)

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    • Contro la stupidità anche gli dei sono impotenti. Ci vorrebbe il Signore. Ma dovrebbe scendere lui di persona, non mandare il Figlio; non è il momento dei bambini. (John Maynard Keynes)
    • Lurido schifoso criminale impunito e prescritto, smetti di dire "Vinceremo il cancro in 3 anni": dì che vincerai le zanzare entro 6, e ti voto. (Paolo Madeddu, da FriendFeed)
    • Io capisco di stare esagerando con l'aria condizionata quando vado in corridoio e per un attimo penso "Che bel calduccio". (Knef, commento su Friendfeed)
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