I fantasmi del Tupolev

Ok, va bene. Io sono un paranoico, ma. Diciamolo ora, scriviamolo ora, che tutti quanti noi possiamo ancora leggerlo nei primi dispacci delle agenzie. Dai due aerei caduti in Russia, mancano all’appello sei persone.

Poi magari non se ne fa nulla, ma chissà perché io credo che non ne sentiremo più parlare. Spero proprio d’essere smentito. Intendo: l’ultima volta che mi è capitato di leggere una cosa della quale poi non s’è mai più parlato era l’11 settembre 2001 alle 18.30. E trattava di due F16 della marina statunitense che avevano abbattuto un aereo a missilate. Com’è come non è dentro quel veivolo si scoprì poi che c’erano un sacco di boyscout con il pelo sullo stomaco che organizzarono una sorta di rivolta contro i dirottatori e per questo vengono oggi ricordati quali eroi d’altri tempi. A me nessuno mi toglie l’idea che quel robo l’hanno tirato giù, punto e basta. E fra parentesi sarebbe stato molto difficile prendere una decisione differente, ma non entro nel merito.

Torniamo ai nostri sei fantasmi. Si registrano al check-in, gli vengono caricati i bagagli ma loro non salgono. Mettiamola così: diciamo che non hanno ancora trovato i loro corpi, perché non mi risulta che vi sia una telecamera sulle scalette. Ma se i corpi non si ritrovassero mai più allora ci resterebbero in mano tre ipotesi:

1) non sono saliti (perché? si sono registrati no? trovateli e chiedeteglielo)
2) sono morti dilaniati dall’eventuale esplosione (quale esplosione?)
3) sono scesi (come, ma soprattutto quando?)

Se il terzo punto avesse una minima credibilità sarebbe corretto da parte nostra prendere in considerazione determinati scenari? Tipo..

(Visited 35 times, 1 visits today)

4 Comments

  1. “Se il terzo punto avesse una minima credibilità sarebbe corretto da parte nostra prendere in considerazione determinati scenari? Tipo..”

    Tipo che gli alieni se li sono portati via non si sa come non si sa dove.

    E’ procedura standard degli aeroporti di un certo livello di eseguire un controllo in cui ogni collo caricato in stiva viene collegato ad un passeggero registrato in cabina; questo non difende dagli attentati però obbliga gli attentatori a salire assieme al bagaglio ed a morire assieme agli altri; ciò è ok per tanti attentatori, ma non per tutti.
    Oltre a ciò, tutti i bagagli in stiva devono venire passati allo scanner a raggi X sempre e comunque; al minimo dubbio vengono richiamati i legittimi proprietari del collo, obbligati ad aprirlo eccetera eccetera. Idem per il bagaglio a mano.
    Le compagnie dovrebbero tenere un registro stilato in collaborazione con i servizi segreti del paese in cui si trovano e del proprio paese (almeno) con un database dei soggetti “di dubbia moralità” -diciamo così- che nel caso si volessero imbarcare devono essere frugati ed indagati in modo non blando e non veloce.

    Siccome pochissime compagnie aeree hanno intenzione di sputtanarsi la reputazione verso i propri clienti mostrando un comportamento da agenti del Mossad, e siccome maggiori controlli=più costi, il controllo negli aeroporti sarà sempre troppo superficiale per impensierire davvero i malintenzionati.
    D’altra parte, questo viene amplificato del 200% in paesi poveri e/o con personale prono alla corruttibilità.

    Ricordo che due anni fa un giornalista italiano entrò indisturbato nella stiva di un aereo parcheggiato all’aeroporto di Forlì, idem due giorni fa un giornalista di un tabloid londinese ha fatto lo stesso a Birmingham.

  2. Che la Russia non sia da prendere a modello per sistemi di sicurezza, dopo la scomparsa del Cheghebé, non è una novità, ma gli standar mondiali di sicurezza impongono che a passeggero deve corrispondere bagaglio e viceversa, altrimenti non si parte, le hostess quando chiudono il portellone controllano che tutti siano ai propri posti altrimenti niente volo finché il bagaglio del desaparecido non verrà rimosso dal vano bagagli, valutata la situazione, cercato il proprietario e se per caso il bagaglio dovvesse davvero andare a quella destinazione non verrà reimbarcato se non dopo controllo radiogeno e contro il pericolo chimico. Queste sono le parole di un’amico addetto ai lavori a Malpensa che mi dice anche questa essere un’abitudine presa dagli israeliani che la introdussero trent’anni fa e me l’ha spacciata come consuetudine planetaria. Poi di misteri ne son pieni gli scaffali… Qualcosa di strano nella caduta quasi contemporanea di due aerei credo già sia sufficiente per non credere alle coincidenze. Nei siti di controinformazione si parlava anche di morti strane di bio scienziati alcuni dei quali volavano sull’aereo abbattutto sopra l’Ukraina da un missile … che ci fossero scienziati anche qua?

  3. sugli aerei viaggiavano un uomo di nazionalità israeliana e dirigenti di compagnie petrolifere russe, fra gli altri. voi sapete cosa sta accadendo in russia per il petrolio da un mese a questa parte? io mi sto documentando.

    secondo punto. bene la storia dei controlli, d’accordo. ma se i nostri sei fantasmi lavorassero per il governo? quello russo dico.

    il presidente putin non sta passando mesi spensierati da un po’ di tempo a questa parte, proprio per la questione delle riserve interne. e la svendita ai fondi statunitensi, operazione in mano alla cia… così, a gradire. il presidente del colosso russo che sta dietro questo enorme affare, è attualmente incatenato sotto il cremlino sino a data da destinarsi per volontà del presidente che nel frattempo ha fatto di ogni diritto umanitario carta da culo.

    io sono paranoico, ve l’ho detto. ma con la storia che a pensare in grande si è sempre presi per matti, secondo me, ce lo mettono in culo a raffica.

    scusate, mi sentivo di dover precisare dato che il pezzo era stato volutamente lasciato aperto.
    s.

Rispondi