L’anatema

Ci sono buoni motivi per i quali, oggi, potersi incazzare. Partiamo da un concetto semplice: vi sono più cose per le quali vergognarsi di quante non ve ne siano di cui andar fieri. Come fosse un assioma, accettatelo. E intendo dire che oramai sono anni che stiamo assistendo alla debacle del diritto umano, alla caporetto del giudizio. Per contro è tutto un fiorire di suprusi e bigottismi. Io, perdonerete il francesismo, ne ho i coglioni pieni.

Parliamoci chiaro: che fine hanno fatto i detenuti di Guantanamo? Nel senso, chi sono? Perché sono lì, da quanto ci sono, per quale accusa, anzi con quale scusante? Dimenticati. O meglio, celati. Invisibili. Come un foglietto di carta inodore ed insapore (quand’anche completamente trasparente), sono scomparsi dalla nostra scrivania straripante di veline, calcio, figa, le tette delle vicina d’ombrellone, e Ken Follet (sia mai che ce lo dimentichiamo).

Io abito in una nazione ridicola, vergognosa. Questo è il fatto. Ed ho dei connazionali ridicoli, vergongosi e stupidi. Così come lo sono i loro governanti e di quel governo gli oppositori. Imbalsamati ragazzini che sbandierano quanto meglio gli aggrada a seconda del vento che tira. Senza che siano – mai – in grado di prendere una posizione su qualsivoglia argomento. Vergogna.

Quindi Guantanamo, dicevamo. Perché al di là di ogni perbenismo io credo che coloro i quali si trovino a marcire là dentro dovrebbero in un certo qual modo essere quantomeno incriminati. Dovrebbero avere un nome ed un cognome. Dovremmo, noi altri (a seconda di come la si pensi), almeno gioire della loro prematura e colpevole dipartita. Al contrario, e questo mi indigna e m’imbarazza, neppure sappiamo chi sono, che cazzo di faccia abbiano e quali siano le loro colpe. Alle volte, chissà quante volte, muoiono. E nessuno ne sa nulla. Non è stato ammutolito il diritto civile, non solo. E’ stata devastata l’opinione pubblica. Ci è stato fatto un torto, a noi. Non fraintendetemi, io non sono un moralista o un giustizionalista o un buonista, o qualunque altro “ista” vi venga in mente. Dico solo che c’è qualche cosa che non ha funzionato, o che invece ha funzionato da dio, ma allora siamo davvero nella merda.

Se, colpevole o meno che sia (sa poi dio di che cosa e secondo quali prove lo si sancisce), scomparisse mio figlio, mio padre, il mio vicino di casa di punto in bianco per 4 – quattro, QUATTRO! – anni io pianterei su un casino che Condoliza Rice non se lo immagina neanche. Tipo che la chiamo ogni 36 minuti e le chiedo come sta. Poi informazioni. Poi ancora per pasqua. E poi ancora informazioni. Poi contatto l’Onu, poi la Nato, poi il papa, poi Dell’Utri, poi Beppe Grillo poi dio, John Lennon e Mat ‘Guitar’ Murphy… non me ne frega un cazzo di niente, ci vado io a piedi in ginocchio sui ceci a ‘sta cazzo di Guantanamo, ma voglio sapere qualche cosa. Anche voi, ma che cazzo state qui a leggere con la faccia da ebeti? Fate qualche cosa santocielobenedetto!

Questo è un precedente che ci mette in una crisi che neanche abbiamo più le armi per poter immaginare. Questo è un precedente che è la vergogna dello stato di diritto, questo è un qualche cosa che Silvio Pellico gli è venuto il fuoco di sant’antonio e bestemmia in sanscrito da quattro anni a questa parte. E noi? Noi niente… noi le veline. Noi il calcio.

Poi ci sono state la regione Liguria e Toscana che, d’un colpo, prendono il governo in parola, modificano il loro statuto (come previsto dall’oramai prossima e famigerata devolution) e decidono il riconoscimento delle coppie di fatto, omosessuali, ed il voto per gli immigrati con regolare permesso di soggiorno. Dice, ‘sti cazzi, finalmente! No.

E’ che la devolution, bontà loro, vale solo e come lo decidono di volta in volta gli adepti delle acque del Po. Laddove l’immigrato bulgaro che si scoppia seicento ore a tre euro la settimana nel cantiere bergamasco va da dio, che poi decida chi cazzo dev’essere il suo sindaco allora no. Perché? Perché è bulgaro, perché si veste male, perché gli puzza l’alito e c’ha la mamma con i baffi.

Alla stessa stregua per le coppie di fatto e quelle omosessuali. Io penso: ma, buon dio, sono coppie. Qual è il problema? Recano disturbo? E a chi? Sono pericolose, magari, uccidono, stuprano, rubano… no, niente. Uno può avere 300 milioni di euro di debiti e fare il presidente del consiglio ma io non posso picchiarlo in culo al mio amico sennò sono uno stronzo che non può vivere nello stato di diritto di una repubblica democratica. Perché. Io ve lo sto chiedendo. Lo capite o no, che ve lo sto chiedendo? Io voglio un motivo. Uno solo, oggettivo. Me lo chiedeste a me vi risponderei: No, non lo puoi fare il presidente del consiglio se sei sottoposto ad indagini da parte della magistratura e sei a capo del 70% delle holding italiane e hai contratto debiti e fallimenti perché non sei una persona della quale mi posso fidare. Non sei stato in grado di tener testa (LEGALMNENTE) ai tuoi affari, per quale motivo dovrei pensare che invece riusciresti a badare a quelli di 60 milioni di persone? Eccola la mia risposta. Ne voglio una d’egual valore per gli omosessuali. Senza poi parlare della coppie di fatto.

Vergognatevi anche voi, come mi vergongo io. Questo sì che sarebbe un bel dogma cui sottoporsi. Un bella dose di vergonga un paio d’ore al giorno, tutti i giorni. Che se la vergogna fosse quotata in borsa, allora sarei felice; per tutto quel che vi ho investito, quantomeno sarei miliardario.

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33 Comments

  1. io capisco che quando parte l’invettiva ndò coglie coglie, ma in verità mi sfugge il nesso tra Guantanamo e le nequizie del nostro bel paese, e del nostro bel popolo. checciazzecca?

  2. Non ci azzecca nulla in verità, però mi sento vicino a Sasaki (o Fujika?). Gli ultimi anni, da quando ho finito l’università (sigh!) e mi sono tuffato nel mondo dei grandi, ciclicamente vivo questi stati di furore contro tutto e tutti che però si concludono sempre allo stesso modo:

    1) Mi sfogo con la mia ragazza
    2) lei scuote le spalle
    3) Io scuoto le spalle
    4) Penso di essere un alieno in un mondo di pazzi o un pazzo in un mondo di savi.

  3. Avrei una sola domanda: credi di conoscere il tuo pubblico al punto di poterti permettere un appello indiscriminato affinché tutti si vergognino due ore al giorno? Se conosci solo gente di merda non è colpa mia. Io di persone ne salvo parecchie.

  4. Spheric, perché? Per ognuno di quei morti, dieci vanno seppelliti a Guantanamo? Oppure, due, uno, mezzo?
    Il tema non è il bilanci(n)o dei morti, direi…

  5. ma datti una calmata. c’e’ una guarra, hai notato o no? e quelli sono prigionieri. o pensi che in guerra i prigionieri si trattano tipo gli eroi di hogan, eh?
    cheppoi il mondo faccia schifo e la guerra di piu’, se ne puo’ parlare. ma se a guantanamo ci stanno una cifra di talebani, scusate, non me ne frega una cippa. vogliamo dire del darfur, o di altre simili vergogne?
    e leva l’acca ‘hai tuoi affari’.

  6. forse c’è una guerra, ma se c’è ci sono dei prigionieri a cui non si riconosce niente dello status giuridico che competerebbe loro…

  7. Ho provato a chiamare Condoliza al telefono ma mi dicono che al momento l’utente non è raggiungibile, dell’Utri invece è in Sardegna ma ha detto che Guantanamo non esiste e che è tutta un’invenzione dei comunisti per screditare il suo capo (?).
    Poi c’aveva i gamberoni sulla griglia ed è dovuto scappare.
    Comunque se credi che questo possa servire, io vado pure a farmi le mie due ore di vergogna (che tanto qui diluvia e l’aperitivo al Mamma Rò non si può andare a prenderlo) però già che ci sono, e visto che il temporale ha preso bene, mi chiedevo se non fosse il caso di allungare la vergonga e ricordarsi anche di un po’ di popolazioni a caso.
    O magari, se preferisci, ce le dividamo che tanto ce n’è per tutti.
    Io potrei occuparmi della vergonga per il popolo ceceno (che fine hanno fatto i ceceni?) e poi mi prenderei una popolazione africana, che so’ il Ruanda o la Sierra Leone.
    Gli altri se le scelgano un po’ dove gli pare.
    Però facciamo presto che alle 21.00 ci sono le veline!

  8. Punto primo:
    ecco i nomi delle vittime dell’11 settembre, ora chi mi fornisce una lista dei prigionieri di Guantanamo?
    http://www.september11victims.com/september11Victims/victims_list.htm

    Punto secondo:
    Per le autorità ufficiali non c’è alcuna guerra in atto, quella in Iraq è finita da più di un anno e quella in Afghanistan da molto di più. Perchè i talebani di Guantanamo, che quindi sono stati catturati almeno un paio di anni fa, non sono ancora stati processati? Non sono un esperto ma direi che di leggi internazionali sui diritti dei prigionieri di guerra ce ne sono…

    Punto terzo:
    Concordo con tutto quello che ha detto Sasaki, purtroppo quando le cose per cui vergognarsi sono troppe (tu ne hai citate solo un paio, ma l’elenco sarebbe lungo) si preferisce girarsi dall’altra parte e accendere la tv piuttosto che fermarsi a pensare, trincerandosi dietro la scusa che “vabbè, mica posso stare dietro a tutto!” .

  9. Della Repubblica delle banane in cui vivo, mi vergogno da tanto tempo, sempre. Ma tant’è che il cavaliere mascarato e la sua banda bassotti non si sono materializzati d’improvviso sui loro scranni, ma sono stati votati democraticamente (non da me, io non li ho votati e ne sono fiero) dal popolino italiano, che era anche ben informato dei pericoli ai quali ci si esponeva facendolo. Ma penso che il popolino italiano sia fondamentalmente mafioso dentro, egoista dentro, ignorante dentro, incivile dentro, nella sua maggioranza pecorona, e penso che il futuro non sarà diverso, salvo qualche sprazzo di tanto in tanto. Mi consolo solo al pensiero che esiste però una minoranza di gente onesta, civile, altruista, colta, e finché esiste questa, sto tranquillo; quando sarà minacciata la sua esistenza diventerò molto molto molto cattivo.
    Per il resto fuori dall’Italia, sì, è tutto uno schifo, ma se lo è già il paese in cui viviamo, come si fa a porre rimedio a queste altre questioni?

  10. Tutto bello, tutto giusto e tutto rispettabile come é giusto che sia per ogni opinione. Bisogna però fare attenzione alla sottile demarcazione fra opinione e pregiudizio il quale spesso ci fa indulgere in frasi di sicuro e forte effetto che ne alimentano il sacro fuoco.
    A monte.
    Ma…vi siete resi conto che da un po’ di tempo siamo in guerra? Guerra vera. Con modalità differenti da quelle che la storia ci ha abituato a codificare come tale, ma vera e quanto mai terribile. Non sarà bello, elegante, acculturato e tutto quel kaiser che vi viene in mente dirlo, ma é un fatto che i “bevitori di aranciata”, come amava chiamarli Andreotti, hanno dichiarato guerra all’occidente nel modo più esplicito possibile e non certo da ieri. Cacciare la testa nel buco dei luoghi comuni del buonismo-a-senso-unico e nella melma dei mea-culpa-sempre-e-comunque é molto pericoloso. Fine, democratico ed ecumenico ma PERICOLOSO.
    Ahugh! I have spoken.

  11. Premetto che condivido in pieno, ma lascio da parte Guantanamo per alcune considerazioni più caserecce. Ho la fortuna di avere un lavoro. Niente lavoro niente pappa. Mi hanno insegnanto, tra le altre cose, l’onestà. Poi ci ho lavorato sopra da solo, e francamente mi ci trovo bene. Però. Da giorni sto riflettendo proprio sull’onestà. Un amico mi dice: pensa, quando ti guardi allo specchio vedi una persona onesta e integra e che può andar fiera di tutto ciò. Dunque? dico io. Niente, dice lui. Allora penso che se le persone oneste non faranno qualcosa per neutralizzare tutti i manigoldi che ci circondano, finiremo per diventare, come dice Bellobello, tutti molto, molto, molto cattivi. Perchè? Non ho uno stipendio che mi permette di viaggiare molto e come si deve, per cui non posso conoscere da vicino abitudini e attitudini del mondo intero, dove, mi si dice, “è anche peggio”. Non ci credo, e comunque vivo qui e non mi è mai piaciuto quando mia madre portava a esempio gli altri ragazzi solo quando le faceva comodo. Lo stesso siamo abituati a fare nel belpaese. Il mio perchè comincia da qui, dal basso, dall’uomo della strada, quello che dà il voto e che potenzialmente può diventare PresDelCons, che dovrebbe pagare le tasse, comportarsi civilmente in auto, emettere scontrino fattura ricevuta e quant’altro, non dovrebbe rubare, truffare, dovrebbe controllare che il prossimo si comporti come lui e via discorrendo. Però. “Il sistema ci impone di rubacchiare qua e là, sennò si chiude”, oppure “tanto lo fanno tutti”, o meglio ancora “figurati se i miei soldi li dò allo stato”. Ma è nato prima l’uovo o la gallina? Chi è “lo stato”? Il sistema impone di sparare ai ladri? Bene. Allora si può anche pensare che il sistema impone ai ladri di rubare, se vogliono mangiare. Il sistema. Poveri concittadini, impelagati nel sistema. Io no, vengo dalla luna come Caparezza, campo d’aria e non ho bisogno di una casa pechè quando è freddo mi smaterializzo per dormire. Sono preoccupato, perchè se mi becca il sistema, mi sistema davvero.

  12. Secondo me, il problema è che quando gli schifi del mondo e del Paese sono tali e tanti è evidentemente impossibile rimediare.

    E rimane solo la strada dell’adeguamento.

    Se il gatto mi caca per terra, pulisco.
    Se ricaca, ripulisco.
    Ma se un miliardo di gatti mi caca ognuno cinque volte al giorno in casa, l’unica è che cachi per terra pure io per nascondere con il mio tanfo il loro.

  13. Non sono d’accordo Piti, esistono almeno altre due soluzioni per tenere sotto controllo il tanfo.
    La prima consiste nel sopprimere tutti i gatti, la seconda (quella praticata da quasi tutti coloro che anno gatti come la sottoscritta) è quella di “educarli” a non farla per terra.

  14. Il sistema di Viscontessa non è applicabile, perché nella fattispecie bisognerebbe sopprimere tutti gli italiani (o quasi tutti) oppure bisognerebbe educarli. Ma se sono tutti (o quasi) “non educati”, chi li educa?
    E poi non esiste “un padrone dei gatti” per gli umani. O almeno spero.

    Per ora il sistema di Piti è il più realistico.

  15. se nessuno è in grado di educare gli italo-gatti, significa che ci riteniamo tutti italo-gatti-cacanti e pertanto il problema non dovrebbere sussistere.
    Mi pareva che Piti si ritagliasse il ruolo di colui che si adegua ai cacatori ed è a questo passivo adeguamento che io mi riferivo: se c’è chi defeca solo per adeguarsi, sarebbe il caso che anzichè mestamente rassegnarsi a questa incivile pratica, si occupasse di acquistare cassette e lettiera (ovvero “educare”) per i gatti indisciplinati.
    Insomma, gli animali sono tutti uguali o i maiali sono più uguali degli altri?

  16. Se ho ben capito, allora Piti dovrebbe uscire dalla sua posizione di adeguamento e diventare educatore degli italiani. Sarebbe fantastico.
    Ma in un paese che va avanti a raccomandazioni, non mi sembra possibile.
    Chi raccomanderebbe Piti per farlo diventare educatore degli altri, essendo Piti coerente, onesto, sincero, umile, sensibile, colto e soprattutto molto intelligente?

  17. Certa che messa giù così mi trovo un po’ in imbarazzo. La prima cosa che mi fai venire in mente è che non vedo perchè un gatto non debba cacare al suolo, in realtà chi l’ha stabilito che i gatti debbano defecare in una scatola maleodorante piena di sabbia? Il mio per esempio preferisce di gran lunga farla nelle aiuole e anche se le ortensie non ne godono, chi sono io per impedirgli il suo naturale svolgimento delle funzioni corporee?
    Sarà che effettivamente io non sono coerente, onesta, sincera, umile, sensibile, colta e mi viene il dubbio di essere anche molto poco inteligiente.
    Però! non male! quante persone pensi che siano disposte a non ritenersi inteligienti?
    Io direi esattamente lo stesso numero di coloro che sono pronte a giurare che la cosa che odiano di più al mondo è l’ipocrisia…eppure il mondo è pieno di ipocriti….mah!
    Vabbè, torno alle ortensie che hanno più bisogno di me di questa discussione.

  18. per Rina: hai dimenticato bello;-)))

    Per Viscontessa: vieni con noi, piccolina, in un posto buio, che ti facciamo vedere delle belle cosine

    Per Azu: noi si parlava di gatti. Tu sei interpellato solo quando si parla di cimici. Come rappresentante della specie.

  19. Perchè dovrei vergognarmi due ore al giorno? Per quello che fanno gli altri? Ma che stai scherzando? Ma non ci penso neppure. Sono poche le cose di cui mi vergogno. Male che vada, me ne pento, ma non me ne vergogno: in quel momento, l’ho fatto perchè mi sembrava giusto.
    Che poi in effetti Guantanamo e le coppie di fatto non c’azzeccano proprio una mazza, a meno che non si intenda come coppia di fatto quella Famiglia Osama – Famiglia Bush. Ma è un’altra storia.
    Però, penso io, il problema è che c’è troppa gente che si vergogna, e di solito poi non fa un cazzo per non vergognarsene più.
    Io per ora mi vergogno poco, le due ora al giorno le lascio a chi ne ha più bisogno.
    PS: la domanda sugli omosessuali ha mille risposte, dipendenti più che dal proprio orientamento sessuale, dal proprio orientamento religioso. Purtroppo.

  20. Perchè dovrei vergognarmi due ore al giorno? Per quello che fanno gli altri? Ma che stai scherzando? Ma non ci penso neppure. Sono poche le cose di cui mi vergogno. Male che vada, me ne pento, ma non me ne vergogno: in quel momento, l’ho fatto perchè mi sembrava giusto.
    Che poi in effetti Guantanamo e le coppie di fatto non c’azzeccano proprio una mazza, a meno che non si intenda come coppia di fatto quella Famiglia Osama – Famiglia Bush. Ma è un’altra storia.
    Però, penso io, il problema è che c’è troppa gente che si vergogna, e di solito poi non fa un cazzo per non vergognarsene più.
    Io per ora mi vergogno poco, le due ora al giorno le lascio a chi ne ha più bisogno.
    PS: la domanda sugli omosessuali ha mille risposte, dipendenti più che dal proprio orientamento sessuale, dal proprio orientamento religioso. Purtroppo.

  21. per Piti: quella cosa sulle belle cosine da mostrarmi è una promessa o una minaccia?
    Ora vado a cena in una trattoria free-tourists che mi hanno segnalato in zona, poi mi metto qualcosa di adeguato all’arruolamento e infine vengo a trovarvi.
    Ricorda, ogni minaccia è debito….o era promessa?

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