iPod, Therefore iAm

Per chi ama i prodotti di Apple non dovrebbe essere una novità l’accanita difesa dei sistemi proprietari esercitata da Steve Jobs. Lui si inventò (o meglio, prese in prestito) il sistema ad icone poi divenuto la base del successo di Microsoft. Lui non volle rilasciare la licenza del sistema operativo del Mac, e questo fece la fortuna di Bill Gates.
E sempre lui, da genio della strategia quale è, sta rifacendo esattamente la stessa cosa con l’iPod: non vuole rilasciare la licenza del software FairPlay, quello che controlla la possibilità di scaricare e copiarsi legalmente le canzoni. E la RealNetworks, dopo aver pregato il Jobs per mesi, ha creato una sua versione di FairPlay.
Alla Apple adesso starnazzano, senza capire che hanno fra le mani la gallina dalle uova d’oro come negli anni 80. E la stanno uccidendo di nuovo.

(Visited 3 times, 1 visits today)

12 Comments

  1. in altre parole, quelli della Mela sono ancora i più bravi tecnicamente, i più innovatori etc… ma si faranno ciulare un’altra volta dai markettari di msft o simile?

  2. Mah, forse è più complesso. Apple così non diventerà mai una Microsoft, ma sopravvive bene, in questo modo.
    Il MacOS era stato licenziato a terzi. In quell’occasione, lo share totale del sistema operativo era salito, ma la quota di mercato di Apple era scesa, a favore dei cloni. Apple vende ancora hardware, nonostante tutto (è più difficile da duplicare del software).
    Al momento Apple ha un quasi monopolio sulla musica online legale, e probabilmente cerca di sfruttarlo il più possibile per rafforzarsi, e cedere poi licenze a più caro prezzo.
    Fairplay comunque è stato licenziato a Motorola, per un futuro cellulare che accetta canzoni in formato iPod.

  3. Non solo fu MacOS licenziato ai cloni nel 1990, ma nel 1985, quando usci’ Windows 1.0, Sculley, appena diventato CEO di Apple, si fece infinocchiare legalmente da Gates. Quello della proprieta’ intellettuale sui programmi e’ un terreno scivoloso. Per dire, Microsoft nel 2000 perse la causa intentatale dai detentori dei diritti di CP/M – il sistema operativo sul quale MS-DOS nel 1981 era basato.
    Una correzione: Real non ha “pregato Jobs per mesi”. Ha preteso una licenza. E non avendola ottenuta, ha scelto una strategia ad alto rischio.

  4. Sul fatto delle licenze del MacOS sorry per la formulazione troppo aggessiva. Diciamo che non hanno creduto a quel modello di licensing. La IBM e la MS ci hanno creduto.
    PS: Ja, il carteggio tra i due CEO è stato reso pubblico. E la Real ha pregato la Apple per mesi.

  5. Non è la stessa cosa. Intanto, i cloni IBM sono nati non certo su licenza. Poi, Microsoft, come venditrice di sistemi operativi, ha nelle licenze il suo business. Sarà anche nata per fare un sistema operativo da personal computer per IBM, ma poi per MS l’ideale era proprio che esistessero altri produttori di oggetti simili, legali o meno.

  6. Vince’, mi sa che abbiamo vissuto in due mondi diversi. Io mi ricordo di un “modello di licensing” che giocava molto sulle copie/clonature illegali per far aumentare il volume, per guadagnare sui prodotti aggiunti sui bundle. Questo la Apple non l’ha capito negli anni 80 e non l’ha capito oggi.
    Proposta: vendere a prezzi stracciati la licenza FairPlay, piazzarlo in ogni dispositivo possibile ed immaginabile, permettere l’interoperatività tra l’iTunes e tutti gli altri software.
    La verità è che Apple non crede nella musica digitale per tutti così come non credeva nell’informatica per tutti.
    Period.

  7. Non metto in dubbio la tua buona fede, fabrizio. Ma qui stiamo parlando di due societa’ che usano lo stesso formato di dati del consorzio Dolby/Fraunhofer che ha creato MP3. Non c’e’ stato carteggio, Apple ha semplicemente deciso di non rilasciare la licenza di Fairplay – che serve semplicemente a proteggere le canzoni acquistate via internet – alle condizioni che voleva Gardner, e loro hanno deciso di ribattere copiando in modo da poter associare il nome iPod alle loro canzoni. Non c’e’ nessuna interoperabilita’ tra iTunes e gli altri programmi, ma solo il modo attraverso i quali l’iPod riconosce le canzoni protette. Farne una questione di musica per tutti mi sembra eccessivo.

  8. conosco i retroscena degli tentativi infruttuosi di Glasner di avvicinare Apple, e non e’ il caso di parlarne qui. Ma onestamente puoi definire carteggio le lettere di uno solo – che, come si sa da mesi, Apple decise di ignorare, in quanto non interessata? E se in mancanza di licenza (che e’ un diritto di un’azienda concedere o no, per proteggere il suo prodotto) decidi di fare il reverse engineering di un sistema di gestione dei diritti d’autore, e poi ammetti candidamente che cerchi di licenziarlo a tua volta, invece di utilizzarlo semplicemente per l’interoperabilita’, non ti comporti in modo disonesto? Per questo dico che non e’ una questione di musica per tutti. I download legali rappresentano solo l’uno per cento della musica venduta ogni anno, e di questi fairplay e’ diventato uno standard de facto, che piaccia o no. Mi sembra pretestuoso montarci una polemica sopra.

  9. Fabrì: forse viviamo in due mondi diversi. Nel mio IBM ora ha il 5% del mercato dei personal computer. E’ sempre grande, ma fa altro.

Rispondi