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Archivio per luglio, 2004

Dalla merda nascono i fior

lug 27 2004 Inviato da nella categoria Personale

Era la dannazione di Pelle di Seta, Riccardino. Se lo sognava di notte. Che la picchiava. Che la guardava con quei suoi occhi furbi e dolci e imprevedibilmente la colpiva, e lei si svegliava sudata, Pelle di Seta, col batticuore ed il fiatone, sul letto, come se avesse corso.
Giustamente Pelle di Seta la dette su. Era, come tanti, educatrice per sbaglio. Ora fa la postina ed è più contenta. Nessuno la picchia e per Natale le danno le mance.
Con Sandro, Riccardino non ci pensava neanche un po’ di colpirlo.
Bastava che Sandro alzasse lo sguardo e lui, un attimo prima, si fermava. Neanche a dirlo, Sandro non l’aveva mai toccato se non per giocare o fare i covini. Eppure Riccardino aveva timore di lui. Gli premeva troppo la relazione.

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Liboni Tour, una vacanza dal gusto ricercato

lug 27 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

Onore al campione italiano della partenza intelligente: se avesse programmato la sua fuga con una settimana di ritardo, si sarebbe imbottigliato sull’Autosole. Nel cassetto del killer umbro, un sogno: emulare il campione della fuga su due ruote, l’imprendibile Mullah Omar. L’avvocato Taormina: “Uccida un altro paio di innocenti, poi lo difendo io”. Un malfattore all’antica, che non traffica in droga, non fa politica, è ateo, non ruba ai ricchi per dare ai poveri, non squarta i familiari, non sevizia donne in serie, non collabora al Foglio, non scrive gialli e fa pure a meno del telefonino: più che in galera, merita di finire al museo, accanto all’Uomo del Similaun. A ostacolare le indagini, l’identikit di Liboni, corrispondente a un terzo dei maschi italiani: chi avesse visto un individuo di mezz’età, altezza media, pelato, con pancia e aria incazzata, prima di chiamare la polizia si assicuri di non essere davanti allo specchio. Per stanare il “Lupo”, gli investigatori giocheranno d’astuzia: già sguinzagliate in tutta Italia centinaia di agenti travestiti da Cappuccetto Rosso.

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E’ tutto intorno a te (Sei circondato, esci con le mani in alto)

lug 27 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

forse non lo dici / però lo fai
e questo non è onesto / …vero
forse non lo dici / però lo sai
e non andrai in para… / …diso

forse non lo dici / però lo fai
e questo non è mica / …bello
forse non lo dici / però lo sai
e quindi sei un reci… / …divo

Luciano Liboni come stai…
ti distingui dal luogo comune
ti piace vivere come sei
e rispondere solo a te

come stai…
ti distingui dall’uomo comune
ti piace vivere come vuoi
e rispondi solo a te

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Simpatici come un’otite

lug 26 2004 Inviato da nella categoria Personale

Non so se antipatici si nasca. Non ci credo molto. Comunque, niente cambia il fatto che c’è gente intrisa di fondamentale, virulenta antipatia. Gente le cui azioni, anche le più insignificanti, hanno un doppio fondo di rancore e cattiveria, nascondono rostri che mirano direttamente alle fiancate della buona fede altrui.

Loro ci provano, ad essere gradevoli e graditi, ma l’antipatia emerge ugualmente, loro malgrado, come la coda del diavolo che spunta da un soprabito. Non ce la fanno. Un gesto, un’espressione, una parola, un modo di porsi, e rieccoli in tutta la loro fondamentale malevolenza. Non c’è niente da fare, per l’antipatia non c’è cura o rimedio.

Se sono in posizioni di potere, li chiamiamo “stronzi” e coviamo contro di loro segreti e inconfessabili desideri di vendetta. Desideri che vanno ad aggiungersi alle altre frustrazioni della vita quotidiana di adulti in un paese dove, tale e quale agli albanesi di Valona, radio e televisione ci sventolano davanti prodotti di lusso che non possiamo comprare, ci offrono tonnellate di servizi inutili e ce li vendono per mezzo dell’antipatia combinata di un mastino napoletano (che non sarebbe antipatico di suo, se le battute che lo costringono a pronunciare non fossero un distillato di odioso gallismo) e di una tizia nota, fra le altre cose, per aver menato la sua assistente.

Gli antipatici allignano ovunque, e non sono necessariamente incompetenti o stupidi, anche se l’accoppiata antipatia-stupidità ha risultati devastanti. Però un antipatico, per quanto competente, resta sempre antipatico. E sul lungo termine si preferisce avere a che fare con qualcuno magari leggermente cialtrone, ma che non ti faccia venire la voglia di prenderlo a sberle ogni due minuti.

“Giu, hai preso la pastiglietta?”
“No, non la voglio, la pastiglietta.”
“Dai, prendi la pastiglietta, che dopo va tutto meglio.”
“Crepa, tu e la tua pastiglietta.”
“Dai, non fare storie.”
“Uff.”

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E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare

lug 26 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

colomba-picasso.gifBeh, la storia la sapete, e se non la sapete, è tutta scritta qui. Se ne parla anche qui e qui. Da ciò si deduce una cosa: su questa persona ho già scritto troppo e non per niente la cosa è in mano agli avvocati.

Per questo motivo nel presente post mi asterrò dai pareri sulla vicenda, limitandomi a riportare – uno per uno, debitamente catalogati – tutti gli interventi che la persona summenzionata ha man mano dedicato a vari personaggi del web e no. Ha iniziato insultando una persona, e da lì in poi questa storia è diventata simile alla canzone dell’elefante: “Un elefante / si dondolava / sopra un filo / di una ragnatela / e trovando / la cosa interessante / andò a chiamare / un altro elefante. / Due elefanti / si dondolavano…” eccetera. Ogni singolo personaggio che è intervenuto a difesa di quello diffamato in precedenza ha subito la medesima sorte: accuse di minacce, molestie (per tutti), di pedofilia o frequentazione di prostitute (se uomo), di prostituzione o diffusione di pornografia (se donna).

E’ un elenco, quello che segue. Un semplice elenco che serve agli avvocati in primis, e a me per porre alcune domande.

La prima. Me lo sono sognato io, o su Splinder esistono delle norme contrattuali sottoscritte dall’utente al momento dell’apertura di un blog, le quali recitano, tra l’altro:

Splinder valorizza la libertà d’espressione dei propri membri, ma richiede che tale libertà sia utilizzata nei limiti del lecito e che non offenda gli altri. Splinder si riserva quindi il diritto-dovere di decidere cosa sia o non sia consentito fare sul proprio sito o su weblog creati grazie alla sua piattaforma. Sono assolutamente vietate e possono causare la revoca immediata della tua iscrizione e/o la cancellazione del tuo Weblog le azioni e le attività che comprendono, senza che ciò costituisca un limite, l’inserimento di pagine Web o in tutti gli altri contesti interattivi predisposti da Splinder contenenti o con riferimenti a: [...] materiale offensivo o diffamatorio nei confronti di chicchessia, incluse espressioni, di fanatismo, razzismo, odio, irriverenza o minaccia; materiale che promuove o fornisce informazioni che istruiscano su attività illegali o che possano causare pregiudizio a terzi.”

Di tutto ciò che segue – e che leggerete – lo staff di Splinder è stato avvisato ormai qualche mese fa. Idem dicasi per quelli di Excite (le cui condizioni contrattuali non sono visibili se non aprendo un blog) e de Il Cannocchiale (qui le condizioni di utilizzo). Eppure non intervengono: prima ancora che intervenga la legge, hanno un regolamento a tutela degli utenti della rete. E non lo fanno rispettare.

Le altre domande: perché l’Ordine dei Giornalisti e Paolo Serventi Longhi non intervengono a tutela della professione, quando una non iscritta all’albo si si spaccia per giornalista, parla di accrediti giornalisti presso la Magistratura e il Parlamento” e si descrive a questo modo: “Una nota giornalista a breve editore con evidentissimi appoggi politici e tutti gli accrediti al punto giusto”?

Perché associazioni rispettabilissime come Peacelink, più volte citate dalla signora a proprio vantaggio (“Peacelink mi cita sempre ad ogni iniziativa, inoltre un membro di Peacelink è già membro di Bloggersperlapace“), non prendono le distanze (in pubblico, dico, non in privato) dalle inesattezze, dalle scorrettezze che vi apprestate a leggere?

Perché Fiorello Cortiana, della cui amicizia la signora si fa vanto, non prende pubblicamente le distanze e lascia che ad intervenire a difesa delle persone diffamate siano solo semplici blogger, che si ritrovano poi puntualmente i propri dati e i propri numeri di telefono pubblicati dalla suddetta, alla mercé dei motori di ricerca? Perché, infine, un qualsiasi magistrato di passaggio non procede d’ufficio, soprattutto in cosiderazione del fatto che la persona in questione sostiene (non creduta, ma lo sostiene) che i magistrati milanesi Claudio Castelli, Armando Spataro, Ilda Bocassini e Gherardo Colombo le debbano dei favori e siano per questo disposti ad insabbiare eventuali inchieste che abbiano come oggetto la medesima? E che fanno, nel frattempo – dico sul serio – i servizi sociali? Perché la persona di cui stiamo parlando ha sporto denuncia contro parecchie persone che vedrete citate senza che l’autorità competente la rimandasse a casa, spiegandole la situazione ed enumerandole il numero di reati penali e civili che stava lei stessa compiendo?

A chi legge chiedo una cortesia: non commentate utilizzando insulti o frasi diffamatorie nei confronti di questa persona. Il concetto ristabilire, in tutta questa vicenda, non è quello dell’“occhio per occhio”: si tratta, molto più semplicemente, di far valere il diritto di tutti a non essere diffamati per mezzo di accuse scelte a caso.

Qualche tempo fa mi si disse che parlando della signora altro non avrei fatto che alimentare la polemica. L’ho ignorata – completamente ignorata – per un mese e mezzo, e il risultato è che se prima eravamo in tre elefanti a dondolarci sul filo della ragnatela, ora siamo almeno in ventiquattro. Tante sono le persone che – volenti o nolenti – sono state oggetto di diffamazione in questo lasso di tempo. E pare che l’opinione della signora sia che c’è ancora posto.

Una breve puntualizzazione prima dedicare il resto del post all’elenco: la parte di codice di questo intervento contenente gli insulti legati ai nomi e cognomi è stata criptata in modo che i motori di ricerca non possano indicizzarla e così diffondere ulteriormente contenuti diffamatori.

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Forget about making a hundred, forget about the victim, forget about the suspect and focus on the only thing that can’t lie: the evidence.

lug 25 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Dopo “Perché rischio di diventare reazionario, vol.1″, “Perché rischio di diventare reazionario, vol.2″ e “Perché rischio di diventare maoista“, ecco a voi:

perché rischio di diventare Gil Grissom

crimine_small.jpg

un’opera completa in un unico, simpatico cdrom illustrativo, allegato al numero di Newton in edicola questo mese, a soli 9 euri e 50 cents!

Un commento

Sette colori dell’arcobaleno / dopo la pioggia vien sempre il sereno

lug 25 2004 Inviato da nella categoria Personale

Si sa che a noi, quassù, basta poco per scaldarci.
Le rare volte in cui capita, però, perdiamo persino la memoria di quando abbiamo preso per i fondelli i romani per quattro fiocchi di neve: ci armiamo del fido telefonino con fotocamera e immortaliamo il momento per ricordarcelo tutto il resto dell’anno.
Beh, ieri sera intorno alle 20:30, quest’arcobaleno sovrastava Milano.

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Rituzza

lug 24 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il 19 luglio 1992 Rita, Rituzza come la chiamava Paolo, scriveva:

“Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita… Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta”.

Ma poi continua dicendo

“Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia, che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei non perché sei figlio di quella persona o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non ci sarà mai, ma se ognuno di noi prova a cambiare ce la faremo”.

25 luglio 2004: un fiore per Rita.

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Deliri di un pignolino

lug 24 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Furio & MagdaEsilio coatto, ora, subito, per quelli che condividono file Mp3 senza scrivere il nome dell’artista o del brano o, peggio ancora, che non compilano le tag (esistono programmi che lo fanno automaticamente e in serie: mica crederete che davvero uno si mette lì a editarli uno per uno?), o che invece lo fanno, ma solo per scriverci dentro “Ripped by Pinco”.

Ritorsioni per i creatori di iTunes, il sedicente “miglior programma mai scritto per Windows, il quale, una volta che hai finito di catalogare tutti i tuoi Mp3 inserendo tutte le tag giuste (artista, brano, album, anno, foto di copertina e genere), te le cambia. Così, automaticamente, senza chiedere.

Punizioni esemplari per quelli che scelgono di condividere i propri dati attraverso i servizi che si occupano di sicronizzare le rubriche telefoniche degli iscritti, e utilizzano uno pseudonimo. Così tu avevi in rubrica tale “Massimo Rossi” (uno che, essendo dotato di nome e cognome, per te ha anche una faccia), lui si iscrive, il programma aggiorna il suo nominativo e tu ti ritrovi nella rubrica del telefonino un tizio chiamato, che so, “Zapotek”. E’ sempre lui, ma tu non lo saprai mai: per te, da quel momento, diventa un perfetto sconosciuto. Massimo Rossi lo fa perché ci tiene alla privacy. E allora si installi il Tetris e non vada ad infestare rubriche altrui.

Pane e acqua per quelli che riportano correttamente il nome e il cognome, ma poi non aggiungono il “+39″ davanti al numero di telefono o, sacrilegio, ancora antepongono lo zero ai prefissi dei telefoni cellulari.

Gogna pubblica per quelli che invece non conosci, ma si sono iscritti a LinkedIn e lo usano per lo scambio di figurine: “Tu non mi conosci, è vero, però se accetti il contatto saliamo in classifica e possiamo raggiungere più persone”.

Nessuna pietà per gli sconociuti che ti contattano via messenger e scrivono “Ciao”. Tu non rispondi. Loro: “Ciao”. Tu ignori. Loro: “Come va?”. Tu taci. Loro: “Di dove sei?”. Tu fai finta di niente. Loro: “Io di Bollate”. Tu glissi. E loro, finalmente, piccati: “Ho capito, vado: non è aria. Volevo solo fare due chiacchiere. Comunque rispondere è cortesia, eh?”. Due chiacchiere? Sono le cinque del mattino. Và a dormire, pirla! (e vale sia per me che per lui).

Galera per quelli cui presti un libro e, invece delle orecchiette sull’angolo, fanno dei calzoni ripieni utilizzando l’intera pagina. Articolo 41bis per quelli che te lo sottolineano. Ergastolo per quelli che lo fanno utilizzando uno Stabilo Boss fosforescente giallo. Pena capitale per quelli che, mentre lo leggono, piegano il libro in due e spaccano la rilegatura.

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A ciascuno il suo equofrollocconesolidale

lug 24 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

E ti pareva che non spuntasse il frolloccone che, all’annuncio dell’apertura della sezione shop del blog (nella quale, per inciso, si trovano magliette e affini), dichiarasse: a) che schifo; b) capitalisti; c) potevate almeno far fare le magliette da carcerati / ex bambini sfruttati dalla Nike / cooperative di ex tossici / comunità di recupero per ex prostitute / botteghe per il commercio equo e solidale.

Nulla contro le categorie sopraelencate, anzi. Dovesse presentarsi l’occasione, ben venga la possibilità di fare qualcosa assieme.
Però, ecco, ci sono due cose che il frolloccone di turno non sa.
La prima è che il tenutario del presente sito si è parecchio inorgoglito quando, poco dopo avere chiuso il precedente blog, i ragazzi di E-shirt gli hanno inviato una ricevuta a conferma del versamento di tutti i ricavi di sua competenza sul conto di un’associazione che porta assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati (alla cifra totale hanno contribuito anche i gadget shop gestiti da altri due noti blogger di cui ho sfumato il nome sulla foto, perché magari ci tengono a non apparire, non so).
La seconda è che i ricavi provenienti da Google AdSense (il cui reale ammontare, per contratto, non è pubblicabile) o dal MacchiaShop sono sufficienti a coprire solo un decimo delle spese riconducibili al server di BlogNation, con tutti i blog che ospita.
E c’è una terza cosa. Ma non è che il frolloccone, questa, non la sappia. Semplicemente non la immagina (così come non l’hanno ancora ben digerita i suoi pari che approdano a questo o altri siti pretendendo un servizio – che di per sé è gratuito – come se lo stessero pagando): che il blog è un hobby, non un lavoro. Un lavoro è quella cosa per la quale si fatica e grazie alla quale, a fine mese, si ricevono un tot di perline colorate.

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Il silenzio della ragione

lug 23 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Chi nell’ A.D. 2004 ha coraggio tra i giornalisti nostrani di buttare là una frase di questo genere?

Il premier è stato anche accusato di concreti collegamenti con la Mafia. Dei testimoni hanno affermato che il suo “intimo” e cofondatore del suo partito Dell’Utri possa essere il mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino. Eppoi il suo stalliere era un intermediario tra cosa nostra e la Fininvest.

(tratto dall’ultima intervista di Der Spiegel a Leoluca Orlando)

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La mattina dei commenti scomparsi

lug 23 2004 Inviato da nella categoria Tech

Giusto per la cronaca: il blog funziona, anche se per alcuni post (come gli ultimi di Brontolo, ad esempio) non appare la pagina nella quale vengono registrati i commenti. Ciò può accadere per due motivi: il primo è inserendo il proprio intervento nelle ore più “trafficate” (generalmente: entrata in ufficio – pausa – uscita dall’ufficio), il server può impiegare parecchio tempo prima di completare l’aggiornamento delle varie pagine (per ogni singolo post, il programma deve modificare per lo meno 5 pagine diverse: quella del post, quella dei post per data, quella delle categorie, quella del mese e gli indici) e, a volte, si può bloggare. In questo caso è sufficiente premere il tasto “Indietro” o “Back” sul proprio browser perché la procedura vada a buon fine. Il secondo motivo può essere rappresentato dall’interruzione della procedura da parte dell’autore prima che tutte le pagine siano pubblicate. Dovesse succedere, sappiate che è sufficiente tornare nel menu di amministrazione, cliccare sul titolo del proprio post e premere nuovamente “Save”.

Una veloce risposta, poi, a tutti quelli che chiedono il motivo per cui alcuni post scompaiono. Non scompaiono: molto più semplicemente appartengono ad autori che non gradiscono restino in linea per troppo tempo. E siccome si scrive qui per quell’effimera gloria blogghereccia, ma non per soldi, poter gestire a piacimento i propri scritti è un’opzione alla quale sono giustamente abilitati.

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Apre il MacchiaShop!

lug 23 2004 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

MacchiaShopE-ShirtCome per il blog precedente, anche per questo apre – finalmente – il MacchiaShop!
Contrariamente a quanto molti di voi potrebbero essere indotti a pensare dopo averne sentito il nome, no, non è un negozio che vende vestiti usati da Monica Lewinsky. All’interno trovate invece tutta la linea estate-autunno di Macchianera: T-shirt di tutte le taglie e di qualsiasi colore, felpe, canottiere, camicie, orsetti (sì, letto bene: orsetti), cuscini, mousepad, borse e grembiuli.
Una volta che avrete fatto accesso allo shop (è sufficiente cliccare qui) potrete modificare automaticamente taglie, misure, modelli e persino aggiungere scritte a vostro piacimento.
Il tutto è possibile, come sempre, grazie ai ragazzi di E-Shirt. Dio li abbia in gloria.

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Gli imperdibili test dell’estate di Macchianera

lug 22 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

copertina_panosmall.jpgVisto che le telenovele a base di figli, sangue, madri degeneri e avvocati transilvani ottengono il plauso dei più pelosetti tra i commentatori, proponiamo un intelligente test da ombrellone: quale di questi figli è figlio di tanto padre?

a) Luca Cordero di Montezemolo è il figlio segreto di Gianni Agnelli.
b) Bruno Vespa, nato sul Gran Sasso in tempi ambigui, è il figlio segreto di Benito Mussolini.
c) Tiziano Ferro è il figlio segreto di Massimo Ranieri.
d) Qualche molecola di crema rigenerante per la pelle è il figlio segreto di Silvio Berlusconi e Francesca Dellera.

Potete parlarne domani in tutto relax con la vostra tabaccaia, variando sul tema a voi caro in queste ore.

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Cercavi giustizia, trovasti la legge

lug 22 2004 Inviato da nella categoria Strips

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