Simpatici come un’otite

Non so se antipatici si nasca. Non ci credo molto. Comunque, niente cambia il fatto che c’è gente intrisa di fondamentale, virulenta antipatia. Gente le cui azioni, anche le più insignificanti, hanno un doppio fondo di rancore e cattiveria, nascondono rostri che mirano direttamente alle fiancate della buona fede altrui.

Loro ci provano, ad essere gradevoli e graditi, ma l’antipatia emerge ugualmente, loro malgrado, come la coda del diavolo che spunta da un soprabito. Non ce la fanno. Un gesto, un’espressione, una parola, un modo di porsi, e rieccoli in tutta la loro fondamentale malevolenza. Non c’è niente da fare, per l’antipatia non c’è cura o rimedio.

Se sono in posizioni di potere, li chiamiamo “stronzi” e coviamo contro di loro segreti e inconfessabili desideri di vendetta. Desideri che vanno ad aggiungersi alle altre frustrazioni della vita quotidiana di adulti in un paese dove, tale e quale agli albanesi di Valona, radio e televisione ci sventolano davanti prodotti di lusso che non possiamo comprare, ci offrono tonnellate di servizi inutili e ce li vendono per mezzo dell’antipatia combinata di un mastino napoletano (che non sarebbe antipatico di suo, se le battute che lo costringono a pronunciare non fossero un distillato di odioso gallismo) e di una tizia nota, fra le altre cose, per aver menato la sua assistente.

Gli antipatici allignano ovunque, e non sono necessariamente incompetenti o stupidi, anche se l’accoppiata antipatia-stupidità ha risultati devastanti. Però un antipatico, per quanto competente, resta sempre antipatico. E sul lungo termine si preferisce avere a che fare con qualcuno magari leggermente cialtrone, ma che non ti faccia venire la voglia di prenderlo a sberle ogni due minuti.

“Giu, hai preso la pastiglietta?”
“No, non la voglio, la pastiglietta.”
“Dai, prendi la pastiglietta, che dopo va tutto meglio.”
“Crepa, tu e la tua pastiglietta.”
“Dai, non fare storie.”
“Uff.”

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3 Comments

  1. Giulia cara, so che finirò per diventarti antipatico :o) ma il cane in questione è un “dogue de bordeaux”, razza molossoide solo affine al mastino, e di (finto) napoletano ha solo il doppiatore, tale Pino Ammendola. Volendo parlare di antipatici e pubblicità, da X§° segnalavano come antipaticissimo l’intero cast della pubblicità del Moment, e in effetti..

  2. Tutto è cominciato con “Turner e il casinaro”, proseguito con “Tequila e Bonetti” per finire con ciò che con molta discrezione e misura ci propone, saltuariamente, la pubblicità

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