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  1. Questa vignetta è l’opposto formale di tanta pittura cristiana, che neoplatonicamente annunciava alla Vergine, vocava San Paolo, dotava di stimmate San Francesco, sempre tracciando sottili, aerei, quasi laser link fra il cielo e la terra (come nel Filippo Lippi dell’Annunciazione di Spoleto, Giotto al Louvre, etc.). Queste pesanti catene invece vincolano al suolo – per giunta proprio nell’elemento così mobile del mare – la vecchia metafora navale della chiesa (cui oggi non basta più essere sospinta da una fede, da un pensiero; e prova ne siano le vele architettoniche che devono sospingere le navate di Dives in Misericordia di Richard Meier).

  2. I fatti di cronaca, come la vita, i dietro le quinte, potrebbero spesso, caro Delf, risultarti banali, se non ci fossero le arti – anche quelle impropriamente dette minori, come quella di Mauro e Roberto – che sempre, mollando le ancore, li rendono più leggeri, interessanti.

  3. Adrianps, mi sa che non ci siamo capiti. Notavo semplicemente con un po’ di divertimento come per “spiegare” una vignetta in realtà chiarissima e lineare nel suo messaggio e nei suoi riferimenti a un fatto di cronaca, venissero tirati in ballo il neoplatonismo, Filippo Lippi o l’architettura di Meier,che se permettete sono utili allo sfoggio di erudizione ma non c’entrano molto.

  4. Le immagini iniziano quando cominciamo a guardarle, e non terminano che quando smettiamo di farlo. Complimenti ancora a Mauro Biani.

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