Scripta manent

Ora che la notizia è ormai stracotta, e si è finalmente saputo che la sposa indossava un abito ecru, credo se ne possa parlare.
Di fonti, dico.

Beh, per farla breve: è il primo di luglio, sono su Yahoo! Notizie, e sobbalzo sulla sedia per una notizia riportata in modo ignobile (inciso: usare le immagini al posto del copia & incolla, gente, quando linkate una puttanata; in modo che la puttanata, per lo meno, non si propaghi sui motori di ricerca anche grazie a voi).
Altrettanto ignobile (non fosse altro perché la fonte è la medesima) il modo in cui Lycos riporta la stessa notizia.

Uno potrebbe anche sostenere che la colpa non è dei due portaloni (cosa che in parte è vera, in quanto le news sono in appalto a strutture esterne), senonché, credo io, la scelta delle fonti implica – quella sì – un certo grado di responsabilità.
E’ la cartina di tornasole che dimostra l’assoluta vacuità del vecchio dibattito “blogger contro giornalisti”: quel che conta per chiunque – professionista o non professionista – è la qualità del lavoro svolto. E, diciamolo pure, in questo caso Nexta (la fonte: quella che sulla propria homepage fa sfoggio dello slogan “Questione di contenuti”), ha fatto un lavoro alla cazzo.

Per la cronaca: Yahoo! ha sostituito la notizia cui qui si fa riferimento. Lycos e Nexta, invece, no.

L'enciclopedia Rizzoli Larousse su Adriano SofriRestando in tema: sugli scaffali della mia libreria fa ancora bella mostra di sé l’originale del volume 3 della “Biblioteca del Sapere” edita da Rizzoli Larousse e messa in vendita in abbinamento al Corriere della Sera. La pagina 678 di tale volume riporta una delle più inquietanti bestialità storiche sentite proferire nel corso dell’ultimo decennio.
L’aggravante, in questo caso, è che l’articolo di un giornale ha un giorno di vita, poi ammuffisce negli archivi; una pagina web un anno in media, poi viene seppellita da altri risultati sui motori di ricerca. L’enciclopedia no: l’enciclopedia ti entra in casa. Sull’enciclopedia si formano stormi di adolescenti spronati dai compiti assegnati dagli insegnanti. L’enciclopedia è subdola: dice una cosa e continua a sostenerla per anni.
A meno che non mi abbiano chiamato quando non ero in casa; a meno che non siano timidi e non abbiano voluto lasciare un messaggio in segreteria; a meno che io non sia diventato orbo e non sia riuscito a trovare il riferimento all’interno delle loro pagine web; beh, non mi risulta che Rizzoli Larousse abbia ristampato il volume e si sia offerta di sostituirlo.

(Visited 8 times, 1 visits today)

28 Comments

  1. coraggio, gianlu, pensa quando parleranno di te come del “famoso pedofilo”. non c’e’ limite al peggio.

  2. Beh, alla faccia dell’autorvolezza. Questa enciclopedia si e’ giocata la faccia, semmai ne abbia mai avuta una. Chissa’ quante altre scemenze simili hanno pubblicato….

  3. se non sapessi come lavorano i giornalisti potrei anche incazzarmi

    figurati i collaboratori di un portale

    Propongo invece l’impiccagione per le palle dell’estensore della voce dell’enciclopedia

  4. propongo anch’io come mozione d’ordine che d’ora in poi i post di Vlad ma anche di Jena (eccetto le poesie)vengano per decreto limitati entro le 5 righe

  5. Godendo dell’ignoranza altrui – vedi il duo Sofri e Curcio uniti nello spazio/tempo – non ho potuto sottrarmi dal commentare sul mio blog le dichiarazioni di Maroni contro il pararivoluzionario Follini (me viè da ride). Scusate la pubblicità al mio post…

  6. Adriano Sofri è stato condannato in via definitiva come mandante dell’omicidio del commissario Calabresi. Non vedo perché scandalizzarsi tanto se alcune fonti lo definiscono “terrorista”… Se poi la cosa ti dà fastidio perché conosci il figlio Luca questo è un altro discorso. Tu la pensi a tuo modo, il giornalista che ha scritto l’articolo la pensa diversamente e ha tutto il diritto di farlo, considerato il verdetto dei giudici. Concordo pienamente con le tue considerazioni riguardo lo strafalcione sulla Rizzoli Larousse.

  7. se non erro Adriano è in carcere per omicidio non per terrorismo quindi il giornalista (o qualunque cosa fosse) ha sbagliato, punto e basta.

  8. Così per dire, nella notizia riveduta Yahoo ha preso un altro sfondone su Daria Bignardi:
    “direttrice del mensile ’Donna’ di Repubblica”.
    Il mensile in questione si chiama “D – la Repubblica delle Donne”, e non lo dirige lei, che invece dirige “Donna”, niente a che fare con Repubblica.

  9. Bravo GNerimi mi piaci quando tu scrivi queste cose, specialmente quando scopri bufale o solleciti smentite.
    Tu sei al di sopra di tutti loro, perché usi spesso la scolorina.

    Io in tutto questo cazzeggio però mi soffermerei su cose molto più importanti: la Bignardi, a me la m’attizza un sacco.

  10. Tu, caro neri, hai su questo argomento la stessa ipersensibilità di rocca e rolli; siete tutti pronti a spaccare il capello(e il cazzo) al minimo errorino e a fare le pulci da iper stra garantisti; dimenticandovene e fottendovene tutti quando di mezzo non c´è il padre di vostri amici. Aveva ragione pienamente un pò di tempo fa Mantelli.

  11. ben 18 commenti a questo post che descrive una cosa veramente grave, e manco uno che vallesse la pena leggere (..non è detto, ora vado a leggermi macman).
    Prima i soliti due, come sempre invadenti e fuoriluogo, poi una serie di quelli che poi me li ritrovo al bar la mattina, davanti ad un prosecco, a dare consigli a trapattoni o dire cose tipo “dovrebbero ammazzarli tutti” riferito a gruppi umani assortiti.
    A me invece sembra molto grave che una bestialità del genere sia stata pubblicata su una enciclopedia, per le ragioni indicate da Neri e anche perchè, almeno in epoca pre-internet, le enciclopedie rappresentavano il primo passo nella conoscenza dei più svariati argomenti. E se si comincia con uno scivolone del genere…
    Un’ultimo pensiero sulla crudele ironia dell’espressione “l’omicio del commissario Calabresi”. Se non fosse stato ammazzato, probabilmente oggi useremmo quell’espressione per riferirci all’omicidio in cui fu coinvolto alla questura di Milano, l’omicidio dell’anarchico Giuseppe Pinelli.

  12. faro’ la figura dell’invidioso, lo so; poco m’importa: davvero credete che senza la vicenda processuale paterna il soffrino avrebbe avuto il successo che ha avuto?

  13. Piti, che versione calvinista della qualità umana… mi pare decisamente semplicistica, al di là di qualsiasi valutazione sui Sofri.

  14. Che palle, ancora con la diatriba Sofri terrorista/Sofri innocente? Ormai qua è un argomento ciclico…
    Per quanto concordi col Neri per lo strafalcione sull’enciclopedia, mi spiace ma non si può dire che un giornalista ha fatto un lavoro “alla cazzo” se ha riportato il succo di una sentenza di un tribunale.

  15. Io non credo che si tratti di “riportare il succo di una sentenza”, ma di delicatezza, nei confronti degli interessati e degli altri. Direi che sarebbe andato bene uguale se ci fosse stato scritto: in carcere per omicidio, o no?

  16. Scusa, Woland, ma mi sembra davvero guardare il pelo nell’uovo. Se (per assurdo), Sofri padre fosse stato condannato per pedofilia, secondo te il giornalista avrebbe dovuto scrivere “appassionato cultore dell’infanzia”? Sofri, da quel che so, non è condannato per omicidio, ma per omicidio di stampo terroristico. Lungi da me entrare nel merito della condanna, ma se la corte ha emesso una sentenza in tal senso, c’è ben poco da rimproverare al giornalista.

  17. La verifica delle fonti dovrebbe essere compito di ciascuno, non solo dei giornalisti e/o dei bloggers: tutti noi abbiamo la responsabilità di accertare la veridicità delle informazioni che contribuiscono a formare le nostre opinioni.
    Certamente chi per lavoro fornisce informazioni dovrebbe essere molto più accurato del “consumatore”: scrivere che Sofri è stato nelle Brigate Rosse è una disattenzione inaccettabile (ed è, peraltro, perseguibile in giudizio).
    C’è da dire che chi si abitua a fornire notizie a caso, finisce per pagarla cara, poichè la perdita di autorevolezza di chi scrive genera mancanza di fiducia in chi legge. E quando il lettore è il fornitore del cibo, i cazzari finiscono per morire di fame.
    La maniera di “dare” la notizia è poi un’altra questione ancora. Ma se uno come Fede è direttore di un TG (e l’Annunziata lo è stata…), con chi ce la vogliamo prendere? Con i giornalisti, con gli editori, con gli spettatori/lettori? Sembra “Assassinio sull’Orient Express”, nessuno è innocente…

  18. Vorrei capire una cosa: qui si dice che Sofri (padre) è di sinistra, qualcuno è in grado di spiegarmi da cosa lo deduce?

  19. Piti, alle elezioni manca poco. Siamo riusciti nella campagna ‘PW per Vlad’, riusciremo anche in ‘Piti Presidente’.

    Per quanto mi riguarda, credo che l’Italia sia e resti un paese organizzato per corporazioni. Non quelle fasciste: quelle medievali, nasci figlio di farmacista e farai il farmacista. Rarissimi sono i casi di passaggio da una categoria a un’altra, e spesso sono eclatanti perchè riguardano comunque un ‘amico di…’, ‘figlio di…’ (in senso buono!).
    Se questo è spiegabile ‘onestamente’ per certe categorie (p.e.: gli attori), per le quali è logico pensare che la frequentazione di un ambiente favorisca e stimoli la crescita di processi di emulazione/assimilazione, lo è un po’ meno per certe altre: eppure i figli dei notai, guarda caso, fanno quasi sempre i notai. E questo, a me, mi puzza un po’.

  20. No, Rina, la tesi di Piti è ulteriormente rafforzata: il figlio della Rossetti ha voluto quel banco perchè è un feticista, e l’ha ottenuto grazie alle amicizie che la madre coltiva in Lovable.

  21. Vecchi orbacci, vi è sfuggito il magnifico logo di Nexta Media che campeggia nella home page del sito (www.nexta.com). Meraviglie del ventennio…

  22. sapessi poi quanto stanno spendendo in ricerche di mercato per layout, naming et comunicazione in genere del nuovizzimo dizionario enciclopedico… stanno tutti presi dal dilemma maradona in copertina sì/no (ma soprattutto giorgdabliu sì) e poi mi cadono su ‘ste cose?

  23. Centra un ca**o. Per GNeri: la tua amica di fa dare della ladra sull’homepage del suo stesso blog (uno dei tanti, luna_di_carta.bravejournal.com)

Rispondi