nipresa
Mettendo per un attimo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze, non sarebbe forse possibile considerare i due impatti dell’11 settembre 2001 come la più enorme installazione di performing art della storia? Quale segno grafico più indelibile nella memoria collettiva delle due torri in fiamme? Quale gesto artistico più estremo è immaginabile? L’inconsapevolezza dell’autore ha ancora un significato nell’epoca in cui l’arte e l’artista sono due mondi affatto separati, a volte in aperta contraddizione l’una con l’altro?

[Osama Bin Laden - Planes crashing on WTC - 2001]
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Avete presente Minoli? Quello che fa i sondaggi a Mixer, tipo: «Alla domanda: “Le piace Craxi?”, il 20% degli italiani ha risposto sì, l’80% ha dato una risposta sbagliata»
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95 commenti per "11 settembre come arte"
Un’opera d’arte non comporta la morte di 3000 uomini.
Miiii, livefast, che pensata originale che hai avuto, non ci aveva mai pensato proprio nessuno tranne Karlheinz Stockhausen (”La più grande opera d’arte mai realizzata. Cinquemila persone che in un solo istante vengono cacciate a forza nella resurrezione. Io non potrei mai arrivare a niente di simile. Davanti a questo, noi compositori non siamo nulla”) e cento altri dopo di lui. Insomma, oltre che una cretinata, è pure vecchia.
Miiii, livefast, che pensata originale che hai avuto, non ci aveva mai pensato proprio nessuno tranne Karlheinz Stockhausen (”La più grande opera d’arte mai realizzata. Cinquemila persone che in un solo istante vengono cacciate a forza nella resurrezione. Io non potrei mai arrivare a niente di simile. Davanti a questo, noi compositori non siamo nulla”) e cento altri dopo di lui. Insomma, oltre che una cretinata, è pure vecchia.
detto così è delirante ma se ci si pensa in fondo anche la bomba atomica esplodendo ha generato quella che tu chiami un opera d’arte ovvero un’immagine impressa nella memoria collettiva dell’umanità. tutti hanno ben chiara l’immagine del fungo atomico.
certo da qui dire che la follia dell’11 settembre è un opera d’arte ce ne passa.
al massimo ti concedo che si è impressa nella memoria collettiva l’immagine dei grattacieli in fiamme.
per rimediare a questa idiozia che hai scritto restituisci la password o almeno smetti di postare senza averci prima riflettuto bene.
…
senza parole
non sapevo nulla di questo Stockhausen (adesso con google mi documento) cmq concordo con delf è un cretinata. Rispetto per le persone morte e per gli sfortunati rimasti in vita sopravvivendo all’inferno
Letta così, sembrerebbe che l’unico discrimen tra ciò che è arte e ciò che non lo è, sia la sua capacità di imprimersi nella memoria.
Sì livefast, ci pensavo anche io… ;)
Ragazzi non vorrei esagerare, ma negli ultimi 8-10 giorni su Macchianera c’è stato un post orrendo dietro l’altro (con il primo post di Vlad come punta di diamante)…riprendetevi!
No. Ma comunque l’autore è Mohammed Atta. A voler essere pignoli.
L’arte non è quello che ti rimane impresso, o tutto quello che suscita emozioni. Altrimenti, francamente, ogni incidente stradale che ho avuto sarebbe arte, e non mi pare proprio.
No.
No.
“sul mercato attuale troviamo una serie completa di prodotti privati delle loro proprietà nocive: caffè senza caffeina, birra senza alcool… la dottrina Powell della guerra senza perdite umane (sul nostro fronte, ovviamente) una guerra senza guerra (…)
Quel che tuttaia ci attende alla fine di questo processo di virtualizzazione è che cominciamo a percepire la stessa “realtà reale” come un’entità virtuale.
(…) gli stessi terroristi non hanno eseguito l’assalto per provocare un reale danno materiale, ma per il suo effetto spettacolare”
“Benvenuti nel deserto del reale”
Slavoj Zizek – Meltemi editore
that’s what i call “essere alla frutta”
“A me ma pare ‘na strunzata” (I Trettrè)
LIVEFAST: uhm… secondo questa logica, cioè «mettendo per un attimo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze», anche l’ultimo video di tiziano ferro può essere considerato «performing art»…
Solidarietà a livefast.
“Mettendo per un attimo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze”: se non ci riuscite, non rispondete alla domanda.
Volendo provocare, come immagino/spero intendessi fare, sarebbe forse stato meglio non mettere le mani avanti con “Mettendo per un attimo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze”. E comunque la risposta è no. Ma proprio NO. Anzi, non so nemmeno come si possa pensare una cosa simile.
VLAD: ehi, congratulazioni!!! è la prima volta che riesci a scrivere un commento senza piazzarci dentro una di queste frasi:
-ho la password di macchianera
-il mio capo è gianluca neri
-ho la password di macchianera e il mio capo è gianluca neri
stai facendo progressi… avanti così!!!
che cazzata
Sbagliato trentamarlboro. Ho espresso solidarietà a livefast in quanto mio collega. Anche lui ha la password e anche io ho la password, e il mio capo è Gianluca Neri. Il tutto era semplicemente sottointeso.
come ve la smenate bene…
…diavolo di un VLAD…
“Mettendo per un attimo da parte” la chiara provocazione, rispondo con una “provocazione”.
D’accordo: mettiamo sia possibile ascrivere l’11-9 alla performing-art; poi, però, ci pensi tu a far capire alla gente che gran parte dell’arte contemporanea è – oltre ad un crudele fonocidio – un’immonda fregatura? Imbecillaggini cui i nostri nipoti saranno chiamati a rispondere.
credo che il caldo stia rendendoci tutti alquanto nervosetti. i post ultimamente lasciano un pò a desiderare, però anche i commenti non mi sembrano un granché. non credo sia vietato salutarci cordialmente per risentirci tra qualche giorno felici e contenti.
“Quale segno grafico più indelibile nella memoria”…? “Quale gesto artistico più estremo è immaginabile?” “L’inconsapevolezza dell’autore ha ancora un significato…”?
Di questo passo mi dirai che il governo Berlusconi è arte.
mettere da parte “la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze” ????
mi spiace, non ci riesco!!
Bravo Achille, mi sembra un’idea meravigliosa, e’ finito il tempo dei busti di gesso, adesso e’ la performing art che fa passare alla storia i nostri grandi tripponi al potere…
Livefast, e che dire della meravigliosa plasticità dei morti e dei sopravvissuti dei campi di sterminio, i loro corpi disseccati a smunti messi a confronto con la bellezza classica o con un Caravaggio, anche loro impressi indelebilmente nella memoria collettiva.
Ho solo un dubbio, non capisco se possono essere considerati arte moderna o contemporanea.
Propendiamo per la contemporanea?
perchè perdere l’occasione di far parte della prossima opera d’arte? Ti prego, non lasciartela sfuggire stavolta…
DATE LA PASSWORD A TRENTAMARLBORO ! – poi magari lui ci fa le cartine per il tabacco , ma oggi è già due volte che mi fa pisciare addosso ! quella su Tiziano Ferro poi… -
LIVEFAST : in effetti, se slego l’ immagine dal contenuto, non ho concetti che mi precludano di vedere in quell’ opera colossale che cade in frantumi qualcosa di catastroficamente avvincente.. Tutti abbiamo visto e rivisto le stesse immagini a ripetizione, increduli, avvinti. Ma non per l’ immagine in sè, già vista in qualche film, ma perchè vera, e dunque non slegata dal suo contenuto, dal suo contenente.. Quindi no, per me non è arte, perlomeno fino a quando non si annoverano nel concetto di arte anche quegli spettacoli teatrali in cui gli attori si feriscono volontariamente, procurandosi delle ferite, e nella rappresentazione del vero dolore scatta il concetto di arte.. Arte è tutto e niente, ma io preferisco – anche esteticamente, nella loro particolarità – questi ultimi.
Artisticamente non lo trovo granchè, insomma.
Trentamarlboro, per quanto riguarda l’ultimo video di Tiziano Ferro… Mo’ non esageriamo, se è > quella… :\
BLU: ehi, grazie!!!
KONTRASTO: ti rispondo con l’epigrafe del mio blog… tanto per chiarire che stavo scherzando… «ottimismo: non smetterò mai di sperare che tiziano ferro venga travolto da una carica di cinghiali» (ecco)
JENA: approposito di marlon brando… è da ieri che provo a immaginarmi le dimensioni della bara e non riesco a darmi pace…
concordo con antonio.
vlad, non hanno risposto? leggiti i primi post, delf o xenon.
se mettiamo da parte di volta in volta questo o quello, tutta la storia umana allora diventa un’unica, continua installazione di performing art. E’ considerando in varia maniera la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze, e implementandovi sopra e intorno e dentro il pensiero, la tradizione e la tecnica che, al limite, vi si può formare dell’arte. Altrimenti, in qualche maniera, siamo ancora vicini all’estetica permeante del beau geste e del decadentismo fine ottocento
Io credo che se qualcuno facesse con Berlusconi quello che Orson Welles fece con William Randolph Hearst, si accorgerebbe che l’attuale governo è arte allo stato puro…
Evitiamo di cercar di trovare un lato positivo in quel che successe 3 anni fa. Né arte, né nient’altro.
La risposta alle domande è: No
Non è evidentente distaccarsi dalla tragedia, ma ad essere sincero c’è sempre un “qualcosa” che mi dà fastidio sulla vicenda dell’11-9, spero non venga frainteso il mio messaggio, mi spiace per le persone morte e vive che sono state coinvolte, ma a distanza di quasi tre anni se ne parla ancora, si vedono ancora immagini, eccetera. Quanto spesso si parla di tutti gli altri morti nel mondo? Per esempio per i milioni di bambini che muoiono di fame o di malattia? Raramente.
Dal mio punto di vista l’11-9 ha colpito tutti, non tanto per i morti, ma proprio per la sua “spettacolarità”.
Il nucleo dell’avvenimento di quel giorno, non è la morte delle migliaia di persone.
È la caduta delle due torri (dal punto di vista fisico) e la caduta della sicurezza della “potenza degli USA” (dal punto di vista emotivo).
L’immagine delle due torri in fumo, come l’immagine del fungo atomico, secondo me rimane sullo stesso piano di altre immagini della storia dell’uomo che sempre ci ricorderemo, come – per esempio – può essere la più innoqua fotografia di Einstein che caccia fuori la lingua.
forse non mi sono espresso bene, intendevo dire – in pratica – che non è tanto l’avvenimento in sé che è da considerare “arte”, ma l’immagine che ci rimane impressa nella mente.
Ricordatevi di Erostrato, quello che distrusse il tempio di Artemide ad Efeso nel 356 a.c. per passare alla storia. Non sapendo fare altro distrusse. E’ l’atto di un frustrato, un corto circuito. Non c’è un esempio d’arte in tutta la storia che sia distruzione. L’arte è ricerca faticosa, lunga, complessa, talentuosa, tenace, emersione di emozioni, ordine. Anche i Fontana, che erano tagli di una tela, erano costruttivi, perché facevano porre delle domande, si interrogavano sul superamento di una forma di arte per oltrepassarla. L’atto di Al Queda è solo nichilismo. E’ annullamento perché è rifiuto dell’arte, in quell’atto non c’è nessuna fiducia nell’uomo e nella sua capacità di rappresentare il mondo e di interpretarlo. Che c’entra l’arte con il momento entropico di una distruzione? Al massimo una distruzione può essere una buona distruzione, come quella degli ecomostri, mai arte. Quello che si vede in televisione è sensazionalismo non emozione, non fa interrogare, lascia inebetiti. L’emozione, la compassione, il pathos viene pensando ai morti. L’arte, invece, la si potrebbe trovare nella rappresentazione delle torri incendiate come tentativo di comprensione di quell’assurdo. Mai nella loro distruzione. Arte era lo skyline di New York. Come dire che arte è la distruzione dell’arte. Come arte dovrebbe essere la distruzione, sempre ad opera dei Talebani, dei Buddha di Bamiyan. Attenti ai colpi di sole estivi, ragazzi!
No.
Sig. LiveFast!
Complimenti! Lei ha sparato la stronzata più grossa del 2004! Un’altro paio di questo livello, e la faranno presidente del consiglio!
Ancora un chiarimento a quanto ho scritto (poi la smetto), in pratica l’”artista” non è Osama (o chi per esso), ma forse nemmeno chi ha girato il video o scattato la fotografia, anche perché credo che per essere artista bisogna perlomeno avere l’intenzione di fare qualcosa. Osama non voleva abbattere le torri, come chi ha fatto le foto o girato il video l’ha fatto come opera fine a sé stessa (spero), ma per informazione.
In ogni caso sarebbe da vedere cosa esattamente si intenda per “arte” e per “artista”, se considerate la fotografia di Einstein e il fungo atomico “arte” (in ogni caso tra virgolette, non trovo il termine adatto), la risposta è “ni”.
L’arte, secondo me, Marco, è la capacità di rivelare, in questo è molto vicina alla scienza, come fine intendo. Solo che invece che attraverso la sperimentazione e per la materia lo fa attraverso le emozioni e per lo spirito. Anche i geni del male si industriano, ma la finalità non è il disvelamento ma il dominio o l’annullamento. Il fungo atomico è arte solo se non visto come arma, scollegato dalla morte e visto come interprete della potenza della natura e della capacità dell’uomo di incontrarla.
Con una buona dose di pelo sullo stomaco dico che sì, puoi aver ragione. Come da tempo mi batto per definire Wanna Marchi un genio. A suo modo.
Chiedilo a quelle migliaia di persone morte che in questo momento si stanno rivoltando nella tomba…
La risposta a Livefast è: NO. Maiuscolo.
Ma non per moralismo o rispetto del dolore per le vittime di un attentato che ha spazzato via migliaia di persone e distrutto la vita delle loro famiglie.
Comunque, accetto la provocazione: se NON fosse accaduto l’11/9, quell’immagine, carissimo, l’avremmo presa come un fotogramma dei tanti filmoni catastrofico-muscolari à la Bruce Willis. Tutto qui. Non avremmo considerato ‘arte’ un grattacielo in fiamme, ma solo un simbolo di un’America che si mette paura. Però è successo VERAMENTE. Dubbio: non è che ti stuzzica questo, anziché l’aspetto ‘performativo’ ed estetico del tutto, che giustamente, come hanno detto, è vecchio già da Warhol? Ma studiati l’Argan, va’…
senza nessun moralismo, anche se capissi la provocazione, sarebbe comunque una provocazione idiota.
Per tutto il giorno ho evitato, senza particolare sforzo, di postare sul tema dato, visto il livello della preambolo e della domanda,
dato che il mio ultimo trip a base di Ketschup e cattivi film americani risale alla pubertà.
Solo una considerazione:
se il cosiddetto Bin Laden con il suo 11/9 va considerto l’artista del 2000
Hitler con i suoi 11 milioni di morti nei campi di concentramento va considerato il michelangelo del 900 ???
Di arte proprio non parlerei. Direi piuttosto che sti criminali hanno fatto quello che hanno fatto anche coscienti del terremoto massmediatico che la distruzione di quello che era un simbolo “dell’Occidente” avrebbe portato.
Ma vaffanculo
A proposito di crimini artistici del 900:
Stanno passando il 900 di Tornatore in TV
A nessuno, proprio a nessuno di voi viene il sospetto che chi parla di “installazioni” come se fossero qualcosa di incredibilmente serio (e altrettanto degno di esistere quanto Sabin, Don Milani e Pasolini) possa essere quasi irrimediabilmente perduto?
L’han già pensata, non vado a ripescarmi il libro, ma era uno degli eventi “mediatici” che facevano da introduzione ad un libro d’arte. Non ricordo quale.
Beh, ma l’aveva comprato un mio compagno (faccio una scuola d’arte) ad una mostra.
In ogni caso salta sempre fuori durante materie come fenomelogia dell’arte e simili.
Non chiedetemi perchè, io non studio mai e in classe dormo in maniera magnifica.
Cmq si, è una forma d’arte, inutile prendersela, e poi l’ha scritto subito livefast “Mettendo per un attimo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze” dunque non vedo motivo di prendersela
Ora mi son letto bene o male gran parte dei post.
Quanta gente incazzata.
Quasi tutti a prendersela.
Mi pare che Livefast non abbia scritto:
ammazzare tante gente = arte
Cercate di capirla ’sta cosa.
E poi giù a dire “e questa non è arte” e “l’arte deve costruire” e bla bla bla, quante cazzate
E questo lo dice uno che di cazzate ne sente, visto che nel campo dell’arte contemporanea ci bazzica e non mi pare di esagerare se dico che l’arte contemporanea ha un po’ perso il filo del “proprio” discorso.. e ogni artista ne spara uno diverso.
Ma se volete cercare in cosa l’11/9 potrebbe avere qualche legame al campo dell’arte, ovvero porvi finalmente il dubbio che Livefast vi ha dato, non cercate nella cartella “Cause e motivi che han portato all’11/9″ “è stata una tragedia” e “è morta tanta gente”.
Dopo ripondete pure
questa volta ho giurato di non rispondere a nessuno. d’altronde se uno fa un post così non è che poi può mettersi a gestire lo sdegno dei commentatori. non è forse lo sdegno, soprattutto quando si aticola in qualcosa di più di un timido “vaffanculo” anch’esso una forma d’arte? Buona domenica a tutti e soprattutto non angustiatevi: considerarlo un attentato invece che un’installazione *non farà* resuscitare i 3.000 morti. giuro :-)
è un nuovo modo di interpretare i monumenti che si oppone a tutto ciò che c’è stato finora. al-qaeda i monumenti li distrugge, mentre fino ad ora qualche bulgaro aveva semplicemente pensato di impacchettarli. come dire che al-qaeda è l’anti-christo.
sulla paternità (dunque aggiungo e non replico): in effetti il nome di mohammed atta mi era sovvenuto come eventuale nome di coautore, ma se della cappella sistina non si dice che fu opera di michelangelo e dei suoi allievi credo lo stesso metro sia applicabile ai (tragici) fatti in questione. per quanto concerne auschwitz anch’essa – come è logico – m’è balzata alla mente. un dubbio tuttavia m’attanaglia: era matura l’umanità nel 1942 per concepire l’olocausto come opera d’arte? in fondo io ed i mentecatti come me non c’eravamo per descrivere quel gesto atroce come gesto artistico. esso dunque non lo era, a meno di volersi spingere ancora un po’ oltre e voler considerare artistico non solo il gesto disgiunto dalla consapevolezza dell’autore ma tout court il gesto disgiunto dalla consapevolezza di chiunque. è copncepibile una forma d’arte “retroattiva”? da questo commento in avanti direi di sì, è concepibile. anzi, per essere precisi, è concepita.
era matura l’umanità nel 1942 per concepire l’olocausto come opera d’arte? è concepibile una forma d’arte retroattiva? cioè l’olocausto è una forma d’arte?
livefast ti prego prima di obbligarmi a venire ovunque tu sia a spaccarti il culo a forza di calci per portarti a parlare con un paio di persone sopravvissute all’olocausto fammi un piacere: smetti di dire cagate o sarò il primo a denunciare macchianera per contenuti antisemiti (che non ci sono in realtà, c’è solo un povero pirla , tu, che sragiona).
dammi retta beviti un chupito (rum e pera) e torna a casa a fare la ninna : COGLIONE
(su un qualsiasi forum ti avrebbero dato del troll ovvero del provocatore gratuito che vuole scatenare flame. Per riuscire nell’intento prendi esempio da brontolo non scrivere simili stronzate.
cmq ora sono convinto :
HAI LA MERDA NEL CERVELLO
scusate, ma … leggo bene? Qui si parla di sterminio come forma d’arte?!? No, non è possibile … devo aver messo troppo rum nella flebo …
E che dire allora di tutte le immagini della guerra come autentica forma d’arte allora? non sono queste (http://massgraves.info/) vere e propie opere d’arte? E anche quelle dell’olocausto c’avranno i copyright dei nazisti che le hanno scattate? E le città, le foto di Hiroshima, i monumenti distrutti?
Eppure quest’estate non mi sembrava così calda.
Le torri gemelle erano un opera d’arte e chi le ha fatte è un artista, non chi le ha distrutte.
La confusione sarà il vostro epitaffio. Una meme non è un’opera d’arte, anche se un’opera d’arte può essere una meme. Se possibile, risparmiateci un post in cui si difendono le intrinseche qualità artistiche della foto dell’incappucciato con gli elettrodi nel carcere di Abu Grahib (anch’essa una meme).
Resta ad ogni modo il fatto che quello che decine di registi, scrittori,sceneggiatori etc etc hanno immaginato e visualizzato per anni in rappresentzioni più o meno simili ha trovato riscontro.
Un gruppo di imbecilli con il pannolino in testa ha reso reale una fantasia che avevamo visto e letto per anni prima dell’11/9.
In questo senso l’aspetto simbolico, il segno che trascende dalla tragedia e che per sempre rappresenterà una molteplicità di significati, é nato.
Significa che gli integralisti hanno colpito nel segno, avessero colpito una centrale nucleare di una grande città o diffuso un letale virus in grado di fare molte più vittime, la tragedia sarebbe stata immensamente più grande ma più priva di simbolismo, di gestualità e rappresentazione iconica.
Molti di noi davanti alle immagini in diretta quel pomeriggio ad un certo punto hanno pensato “cazzo, sembra quasi un film, ed invece é vero!”.
La realtà di quel gesto, collegata a centinaia di rappresentazioni simboliche fatte prima di quel giorno sull’argomento, la connessione di queste rappresentazioni alle varie forme di espressione che noi occidentali adottiamo
e la valenza che noi diamo all immagine, al segno, al simbolo é indubbia (tanto é vero che qui si sta parlando della sua valenza o meno nel caso specifico).
Da quel giorno la torre e un aereo sono divantati simbolo, icona di una serie di significati ben chiari a tutti noi e circosritti.
Che i simboli e i segni siano uno strumento dell’arte é un fatto.
Se poi qualcuno connette i vari elementi e giunge a definirla arte sono fatti suoi resta il fatto che chi ha compiuto quel gesto ha, consapevolmente o inconsapevolmente, utilizzato i mezzi e gli strumenti che noi utilizziamo per rappresentarla.
livefast…ma ci facci il piacere ci facci…
solidarieta’ per il compagno livefast. ottimo post, anche se queste reazioni nei commenti erano prevedibili con matematica certezza.
> Un’opera d’arte non comporta la morte di 3000 uomini.
qualcuno ha gia’ ricordato quell’artista (credo austriaco) le cui installazioni comportavano la morte di parecchi animali?
Animali??
1- ilenia ha fatto il post più intelligente di tutti;
2- concordo con davide (e mi pare anche vlad) nel ritenere che il 90% di chi ha commentato non ha letto il post di livefast;
3- una provocazione deve creare forte mal di pancia: è lo stimolo che spinge ad analizzare un fatto e a trarne delle conclusioni logiche (solitamente in contrasto col provocatore).
ottimi gli articolati commenti contrari, decisamente deprecabili e privi di senso i vari ‘fanculo’;
4- apprezzo l’intelligenza provocatoria di livefast, ma penso parta da una considerazione di base sbagliata: l’11/9 (anzi, per citare moore, 9/11) è e deve essere consideratonon arte, bensì un’icona, ossia un’immagine che trasmette un messaggio (nel caso di gioia per pochi sciagurati, di profondo dolore e sconcerto per tutti gli altri).
un’icona non può essere considerata un’opera d’arte (men che meno un’installazione) in quanto messaggio e realizzazione non sono strettamente interlacciati, ne’ nell’icona ha alcun valore il perchè scatenante (fondamentale nell’opera d’arte), e un’icona può essere tranquillamente de-contestualizzata ed avere pari efficacia, mentre l’opera d’arte no; inoltre l’arte è indirizzata ad un pubblico consapevole, l’icona ad un pubblico inconsapevole.
ergo: non di arte, ma di icona si tratta. comunque grazie per avermici fatto pensare :)
5- se mi avete letto fin qui o siete stoici, o pazzi o mi volete bene. nell’ultimo caso, qualora vi incontrassi, potrei darvi un bacio.
un’estetica infernale, Livefaust.
Tom non concordo.
Anche l’opera d’arte può venir benissimo decontestualizzata, ci sono generi diversi di opera.
Per quanto riguarda il pubblico consapevole, vale lo stesso discorso, c’è chi opera in modo da non far percepire l’opera come tale. In ogni caso qui non direi il “pubblico” fosse inconsapevole, perchè è diventato consapevole nel momento stesso in cui la performance (se vogliamo paragonarla ad un opera d’arte direi che è questo il campo) è avvenuta.
In ogni caso, anche se dissento su alcuni punti, sono anch’io più propenso a vedere l’evento come il divenire di un icona + che di un opera d’arte.
E direi a chi si ostina a fare i paragoni con l’olocausto di smetterla, allora non avete capito proprio che qui nessuno ha detto: tanti morti=arte!
in realtà intendevo consapevolezza nell’approccio, ma mi son spiegato male. chiedo venia.
1. no; 2. una pisciata sulla pelata del nano; 3. lavare il cranio del nano dopo la pisciata; 4. buona la super-erba, eh?
1. no; 2. una pisciata sulla pelata del nano; 3. lavare il cranio del nano dopo la pisciata; 4. buona la super-erba, eh?
“Faccio arte…. finchè qualcuno muore!”
(Joker, da “Batman” di Tim Burton”)
Il rischio è che tutta l’arte stia nell’interpretazione. Bei giochini, per carità, ma quanto distanti siamo dalle pure pseudo-intellettualizzazioni?
Se la si vuole mettere su un piano semiologico per tentare anche di capire cosa producono in noi quelle immagini, allora: 1) in nessun caso la realtà in sé è arte o icona. 2) un’icona è rappresentazione fedele della realtà, con una forte valenza comunicativa: la foto del miliziano di Capa, la foto di Che Guevara, le foto di Moro, acquisiscono simbologia rappresentativa di un momento storico. 3) L’arte, invece, ambisce ad essere anche rappresentazione, interpretazione: Apocalipse Now non è il filmato della bambina bruciata dal napalm che fugge. Oggi però, siamo così dominati dal mezzo televisivo che l’arte è completamente ricacciata all’indietro, inesistente, pochi o nessuno che ci dia una lettura profonda di ciò che ci succede. Solo commentatori televisivi. Tanto condizionata che espressione d’arte diventa la documentaristica, come con Moore a Cannes.
Mi pare che Ventomare dica delle cose più che sensate. Sospendendo (se pure è possibile) il giudizio sui fatti in sè, mi pare che per essere catalogata come opera d’arte manchi alla distruzione delle torri proprio la “coscienza” dell’arte. Già nei primi del ‘900 si discuteva della possibile contaminazione tra realtà e arte, tra vissuto e opera: la vita come opera d’arte, nella quale l’artista-uomo poneva un significato estetico-pedagogico, oltre che la sua percezione del reale. però era una contaminazione voluta, cosciente, cercata.
Esiste l’arte incosciente, involontaria? Io credo di no, credo che il valore di un’espressione artistica (e delle opere che produce) si misuri anche sulla capacità dell’artista di esporre le proprie intuizioni in modo esplicito e cosciente. Volontà creativa, non casualità creativa.
Ovvero, se Osama (o chi per lui) avesse voluto compiere un gesto che non fosse “simbolico”, ma “artistico” (le due cose non sono affatto simili), se ne sarebbe anche potuto parlare. Così, no. Aggiungo che il giudizio etico (che, in ogni caso, concorrerebbe alla valutazione dell’opera) non potrebbe essere che negativo. Insomma, come artista del terzo millennio Osama è sicuramente sopravvalutato…
Il nesso, cazzo, il nesso tra una catastrofe ed un’istallazione!!!!
Comunque, la simbologia di cui si tratta è tipicamente di stampo occidentale, quest’”opera” è certo concepita da un “artista” nostrano, poi chi siano gli “scalpellini” poco importa.
ha ragione ventomare: ‘l’icona 11/9′ che intendevo non è la tragedia (che nessuno di noi, credo, ha potuto vedere personalmente), bensì la sua rappresentazione tele/fotografica, che, al pari del fungo atomico, del che, del crocifisso, dello swish nike, ecc…, ha assunto forte valore comunicativo a se stante.
io che non sono, nè un’intelltuale, nè una studentessa universitaria, nè un’imprenditrice e che quindi non riesco a scrivere in modo lungo e “forbito” ti dico in tutta onestà che sto post è na gran cagata!
Ehm, non per essere pignolo, ma i minuti di applauso furono 92. :D
Anche le foto dei campi di concentramento nazisti e comunisti hanno assunto forte valore comunicativo a se stante (non capisco perchè questo elemento da solo sia sufficiente a far parlare di arte); e così il fungo a tomico Treblinka, le torri gemelle, gli sgozzamenti; tutta arte? Mi sembra che qua l’idea di arte ce l’abbia chi di arte non capisce una cippa però gli va di parlarne
pius, forse presuntuosamente, mi sento lievemente insultato.
anyway, io non ho mai parlato di arte, quanto di icona. e tra le due manifestazioni, c’è una notevole differenza.
se mi smentisci, sopporterò con dignità l’essermi riconosciuto in un insulto rivolto ad altri (per fortuna nessuno mi vedrà arrossire).
Caro livefast, avresti bisogno di una bella iniezione di Godard. Che cosa c’è di bello, di valido, di memorabile in quell’immagine? E’ pornografia, un enorme snuff girato con tanti soldi invece che in formato casalingo come quello di Nick Berg. Mettiamo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze. Che cosa resta? Che cosa rivela questa immagine? Mettiamo da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze. Che cos’ha di diverso da una qualsiasi puntata di Walker Texas Rangers?
il fatto che sia reale, per esempio
Scusa Pius, in quale parte del tuo cervello hai pescato “foto di campi di concentramento comunisti”?
Forse intendi parlare dei campi di lavoro denominati Gulag che però (puoi a tal propostio leggere l’introduzione di Primo Levi in -se questo è un uomo)pur ottenendo spesso lo stesso effetto non erano ne campi di annientamento ne di sterminio come quelli nazisti.
ecche cazzo!!!
Mi piacciono queste piccole polemichette su di un argomento che c’entra come i cavoli a merenda rispetto al post.
Lasciamo perdere il dubbio da quattro soldi se il Gulag sia o no un campo (lager) di concentramento; magari aiuterebbe sapere che la parola GULAG è un acronimo per Glavnoe Upravlenie Lagernye, che significa “Direzione Centrale dei Lager”, e notare che i comunisti e i nazisti usavano la stessa parola per la medesima istituzione.
Con tutto il rispetto per Levi, quello che pensava lui dei Lager staliniani conta meno di chi c’è passato per davvero. Piuttosto, per riempirsi una zona del cervello in cui si ode solo il soffio del Ghibli, invece che fermarsi ad una prefazione di Levi e pensare di aver capito tutto, converrebbe leggersi un libro di Solzenicyn, consiglio “Arcipelago Gulag”, o Kravcenko, o Salamov, o cercare testimonianze come quella di Bauber Neumann, l’unica ad essere sopravissuta prima ai lager sovietici e poi a quelli nazisti. Ma se ancora non si avessero le idee ben chiare allora bisognerebbe passare a qualcosa di più sostanzioso, come la parte espressamente dedicata al Gulag nel “Libro Nero del Comunismo”, zeppa di dati e documenti utili a farsi un’idea meno superficiale della questione, che poi si viene qui e si dicono fesserie con l’aria del furbo che la sa lunga.
In particolare si verrebbe a sapere che, con le parole di Rousset , “L’esistenza dei campi non è grave solo perché ci si soffre e muore; è grave perché vi si vive”. Con un piccolo sforzo intellettuale in più confrontando qualche statistica dei lager sovietici, si noterebbe ad esempio come la percentuale annuale dei decessi in tutti campi sotto il Gulag, comprese le fasi di trasferimento, viaggiava intorno al 15%-20% annuo. Il che, considerando la durata del regime sovietico, e il numero stimato dei detenuti Gulag per tutto il nero periodo comunista, porta ad una numero di 8 cifre.
In realtà, se si considerasse tutto questo invece di affidarsi a dubbie vulgate e alla propria ignoranza coltivata con passione, ci si renderebbe conto che la differenza fondamentale tra i campi di concentramento nazisti e quelli comunisti consiste grosso modo solo in questo: nei primi si studiavano i modi più pratici ed efficienti per uccidere in fretta; nei secondi si studiavano quelli per uccidere più lentamente.
Dunque a buon diritto anche il gulag sovietico può ben entrare nella galleria delle opere d’arte del Signor Livefast, fine esteta.
Per Davide: se la premessa è di mettere da parte la mostruosità del gesto e le sue orribili conseguenze, non vedo che cosa resta di reale. Il fatto è che quell’imagine colpisce proprio per il suo essere mostruosa. Discutere sul suo valore artistico è come discutere sul valore artistico del pelo di una tigre.
gentile pius, lungi da me l’intenzione di offenderti, ancora non mi hai detto dove avresti visto foto di “campi di concentramento comunisti” dato che non ne esistono!!!
e le uniche che si conoscono sono sostanzialmente solo quelle della propaganda sovietica, a cui tu certamente non ti riferivi.
(ti sufggerisco il catalogo della bella mostra di torino del 2003)
PS quanto ai testi da te citati, io, sono certo di averli letti
Mi auguro che le tue cognizioni storiche non si basino solo sul libro nero del comunismo che ha fatto più male a chi l’ha scritto che a quelli che voleva denunciare
Mah, Arcangelo, non so se ci fai o ci sei.
Non esitono solo fotografie di propaganda, ma anche foto d’archivio e private.
Anche impostando solo la parola “Gulag” su google immagini viene fuori un discreto numero di riferimenti e in mezzo alla confusione trovi qualche bel capolavoro d’arte come la capisce Livefast, come queste due: http://www.lainsignia.org/imag2003/gulag1.gif
è una foto del 1954 del cimitero di Kolyma, in siberia, dove a parte l’incuria, l’aria era evidentemente poco salubre;
http://www.maganet.net/scuole/itczappa/progettolabsto/gulag.htm
qui invece una rassegna sulle isole Solovki.
Certo, nella stragrande maggioranza dei casi si vedono uomini che fanno lavori pesanti, ma d’altronde rispetto ai nazisti coi gas, i lavori forzati fino ad esaurimento erano la vera specialità sovietica, notoriamente di idee pratiche.
A parte l’incipit che ti invito a riferire in vai preferenziale al tuo parente femminile più prossimo,
mi sembra che a suon di scazzi si sia giunti a un buon punto di sintesi che mi permetto di condividere
PS Ultima puntualizzazione da cagacazzi quale sono: i Gulag erano una simpatica consuetudine russa sin dai tempi degli Zar evidentemente comoda a tutti gli esponenti del potere compresi i soviet.
Quanto al senso del post di live.. non aggiungo altro a quanto tu già hai sottolineato in chiosa
Ecco haime l’ennessima azione dettata da un libro favola dall’inizio alla fine,questa religione sta divenendo insopportabbile!
[...] Livefast su MCC 23 gennaio 2007. Livefast su MCC 19 novembre 2007. Livefast su “le torri sono un’idea della madonna” 3 luglio 2004. [...]
bhe allora sarebbe arte anche tutta la storia dell’uomo fino ai giorni nostri. Queste grandi trovate artistico-filosofiche possono nascere solo da una profonda superficialità. L’artista penso debba essere consapevole delle sue azioni, altrimenti mi non mi dispiacerebbe il paragone di bin laden ad una scimmia che pasticcia coi colori.
Complimenti per il post…
Non varrebbe la pena commentare perchè hanno già detto tutto gli altri, volevo solo aggiungere che c’è anche un problema di “attribuzione” (si dice così per le opere d’arte di origine incerta):
io tenderei a identificare gli autori nei Neo-conservatori americani (e non “agli americani” in generale). Io mi sono fatto questa idea dopo aver visto i video “Inganno globale” e “Il nuovo secolo americano”, che vi consiglio.
Assolutamente no. Inoltre da te non mi aspettavo uno scivolone simile solo per sostenere la tesi del padrone di casa.
non per cercare a tutti i costi il pelo nell’uovo, matteo, ma io questo post l’ho scritto quattro anni fa. immaginare allora che un giorno di quattro anni dopo esso avrebbe potuto -in maniera invero assai indiretta- “compiacere il padrone di casa” era oltre le umane facoltà. a meno che tu non postuli che io sia dio, nel qual caso non sarò certo io a cercare di farti cambiare idea.
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