Sabato 31 Luglio 2004
Visto che noi ci tocca stare ancora al palo, tanto vale dare buone notizie e rinfrescanti un poco l’afa cittadina. Domani a Gothenburg (Svezia) finalissima e conclusione del “The Homeless World Cup” la seconda manifestazione di un evento sportivo che ruota intorno ai disagiati e ai senza fissa dimora. Organizzata dall'Insp, la rete internazionale dei streetpapers (per l’Italia “Terre di mezzo”), impegna esclusivamente giocatori che vivono o hanno vissuto la condizione di senza dimora, che vendono giornali di strada per vivere o che hanno provato sulla loro pelle l'emarginazione. «Weird houses, for weird people» (Bizzarre case per bizzarre persone) è uno dei motti della manifestazione internazionale che usa il potere positivo del gioco del calcio per sollevare i diritti dei poveri del mondo. Tra le nazionali partecipanti, anche l’Italia. Nella scorsa edizione dell'Homeless World Cup, vinta dall'Austria, l'Italia ha ottenuto il quinto posto e l'attaccante rom Slataru Irine, con 37 gol, si è aggiudicato il titolo di capocannoniere.
p.s. chissà se l’amico del Brontolo quest’anno ha un posto in nazionale, almeno in panchina.
Una delle cose che il blog ti insegna è: non scrivere mai sul blog il giorno prima di partire per le vacanze. Mica per niente: metti che ti viene in mente qualcosa di carino da raccontare o che ti si materializzi in forma di post nella mente un'opinione di cui il mondo deve assolutamente essere messo a parte. Finisce che ti metti a scrivere, poi cancelli, poi riscrivi, poi controlli, poi pubblichi, e nel frattempo si è fatto tardi, non hai finito di fare le valigie, ti alzerai dal letto con la stessa baldanza di un budino rovesciato dalla scatola sul piatto.
Meglio salutare con un giorno d'anticipo, quindi.
Poi, chiariamo: il sottoscritto parte per le ferie, ma il blog non chiude e, probabilmente, continuerà ad essere aggiornato dagli autori che hanno le chiavi di casa e voglia di farlo.
Dove vado io, i cellulari 3G muoiono d'inedia. Dove vado io c'è una G sola. Forse nemmeno una G tutta intera.
Difficile che riesca ad aggiornare. Ancora più difficile (ma non si può mai dire) che mi venga voglia di farlo nel mese in cui mi dedico a qualsiasi cosa non debba essere collegato ad una presa elettrica per poterselo godere. Leggerò, mi trascinerò dalla casa alla spiaggia e dalla spiaggia alla casa, farò snorkeling, mi metterò a pescare con l'arselleiere e poi ributterò in mare tutto quel che mi fa pena tenere (ovvero qualsiasi cosa di vivo), farò foto, cose con la sabbia, grigliate una sera si e una no, berrò il vino buono e
mangerò divinamente.
Che tanto il blog e il resto del mondo qui rimangono.
P.S.: Non è vero, ho barato. Una cosa, di tanto in tanto, la farò: vi leggerò da
MacchiaLight utilizzando il palmare.
Venerdì 30 Luglio 2004

Questa sera, a partire dalle ore 23, ultima puntata di MacchiaRadio prima delle vacanze. Verranno evocati tutti i fantasmi protagonisti della passata stagione: dalla Brandy di Mauro Repetto fino a GianCaldo, giù giù fino all'arrotino e alla MPP™.
Un appuntamento da non perdere.
Ma anche si, volendo.
Quando il piantone della caserma romana della Guardia di Finanza l’ha visto arrivare, per poco non gli viene un coccolone. Pigia il pulsante rosso delle grandi occasioni e subito l’intero edificio è travolto dal delirio della baldoria. Una festa che non se ne erano mai viste. Palloncini, striscioni e pernacchiette, colonnelli vestiti da suora e battutacce sui Carabinieri. Che tutti si pensava fosse venuto a costituirsi, finalmente, invece no.
Taormina era giunto ‘solo’ per consegnare il plico accusatorio. Insomma, non aveva mica detto che il 30 luglio ci avrebbe svelato chi era l’assassino che scagionerà Anna Maria Franzoni? E l’ha fatto. Non alla comunità, ma quantomeno alla GdF. Peccato solo per la festa perché era una figata. Giurin giuretta.
Che quasi spiace sia tutto finito, perché alla fine io mi stavo abituando, ma.
Carlo Taormina, ed è drammatico doverlo ammettere, è tutto fuorché un povero pirla. Sapeva bene che qualsivoglia annuncio avrebbe dovuto farlo a tempo debito. Innanzitutto per le sue ferie, poi per la questione in sé. Resto pacatamente perplesso dalla reazione degli altri. Cioè nostra, e della magistratura più nel particolare. Ma vi pare che un uomo, cui non darei fiducia nemmeno di contare i capelli che perdo, vada in giro da più di un anno dicendo che tutti sbagliano, che nessuno vuol capire la verità, che che che… e che lui sa tutto. E DICCELO CAZZO! Lui fa passare un tot di tempo, attende addirittura una senteza, poi, il giorno prima delle ferie (quello del grande esodo di massa dove nessuno ha testa per altro che valige e code e bestemmie), lui scrive due paginette e le mette in mano alla GdF. Arrivederci, ora non rompetemi i coglioni fino a ottobre che c’ho il panfilo da riverniciare. Anche te Annamarì, fatte un altro figlio e ci sentiamo per Natale. Immagino…
Poi mi sono chiesto: caspita, quella donna con buona approssimazione è colpevole. Lasciamo perdere suo marito che è un evidente decerebrato, o quantomeno dà quell’impressione, ma Carletto nostro come pensa di poterla ancora proteggere? Con i cavilli? Perché a me questo sembra uno stillicidio che tende in un qualche modo farci disamorare della vicenda. Prima le indagini normali ed un avvocatino che più di tanto non poteva, poi la procura di Aosta che non gli capita mai un cazzo dalla mattina alla sera e non le sembra vero d’avere in mano un infanticidio, poi arriva Taormina che gioca a fare il bel tenebroso, che sul tenebroso ancora ancora, ma bel proprio no. Ed un giorno dopo l’altro ci meraviglia d’inventiva, sino a questo teasing raggelante con tanto di slittamento della colpa su spalle non ancora sospette. Pare addirittura che si tratti di un morto. Ora voi penserete che io vi stia pigliando per il culo, ma non è così. Se davvero fosse un morto (cioè quel signor sconosciuto all’opinione pubblica che si suicidò poche settimane - giorni? - dopo l’omicidio), allora vale tutto, e vaffanculo anche Taormina.
Sono capace anche io, sentite qua: Il colpevole dell’omicidio di Samuele è, Seneca! Bossi! Il Papa! Ma metteteci quello che vi pare dopo tanto nessuno vi chiederà spiegazioni. E se un povero Gip ignorante e presuntuoso dovesse alzare la manina e chiedere: mi scusi ma le prove? Fate come Carlo, rispondete: mi dispiace, segreto professionale.
Adesso, onestamente, stiamo lambendo sì o no la schizofrenia?
Cogliendo dalle informazioni sui cookie di Macchianera, trovo
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Expires venerdì 30 luglio 2004 12:14:26
Ebbene sì. Alle 11:14:26 ho deciso di postare un commento, e quindi mi è stato giustamente settato un cookie. Cookie che muore dopo un'ora. Non so se il settaggio dipenda dai signori Trott o sia una cosa locale: però non mi vengono altre idee oltre quella del titolo per allungare il tempo oggettivo, e non dovere cliccare due volte in più quando voglio far sapere al mondo che non so cosa dire.
Io sono una persona che negli anni ottanta ha "politicamente sofferto" perchè a tutti i livelli di politica bisognava dialettizzarsi con il cinghialone e i suoi compagni di partito. Bisognava farlo a livello nazionale, per l'unità delle sinistre; a livello comunale, per eleggere un sindaco; e via via fino a livello condominiale, per installare un'antenna.
E la sofferenza nasceva dalla conoscenza di leggende metropolitane che poi si sono rivelate verità giudiziaria: il cinghialone è, dal punto di vista giudiziario, una persona condannata con sentenza definitiva per corruzione e illecito finanzamento dei partiti. La condanna non l'ha scontata.
Ecco, tolta questa premessa mi piace ricordare che la politica da lui e gli altri due del CAF nell'ordine:
1. Ha ingigantito il debito pubblico che dovrà essere pagato da generazioni e generazioni.
2. Ho portato l'Italia nel settembre 92 sull'orlo della crisi finanziaria con tanto di misure argentine, tipo il prelevo sui conti correnti.
3. Ha rovinato la politica italiana internazionale, frutto di decennali raffinamenti morotei nell'asse est-ovest.
4. Ha fatto chiudere un partito con cent'anni di gloriosa ed onesta storia. Un partito per cui un numero innumerevole di persone sono morte.
5. Ha sputtanato la sinistra, che per estrazione e tradizione era sempre stata la parte incorruttibile della società.
Come uomo i suoi ultimi anni mi hanno ispirato una grande e comprensione. Ma come politico è meglio dimenticarsene. L'Italia può far meglio.
Giovedì 29 Luglio 2004
di Giorgia
A Manila, nelle Filippine, un edificio della zona commerciale è rimasto per giorni "indeciso" sulla sua situazione strutturale.
Poi ha preso una decisione: quasi quasi m'appoggio al palazzo di fronte, deve aver pensato...
(Per fortuna, non ci sono stati feriti né vittime. Solo il palazzo di fronte è rimasto un po'
acciaccato...)
(fonte: Seattle Times)

Per mesi e mesi mi hanno frantumato le palle durante l'intervallo del film in prima serata.
Alla fine ce l'hanno fatta: ho visitato
TGCom e il bello è che ho trovato il titolo più geniale dell'anno: "
La Versace dà un taglio alla coca".
La preveggenza anche qui su Macchianera. E “Il Riformista” con Giovanni l’aveva pubblicato.
Come mi disse un amico: "Taormina riuscirà a dimostrare (o almeno a dire che può dimostrare) che i curdi li hanno gasati i vicini di casa e che il Kuwait si è invaso da solo per gettare discredito sul petrolio irakeno".
Si, sono meglio di mago Zurlì.

L'avvocato
Taormina, difensore di
Annamaria Franzoni, condannata in primo grando a 30 anni per l'omicidio del figlio Samuele, ha confermato che entro domani depositerà un documento alla Procura Generale di Torino, con il quale chiederà di indagare sul contro di una persona che egli ritiene responsabile dell'uccisione del piccolo Samuele.
Secondo
Taormina sul presunto omicida, solo sfiorato dall'inchiesta svolta dalla Procura di Aosta, emergerebbero gravi indizi. Taormina ha poi rivelato che difenderà
Saddam Hussein.
(Rai Televideo - pag, 142, 29/7/2004, ore 16:05)
grazie a Marco Ridoni per la segnalazione
Mi piacerebbe chiedere all'uomo della strada secondo lui (o lei) a che cosa servono le tasse. Io credo che scuole, strade e ospedali sarebbero tra le risposte più frequenti. Dubito invece che lo sarebbero che ne so... missioni di guerra in paesi lontani qualche migliaio di chilometri oppure il costo orario delle molte migliaia di ministeriali che passano la giornata leggendo il giornale in ufficio. Ora pare invece che, dopo aver promosso in ogni modo la privatizzazione della scuola e della sanità, questo Governo voglia far pagare extra pure le strade. In pratica hanno ridefinito completamente la funzione della fiscalità nello stato moderno: secondo la Weltanschaung berlusconiana la fiscalità serve esclusivamente a finanziare le puttanate inutili, la roba che serve si paga tutta extra. Ecco, da persona che di sinistra non è mai stata né potrà mai essere ci terrei a mandare un messaggio al nostro carissimo: MABBBBBBBAFFANCULO va, e vergognati, te e i tuoi tacchi a spillo del cazzo. Ah no, scusa, quello dei tacchi a spillo è Piersilvio.
Mercoledì 28 Luglio 2004
Idea: Gianluca, perchè non fare della homepage di BlogNation.it una specie di BlogWear.de, una pagina-negozio dove vendere le T-shirt di tutti i blog ospitati?
Senza tanta voglia ho dovuto vivere l'esperienza di un ospedale tedesco. Per vari motivi tutta la famija è finita in ospedale negli ultimi dieci giorni: dalla frattura cranica agli spasmi passando per l'infezione intestinale. Stamattina alle cinque del mattino seduto nella sala di aspetto di un ospedale pulitissimo, con persone educatissime e gentilissime, con dottori consci del dolore degli ammalati (insomma quello che in Italia sarebbe una clinica) mi sono sentito contento di pagare qui un botto di tasse.
Pagare più tasse non è così male, soprattutto per le persone normali, quelle senza elicottero, villoni e cliniche private in Svizzera. Qualcuno ha il coraggio di dire al nano questa cosa di sinistra?
Dopo anni che l'avevo, ho cambiato numero di telefono del cellulare. Sono tornato ad un numero storico che ho mantenuto - senza più usarlo - dai tempi in cui Clarence era solo un'idea. Anzi, forse da prima.
Ma non è questo l'importante (a parte il fatto che sì, chi aveva il mio vecchio numero può cancellarlo, chi è iscritto a Plaxo ha già ricevuto il nuovo e gli altri possono richiedermelo via mail).
No. Tutto questo serviva solo per introdurre la vera questione, e cioè che dopo anni di
Vodafone volevo provare l'ebbrezza di tornare a
Tim (so che con questa domanda inauguro una guerra santa tipo Mac contro
PC, ma quale prende meglio dei due? Quale ha le migliori tariffe? E la migliore copertura? Con quale si naviga meglio in Gprs?).
Ebbene: dovevo cambiare tariffa. Compongo il 119 e una voce registrata mi accoglie con questa frase:
"Bbenvenudo nel servizzio cliendi Dim"
Biscardi. Cazzo. Aldo Biscardi.
Qualche tempo fa si disse che le voci Vip - geniale trovata del scior Mauriscio Costanscio - erano un esperimento. Una cosa temporanea, cioè. Lo stesso Costanzo si vide cassare nel giro di una settimana l'annuncio: "l'utencie gia lei chiamatcio è occupascio o non può rishpongiere". La versione ufficiale fu che era tutto previsto: una settimana e poi stop. La verità è che arrivavano sputi fin dall'altra parte della cornetta.
Detto questo, Costanzo, Biscardi, Laurenti: la scelta delle voci è caduta proprio su quei personaggi che anche impegnandosi non riuscirebbero a pronunciare correttamente nemmeno il nome della compagnia telefonica. Che sono tre lettere, voglio dire.
E mica per niente poi la concorrenza schiera una rompicoglioni che organizza feste a tradimento per ogni minima stronzata (che, per dire, è estate: uno sarà anche libero di farsi i cazzi suoi in disparte, se ne ha voglia, no?) e che, all'ottantasettesimo ciak, il meglio che le è uscito è stato: "E' l'estacie Vodafòn. Ed è tucia inciorno a tei".
Uno si chiede: quando questi si stancheranno di rispondere, chi subentrerà? Silvio Muccino?
Ma la questione - ripeto - è: Biscardi. Cazzo. Aldo Biscardi.
Io in realtà volevo parlare del luogo presso cui mi appresto ad andare in vacanza. Intendevo premettere che si tratta di un complesso immobiliare che risale al 1927 (opera dell'architetto fiorentino Luigi Caldini) e comprendeva una villa e vari annessi quali una chiesetta, vari quartieri della servitu', un forno, una lavanderia. Che dalle "dependances" (perché la villa vera e propria è stata venduta dai Gherardesca a varie famiglie) sono stati ricavati sedici appartamenti la cui iniziale destinazione alla servitù ancora si riflette nei nomi che gli sono stati assegnati: Casa del Pescatore, Casa delle Suore, Casa Sibilla, Casa Gaddo, Casa Rossa. Poi che la ristrutturazione ha lasciato quanto piu' possibile intatti la struttura ed il carattere originari del complesso immobiliare, al punto da presentarsi ancora come un piccolo villaggio di pescatori che si sviluppa in parte intorno ad una piazzetta con il portico, la chiesa e la classica palma centrale, in parte direttamente sulla spiaggia e quindi sul mare. E, infine, che alle spalle degli appartamenti si estendono ettari ed ettari di parco e pineta, nei quali sono frequenti gli incontri con scoiattoli, fagiani, lepri e caprioli.
Poi avrei proseguito descrivendo il cantiere navale che si erge accanto alla villa e che, pur avendo cessato l'attività da vent'anni, è tuttora ricordato per i trascorsi nel canottaggio, settore in cui era specializzato, ma anche per la realizzazione nella nautica da diporto.
Beh, ecco, avrei voluto parlare di questo cantiere, che non è più in disuso perché è stato trasformato in "una nuovissima struttura turistico-ricettiva a 4 stelle su di un’area di 25 ettari". Venticinque ettari che erano solo dei pini marittimi, e che invece adesso accolgono "176 unità tra alloggi di varia grandezza, camere e suite". Più un bar/pizzeria. Più un ristorante con vista mare. Più un minimarket per giornali e tabacchi. Più una sala polifunzionale. Più una palestra attrezzata. Più un piccolo centro benessere.
Avrei dovuto parlare di questo cantiere - dicevo - ma mi intristisce. Così cambio obiettivo e vi racconto di un posto lì vicino che non so perché mi è venuto in mente. Sta di fatto che poco fa sono andato su Google e ho cercato: "Goldrake esiste".
Io non so se sia capitato anche a voi, alla compagnia di amici che avevate da adolescenti, di dare ad un posto un nome tutto vostro. Una specie di nome in codice. Che magari credevate di aver inventato voi.
Beh, il "Forte di Donoratico", edificio eretto nel 1786 a ridosso della spiaggia dal Granduca Pietro Leopoldo, oggi fatiscente e pericolante ex-caserma di carabinieri e finanza, per noi si chiamava "Goldrake esiste". "Ci vediamo davanti al ‘Goldrake esiste’", dicevamo.
Il perché lo lascio spiegare al blog di Lupigi, trovato grazie alla ricerca di cui vi dicevo poco fa, il quale ha descritto il forte con le stesse semplici parole che avrei voluto trovare io (e l'ha persino utilizzato come sfondo per un fumetto commemorativo della sua adolescenza, della sua compagnia).
Prima di lasciargli la parola aggiungo solo una cosa: il forte è quello ritratto nella foto a lato. L'immagine è tratta dal sito del comune. E qualcuno, al comune, ha deciso di farla ritoccare con Photoshop per rendere invisibile le scritte sulla facciata, che non sta bene. Armato di macchina fotografica, a fine agosto, quando sarò di ritorno, renderò giustizia al forte. E a Goldrake, che per davvero, da quando vado in vacanza da quelle parti, per me esiste.
Al mio paese, su un vecchio forte demaniale dei Carabinieri ora (e già allora) in disuso, situato proprio in mezzo alla spiaggia, da quasi trent'anni campeggia l'immortale scritta "
Goldrake esiste".
Man mano che il tempo passa, quando il salmastro e le intemperie, oppure i solerti messi comunali, fanno in modo che la scritta scompaia, essa magicamente ricompare, e sempre per mano di persone diverse, nuove generazioni di turisti che tra un bagno e l'altro raccolgono col favore delle tenebre l'eredità ideale di chi li ha preceduti.
Io lo trovo commovente, anche se probabilmente il signor
Goldrake era solo uno spacciatore di seconda tacca che poteva essere reperito da quelle parti, negli anni 70.
Ma a quanto pare si passa alla storia anche così.
Martedì 27 Luglio 2004

Era la dannazione di Pelle di Seta, Riccardino. Se lo sognava di notte. Che la picchiava. Che la guardava con quei suoi occhi furbi e dolci e imprevedibilmente la colpiva, e lei si svegliava sudata, Pelle di Seta, col batticuore ed il fiatone, sul letto, come se avesse corso.
Giustamente Pelle di Seta la dette su. Era, come tanti, educatrice per sbaglio. Ora fa la postina ed è più contenta. Nessuno la picchia e per Natale le danno le mance.
Con Sandro, Riccardino non ci pensava neanche un po' di colpirlo.
Bastava che Sandro alzasse lo sguardo e lui, un attimo prima, si fermava. Neanche a dirlo, Sandro non l'aveva mai toccato se non per giocare o fare i covini. Eppure Riccardino aveva timore di lui. Gli premeva troppo la relazione.
Onore al campione italiano della partenza intelligente: se avesse programmato la sua fuga con una settimana di ritardo, si sarebbe imbottigliato sull'Autosole. Nel cassetto del killer umbro, un sogno: emulare il campione della fuga su due ruote, l'imprendibile Mullah Omar. L'avvocato Taormina: "Uccida un altro paio di innocenti, poi lo difendo io". Un malfattore all'antica, che non traffica in droga, non fa politica, è ateo, non ruba ai ricchi per dare ai poveri, non squarta i familiari, non sevizia donne in serie, non collabora al Foglio, non scrive gialli e fa pure a meno del telefonino: più che in galera, merita di finire al museo, accanto all'Uomo del Similaun. A ostacolare le indagini, l'identikit di Liboni, corrispondente a un terzo dei maschi italiani: chi avesse visto un individuo di mezz'età, altezza media, pelato, con pancia e aria incazzata, prima di chiamare la polizia si assicuri di non essere davanti allo specchio. Per stanare il "Lupo", gli investigatori giocheranno d'astuzia: già sguinzagliate in tutta Italia centinaia di agenti travestiti da Cappuccetto Rosso.
forse non lo dici / però lo fai
e questo non è onesto / ...vero
forse non lo dici / però lo sai
e non andrai in para... / ...diso
forse non lo dici / però lo fai
e questo non è mica / ...bello
forse non lo dici / però lo sai
e quindi sei un reci... / ...divo |
 |
come stai...
ti distingui dal luogo comune
ti piace vivere come sei
e rispondere solo a te
come stai...
ti distingui dall'uomo comune
ti piace vivere come vuoi
e rispondi solo a te |
Lunedì 26 Luglio 2004
Non so se antipatici si nasca. Non ci credo molto. Comunque, niente cambia il fatto che c'è gente intrisa di fondamentale, virulenta antipatia. Gente le cui azioni, anche le più insignificanti, hanno un doppio fondo di rancore e cattiveria, nascondono rostri che mirano direttamente alle fiancate della buona fede altrui.
Loro ci provano, ad essere gradevoli e graditi, ma l'antipatia emerge ugualmente, loro malgrado, come la coda del diavolo che spunta da un soprabito. Non ce la fanno. Un gesto, un'espressione, una parola, un modo di porsi, e rieccoli in tutta la loro fondamentale malevolenza. Non c'è niente da fare, per l'antipatia non c'è cura o rimedio.
Se sono in posizioni di potere, li chiamiamo "stronzi" e coviamo contro di loro segreti e inconfessabili desideri di vendetta. Desideri che vanno ad aggiungersi alle altre frustrazioni della vita quotidiana di adulti in un paese dove, tale e quale agli albanesi di Valona, radio e televisione ci sventolano davanti prodotti di lusso che non possiamo comprare, ci offrono tonnellate di servizi inutili e ce li vendono per mezzo dell'antipatia combinata di un mastino napoletano (che non sarebbe antipatico di suo, se le battute che lo costringono a pronunciare non fossero un distillato di odioso gallismo) e di una tizia nota, fra le altre cose, per aver menato la sua assistente.
Gli antipatici allignano ovunque, e non sono necessariamente incompetenti o stupidi, anche se l'accoppiata antipatia-stupidità ha risultati devastanti. Però un antipatico, per quanto competente, resta sempre antipatico. E sul lungo termine si preferisce avere a che fare con qualcuno magari leggermente cialtrone, ma che non ti faccia venire la voglia di prenderlo a sberle ogni due minuti.
"Giu, hai preso la pastiglietta?"
"No, non la voglio, la pastiglietta."
"Dai, prendi la pastiglietta, che dopo va tutto meglio."
"Crepa, tu e la tua pastiglietta."
"Dai, non fare storie."
"Uff."
Beh, la storia la sapete, e se non la sapete, è tutta scritta qui. Se ne parla anche qui e qui. Da ciò si deduce una cosa: su questa persona ho già scritto troppo e non per niente la cosa è in mano agli avvocati.
Per questo motivo nel presente post mi asterrò dai pareri sulla vicenda, limitandomi a riportare - uno per uno, debitamente catalogati - tutti gli interventi che la persona summenzionata ha man mano dedicato a vari personaggi del web e no. Ha iniziato insultando una persona, e da lì in poi questa storia è diventata simile alla canzone dell'elefante: "Un elefante / si dondolava / sopra un filo / di una ragnatela / e trovando / la cosa interessante / andò a chiamare / un altro elefante. / Due elefanti / si dondolavano..." eccetera. Ogni singolo personaggio che è intervenuto a difesa di quello diffamato in precedenza ha subito la medesima sorte: accuse di minacce, molestie (per tutti), di pedofilia o frequentazione di prostitute (se uomo), di prostituzione o diffusione di pornografia (se donna).
E' un elenco, quello che segue. Un semplice elenco che serve agli avvocati in primis, e a me per porre alcune domande.
La prima. Me lo sono sognato io, o su Splinder esistono delle norme contrattuali sottoscritte dall'utente al momento dell'apertura di un blog, le quali recitano, tra l'altro:
"Splinder valorizza la libertà d'espressione dei propri membri, ma richiede che tale libertà sia utilizzata nei limiti del lecito e che non offenda gli altri. Splinder si riserva quindi il diritto-dovere di decidere cosa sia o non sia consentito fare sul proprio sito o su weblog creati grazie alla sua piattaforma. Sono assolutamente vietate e possono causare la revoca immediata della tua iscrizione e/o la cancellazione del tuo Weblog le azioni e le attività che comprendono, senza che ciò costituisca un limite, l'inserimento di pagine Web o in tutti gli altri contesti interattivi predisposti da Splinder contenenti o con riferimenti a: [...] materiale offensivo o diffamatorio nei confronti di chicchessia, incluse espressioni, di fanatismo, razzismo, odio, irriverenza o minaccia; materiale che promuove o fornisce informazioni che istruiscano su attività illegali o che possano causare pregiudizio a terzi."
Di tutto ciò che segue - e che leggerete - lo staff di Splinder è stato avvisato ormai qualche mese fa. Idem dicasi per quelli di Excite (le cui condizioni contrattuali non sono visibili se non aprendo un blog) e de Il Cannocchiale (qui le condizioni di utilizzo). Eppure non intervengono: prima ancora che intervenga la legge, hanno un regolamento a tutela degli utenti della rete. E non lo fanno rispettare.
Le altre domande: perché l'Ordine dei Giornalisti e Paolo Serventi Longhi non intervengono a tutela della professione, quando una non iscritta all'albo si si spaccia per giornalista, parla di "accrediti giornalisti presso la Magistratura e il Parlamento" e si descrive a questo modo: "Una nota giornalista a breve editore con evidentissimi appoggi politici e tutti gli accrediti al punto giusto"?
Perché associazioni rispettabilissime come Peacelink, più volte citate dalla signora a proprio vantaggio ("Peacelink mi cita sempre ad ogni iniziativa, inoltre un membro di Peacelink è già membro di Bloggersperlapace"), non prendono le distanze (in pubblico, dico, non in privato) dalle inesattezze, dalle scorrettezze che vi apprestate a leggere?
Perché Fiorello Cortiana, della cui amicizia la signora si fa vanto, non prende pubblicamente le distanze e lascia che ad intervenire a difesa delle persone diffamate siano solo semplici blogger, che si ritrovano poi puntualmente i propri dati e i propri numeri di telefono pubblicati dalla suddetta, alla mercé dei motori di ricerca? Perché, infine, un qualsiasi magistrato di passaggio non procede d'ufficio, soprattutto in cosiderazione del fatto che la persona in questione sostiene (non creduta, ma lo sostiene) che i magistrati milanesi Claudio Castelli, Armando Spataro, Ilda Bocassini e Gherardo Colombo le debbano dei favori e siano per questo disposti ad insabbiare eventuali inchieste che abbiano come oggetto la medesima? E che fanno, nel frattempo - dico sul serio - i servizi sociali? Perché la persona di cui stiamo parlando ha sporto denuncia contro parecchie persone che vedrete citate senza che l'autorità competente la rimandasse a casa, spiegandole la situazione ed enumerandole il numero di reati penali e civili che stava lei stessa compiendo?
A chi legge chiedo una cortesia: non commentate utilizzando insulti o frasi diffamatorie nei confronti di questa persona. Il concetto ristabilire, in tutta questa vicenda, non è quello dell'"occhio per occhio": si tratta, molto più semplicemente, di far valere il diritto di tutti a non essere diffamati per mezzo di accuse scelte a caso.
Qualche tempo fa mi si disse che parlando della signora altro non avrei fatto che alimentare la polemica. L'ho ignorata - completamente ignorata - per un mese e mezzo, e il risultato è che se prima eravamo in tre elefanti a dondolarci sul filo della ragnatela, ora siamo almeno in ventiquattro. Tante sono le persone che - volenti o nolenti - sono state oggetto di diffamazione in questo lasso di tempo. E pare che l'opinione della signora sia che c'è ancora posto.
Una breve puntualizzazione prima dedicare il resto del post all'elenco: la parte di codice di questo intervento contenente gli insulti legati ai nomi e cognomi è stata criptata in modo che i motori di ricerca non possano indicizzarla e così diffondere ulteriormente contenuti diffamatori.
Domenica 25 Luglio 2004
di Giorgia
Dopo "Perché rischio di diventare reazionario, vol.1", "Perché rischio di diventare reazionario, vol.2" e "Perché rischio di diventare maoista", ecco a voi:
un'opera completa in un unico, simpatico cdrom illustrativo, allegato al numero di Newton in edicola questo mese, a soli 9 euri e 50 cents!
Si sa che a noi, quassù, basta poco per scaldarci.
Le rare volte in cui capita, però, perdiamo persino la memoria di quando abbiamo preso per i fondelli i romani per quattro fiocchi di neve: ci armiamo del fido telefonino con fotocamera e immortaliamo il momento per ricordarcelo tutto il resto dell'anno.
Beh, ieri sera intorno alle 20:30, quest'arcobaleno sovrastava Milano.
Sabato 24 Luglio 2004

Il 19 luglio 1992 Rita, Rituzza come la chiamava Paolo, scriveva:
“Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita… Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. Borsellino sei morto per ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta”.
Ma poi continua dicendo
“Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia, che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei non perché sei figlio di quella persona o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non ci sarà mai, ma se ognuno di noi prova a cambiare ce la faremo”.
25 luglio 2004:
un fiore per Rita.
Esilio coatto, ora, subito, per quelli che condividono file Mp3 senza scrivere il nome dell'artista o del brano o, peggio ancora, che non compilano le tag (esistono programmi che lo fanno automaticamente e in serie: mica crederete che davvero uno si mette lì a editarli uno per uno?), o che invece lo fanno, ma solo per scriverci dentro "Ripped by Pinco".
Ritorsioni per i creatori di iTunes, il sedicente "miglior programma mai scritto per Windows", il quale, una volta che hai finito di catalogare tutti i tuoi Mp3 inserendo tutte le tag giuste (artista, brano, album, anno, foto di copertina e genere), te le cambia. Così, automaticamente, senza chiedere.
Punizioni esemplari per quelli che scelgono di condividere i propri dati attraverso i servizi che si occupano di sicronizzare le rubriche telefoniche degli iscritti, e utilizzano uno pseudonimo. Così tu avevi in rubrica tale "Massimo Rossi" (uno che, essendo dotato di nome e cognome, per te ha anche una faccia), lui si iscrive, il programma aggiorna il suo nominativo e tu ti ritrovi nella rub