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Archivio per giugno, 2004

Ce lo meritiamo Berlusconi

giu 11 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Sebbene non richiesta, procedo alla mia dichiarazione di voto.
Già li immagino i commenti sconcertati degli indignati secondo cui “l’astensione è un voto certo che va a destra”.
Ebbene no, non voterò, pur non avendo niente di particolare da fare sabato e domenica e, di conseguenza, non essendo nemmeno costretto ad accorciare il week-end.
Spiace per gli amici che non approveranno, spiace per quelli candidati, epperò io questa sinistra (quella con queste facce, questo nulla da dire, quest’assurda fede nella regola dell’alternanza che sa del vecchio “non possono mica bocciarmi per due anni di seguito” detto da chi, a fine anno, si era accorto di non aver studiato abbastanza) non riesco a votarla. Proprio no, non posso, non ce la faccio. E non è nemmeno giusto, a parer mio.
Dal momento che trattasi di parer mio, avviso: inutile nascondere la pillola nella polpetta. Se coltivo un parere, lo faccio nell’assoluta certezza di avere ragione. Altrimenti non avrei un parere. O sarei Pierluigi Diaco.
Dicevo, scusate, di queste facce qui: che sebbene si dica che la politica non è un mestiere, non è detto che non si possa prevedere la pensione (e, difatti, non son grulli nemmeno loro: l’han prevista; ma io intendo proprio il togliersi dalle balle, lo sciò, il raus, il cuccia lì).
Aggiungo tre cose.
La prima: che – al di là di quel che si dice in giro – non sono così convinto che a vincere sarà la sinistra.
La seconda: che se perderà, e tra qualche anno ritroveremo sui manifesti i faccioni dei Rutelli, dei Fassino, dei D’Alema, degli Occhetto, dei Di Pietro, allora vorrà dire che Berlusconi ce lo meritiamo.
Inciso: ricordo che tempo fa – parecchio tempo fa, ormai – si diceva di un giudice d’assalto, quelli dall’inchiesta facile e dal relativo libro pure, che si fosse eclissato e avesse ormai le mani legate perché qualcuno era in possesso di una serie foto ritraenti minorenni slave, nelle quali lui e il suo pipino la facevano da protagonisti. E allora mi chiedo: esistono negativi di un Cofferati zoofilo custoditi all’interno di un archivio segreto all 55 di piazza dei SS. Apostoli? O un qualsiasi particolare motivo per cui lo si è relegato in castigo dietro la lavagna, a fare il candidato sindaco a Bologna?
La terza: che quanto è vero che non sono convinto della vittoria della sinistra, io spero perda.
Fa qualche altro anno in compagnia degli attuali fattori e dei relativi stallieri, vero: ma in campagna si sviluppano i sensi, e più dell’occhio che si dispiace per le foglie d’Ulivo che cadono, il naso si abitua alla puzza di merda. Poi si spera che la padrona scelga un nuovo concorrente che sappia darci dentro di vanga.

P.S.: Nel caso in cui il vostro innato senso civico vi imponga una scelta, il mio consiglio è di votare per il primo – a destra o a sinistra – che si dissocerà pubblicamente dagli squallidi, turpi, luridi, sordidi manifesti elettorali che seguono.
Manifesti bipartisan per gli ostaggi liberati

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La guerra dei Roses

giu 11 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il Governo invia un SMS informativo:

la Repubblica: Su 57 milioni di telefonini sta arrivando in queste ore un breve messaggio firmato da Palazzo Chigi sulle modalità di voto. L’iniziativa sta già scatenando polemiche. Molti si chiedono se non sia una violazione della privacy. Palazzo Chigi replica prontamente: “Si tratta di una iniziativa, di cui è stato informato il Garante per la privacy, autorizzata da un decreto del ministero dell’Interno che ha incaricato i gestori di telefonia mobile ad inviare gli sms. Per la presidenza del Consiglio l’iniziativa è anonima, nel senso che palazzo Chigi non sa ne quanti sms saranno inviati, né a chi”.

Il Governo vieta di inviare SMS informativi:

Governo Italiano – Autorità Garante per la protezione dei dati personali: “SMS di pubblica utilità: le regole del Garante per un corretto uso“. Cap. 2: A) Invio di SMS e consenso: “Anche se il soggetto pubblico non viene a conoscenza dei dati identificativi degli interessati non per questo il trattamento è per ciò stesso liberamente consentito. Allo stato i numeri di telefonia mobile non rientrano infatti nel novero dei dati personali cui è applicabile il regime previsto dalla legge n. 675/1996 per i “pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque”. La loro utilizzazione da parte dei fornitori non può quindi, allo stato, prescindere dal consenso espresso degli abbonati, prestato in forma specifica e documentato per iscritto (art. 11 legge n. 675)” [...] C) Altre comunicazioni di pubblica utilità: “Allo stato dell’attuale normativa il principio del consenso non è, infine, al momento derogabile per altre comunicazioni istituzionali per ulteriori fini pure di pubblica utilità legati ad eventi culturali, ricorrenze, ecc.”

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Manfredi, attore del rinascimento

giu 11 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareManfredi, Gassmann, la Magnani, Sordi… E poi Moravia, Pasolini, Calvino, la Morante. Che cosa avevano in comune fra di loro? Una grande stagione: il Neorealismo

• Così, neanche Nino Manfredi aveva più niente da fare in Italia – in questa Italia – e s’è levato di mezzo. Lui era proprio l’ultimo, più o meno come la Morante era stata l’ultima degli scrittori, e con lui se ne va una stagione altissima della cultura italiana: la più densa e profonda (col suo neorealismo scritto e filmato) dal Rinascimento. Noi non abbiamo mai avuto (lo notavano già nell’ottocento) un gran teatro; il primo è arrivato a novecento inoltrato, ed era più letteratura che teatro – Pirandello. Le altre nazioni (Lope de Vega, Shakespeare, Moliere) invece hanno avuto il loro imprinting proprio col teatro: la gente che schiamazza e si fa attenta, che ride, piange, vive la propria vita e la confonde con le vite, coi sentimenti, coi personaggi, con le passioni che il carro dei teatranti le ha portato davanti, un luogo qualunque, la piazza dell’auto sacramental o il teatro Globe. Autori e attori, gente qualunque, fricchettona, esposta a tutti i colpi della vita, qualche volta “antipatici”, mai vip. Da noi, umanisti boriosi, seduti sui scranni al lume dei candelieri di corte. Così, dal Bembo a Francesco Merlo via Monti, Carducci, Malaparte e compagnia cortigiana, l’intellettuale italiano è sempre stato segnato: eleganza e bel garbo, ma via dalla strada.

L’eccezione, è la commedia dell’Arte e poi – sotterranea continuità – l’opera e il melodramma; e infine il cinemino di periferia, quello in cui i ragazzi “ignoranti” della borgata celebrano senza saperlo se stessi. Arlechin, Brighéa da Berghèm, Pulcinella sono dei paesani qualunque – degli “zanni” – che scendono nella città dei signori. A fare i servitori, i vivi-alla-giornata, i Cococò. Come i loro spettatori. Otello, Cavaradossi, il Barbiere non vivono grazie ai palchi, ma grazie al loggione; ma vivono soprattutto fuori teatro, nella strada. Il cocchiere che canta, il barcaiuolo, il contadinello, la mondina: per tutto il settecento e l’ottocento il popolo italiano – per testimonianza unanime, e un po’ razzista, di milordi turistici e altri viaggiatori – è soprattutto un popolo che canta. Quante Rosine povere, nei loro abiti d’operaie e di domestiche, sono state corteggiate sotto casa da un giovane improvvisato tenore! E chi sarà stato l’interprete principe di Fenesta ca lucive, se non qualche sconosciuto guappariello o pescatore, in chissà quale vicolo di chissà quale sera…

Questa è la letteratura italiana, quella del popolo, quella vera. A fine anni Quaranta, per una serie di contigenze storiche – principalmente il communismo, la libertà, il dopo-guerra – essa acquista una consapevolezza di sè, alza la testa. Tutta una generazione di scrittori “alti” vi si arruola. “Alti” di formazione e cultura; ma popolari. Pasolini o Zavattini in bicicletta, come Gassmann nei Soliti ignoti; poveri, ma belli e ricchissimi. La cultura, l’Italia, la cultura *italiana*.
Gli attori, in quel periodo fausto, erano regionali. L’Italia, infatti, allora era davvero una federazione. Non il federalismo grassoccio e avaro e un po’ vile di ora; ma un “federalismo” spontaneo, solare, di genti e tribù diverse che s’incontrino allegramente su una piazza o una via. Così, Gassmann era il Milanese, Edoardo e la Loren i Napolitani, Sordi e Fabrizi e la Magnani i Romani; com’era meridionale Polichinelle o padano Arlecchino, senza diffidenze e mutrie, fraternamente. E tutti insieme erano les Italiens, the Italian mandolini, i macaronì, i paisà, gli Italiani.

Fra questi, Manfredi era il romano “burino”; vale a dire il romano vero, scetticamente ingenuo, non cittadino. L’anima di Roma, infatti, è qualcosa che continuamente si rinnova dalla campagna, da alcune migliaia d’anni a questa parte. E’ stato, coerentemente, il miglior Pasquino. E’ stato er Communista de Roma, è stato er Pecoraro. Maschere – in romano “personae” – immortali. E’ stato a pieno titolo nella massima antologia del neorealismo, che è L’audace colpo dei soliti ignoti, del ’59.

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Il Signore degli Anelli

giu 10 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Con il passaggio vicino alla luna Phoebe, inizia domani la più complessa opera di astronautica robotica di tutti i tempi: la sonda Cassini, nata dalla collaborazione di NASA, ESA e Agenzia Spaziale Italiana, si metterà in orbita intorno a Saturno e compirà nei prossimi anni i più disparati studi di planetologia.

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Il Signor G e la Sig.raGgiro

giu 10 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ombretta ColliLa versione completa della scheda truffaldina di Ombretta ColliLa foto a lato ritrae l’attuale presidentessa della provincia di Milano, nonché consorte di un compianto cantautore che faceva finta di essere sano pur con cotanta moglie a carico.
Ebbene, la sciura Ombretta ha l’occhio vispo e attento alla sedia che si libera: affetta da sindrome da capoclasse e avvistata una poltrona priva di occupante, vi candida le proprie vedovili chiappette.
Un giorno, forse senza nemmeno accorgersene (ma in seguito vantandosene giusto per far dispetto all’Albertina) s’è persino ritrovata presidente di un’autostrada.
Questa settimana la sciura Ombretta si sente provinciale eppur milanese. Lei, che è donna di mondo, ambirebbe quantomeno al ruolo di ragazza dell’Europa, epperò c’è il fatto che si libera un posto alla Provincia di Milano. Il suo. E quindi: oh, quanto si sente provinciale eppur milanese!
Non avendo individuato uno scranno disponibile presso il Parlamento Europeo in quel di Bruxelles, non può implorarvi di mandarcela, a quel paese. Vi chiede di rimanere in questo. Come Presidente della Provincia.
All’uopo, stampa migliaia di volantini col fine di intasare la vostra casella di posta.
E nella sua versione dell’inghippo alla Postalmarket non vinci un milione di euro, ma apprendi che (testuale) “per non rischiare di annullare il tuo voto la scheda è valida solo se fai la croce sul simbolo di Forza Italia.

La truffaldina pubblicità elettorale di Ombretta Colli per le elezioni europee

L’E-mail dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (posto che non gli sia di troppo disturbo intervenire riguardo alla questione) è info@agcom.it.

“…non vedo più nessuno che s’incazza
Tra tutti gli assuefatti della nuova razza
E chi si inventa un bel Partito per il nostro bene
Sembra proprio destinato a diventare un buffone.
Ma forse sono io che faccio parte di una razza in estinzione”

(Giorgio Gaber, da “La mia generazione ha perso”)
(un ringraziamento particolare al Blog dell’animalestrano per la segnalazione)

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Bologna, Fini scambiato per una stazione ferroviaria

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

Bottiglia incendiaria al comizio del leader di An: la presenza di qualche decina di persone semiaddormentate ha indotto i terroristi a scambiare piazza Maggiore per la sala d’aspetto della Stazione Centrale.
Il commento di Fini: “E’ l’ennesima intimidazione contro un esponente antifascista”.
La polizia indaga nel torbido ambiente degli uffici elettorali della Casa delle libertà. Lo sdegno di Berlusconi: “Un gesto vile finalizzato a rubarmi le prime pagine dei giornali”. Roma, la polizia annulla il comizio di Follini per motivi di sicurezza: “Siamo sicuri che non ci andrà nemmeno un cane”. Bossi: “Ogni giorno ricevo minacce di morte”.
La sua infermiera: “Mi spiace, ma è l’unico modo di fargli prendere le medicine”.
Oggi tornano in Italia gli ostaggi liberati in Iraq: riusciranno ad accorgersi della differenza?

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Ammissione di pace

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

ANSA – 15:59 – “Maurizio Agliana è iscritto ad Alleanza Nazionale”. Lo ha affermato il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri alla trasmissione “C’è Diaco” su SkyTg24. “Non l’avevamo mai detto – così Gasparri – per l’incolumità dell’ostaggio”.

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Ho un Rufus per cappello

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

Deviazioni Stasera alle 23.00 andrà in onda Deviazionisottotitolo “Tutti abbiamo un Marzullo dentro“, il programma della sottoscritta e del socio QuattroPassi.
Per l’occasione andrà in onda lo speciale “Ho un Rufus per cappello”, una puntata dedicata all’emblematico Rufus. Ma chi è in realtà Rufus? E cosa significano i suoi mp3? Cercheremo di scoprirlo insieme, questa sera, alle 23 su RadioNation1.

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Il Sorteggione

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Macchia GMailLa questione è la presente: Macchianera ha una GMail di Google (quella con un giga di spazio per la propria posta) da regalare. O, meglio, un invito da inviare ad un amico perché anche lui possa utilizzare GMail.
Il problema, a questo punto, tra tutti quelli che visitano il sito, quelli che ascoltano la radio, quelli che affollano la chat della radio, è “a chi darla”.
Ieri sera, in radio, complice il Pampero, è venuta l’idea di associarla ad un mini-concorso. Situazione: abbiamo il premio, ma non la cosa da premiare (e se ne sono dette di tutti i tipi: da “chi riesce a chiamare una radio grossa e dire ‘RadioNation’ entro la giornata”, “chi riesce a beccare un cantante e fargli registrare il jingle ‘Ciao! Sono Tizio, e anche io ascolto…’”, “chi invia una propria versione di ‘Voglia di cosce e di sigarette’ di Mauro Repetto, fino a “chi riesce a portare via più sassi dalla Toscana”).
Idee?

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Il gol della bandiera

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

La liberazione dei tre ostaggi italiani, in maniera esplicita o velata, è stata presentata come una vittoria del governo.
Poche balle, è la verità. E fuori casa vale anche il doppio.
Primo tempo il salita e rimonta sul filo del 90°.
Per quel che vale, nello strepitio dei festeggiamenti, ricordare il risultato: beh, è finita 3 a 1.

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Dejà vu

giu 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Pista anarchica - da RepubblicaEhi, io questa l’ho già sentita.

- Fini: Che cos’era ‘sto rumore?
- Segretario: Onorevole, non stia lì sul palco: è esplosa una bomba carta!
- Fini: Cazzo, è già mezz’ora che parlo?


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Sopravvivenza elettorale/5

giu 08 2004 Inviato da nella categoria Net To Be

soprav_elettorale5.jpg
Queste striscie sono stoccate nel Grassilli Warehouse

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Ostaggi degli ostaggi: inizia il “cincubo”

giu 08 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

ostaggimini.jpgOstaggi degli ostaggi: questa è la situazione. Li hanno liberati ed è una liberazione per le forze italia e della coalizione. B********* ne avrà discettato l’altro giorno con Dàbliu, mentre papillavano il menu tricolore in quel di Palazzo Madama, prima di sparare le loro in conferenza stampa e a Baghdad. La copertura via etere libera angosce represse e fa impallidire eventi mediatici pregressi, quali la vittoria al Mundial e in Fattoria. Sulla salma ancora calda del povero cuoco sgozzato in Arabia, B********* si era affrettato a stendere l’elogio funebre dicendo che lo chef votava per lui. Chissà con i tre mercenari che cosa farà – li terrà in ostaggio di radioetv, adesso che ha scoperto che il 93% degli italiani si ingozza di televisione prima di andare a votare. I tre tornano domani a Ciampino, sotto i riflettori e su aereo di Stato, al contrario di come se ne andarono. La fraternità alla P2 c’è, la libertà per gli ostaggi anche, l’uguaglianza di tutti nel subirne la protervia pure – il premier è la versione rinnovata e corretta della Rivoluzione che comporta il Terrore. Si è collegato col Tg5 dall’aereo presidenziale, mentre trasvolava verso l’ennesimo G8: inutile perdere tempo, in tempi di elezione affina le affinità elettive con i megafoni. Non solo lui ha la balorda, ma anche Repubblica.it, che asserisce in titolo che per i parenti degli ostaggi è finito il “cincubo”. Sbagliato: il “cincubo” inizia adesso.

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Le basi del mestiere

giu 08 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Un ostaggio, se lo si può far liberare, si libera sempre nella settimana che precede le elezioni.

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Era l’album di famiglia, ma di un’altra famiglia

giu 08 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Lasfinge-delle-BR.jpgSe avete 19 euri a disposizione, compratevi il libro “La sfinge delle Brigate rosse” di Sergio Flamigni.
L’ex-senatore prosegue nella sua meritora analisi della storia del terrorismo italiano e attacca a più riprese il concetto espresso dalla Rossanda: e cioè che per capire la provenienza dei terroristi, si dovrebbe guardare nell’album di famiglia della sinistra.
Scoprire alcuni personaggi che hanno imperversato come brigatisti negli anni ’70 essere fascistelli negli anni ’60; o vedere che in realtà sono stati espressione del mondo cattolico, fa un non so che (e vedere è la parola giusta, considerando i documenti in copia che il Flamigni allega al libro).
Chissà se un giornalista di destra riuscirà ad avere il coraggio di superare l’excusatio non petita della Rossanda ed ad avocare alla propria cultura il terrorismo degli anni ’70, anche quello cosidetto rosso.

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