Gimme Moore

La locandina di Fahrenheit 9/11Riporto paro paro da Wittgenstein:

Salvo quelli che pensano che Michael Moore sia un equilibrato e corretto documentarista, la discussione sui suoi film si riduce a un dilemma vivissimo soprattutto nella sinistra italiana: quello del fine e dei mezzi. Siamo in guerra, dicono alcuni, e dobbiamo usare tutti i mezzi per sconfiggere l’avversario. Altri, compreso il titolare qui, pensano che la differenza tra noi e qualsiasi avversario sta esattamente nel non usare i suoi mezzi, nel non scendere sul suo terreno di bugie, abusi e ingiustizie. David Edelstein sta invece tra i primi: “I saw the only way to accomplish anything is by ‘abusing’ your power.” Exactly. Fahrenheit 9/11 is not a documentary for the ages, it is an act of counterpropaganda that has a boorish, bullying force. It is, all in all, a legitimate abuse of power.”

Luca dovrebbe vederlo, Fahrenheit 9/11, come si è fatto questa sera qui, tra amici.
Conclusioni: Michael Moore è equilibrato? No, e non è importante lo sia: come dice quello, le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue. E va aggiunto: le palle sono due, e sono fatte per essere usate assieme, non una per volta, così, tanto per apparire equilibrati.
Michael Moore è corretto? Forse no, ma anche questo non è importante per le medesime ragioni di cui sopra.
Michael Moore usa gli stessi mezzi di George W. Bush? Nel corso del primo tempo mostra documenti firmati da georgedabliu, ergo: roba di georgedabliu, che georgedablui non è stato costretto a firmare. Nel secondo tempo vira verso il populismo, sperando probabilmente di coinvolgere emotivamente anche i repubblicani. Quindi si: usa gli stessi mezzi. Ma anche no: può mandare un film nelle sale; non può spedire un esercito in un paese da cui non è (ripeto: non è) stato attaccato.
Michael Moore dice bugie: no. Ha – errando – anticipato di tre giorni la data nella quale i Bin Laden‘s hanno abbandonato il suolo statunitense. Errore rosso? No, al limite blu, perché poi sono comunque partiti, con una flotta di aerei privati che non bastano quattro mani a contarli.
Michael Moore abusa del proprio ruolo? No, a meno che qualcuno non tiri fuori un suo passato da autore di sit-com. Moore fa questo da sempre, da prima di “Roger & me”. Ciò che dice rientra (stando pure largo) tra ciò che il primo emendamento consente (secondo la stessa analisi di Luca Sofri, che cita un caso di cui lo stesso Moore si è occupato in “The Awful Truth”).
E insomma, concludo: date le premesse, non è così semplice – e probabilmente nemmeno corretto – fare passare la tesi che Michael Moore sia il Marco Travaglio de loro artri.

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39 Comments

  1. Ho visto tutti i documentari/film di M Moore e credo abbia qualcosa in comune con Travaglio. Parte da fatti riconosciuti per esporre una tesi.
    Come dire “carta canta”.
    Molti gli interrogativi che rimangono da sciogliere. Ma Moore non è un investigatore alla Magnum PiAi. Nei suoi film pone le domande giuste. Quelle che tutti ci dovremmo porre.
    Travaglio sembrerà pure un politicizzato. Moore non si scaglia contro una persona (Bush) per ragioni politiche. Attacca le diverse amministrazioni dagli anni ’70 ad oggi. Di qualunque colore politico.
    E’ come se da Luttazzi il nostro Travaglio avesse presentato, insieme al libro su B., anche un libro analogo sul caro D’Alema, specificando chi è il suo editore e chi gli passa il congruo assegno di diritti.

    Non voglio sminuire Travaglio. Michael Moore de “noiartri” non esiste. E se esistesse non potrebbe parlare.

    P.S.
    ma dove avete trovato Fahreneit 9/11 ???

  2. Un tempo la cultura era dominatata dagli intellettuali della sinistra. Una vera e propria tirannide dell’intelletto sulla cultura, la leteratura , le arti. Oggi non è più così. Al posto di questi intellettuali sono arrivati i loro figli, che occupano si le stesse posizioni, come registi, scrittori, giornalisti, attori, ma che per fortuna non capiscono un cazzo (e non sanno fare un cazzo)
    E’ morta l’Intelighenzia (o è l’intelligenza che è morta?)

    PS
    Un tempo la linea, con tutti i loro difetti, la davano i Moravia, i Pasolini ecc ecc

    Oggi la detta Ferrara…..

  3. Bella questa della par condicio dello sputtanamento.
    Moore è Moore. Travaglio è Travaglio! E nessuno sa, nemmeno lui stesso probabilmente, cosa farebbe nel caso in cui D’Alema, divenuto unico responsabile del sistema mediatico nazionale e indagato per reati di criminalità comune, fondasse un partito chiamato Gallipoli Alè e vincesse le elezioni facendosi nominare Presidente del Consiglio.
    Non si può mettere tutto sullo stesso piano, altrimenti nulla ha più senso.

  4. Comungue GN la questione è che dai neconi ai criptoneoconi c’è un rosicamento così potente nei confronti del film di Moore che rasenta la paranoia. Forse che il populismo è roba loro? E il sentirselo rivolgere contro da dietro fa un certo effetto sull’ansia? La questione degli errori o delle imprecisioni mi sembra che lasci il tempo che trova. E’ come se la relatività speciale fosse stata scritta in maniera sgrammaticata: non sarebbe bello, ma la sostanza non cambierebbe. La misura è relativa all’osservatore.

  5. Non voglio discutere i mezzi, di Moore. Però, guardandone le interviste, i film, leggendone i libri non si può non avere la forte impressione che sia un uomo mosso da passione. Passione per qualcosa che ritiene giusto dire, che ritiene giusto fare.

  6. ….per non fare la solita figura del comunista spocchioso (excusatio non petita…)esplico:

    Si può non essere d’accordo con le tesi di Moore ne con il suo stile, ne con le conclusioni a cui giunge ma per capire il divario tra le chiacchiere da salotto italiane e l’impegno di un intelettuale vero bisognerebbe prendersi la briga di leggere almeno un suo libro.
    Stupid Wite Men è una informata, documentata, intelligente e appassionata invettiva contro il sistema americano e il suo rappresentante (Bush)

    Bowling for Columbine è un bel documentario raccontato in prima persona che cerca di dimostrare una tesi facendosi alcune decine di migliaia di chilometri su e giù per l’america fino al Canada e altrettanto immagino che accada con 9/11 pur non avendolo visto.

    Travaglio che è uomo di destra (montanelliano come dice lui) anche fastidioso quando prende per oro colato ogni sentenza di tribunale (vedi caso Sofri) è una persona onesta che come Moore muove il culo, si documenta fino all’ossessione e i suoi scritti di archivio sono avvincenti come romanzi (vedi Montanelli e il Cavalliere)

  7. che palle con la storia del “non e’ stato attaccato”..che cazzo di ragionamento e’?E la guerra in Kosov?Attaccato?Sbarco in Normandia?attaccati?Liberazione?costretti? Mangia libri va

  8. kaiser sul serio tu pensi che lo sbarco in Normandia sia stata un’azione miliatre nella sostanza comparabile all’invasione dell’iraq? ehehehhe, certo che ce n’è di svitati in giro :-)

  9. Una precisazione, in “Stupid White Man” lo scrittore si concentra su Bush ma inveisce anche contro l’amministrazione Clinton, l’unico che ne viene fuori bene è il perdente Nader!

  10. Travaglio ha scritto libri sulle tangenti Fiat; è quello che ha scritto di più sulle tangenti”rosse”; di Dalema si è occupato quando Francesco Cavallari, padrone di molte cliniche private in Puglia, ha confessato di avere consegnato una tangente allo stesso; insomma,il tipo può essere simpatico o non simpatico, ma non credo si possa dire che è politicizzato.

  11. Neri neri….
    non entro nel discorso moore non moore.

    dico solo che, anche se in irq ci siamo andati solo per lo schifoso e puzzolente petrolio che ci permette di essere l’occidente che siamo, ricordati che lì c’era un folle dittatore che ha massacrato il popolo curdo.

    quando i nazisti invasero danzica i non interventisti se la menavano con le stesse storielle (eh ma non ha mica attaccato noi…).
    pietoso.

    torna a fare il dj

  12. x3nOn, scusa ma non posso esimermi dal dirti che i tuoi accostamenti e la tua ricostruzione sono del tutto strampalati. I Curdi li hanno decimati col consenso di tutto l’occidente. Prova solo a ricordare quello che è successo in Italia quando il Governo di Centro sinistra ha provato a salvare il culo a Ochalan, il presidente eletto del popolo curdo. Allora si levò tutto l’odierno fronte interventista che era all’opposizione, a dire che il governo italiano proteggeva un terrorista… insomma, mettetevi d’accordo e datevi na letta a qualche libro di storia…

  13. Allora x3n0n che si dica la verità e non pietose bugie per giustificare ciò che si è fatto, avrei accettato più volentieri il sacrificio.
    Ma non parliamo di dittature o di emergenze umanitarie perchè ci sarebbe da agire prima in altri luoghi.

  14. assolutamente ! ci sono conflitti ben + gravi in africa dove si dovrebbe intervenire ma che non interessano a nessuno e regimi ben più pericolosi che andrebbero ridimensionati. solo che mi sono stufato di sentir dire che non bisogna intervenire se il conflitto non ti tocca direttamente perchè è questo che il neri diceva. L’onu ormai è una baracca burocratizzata peggiore della siae e non ha più la forza (ammesso che l’abbia mai avuta) di gestire i problemi (vedi israele e il suo muro di mattoncini lego).

    ochalan è un caso particolare. ricordiamoci che il pkk ufficialmente è un gruppo terroristico (anche i ceceni in realtà figurano come terroristi ma anche lì è un’altra storia).

    il fatto che in quel frangente l’occidente si sia comportato in una maniera sbagliata secondo te non toglie che sia necessario intervenire in regimi dittatoriali assoluti.anche se ribadisco magari c’erano posti sicuramente + urgenti da ripulire ma si sa nessuno fa niente per niente

  15. basta essere coscienti che chi decide quando un paese è una dittatura lo fa principalmente secondo i suoi comodi

  16. basta essere coscienti che chi decide quando un paese è una dittatura lo fa principalmente secondo i suoi comodi

    perchè scusa cosa credevi?

    secondo me ci vorrebbero gli osservatori dell’onu alle prossime elezioni usa.

  17. ciò non toglie che quanto è stato fatto in iraq e afghanistan sia sacrosanto . La distruzione dei budda ad opera dei talebani è un atto che da solo meritava lo sterminio completo e indiscriminato di tutti coloro che si erano resi colpevoli di un tale scempio. Non c’è un equivalente ad un danno simile fattibile in Italia. I danni che sta facendo quel folle a venezia sono solo in danneggiamento di un’opera d’arte, la distruzione delle statue voleva essere la rimozione di una parte di storia per rimuoverla completamente dalla memoria collettiva delle generazioni future.

    se questa cmq non è la dittatura peggiore che ti viene in mente io francamente non so

  18. > x3n0n: “La distruzione dei budda ad opera dei talebani è un atto che da solo meritava lo sterminio completo e indiscriminato di tutti coloro che si erano resi colpevoli di un tale scempio”

    Affermazioni di questo tipo mi fanno paura. Non credo che ci sia nulla che giustifichi alcuno “sterminio”.
    Per quello che riguarda gli interventi armati per portare “pace e democrazia” bisognerebbe togliersi i paraocchi, e vedere che proprio tali interventi, dall’epoca coloniale in poi, sono la causa del disastro che c’è in Africa e in Medio Oriente. Noi ne siamo la causa, e continuiamo ad intervenire, mettendo al potere leader corrotti di una fazione piuttosto di un’altra, quella che ci fa più comodo al momento, salvo poi scaricarli quando non ci piacciono più.
    Credo che gli unici interventi che potrebbero risolvere qualcosa siano quelli economico-finanziari (non peolsi, però), una *redistribuzione del reddito* e soprattutto un *ripensamento totale degli stili di vita statunitensi ed europei*.
    Tutto il resto aggiunge sangue a sangue, e inasprisce gli animi. Illudersi poi che i casini che abbiamo combinato si possano risolvere senza spargimenti di sange è quantomai ingenuo: dovremmo solo capire che la nostra presenza, lungi dal risolvere alcunché, rimanda la soluzione del problema e prolunga le guerre, che dovrebbero fare il loro corso “naturale” e poi finire. Non è una considerazione cinica, ma le guerre fanno parte delle “cose umane” da sempre, solo che ora noi le abbiamo elevate a sistema economico.
    Noi gli vendiamo le armi ai regimi che citate. Queste considerazioni, insieme a tante altre meno superficiali, dovrebbe essere sufficiente a farci capire che l’economia occidentale così come la conosciamo prospera solo in caso di guerra.

  19. I talebani hanno fatto saltare due buddha? Beh, se è per questo le due guerre contro l’Iraq mosse dagli americani hanno devastato centinaia di siti di somma importanza storica e archeologica, distrutto edifici antichi etc. L’arrivo della forza occupante a Baghdad ha portato al caos in cui furono razziati i musei, coi marines che non facevano niente per fermare i depredatori. Il censimento dei danni durerà anni. Se si parla di distruzione della memoria e della civiltà, gli USA non sono mai secondi a nessuno.

  20. un conto è durante un conflitto un conto è a sangue freddo.

    quanto al fatto che la guerra è una cosa umana…. bhè anche la morte e la malattia lo sono ma non per questo ci lasciamo morire senza curarci.

  21. Ecco, Neri corregge il tiro, spiega alcune sue ragioni, dice, ok Moore è fantastico, meraviglioso ecc. ecc., ma giustamente, non prendete il tutto come oro colato. E io concordo, in pieno. E magari ora me lo andrò pure a vedere stò cazzo di film.

  22. Bello: Pius manda dei links che aiutano a farsi un’idea più completa del film e di Moore(ma è importante, poi, capire che tipo è Moore?). Poi MR, manda questo link, dove sono corrette alcune delle inesattezze o “falsità “attribuite a Moore. Nessuno dei due sente il bisogno di interpretare le cose scritte in quelle pagine per noi. A tutti a due: GRAZIE.

  23. Non capisco tutta questa acrimonia nei confronti di Travaglio. Peraltro, quando provò a scrivere di D’alema (e lo scrisse nella Repubblica delle banane) dovette cambiare editore da Feltrinelli a riuniti.

  24. Veramente Travaglio non si fa problemi a sputtanare anche a sinistra, visto che lui stesso non è “di sinistra per partito preso” e forse non è proprio di sinistra. Nessuno si ricorda le famose “pezze al culo che si sono trasformate in barche a vela” e quella strana storiella nei pressi di Torino o i vari ripescaggi nelle file DS?
    Moore è Moore e Travaglio è Travaglio.
    Perchè cercare forzatamente delle somiglianze?
    Fanno quello che si sentono in dovere di fare e lo fanno veramente bene, entrambi. Onore al merito!

    P.S. Nota Femminile ON: E poi Travaglio è anche un gran bel pezzo, Moore no!
    Nota Femminile OFF.

  25. Il punto è: “Altri, pensano che la differenza tra noi e qualsiasi avversario sta esattamente nel non usare i suoi mezzi”. Domanda semplice-semplice: perché NO? Perché non usare un linguaggio semplice, finanche semplicistico e spettacolare per far capire a una massa di storditi da bushite che il loro Mr. President ha sbagliato? Io il film l’ho visto: può essere di grana grossa, tagliato con l’accetta, addirittura di rozza fattura: per noi raffinati, decadenti, capziosi europei, però. Ma è il medium che Michael Moore (che NON è un eroe, ma che uno mette in fila – certo, con i fuochi d’artificio, certo – ) usa per comunicare ai suoi compatrioti certe verità scomode. E non “bugie, abusi e ingiustizie”. Scusate, ma in un Paese dove l’unica contro-informazione la fa “Striscia la notizia”, “Le Iene” e (forse) “Ballarò”, ci si sorprende di questo? Che possa essere un abuso di gusto, chi lo nega? Come siete delicati, manco fossimo André Bazin dei “Cahiérs de Cinéma”.
    Ma un abuso su pellicola è di gran lunga peggiore di un abuso su un popolo.
    P.S. A tutti i neo-coni: ci avete sfranto i coglioni quando eravamo contro la guerra in Irak accusandoci di essere antiamericani e noi lì a giustificarci con Tarantino e la Costituzione americana, Henry James e il meltin pot. E ci difendevamo – flebilmente – dicendo solo che non sopportavamo Bush. Adesso che un americano fa un film anti Bush, come verremo giudicati? E quando uscirà nelle sale il film di un allievo di Morre “Supersize Me” sui danni alla salute che procura McDonald’s (il regista si è nutrito per un mese solo di happy-meal-happy-breakfast-happy drink e si è rovinato la salute) cosa ci diranno? Antipolpettari?

  26. Dove l’avete trovato Farenheit 9/11???? PIRATATO??
    Grande Moore, grande Travaglio!

  27. Lettore, ed elettore(purtroppo),invece i coglioni me li sono sono sfrantati io, con questa storia dei neoconi. In quanto al film su McDonald, ok più che leggittimo, ma non ne comprendo l’importanza o il risalto che gli verrà dato, quando gli stessi effetti sul fegato si ottengono tranquillamente mangiando un mese nella trattoria sotto casa tua.(si proprio quella che fà le polpette con il ragù rimasto nei piatti. Burp!

  28. Gianfilippo 1)È legittimo e non ‘leggittimo’, che tu ti sfranga i coglioni, tanto sono i tuoi e non te li sfrango io, che devo votare. Gianfilippo 2) Le polpette, la trattoria sotto casa mia le fa e non le ‘fà’, davvero buonissime. Non come la tua ortografia. Proprio indigesta, neh.

  29. Lettore e,purtroppo elettore: legittimo lo avevo notato, ma il fa fa mi ha veramente sorpreso. Causa la fretta,lettore, e purtroppo elettore 1)il tuo meltin pot, forse in realtà era un melting pot. Lettore,e purtroppo elettore 2)non credo tu volessi giustificarti con Tarantino, probabilmente non lo conoscerai nemmeno.
    Termino con un pareggio solo perchè il tuo commento, con quelle virgole, quei punti e quelle parentesi alla rinfusa, è veramente geniale.

  30. A differenza di molti che hanno postato io il film di Moore l’ho visto, a una premiere negli USA. Sono dispostissimo a credere che Bowling (che non ho visto) sia un bellissimo documentario sulla crisi e la paura che attanaglia una società che si credeva invincibile.

    Ma Fahrenheit e’ brutto come film e scadente come documentario, il cui livello di documentazione ed approfondimento non supera lo Striscia la Notizia dei giorni migliori. Alias: quattro risate vedendo un paio di fuori onda imbarazzanti da parte di amministrazione Bush & co; quattro lacrimucce per la madre che legge la lettera del figlio militare USA morto (ma se avessero intervistato la madre di un tedesco ucciso durante il mostruoso bombardamento di Dresda ne trarremmo tutti la conclusione che la guerra alla Germania era sbagliata?); accostamenti “GI brutto incazzato e armatissimo – bambini innocenti che giocano in una via di Baghdad” volti a condizionare pavlovianamente il pubblico a una generale riprovazione del GI; qualche dettaglio interessante sui retroscena della guerra ma NESSUNA spiegazione o serio tentativo di capire a parte il famoso e qualunquista “e’ tutta una questione di soldi”. Che, scusatemi, ma non spiega proprio niente, tanto meno nella sua versione più aggiornata “è tutta una questione di petrolio”. Perché parliamo di geopolitica, di strategie molto più complesse che non possono essere ridotte all'”arraffa il petrolio e scappa”. Le cose non funzionano più così e da un film cammuffato da documentario mi aspetto come minimo che mi aiuti a capire proprio questo.

    La gente usciva dai cinema pensando di “avere capito tutto”. In realtà non c’è niente da capire, perché il film non ha nessuna tesi da difendere, solo un imperativo da imporre: “NON votate Bush”. E quella gente non avrà capito niente, sarà solo lieta di avere un nuovo padrone da ascoltare (Moore al posto della Fox) che gli dirà cosa fare alle prossime elezioni. Meno male, tutto piuttosto di ragionare con la propria testa.

    Ehi, ok nessun problema, anzi dopotutto mi torna comodo (io VOGLIO che Bush perda le prossime elezioni), ma era necessaria una Palma d’Oro? Non e’ triste pensare che premino come opera d’arte un’opera di propaganda il cui unico fine non è di farvi ragionare, ma di usare mezzi di propaganda (risate + lacrimucce) in perfetto stile Fox News (incidentalmente al servizio questa volta di un diverso colore politico/idceologico) per farvi pensare come vuole un certo regista? E se la prossima volta quelli che lo premiano non la pensano come voi? E se magari quelli che danno i premi cinematografici non fossero creature superiori che sanno in che modo è giusto pensare?

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