E’ proprio suprema ‘sta corte

Niente da fare cari genitori, la Corte Suprema dice che a tenere i vostri figli lontani dalla pornografia online ci dovete pensare proprio voi, non la legge. Per esempio potreste (orrore!) cercare di passare un po’ più di tempo con loro invece che al lavoro, in palestra, al bar. Di questo passo presto diranno che al vostro figlio dodicenne non potete nemmeno far guidare la macchina o provare la calibro 9. E’ un mondo impazzito.

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10 Comments

  1. Particolarmente piacevole (not) il tono bacchettone dell’articolo, in cui la pornografia in generale è “male” se non proprio “scarafaggi”.

  2. Questa è la libertà di espressione che a loro fa comodo tutelare. Tutte le libertà di espressione che odorano di soldi. Agli iracheni, invece, che puzzavano di solo petrolio, hanno preferito tutelargli la libertà di espressione bombardandoli. Amen

  3. Secondo me è un falso problema. E poi cosa avrebbe sancito la corte? Mica si capisce bene…Ha per caso sentenziato che non è possibile vietare la realizzazione di siti porno? Ma perchè qualcuno ha mai creduto che si potesse farlo? Sarebbe la scoperta dell’H20 a 45°C…
    Non capisco nemmeno la questione tecnologica. Ok, non ci sono software che possono efficacemente impedire alle porcherie di arrivare agli occhi dei pargoli a stelle e strisce? Una bella password al boot, e quando il frugolo vuole navigare, lo fa solo con un genitore a fianco. Come dite? Ci sono anche i computer degli amici, e tutti gli fuori casa? Bisognerebbe rendersi conto che a tenerli sempre dentro la bambagia gli si fa più male che bene, ai marmocchi. Altro problema, le carte di credito: ma dico, io ho quasi trent’anni e non ne ho mai avuta una, e mi dovrei preoccupare di qualche poppante americano arrapato usa la Visa di mammà e papà per comprare foto porno in rete? Ma andiamo! Non vale la legge dei tre strikes in iuessei? La prima volta che ti avvicini alla carta ti cazzìo, la seconda ti cazzìo un po’ di più e ti mando a letto senza bigmac e la terza, ti cazzìo e ti do due schiaffoni ben assestati figlio mio! Quanno ce vo’ ce vo’! O no?

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