Chi fa la spia…

Di fronte all’eccessivo uso dei virgolettati nell’articolo di oggi di Repubblica viene almeno qualche sospetto; si legge:

“Guarda che in fondo se le elezioni sono andate come sono andate”, sospira il Cavaliere guardando dritto negli occhi Follini, “è colpa tua che non mi hai permesso di abolire la par condicio. I comunisti non hanno mai cambiato pelle, sono dei professionisti, cosa credi? So per certo che ci hanno annullato migliaia di schede, i nostri sono solo dei dilettanti, basta un niente a farli fessi…”.

Opzioni:
1. C’è un’altra microspia, forse più grande di quella trovata anni fa. Anche stavolta speriamo sia grande abbastanza da poter essere inquadrata dai cinegiornali.
2. Le veline le passa il nano stesso a Repubblica, tenendo così alta la tensione e continuando il clima da campagna elettorale permanente.
3. Qualcun’altro passa le veline, ma in questo caso sarebbe Follini.
4. A Repubblica virgolettano quello che non si virgoletta.
Io propendo per la numero due.

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42 Comments

  1. Filosoficamente mi accodo ad Apelle, sposando il punto 4. Rep. ha il pessimo vizio di virgolettare cose mai sentite direttamente, ma al limite riferite da terzi, quarti, quinti, etc… Già questo è un modo scorretto di fare giornalismo.

  2. Ahem, Apelle, non c’e’ bisogno della 5, e’ uguale alla 4. Su Il Foglio fanno notare i virgolettati creativi di Repubblica un sacco di tempo. Ah, io voto 4,

  3. Anche se fosse Repubblica rimane uno dei giornali più seri. Qualora diventasse schifosamente fazioso non ci troverei nulla di male lo stesso. Qualora sparasse un sacco di balle, lo perdorei, se a fin di bene. Insomma cazzo, non mordiamoci le palle come al solito.

    PS: un bacino a Giulia (scusatemi, ne sono innamorato)

  4. Il virgolettato creativo non è una bella cosa, ma non l’ha certo inventato Repubblica (che ne fa però un uso troppo spregiudicato). Per quanto riguarda il sondaggio, io voto per la tre: è Follini, questo è un tipico modo di fare DC.
    Ah, quasi dimenticavo: decisamente, il tipo non sa perdere. Eh, signori miei, la classe non si inventa.

  5. Vlad, Vlad… ma Repubblica è già fazioso, non schifosamente come l’Unità, ma a un buon livello. Che poi sia la spontanea e condivisibile reazione allo strapotere Berlusconoide è un altro discorso e mi trovi perfettamente d’accordo quando affermi che è ingiusto mordersi le palle (già ci pensano i lor signori del centro-sin). Ad ogni modo, Rep., che leggo quotidianamente, è un bel giornale, ma non mi sembra un perfetto esempio di equilibrio…

  6. Ale, l’opzione numero 5 da me introdotta va oltre l’uso spregiudicato del virgolettato…:-)

  7. Intendevo Ema, che in questo clima di faziosità, poco sta in quella fazione, che è la mia, e quindi ben venga. Berlusconi se ne deve andare, e se si deve ricorrere a dei mezzucci per convincere la gente usiamoli pure. Sarà comunque poco in confronto alle armi atomiche che ha a disposizione il cretino che ci governa. Quando si scrive qualcosa che ha fatto o detto lui, o si è faziosi dalla sua parte, o anche la fredda cronaca sembra frutto del pensiero della sinistra più estrema.

  8. La prime pagine, i titoli pricipali di oggi, indovina il quotidiano:

    1)L’Italia cacciata dall’Europa
    2)Orrore permanente
    3)Iraq, decapitato coreano
    4) Il grande imbroglio dei brogli
    5) Ostaggi, orrore senza fine
    6) L’Italia torna a casa
    7) Brutta Italia, i capricci sono fioniti
    8)Il pari annunciato elimina l’Italia
    9) Prestito ponte all’Alitalia, un salto nel buio
    10) L’attacco ceceno
    11) Brandelli d’Italia

  9. Concordo con te, Vlad, anche se sarai d’accordo che è triste dover ragionare in questo modo. D’altronde se la ns società si è ridotta a un tale livello di barbarie, la colpa – sfido chiunque a dimostrare il contrario – è dell’unto e dei viscidi che gli girano attorno (vedi l’EUNUCO, ex prete-comunista attualmente solo prete in doppiopetto). E’ la famosa teoria del pan per focaccia, triste per chi sogna una società civile nel senso più letterale del termine, valida e attuabile per chi vuole reagire all’omologazione del biscione. In un paese serio, uno come l’EUNUCO non sarebbe neanche nato (lo so, questa è un po’ pesante). Deh!

  10. Vlad, lungi da me attaccare Rep. giornale che può piacere o meno, ma che è coerentemente di sinistra. Dal titolo mi sembrava chiaro cosa intendessi, e ho anche azzardato la mia ipotesi..

  11. Il post infatti non è un attacco alla Repubblica, ma il punto 5, introdotto da Apelle, mi suona come: “Tanto è tutto un magna magna”.

  12. Frasi dello stesso tipo, o almeno con gli stesi contenuti, sono state pubblicate da altri giornali on-line.

    Perché “la Repubblica” sarebbe faziosa?
    1 – perché parla male di Berlusconi;
    2 – perché scrive cose vere;
    3 – perché scrive cose vere, magari con qualche (colpevole) leggerezza in più nella forma?

    …mah!

  13. fabrizio, come al solito dici quel che penso io, ma 5 minuti prima ch’io inizi a pensarlo (intendo: stavo leggendo contemporaneamente il tuo post e il titolo dell’articolo della jerkov – gran donna), quindi non potevo pensare nulla sul virgolettato non avendolo ancora visto, ma poi ci ho pensato, ma l’avevi già scritto tu, insomma… il mio neurone è andato in tilt!)

    vlad innamorato? wow ;D quasi quasi ti do del fascista per vedere come reagisci in questo frangente…

  14. fabrizio, come al solito dici quel che penso io, ma 5 minuti prima ch’io inizi a pensarlo (intendo: stavo leggendo contemporaneamente il tuo post e il titolo dell’articolo della jerkov – gran donna), quindi non potevo pensare nulla sul virgolettato non avendolo ancora visto, ma poi ci ho pensato, ma l’avevi già scritto tu, insomma… il mio neurone è andato in tilt!)

    vlad innamorato? wow ;D quasi quasi ti do del fascista per vedere come reagisci in questo frangente…

  15. Vlad,

    da quello che scrivi devo dedurre che il mio amato Nanetto Presidente ha ragione (nella sostanza)?

    Guarda che il passo successivo è una “bella” guerra civile perchè noi di dx siamo già paranoici di nostro, se poi ci mettete il carico voi rossi qui finisce come in Jugoslavia …

    Pace e bene

    Francesco

  16. Magari Fabrizio lavorassi al Vernacoliere, li adoro. E poi sono di Follonica, in provincia di Grosseto, ma abbastanza vicino a Livorno per gridare PISA MERDA.

    Tom, te sei una persona molto sensibile, aiutami con Giulia che non mi caca nemmeno di striscio, e io soffro terribilmente. Ah! L’amore non ha colori o bandiere…

    Francesco il tuo amato nanetto non ha mai avuto ragione in vita sua.

  17. France, guarda, fatti du risate, e guarda che vi perdete voi di destra. Questo è il vernacoliere:

    LO SAPEVATE CHE…
    di Federico Sardelli

    …la Mostra più frequentata e interessante dell’anno è stata quella dell’artista texano Fred Paglianti, il più esponente dello spicco artistico dell’altro anno, celebre, anzi famoso, per le sue opere d’arte in movimento: si tratta di bussoli verniciati di rosso a cui l’artista ha collegato delle manine meccaniche che, azionate da un dispositivo complicatissimo ma costoso, consentono all’oggetto di spostarsi da solo, disertando la mostra; ciò non ha fatto molto piacere ai visitatori che, sentendosi presi per il culo, hanno strizzato le palle all’artista e dato fuoco ai locali .

    …il più grosso polpettone mai cucinato è quello prodotto a Pomata (FRI) durante l’omonima Festa dell’Altoforno; si calcola che pesi meno di 780 Kg., cioè, per la precisione, circa due chili e cinquanta, cosa che non lo rende certo il polpettone più grande mai prodotto, bensì una presa di culo.

    …sembra che le balene, quando trombano, secernano un liquido dalle ghiandolone dorsali (dette pippoli o pippoloni) simile al brodo di piccione, detto, per l’appunto, Fred; questo liquido è assolutamente privo di elementi di interrelazione linguistica di carattere sintattico, cosa che lo rende disgustoso alle stesse balene.

    …il primo brevetto di macchina meccanica fu quello che James W. Catrozzi ottene nel 1809 per la sua rivoluzionaria “Macchina della Merda”, ossia un’astuta invenzione che permetteva (e permette tutt’oggi) di frullare la merda ad altissima velocità fino ad ottenerne, per effetto di emulsione, il raddoppiamento di peso.

    …per fare una corazzata pesante tipo “Bruno” dotata di tutto punto cioè di cannoni, corrimano, scafo, ranpe e viti del 18, ci vuole il corrispettivo in ferro di centodue pulmi (o pullmanns) da turismo tutti pieni di ferro anziché di turisti (cosa questa che non viene in realtà realizzata, si dice solo per dare un’idea), oppure il corrispettivo di una corazzata tipo “Bruno” però al naturale, non ripiena di ferro, perché sennò sarebbe più pesa di una corazzata tipo “Bruno”, o al massimo farcita con un po’ di mayonnaise, tanto il peso cambia di pochissimo essendo la mayonnaise una salsa delle più leggere e digeribili.

    …quando il sole raggiunge il punto più distante dell’orbita epiciclica tracciata sulla secante della tangente di Saturno lungo il parallasse lunare nei giorni piovosi del solstizio quinquennale si rompe parecchio i coglioni perché in quella zona il paesaggio è uno dei più brutti della galassia.

    …per ogni fiore della famiglia delle bulbacee graminalis (camelie) che sboccia sulla terra, ci sono altrettanti mufloni che scorreggiano proprio in quel momento, annullando così il delicato profumo che emanano.

    …il paio di scarpe più famoso del mondo è quello che il velocipedista anziano (59 anni) Attilio Papanti usò per percorrere a corsetta tutto l’equatore, impresa formidabile che lo impegnò pochissimo essendo il Papanti, essenzialmente, un millantatore.

    Poesie

    S’io fossi agìl camoscio
    mi butterei al lago
    ma agìl camoscio ‘un sono
    e al lago ‘un mi ci butto.

    * * *

    Stai seduto,
    cioè zitto,
    volevo dire:
    àlzati.

    * * *

    Rimembro fiero
    e sul collo pongoti
    in guisa di superbi orpelli
    due o tre manate
    date bene
    così impari a pulirti il culo con
    le tendine del gabinetto.

    * * *

    Dorate aurette lievi
    di voi schermìro i parti
    e tratti apersi ragli
    infransi ardor di dacî
    né Cato omai recolli
    d’affàn rapito ‘l crin
    a scriver queste poesie
    è come andare
    a toccare la merda
    collo steccolo.

    * * *

    Vezzosette
    pastorelle
    che han nel crin
    lucenti stelle:
    or cantate,
    or ballate,
    mai nel culo
    lo pigliate.

    * * *

    Nella cruenta pugna
    d’Achille il glorïoso
    malleolo invano l’oste
    tenta sovente ferire perché
    nessuno sa dove sia
    e cosa cazzo sia il
    mallèolo.

    * * *

    Tispostastidiscatto
    tazzoppastilostinco
    belmitestadicazzo.

    * * *

    Tu ti turbi
    di frotte di prischi grilli
    e ti frilli i fischî natii
    sin che fritti i’ mischî:
    cosa frulli? Eh?! Ora
    li raccatti tutti,
    imbecille!

    * * *

    Tappioppassero
    umbelpaiodipatte

    * * *

    Se pei pindàrei colli
    a’ patrii lidi il ferro
    rapir che mobil seno fé
    e d’altre terribil favella mòve
    con novelle opre il fosco rio,
    io passerei anche
    verso le sette.

  18. Definire Repubblica faziosa è fargli un complimento. Si sa da tempo che i virgolettati sono pura invenzione a scopi propagandistici. Negarlo è puerile, dai su.

  19. Vlad, sei di Fallonica, grande. Io andavo in vacanza d’estate li’ vicino, dove Garibaldi si fermò a dormire. PS: il Vernacoliere è bellissimo, peccato che non si trova qui :-(

  20. Vlad, mi hai regalato cinque minuti di assoluto divertimento. Quando vuoi, (O.T.), piazzamene altre di queste poesie.

    Pazzesco.

    Erano anni.

    Uh!

  21. Oggi mi sò allargato un po’ troppo, abusando della vostra pazienza, ma in ufficio non avevo niente da fare. Comunque…

    COME LEVARSI IL DITO DAL CULO

    Rubrica di consigli pratici e bricolage

    Mobiletto-libreria
    Sapete costruire un mobiletto-libreria per la vostra camera?
    No, eh? Nemmeno io. Perché non ve lo comprate, testine di cazzo, così perdete meno tempo e più o meno andate a spendere la stessa cifra?

    Il portavasi
    Come fare a costruirsi un bel porta-vasi per il davanzale?
    E’ un bel casino, comunque provate lo stesso, ma non assicuro nulla. E’ anzi molto probabile che vi venga un bel troiaio, dato che probabilmente siete anche degli inetti nei lavori pratici, sennò non leggereste questa rubrica. Comunque, provvedetevi di:
    stanghe di ferro del quindici………………..n. 12
    bulloncini & dadi ciechi……………………..n. una bella manata
    seghe a ferro…………………………………..n. 5 circa
    tenaglioni prensili con trinciatondini………n. 2
    ganasce del sedici……………………………n. 16
    Quanto al resto (vernici lamellari epossidiche tensoattive e finiture a coibentazione bicomponente) consiglio di portare il manufatto appena saldato, tornito e fresato nella più vicina centrale siderurgica, perché a voi verrà sicuramente un lavoro di merda, senza contare l’immane spesa che dovreste sostenere per provvedervi della pressa a caldo o per la filettatrice monoguida da acciai teneri. Fossi in voi rinuncerei, tanto ciavrete sicuramente la mano porcina per questo tipo di lavori; lasciateli fare a chi li sa fare, razza di inetti e perdipiù presuntuosi.

    Una selva di … gerani!
    Se il vostro davanzale è un po’ spoglio o se il terrazzo di casa è troppo disadorno, non disperate: una vera e propria… selva di gerani potrà renderlo subito fiorito e attraente! Molti disperano di fronte alla difficoltà d’allevare queste piante capricciose, lamentando di non avere il cosiddetto “pollice verde”; molto spesso questa è solo una scusa dettata dalla modestia e dalla pigrizia, anche se in realtà c’è in giro un sacco di teste di cazzo assolutamente inette a qualsiasi lavoro manuale levato che le seghe, come per esempio voi. Ma anche per voi, razza di deficienti, ecco il segreto per popolare di superbi geranii il vostro terrazzo. Si fa così: compràti (non: còmprati, non mi permetterei mai) dei teneri germogli di geranio nano corredati dai loro bulbi ancora molli e raccolti in una stagnola che ne conservi il terriccio arricchito d’enzimi azotati, piantateli in un vaso contenente un terzo di sabbia, un terzo di bario radioattivo e due terzi di guano di piccione (sì, proprio il guano che ogni mattina vi spalmate sulla barba rada per vedere di farla crescere, o finocchiacci). Annaffiate il tutto amorosamente (sì, perché è solo con l’amore che si nutrono le piante) con acqua purissima di fonte e, se entro tre giorni non notate risultati apprezzabili, mandate tutto a fare in culo e friggete i germogli nell’olio di arachide.

    Scaldabagno guasto?… ci penso io!
    Quante volte ciascuno di noi si è trovato nella spiacevole situazione di voler fare una bella doccia, ma l’acqua calda – ahimé – non c’è! Colpa dello scaldabagno guasto! Ma da oggi, ognuno di voi può diventare un falegname provetto, e ripararsi da solo il proprio scaldabagno.
    Occorrente: pinze, martello, una pialletta del sei, sette rondelle da rubinetto tedesco (quelle zigrinate), qualche filo elettrico sottratto magari al retro del televisore, una bottiglietta di Yoga piena di aceto, qualche batuffolo di cotone, un po’ di fantasia & buona volontà. Come procedere: staccate anzitutto la corrente in tutta la casa: potrebbe essere pericoloso, non si sa mai. Ora salite con la scala fino all’altezza dello scaldabagno e, circa sulla sua metà, passate il cotone imbevuto di aceto per levare completamente il malocchio. Fatto questo, si prende tempo, e si cerca di distrarsi come si può: guardando la televisione (che forse però avrà dei problemi dopo che gli avrete sottratto i fili posteriori), oppure andando in dispensa a succhiare un bel pezzo di ragù congelato. A questo punto tornate al vostro scaldabagno e affibbiategli sette o otto martellate date con sdegno; se neanche così la intendesse, lavoratelo ai fianchi colla pialletta e le pinze, fino a sfigurarlo. Così dovrebbe la dovrebbe far finita di rompere i coglioni, vedrete.

    Melanzane… che passione!
    Alla parmigiana o grigliate? In ogni modo vogliate manipolarlo, risulta sempre un ortaggio delizioso, e voi potrete stupire i vostri ospiti con preparazioni degne del grande Paul Bocuse. Un esempio? Prendete sei melanzane primaticce ben sode e dalla forma epiciclica. Riponetele nel ripiano basso del frigo e lì dimenticatele per dieci giorni buoni, finché non gli passa la boria e non vengono assalite dai più prestigiosi ceppi di muffe. A questo punto le dovreste buttar via, ma come si fa a buttar via tutto questo ben di Dio? A voi la roba ve la regalano, forse? Pensate un po’ alla gente che muore di fame, razza di viziati. Cercate di scattivirle come potete, e dei resti grinzosi ma scarsamente nutrienti fatene una poltiglia che soffriggerete nell’olio. Non è il caso di sciupare dell’olio buono per questo piatto che – se va bene – transiterà dall’apparato digerente senza disturbi importanti, sicché usate pure l’olio in cui friggete di solito le patate. Ricordatevi che non siete al ristorante, ma nella vostra casa di merda, sicché abbassate le pretese, viziati.

    SAGRE E FIERE

    Verrà inaugurata con il passivo secco di cinquecentosette milioni da parte dell’organizzazione, la splendida Sagra del Mobilio Nuovo Di Zecca Anche Di Un Certo Pregio Regalato Al Primo Venuto. La bellissima manifestazione, patrocinata dal mobilificio “Devo aver digerito male”, vedrà la partecipazione disinteressata dell’omonimo Vescovo di Frullo e di una mistica moltitudine d’angeli, cherubini, serafini, cori e dominazioni, nonché alcuni trucchi a sfondo sessuale del Mago Sifone, accademico della Noce Moscata e gran croce d’onore al merito delle Pappardelle sul Leone per informazioni sentire di Nedo al Bar Bruno sala biliardo ma no il giovedi.

    Opre, ma non subito, si vedrà, la favolosa Sagra del Nodello Maolato Sul Bistré; gli zelanti organizzatori stanno infatti dandosi un gran daffare per scoprire cosa sia il Nodello Maolato sul Bistré (forse un affine del celebre Groppo Glomato ?) per riuscire poi ad ottenere i relativi permessi di esposizione, affrancamento, manipolatura e coibentazione assidua del prodotto, al fine di rendere un servizio il più possibile completo al pubblico che, notoriamente, non gliene importa una grandissima sega nulla di queste cazzate.

    E’ al via, incoraggiata dalle più calorose attestazioni di stima e interessamento, la XXJWWY Sagra della Scorreggiona Rimbombante Ma Veramente Maleodorante di Fogna Di Calcutta Fatta Durante La Cena Sociale Del Rotary A Te Ti Sembrava Di Poterla Trattenere E Invece Ti Sei Mezzo Caàto Addosso Ora Mi Dici Te Che Figure Di Merda.

    Sta per concludersi, con lo scoprimento di un busto di Voltaire coronato d’alloro e con la lettura di alcuni passi dalla tragedia Iréne del grande Philosophe, proprio come avvenne nel 1778 alla Comédie Française, la 28a Sagra dei Ciccioli di Maiale fritti nello Strvtto. All’imponenete manifestazione, che si svolge, com’è ovvio, nelle sala del Cynema Rullo di Casale Reumatico sul Porro (FZN), darà il significativo incipit il Vescovo Mons. Luigi Papanti, per gli amici “Katia”. A coronamento di tutto, quasi per incanto, un magnifico spettacolo di fuochi d’artificio con il conseguente incendio accidentale degli stands fieristici e ustioni di 3° grado per tutti meno che per gli astuti organizzatori.

    E’ in corso a Zeba, la rinomata località sciistica sulle pendici del Monte Pipone, la VVV Fiera-Mercato dell’ Orso Svdato. Le simpatiche bestiole, tenute avvolte per più di dieci giorni in speciali termocoperte, saranno esposte madide al punto giusto (proprio come piacciono agli intenditori), con emanazione assicurata d’ogni più tetra graveolenza. Peccato che le bestiole sottoposte a questo simpatico trattamento, s’incazzino come orsi (per l’appunto) seminando il panico tra gli stands e decretando, come avviene ogni anno, il completo insuccesso della attesissima manifestazione.

    Pare aver ricevuto l’interessamento della Commissione per la Cultura della CEE nonché esser stata posta sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la favolosa Sagra del Coglione Che Sorte Fuori Dal Costume Da Bagno Mentre Te Fai Il Guappo Con Le Fie Sui Bagni Bruno Ci Fai Proprio Una Bella Figura.

    Volgerà al termine fra una decina d’anni circa la superba Fiera del Moscone. Più di 800 sciami saranno liberati all’inaugurazione per la gioia dei più; i simpatici animaletti potranno così andarsi a posare sulle 380 e più merde che gli organizzatori hanno sagacemente disposto all’interno della Fiera. La splendida iniziativa, voluta con tenacia dall’assessore Papanti, anche a costo di un oneroso impegno finanziario del comune di Grillo (si parla di 700 milioni), si profila come una delle più colossali stronzate mai concepite da una grandissima testadicazzo.

    Se gli itinerari dell’ufficialità ci portano a seguire quelle manifestazioni che ormai il successo ha consacrato alla popolarità, non meno forieri di singolari e piacevoli sorprese sono i percorsi cosidetti “minori” che, se incoraggiati dalla ricerca delle antiche e dimenticate culture, possono riservarci piacevoli quanto stimolanti sorprese: ci stiamo riferendo all’antichissima quanto preziosa Sagra della Caccola Appiccicata Inconsapevolmente Sulla Gota O Sul Colletto Della Camicia Mentre Parli Coll’Assessore Di Importanti Progetti Professionali Ma Lui Ti Guarda Con Un Certo Schifo E Ti Liquida Presto Dicendo Si Vedrà Caro Si Vedrà.

    GRANDIOSA GITA
    (o gitarella)
    di 1 GIORNO a LUPINO (GRA)!!!
    Per la Festa della Madonna del Pangrattato
    FA-VO-LO-SO!

    E PER Sole Lire…. dite, ….. dite un po’…… che fate, non dite?
    … diciamo noi: 12.150 !!!!
    e ci STATE bene.

    Sìììììì, ci veniva anche LEI a un’indimenticabile GITA da sogno nella patria della MARMITTA a cherosene, il ridente paese dove naqque il poeta Bandini Vito detto “il Casinista” per le sue lyriche lette ai concittadini dal megafono montato sul tetto della sua Sinca 1000, e dove potreste gustare il famoso “Fezzicone”, la tradizionale frittellona di uova, fegato e limone. Insomma, non mi viene le parole da tanto che vi vorrei dire il programma di questa BELLISSIMA Gita (o gitina) e allora ve le dico, eccolo:
    PROGramMA

    Ore 3.50 circ(a): Appuntamento sotto il tendone del “Bar da Ematoma” puntuali chi non c’è entro un’ora e mezzo si va via e si attacca (lui) a questa cippa di cazzo (scusate il termine ma coi ritardatari ci vuole un po’ di rigore).
    Ore 4.20: Partenza allegri allegri anche in caso di NUBIFRAGIO sul potente automezzo “OM ’65”, il lussuoso pulma (e no camio, come qualche maligno ebbe a dire l’anno scorso) messo a disposizione dalla ditta “Viaggi senza frontiere/pagamento anche a nero”, vettura provvista d’ogni tipo di moderno conform, ovvero: sedili verdi; corridoio fra essi [utilissimo per transitare e mettersi a sedere senza dover ricorrere alle tradizionali risse di chi viaggia sui pianali dei cami (o camii, o camions’s, poi ci s’informerà meglio sul prulare, intanto scusate la parentesi quadra)]; WC ampio e arieggiato fruibile tramite l’apposito bottone elettronico che – se premuto – l’autista frena e vi fa scendere a pisciare nel campo; modernissimo apparecchio TV che però rimane spento per non attirare il MALOCCHIO non si sa mai; vetri a prova di vento; SPIA della riserva sempre accesa non badiamo a spese.
    Ore 5.00: Lieve slittamento sulle RANPE.
    Ore 5.02: Te Deum di ringraziamento e distrazione dei contvsi con una simpaticissima dimostrazione di PENTOLE A COTTURA TERMONUCLEARE SICURISSIME senza scopo di LuCro ma solo con PAGAMENTI DI TUTTO RIPOSO.
    Ore 5.23: Simpatica discesa dei gitanti che non hanno sottoscritto lo STOCKS di 32 pentole TERMONUCLEARI proposte dalla dita “Bitossi Emo-Pentole & Padelle anche per Ospedali” sponsor della GITARELLA e Cognato dell’Organizzatore cioè me presente, cioè, non propio presente ma scrivente Panicchi Emilio cavaliere del lavoro (e della topa) abbiate pazienza per l’italiano son tutto sudato.
    Ore 6.00: Allegro spettacolo PYROTECNICO dovuto allo scoppio di due pentole maledette; lievissime ustioni ai presenti, intonazione della canzone “Dammi il pingone” dei Dick-dick con la travolgente chitarra della cantante scosciata Marusca (detta “Mirka” o, se volete, “Maila”) e liberazione nell’aria di 107 protoni impazziti.
    Ore 7.12: Breve sosta sul piazzalone “L. Gelli” per dar modo ai gitanti di sgranchirsi un po’ all’aria buona e all’autista di sostituire il semiasse.
    Ore 9.04: Ripartenza allegra con giuochi a squadre e perdita del radiatore.
    Ore 10.55: Piacevolissima sosta (non prevista dall’itinerario perché imboccavasi a 130 all’ora la strada sterrata sulla sinistra per isbaglio al bivio per Milanello sentiti gli urli dei gitanti e il parere diverso dell’autista Marri Brunero coniugato con Marra Marisa perdevasi temporaneamente l’itinerario previsto e il controllo sia del mezzo che della ritenzione sfinterica, e abbattevasi numero 9 faraone che casualmente e imprudentemente trovavansi transitare tra le ruote del potente automezzo, presso lallevamento di faraone appunto di cui sopra propietario il Sig. Favilli Armando sposato Favilla Renata a domanda degli Spett. Carabinieri io qui presente rispondo) a Zebrona, il famoso sito archeologico fondato decine e decine d’anni fa dagli ETRUSCHI e poi da loro abbandonato quando morirono tutti (per forza) e così passato all’attuale Amministrazione Comunale a cui vanno i nostri più rispettosi saluti e preghiera di non usare le GANASCE come successe qualche mesetto fa colla gita dei Pisellini Primavera.
    Ore 12.37: Ripartenza dal SITO dopo le regolari pratiche di rimozione del veicolo e conpilazione del tradizionale FOGLIO di VIA da parte dei simpatici Vigili Locali.
    Ore 13.00: Piacevolissima sosta-PRANZO al Ristorante “da Renatone al Fecaloma” le bevande ve le portare voi e anche le forchette se permettete. Il gustosissimo pranzo (o pranzetto) comprende queste squisiterrime pietanze, eccole: – Brodo d’acqua gassata – Crostini di murena ferita ma ancora offensiva – Cannelloni ricotta granturco e acciughe – Brasato di bue alla Silvan (ora c’è, ora non c’è) – Bocconcini di licaone alla Vaivai – Insalata del benzinaio – Macedonia di moscerini – Caffè, (lo zucchero è a pagamento) e AMMAZZACAFFE’ buonissimo offerto dalla casa: si tratta del famoso AMARO del PILOTA, il gvstosissimo licuore licquore a base di erbe himalaiane e VETRIL preparato dai monaci Gagaroni di San Petardo che da secoli detengono la ricetta segreta e lo producono coi loro PIEDI (essendo monchi) nell’antica farmacia del convento ora interamente rinnovata e detta PERTROLCHEM-Montedison/Poliuretani Atossici. Chi lo volesse accuistare aqquistare almeno due bottiglioni può farlo liberamente a prezzo veramente stumefacente dite… eh?… dite un po’… 52.000 Lire soltanto da pagare in mano a me o del propietario della Trattoria il sig. Tonfoni Renato che poi ci si mette d’accordo tra di noi senza ricorso alle mani essendo cugino di mia moglie Luisa.
    Ore 15.80: Ripartenza giuliva (eccettuato chi non avesse voluto liberamente aquistare aqquistare l’amaro scuisito) e gioco della mosca cieca in pulmans senza feriti.
    Ore 16.20 oppure 18.15: Arrivo nella storica piazza di LUPINO (FRA) e scoppio del pneumatico di scorta in segno di festa. Visita all’antica negropoli romantica e al DUOMO di San Giulebbe, protettore del fegato, tutto scolpito nella MOTA ANTICA durante il Rinascimento, ossia circa nel 1200 annetto più o meno. Espletate le cose culturali (dodici minuti mi pare che bastino), eccoci al meglio, ossia alla visita al modernissimo CRAVATTIFICIO f.lli Moscardini di Moscardini Emo & Attilio, ove l’astvto gitante potrà seguire DAL VIVO l’interessantissimo procedimento di produzione delle gravatte e anche acquistarne una decina a prezzi veramente MISERABILI. A chi l’aquisterà (la decina) sarà dato in OMAGGio uno splendido Fermacarte a forma di NERCHIA, oggettino spiritoso ma fine tutto buccellato a mano nel moplèn; tre (2) bottiglie di Olio Panicchi, l’olio d’oliva dal gusto pungente che serve anche per tenere lontani i gechi; sette rivoltelle antiche SEMBRANO VERE, da collezione, imitazioni perfette delle antiche rivoltelle dei pirati, e invece sono fatte di TORRONE ZIGHIERI (non ingerire, è torrone da rivoltelle, non da mangiare – tenere lontano dai bambini e dai cibi).
    Ore 19.00: Allegro ritorno passando per un altro itinerario, tanto per vedere altri interessanti posti e civiltà, anche perché al maledetto bivio di Milanello imboccavasi stradone sterrato a destra nonostante il parere diverso dei gitanti trovantisi in lieve disaccordo con l’autista e tribbiavansi una decina (15) di tacchini imprudenti ospiti del rinomato allevamento “Balderi Manrico & nepoti” qui lo dico in fede di fronte al Maresciallo Canello.
    Ore 23.08: Discesa dei gitanti qualche chilometrino prima della destinazione per far quattro passi in allegria raccontandosi la bella esperienza e dar modo all’autista di sostituire l’avantreno.
    Dai, sì che ci veniva anche LEI a questa favolerrima GITARELLA!!!!

    Ancora un meditante miracolo
    di PADREPIO

    Ecco uno dei famosi miracoli di Padrepio, come li ha creati Federico Sardelli per anni sul Vernacoliere, e che sono stati raccolti nel volume
    “I miracoli di PADREPIO come avvenettero veramente“
    Allora, ecco veramende che cuesto miracolo avvenette per davvero, potesse venirli il tifo a chi non ci crede. Dungue ci era un uomme che se ghiamava Bulgerio e che spostava le basi dell’onbrelloni ai Bagni Favollo però nollo facieva pe’llavoro ma pe’ ffare i’gguapppo. Allora un be’ggionne non me lo ricordo più bene cuesto miracolo, sicché passiamo a un’antro, tant’è uguale, eddungue ci era un uommo che, guadda te alle vòtte i’ccaso, se ghiamava anche lui Busdrago come quell’antro epperò facieva i’trasportatore di bonbolo d’i’ggasse coll’apino pe’cconto terzi e delle vòtte, per arrotondare, anghe quarti. Allora non vai te che l’uomme doveva pottare 25 bonbole gonfie gonfie alla Vedova Rapini che stava su i’ppoggio dopo l’uttima curva, e allora mentre andava pelle curve a centovent’all’ora intando pregava a S. Gaspare e non vai che, propio all’uttima curva gn’attraverzette tutt’un colpo un cane (se ghiamava Teocrito) e l’uommo per iscanzallo freniede di còppo e gni s’arrovesciò l’apino e rotolava n’i’ppendio mentre le bonbole scoppiaveno una dopo l’antra e l’uommo se contundeva sempre de ppiù n’i’ccartoccio de lamiere, cuando tutt’untratto gn’apparze a PADREPIO e gni disse: “Ebbravo bombaccione, e che se prega a S. Gaspare ‘nvece che a mme? Eppoi lo sai che manca poco che ferivi i’ccane (che è creatura de’Ddio?) Te ci stava bene che stiantavi, ma io so’bbuone e te faccio sottanto troncare cinque o sei fremori, così t’inzegnano a esse’ più religgioso”. E cuando l’uomme se riscvegliette nell’ospedale tutto ‘ngessado ringraziette a PADREPIO che l’aveva savvato e era doventato anche più religgioso. AME.

    Tutto ciò è prodotto dalla mente geniale di Federico Sardelli.

  22. boia deh, pisa merda alè alè… detto ciò – chiedendo scusa alla suddetta per averla associata a un pisano – sono più che lieto di veder circolare il verbo del Vernacoliere anche su Macchianera. Un grazie di cuore a Vlad, con cui sono sempre più affine: dopo il Fiala e Natalozzo, ora anche il “fogliaccio che dissacra chiunque, anche se stesso”. Abbiamo miti comuni, Vlad. Peccato che il Vernacoliere si trovi solo a Livorno e dintorni, per cui me ne perdo parecchi. Se avete amici in zona, fatevene portare una copia: ne vale la pena. Vedrete come trattano l’EUNUCO (a proposito, ma di lui non ve ne frega un cazzo?).

  23. Un tempo compravo sempre la Repubblica. Dal giorno dell’uccisione di Fabrizio Quattrocchi, quando Repubblica si unì al coro degli ipocriti, titolando in modo patetico e in perfetta sintonia con le dichiarazioni di berlusconi e frattini, ho deciso di non comprarla più. Oramai compro soltanto il Manifesto.

  24. Ho letto l’articolo in questione, di Barbara Jerkov. Va detto che dall’inizio l’articolo è impostato su una finzione, ed a questo scopo l’autrice utilizza i termini “opera in due atti”, “prologo” e così via… mi sembra dunque che non ci siano problemi nell’interpretare i virgolettati come una finzione dell’autrice, che mira a trasmettere al lettore l’idea che l’autrice si fa dei pensieri che hanno guidato Berlusconi, Follini ecc. Certe volte Repubblica utilizza virgolettati strani, ma questa volta si tratta solo di un innocente artifizio stilistico.

  25. Fabrizio, forse a Repubblica virgolettano quello che non si virgoletta, ma tu al punto 3 apostrofi quello che non si apostrofa (in quanto maschile).

  26. vlad, sempre a tua disposizione per quel che posso (giulia, a proposito: vlad non è così trinariciuto come si potrebbe, a pelle, pensare. è semplicemente un caro ragazzo spaesato nel mondo senza te.)

    tornando in tema, la repubblica, tra i quotidiani non espressamente filopartitici, è l’unico giornale nazionale leggibile: il corriere è noiosamente clerical-berlusconiano (con sprazzi, lo ammetto, di luce, di tanto in tanto), la stampa è caoticamente terzista (usando il termine di scalfari) o paracula (usando il termine di travaglio), altri non me ne vengono in mente.

    anyway, non capisco perchè susciti scandalo che i giornali siano schierati politicamente. è così in tutti i paesi democratici (e figuriamoci in quelli assolutisti). trovo assolutamente ipocrita chi si definisce neutrale e fa, in realtà, subdolo (o sta meglio subliminale?) proselitismo; non credete sia meglio sapere subito il pensiero da cui parte un giornalista, in modo tale da attivare i nostri anticorpi culturali e/o politici?

  27. Epppperò ci sono giornali seri, autorevoli, liberi e soprattutto indipendenti. Mi vengono in mente Libero, il Giornale, la Pravda, Topolino, Parioli Pocket, Lanciostory…

  28. Per quanto riguarda il Vernacoliere.. io l’ho trovato in vendita alla stazione di Milano, in più ero abbonato pur essendo di Bergamo.
    Non è così irraggiungibile

  29. Il Vernacoliere, per noi bigotti cattolico-clericali, è una tentazione pazzesca: se lo si legge, si ride da morire e si va pure all’inferno. Se si rinuncia, si patisce le pene d’inferno per quel che si perde, pur non morendo.

    Fortuna che sono ligure, e quindi non lo leggo per motivi economici.

    Comunque, Repubblica è un quotidiano ben fatto (tecnicamente) ma assai di merda (come onestà intellettuale), non solo schierato politicamente.

    Meglio la Pravda, concordo con Emanuel.

    Francesco

    PS non è che il mio amato Nanetto Presidente porta sfiga alla nazionale? Però non si vinceva un cazzo manco coi rossi al governo. Sarà che siamo seghe?

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