Era l’album di famiglia, ma di un’altra famiglia

Lasfinge-delle-BR.jpgSe avete 19 euri a disposizione, compratevi il libro “La sfinge delle Brigate rosse” di Sergio Flamigni.
L’ex-senatore prosegue nella sua meritora analisi della storia del terrorismo italiano e attacca a più riprese il concetto espresso dalla Rossanda: e cioè che per capire la provenienza dei terroristi, si dovrebbe guardare nell’album di famiglia della sinistra.
Scoprire alcuni personaggi che hanno imperversato come brigatisti negli anni ’70 essere fascistelli negli anni ’60; o vedere che in realtà sono stati espressione del mondo cattolico, fa un non so che (e vedere è la parola giusta, considerando i documenti in copia che il Flamigni allega al libro).
Chissà se un giornalista di destra riuscirà ad avere il coraggio di superare l’excusatio non petita della Rossanda ed ad avocare alla propria cultura il terrorismo degli anni ’70, anche quello cosidetto rosso.

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21 Comments

  1. Beh vabbè,qua possiamo proprio fare come nei cartoni giapponesi,in cui ai personaggi cade la mascella per terra….

  2. Giorda’, dimentica i miei commenti e quelli del Flamigni. Comprati il libro e leggiti i primi due capitoli. Poi ne riparliamo.

  3. Vedi “La tela del ragno”: Il punto non è che i brigatisti siano stati fascistelli e cattolici; molto più sconvolgente sono la massa di depistaggi, coperture, “smarrimenti” di prove fondamentali alle indagini, registrazioni telefoniche cancellate nei punti-chiave che hanno consentito a questi personaggi di fare quello che hanno fatto. In altre parole, prego guardare più in alto.
    Inoltre credo tu ti riferisca a Rossana Rossanda, non “Rossandra”

  4. cioè questo è un libro che vuole dimostrare che le BR non erano di sinistra???? non venivano dal comuniusmo, dal PCI e dal sindacato?????
    mi sembra un po’ forte….

  5. Beh, mi pare che ora si esageri, sarebbe un po’ come dire che la II guerra mondiale non è fascista ma socialista, perchè Mussolini veniva da lì. La tesi della Rossanda, quella dell'”aria di famiglia” che spirava dalle BR, già a suo tempo provocò un sacco di polemiche, ma smentirla è difficile (nel senso di impossibile: è vera). Intendiamoci, non è, come ho letto sopra, che le BR venissero dal PCI o dai sindacati: tesi falsa e antistorica, soprattutto i sindacati pagarono con attentati e intimidazioni la loro opposizione alla lotta armata; e il PCI mai si fece sponda “legittima” per i terroristi.
    Però è vero che nel PCI c’era gente che sapeva, personaggi di rilievo che parlavano di “compagni che sbagliano”, e così via… Questo perchè le tesi delle BR e la scelta della lotta armata erano state discusse nel PCI durante e subito dopo la guerra, e c’erano ancora, negli anni ’70, esponenti che del partito che ancora la ritenevano un’opzione plausibile.
    Insomma, colpevoli no, ma neanche candidi agnelli… Quanto poi alla “matrice cattolica” delle BR, beh, sto ancora ridendo!

  6. Again, compratelo. Sono solo 19 euri. E leggetevi i primi capitoli. Lui vuole dire solo che c’e’ si’ un album di famiglia, ma per tanti non e’ quello della sinistra, ne’ tantomeno dell’ex-PCI.
    Insomma, ma se uno studia alle scuole cattoliche e fa il fascistello fino a dopo i 20 anni e poi diventa brigatista, che “album di famiglia” ha?
    Di Giulianone si puo’ dire che ha un “album” del PCI. Ma per parecchi brigatisti no.

  7. Fabrizio, per carità, visto che è un argomento che mi interessa magari rinuncio a una pizza e mi compro pure questo. Però, scusa, che c’entra aver fatto le scuole cattoliche? Allora “viene dal cattolicesimo” pure il Neri, mi pare che abbia fatto pure lui il liceo dai preti. E di Moana mi ricordo che aveva studiato dalle Orsoline, ma come esponente della cultura cattolica non mi sembra sia mai stata molto apprezzata. Io conosco un sacco di gente che oltre al liceo ha fatto pure la Cresima (e che tu non l’hai fatta?), ma da qui a dire che l’album di famiglia è qullo dei cattolici, ce ne corre. Insomma, se le basi sono queste, figuriamoci il resto…

  8. Slowhand, ti assicuro che c’e’ di piu’ di un generico “fare le scuole dai salesiani”; si parla di militanza nella destra radicale e appartenenza a gruppi fascisti. Non so se posso prendere a man bassa dal libro. Penso sia violazione dei diritti d’autore. Ma ci sono alcune cosette veramente carine…

  9. plausibilissimo che a vent’anni qualcuno proveniente da famiglie altoborghesi anche di destra, costretto alla scuola cattolica abbia fatto stronzate. ne ho conosciuti tanti che dalla parrocchia sono diventati dei marxisti duri e puri, sono proprio quelli i peggiori.

  10. Se si vuole leggere l’articolo di fabrizio – e i libri di sergio flamigni – per farne polemica politica, va bene: c’è un sacco di gente che non vede l’ora di scannarsi verbalmente attorno a concetti ridotti a un misero “le br non erano comuniste”. Una frase del genere è pane per i denti dei “polemizzatori da forum”, specie purtroppo non in via di estinzione. Mi sembra invece che fabrizio stesso inviti a leggere il libro per tentare di comprendere un ragionamento che è molto più complesso. Non ho letto quest’ultimo libro di Flamigni. Sui precedenti, se volete usarlo come motivo di rissa posso dire che la tesi è “le br erano manovrate, anzi agenti della CIA”. Se invece l’interesse è quello di cercare di capire una storia complicata e ancora oscura, mi dispiace ma è necessario fare uno sforzo, studiare, leggere prima di lanciarsi in commenti affrettati.

  11. Ecco Ste’, questo e’ il punto. Per questi che dici tu, l’album di famiglia che colore ha? Insomma, si puo’ dire o no che la frase della Rossanda era sbajata?

  12. no, non è sbagliata nei fatti ma forse nella sostanza si. il fascistello degli anni ’60 frequenta luoghi e gente che fanno parte di una cultura di “destra”. se dopo è stato affascinato dalla lotta armata ed ha visto la luce dell’avvenire, quello che ha fatto poi fa parte di una certa cultura di “sinistra”.diciamo che il giovane era un idiota e voleva solo menare le mani,l’esempio della buonanima non era del tutto sballato

  13. Scusate se intervengo nuovamente in un dibattito che prosegue, al contrario di quello che temevo, in modo più che composto; fabrizio usa l’espressione excusatio non petita in riferimento alla Rossanda che afferma che le br appartengono all’album di famiglia della sinistra italiana in generale e della tradizione comunista italiana in particolare. Con quell’espressione fabrizio coglie un punto importante (per flamigni): quella auto-attribuzione di colpa non era per nulla necessaria, se non per ‘chiudere il libro’ evitando di andare a cercare altrove, dove gli indizi e le prove portate da flamigni suggeriscono di cercare. sì, lo so, sembra che parliamo di X-files…

  14. La storia delle BR è sicuramente complessa, e dire che “bisogna cercare da un’altra parte” è una frase che può assumere molti significati. Tempo fa qui si parlò (anche se il focus era un altro) del caso Moro, il maggiore “successo” delle BR. Bene: dalle carte relative a quel caso, emergono nomi di sinistra, di destra, di centro, tutti coinvolti (a vario titolo) nelle indagini (c’è da dire poi che, se davvero volessimo la verità, basterebbe leggersi le lettere di Moro: lui aveva capito, sapeva CHI e PERCHE’). Cioè: è chiaro che, a un certo punto della loro storia, le BR sono state “usate”, consapevolmente o meno, da un sacco di gente, e “cercare altrove” aiuterebbe a svelare molti misteri. Però l’album di famiglia è un’altra cosa, e su quello mi sento di confermare che avesse ragione la Rossanda. Prima ancora che nella sinistra extraparlamentare, le basi (ideologiche e, fino a un certo punto, operative) delle BR sono nell’ala dura del PCI, quella di Amendola e Pajetta: quella che vedeva nella lotta armata l’ideale proseguimento della lotta partigiana. Nel PCI non c’era solo Berlinguer, si veniva da Togliatti e Longo, e in quegli anni la contrapposizione USA URSS era alle stelle…

  15. A MIO PARERE c’è comunque una circostanza di cui tenere conto, nel discorso “album di famiglia”, limitandoci alla storia patria.
    C’è una famiglia per bene, onorata, che ha lottato per la libertà del proprio paese lasciando molti morti sul terreno e che, ad un tratto, si è trovata a fare i conti con alcune “pecore nere”. Quando questa famiglia ha capito chiaramente a cosa puntavano dette pecore nere, le ha progressivamente allontanate da qualsiasi parentela di ogni ordine e grado: ha fatto terra bruciata intorno a loro, contribuendo in maniera significativa alla disfatta. Senza rimpianti. Adesso questa famiglia è additata come la maggiore responsabile di qualsiasi cosa possa andare storta nel mondo.

    C’è poi un’altra famiglia, molto ma molto meno onorata, che si è macchiata delle peggiori nefandezze (ricordiamo le leggi razziali, tanto per), che le proprie pecore nere se le è addirittura coccolate (attraverso gli zii dei Servizi deviati) e che adesso, dopo essersi data una sommaria ripulita ed essersi decolorata, pretende di insegnare la democrazia a tutti gli altri.

    Qualcosa non torna. O comunque qualcuno dovrebbe starsene zitto, quantomeno.
    A MIO PARERE, ovviamente.

  16. Tommaso, son d’accordo con te, è andata all’incirca così, almeno in Italia. Solo… non ti sembra di essere un po’ manicheo?

  17. Quindi nessuno avrebbe diritto di cambiare opinioni o idee politiche. Che Flamigni sia calvinista?

  18. @Slowhand: manicheo? Era voluto, credimi: dunque non me ne vergogno.
    Spesso, vuoi per necessità di sintesi vuoi per i miei limiti culturali, evito di indugiare troppo sulle sfumature per riuscire a consegnare un pensiero molto più netto e trasparente sempre cercando, però, di non scadere in schematismi risaputi, banali e banalizzanti.

    Pur rendendomi conto che non è certamente dalla contrapposizione di due postulati che possa emergere una determinata realtà, soprattutto quando quest’ultima è così carica di accezioni (come lo è del resto quasi sempre la Storia che ha appena cessato di essere cronaca), ritengo che tenere in conto troppi parametri rischi di far perdere di vista i principi essenziali.

    Un po’ come quando, in un film, la scena inizia con un movimento di massa.
    Se il regista, ad un certo punto della scena, vuole evidenziare un determinato concetto, chiude l’inquadratura sul luogo o sulla vicenda in grado di darti l’idea di quel concetto. Tutto il movimento che tu vedevi lì intorno e prima della zoomata continua altresì ad esistere, anche se tu lo intuisci solo; la tua attenzione, infatti, è forzata su altro. E ciò è profondamente diverso dal rappresentare “quell’altro” solamente, senza che tutto intorno si svolga ciò che intuisci solo.
    Spero di essermi spiegato (anche se ho parecchi dubbi a tal proposito).

  19. Giuse’, guarda che qui non si parla di cambiare idea ma di Album di Famiglia. Uno puo’ cambiare idea, tipo il portavoce preteo di F-I. Ma non si puo’ dire che lui abbia un album di famiglia liberale, o no`??

  20. A proposito di Forza Italia: oggi come oggi, a momenti ci sono più foto di gente con il pugno chiuso e la bandiera rossa nel loro album che in quello di Rifunda. Con buona pace dei manichei.

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