…chi può essere l’esportatore? Forse, uno come Mandela. Dieci anni fa in Sudafrica uno dei regimi più tirannici della storia è caduto senza bagni di sangue nè vendette
• Democrazia. Una foto di dieci anni fa. Una lunghissima fila di uomini e donne, tutti neri, che si snoda serpeggiando per la campagna. Cento, duecento persone, ma ce ne saranno ancora. Sorridono con compostezza, quasi solenni; qua e là, nella fila, una donna ha un bambino in braccio o o lo porta per mano. Alla lontana estremità della fina, intravvedi una baracca: è il seggio elettorale. E’ là, dopo ore di fila e decenni di dolore, che tutte quelle creature convergono: le elezioni. Sono le prime di quel Paese, l’estremo pezzo d’Africa, dove i bianchi frustavano e i neri vivevano schiavi non in tempi lontani, ma fino a dieci anni fa.
Hitler, Stalin, e il Bianco in Africa: tutt’e tre hanno fatto lager, ma solo i primi due sono ricordati. Eppure non furono i soli orribili: nel Congo, almeno un milione di persone (al tempo di re Leopoldo, che da noi si chiamava Belle Epoque) furono mutilate o uccise perché non ubbidivano abbastanza in fretta. L’uscita da questo orrore, che avrebbe dovuto essere – razionalmente – un bagno di sangue, avvenne invece abbastanza ordinatamente e civilmente: i capi dei neri oppressi, il vescovo Tutu e il comunista Mandela in testa, decisero che non occorreva vendetta: bastava la verità. A uno a uno, i peggiori bianchi, i capi della polizia antisommossa, i politicanti, sfilarono davanti al popolo, ammisero i loro crimini e se andarono a testa bassa ma illesi.
Mandela e gli altri come lui sono gli unici al mondo a poter oggi dire “esportiamo la democrazia”. Loro non sparerebbero sulla folla palestinese o irachena, né ruberebbero acqua o petrolio nè proclamerebbero “Got mit Uns”. Si siederebbero pazientemente ad aspettare. E alla fine, probabilmente, otterrebbero una pace.
• Scienziati. Buffo appello di Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e altri scienziati italiani per dire che non è una buona idea eliminare lo studio di Darwin dalle scuole, che la scienza con la politica (e la religione) non c’entra, che in fondo bisogna pur insegnare qualcosa ai ragazzi oltre al catechismo. E’ buffo perché di solito appelli del genere si fanno in Arabia Saudita o in Paraguay e si fanno al massimo nell’ottocento. Invece qua i poveri Montalcini, Hack, Diderot e Galilei stavolta sono costretti a fare appelli del genere in un paese europeo, e nell’anno di grazia duemila e passa. Ehi! Qui qualcuno ha scritto Anno di Grazia con le minuscole! Un luterano, scommetto: chiama l’Inquisizione! (E gli scienziati, Eminenza? Niente, basterà fargli vedere gli strumenti e vedrete come rinnegheranno la terra attorno al sole, il razionalismo e pure quel tizio là, come si chiama? Quello che mi fa discendere dalle scimmie, accidenti).
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