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Archivio per maggio, 2004

Due stragi in meno da chiarire

mag 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Con una curiosa coincidenza si sono chiarite negli ultimi giorni del mese scorso due delle stragi accadute in Italia nel periodo simil-argentino:
1. Finalmente è stata indivuduata la cometa dalla quale si staccò un pezzo che andò a colpire l’aereo dell’Itavia sopra al cielo di Ustica: si tratta della Wild 3 (va pronunciata alla teteska, Vilt drei). In quel 1980 la cometa si aggirava indisturbata nel sistema solare e pare che un pezzo sia caduto anche sulla Calabria alcune settimane dopo.
2. Il treno Italicus in quel caldo Agosto del 1974 avrebbe dovuto trasportare Aldo Moro, che però scese all’ultimo momento per firmare delle carte.
Ovviamente in entrambi i casi c’è stato un enorme risalto in tutti i mezzi di informazione; trasmissioni televisive, editoriali dei direttori, dibattiti pubblici.
PS: la cometa Wild 3 è periodica e tornerà a visitarci nel 2008…

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Il paradiso poteva attendere

mag 02 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Massimo TroisiFanno dieci anni senza Massimo Troisi (non esatti esatti, ma il TG1 lo commemora stasera senza un particolare motivo, e a noi non serve un particolare motivo per ricordarlo). La cosa buona è che Antonello Venditti non ha poi mai scritto la canzone che aveva minacciato di dedicargli. Quella cattiva è che mi manca. Parecchio.
Lo ricordo riportando una delle sue battute più geniali e meno citate, tratta da “Pensavo fosse amore, invece era un calesse”, scritto con Anna Pavignano:

“Non bisogna amare per amore, ma per schifo.
Perché l’amore finisce, ed è una delusione.
Anche lo schifo finisce, però è una soddisfazione.”

E, per chi ha voglia di leggere, una poesia di Roberto Benigni dedicata a Troisi e due dei brani più celebri dei tempi de “La Smorfia”: San Gennaro e L’Arca di Noè

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RadioNation: We Want You!

mag 01 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

RadioNationIl palinsesto di RadioNationRadioNation pian piano prende forma e sembra sempre più una radio vera. O, forse, non ha voglia di assomigliarci proprio per niente.
Parecchi blogger si sono proposti per la conduzione di un proprio programma, ed è venuto il momento di inserire il jack del microfono e mettere mano alle proprie playlist.
L’intento è quello di creare un verio e proprio palinsesto che copra suppergiù l’intera giornata e sia composto da appuntamenti fissi (quotidiani o settimanali).

In molti han chiesto che cosa serve per poter trasmettere il proprio programma sul web; qui di seguito un paio di semplici e veloci instruzioni:

  • Per Windows è necessario utilizzare il celeberrimo WinAmp, associato al plugin ShoutCast.
  • Per Macintosh sono sufficienti iTunes e NiceCast
  • Vi basti in ogni caso sapere che il server di trasmissione è ShoutCast e che esistono parecchi programmi, diversi da quelli citati, che permettono di gestire il proprio programma. La banda disponibile ed il numero di utenti sono virtualmente illimitati. Una volta installati i programmi e i plugin, sarà sufficiente inserire l’indirizzo del server che si occuperà di diffondere il segnale che trasmetterete, il numero della porta e la password: tutte informazioni che riceverete via e-mail.

Chiunque voglia ritagliarsi uno spazio nel palinsesto di RadioNation può scrivere a , avendo cura di indicare: a) se la trasmissione sarà quotidiana o settimanale; b) il nome della trasmissione; c) l’argomento (in generale) del programma ; d) la fascia oraria preferita (sempre considerando che dovrà esserci spazio per tutti).

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Democrazia da esportare. Però…

mag 01 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiare…chi può essere l’esportatore? Forse, uno come Mandela. Dieci anni fa in Sudafrica uno dei regimi più tirannici della storia è caduto senza bagni di sangue nè vendette

Democrazia. Una foto di dieci anni fa. Una lunghissima fila di uomini e donne, tutti neri, che si snoda serpeggiando per la campagna. Cento, duecento persone, ma ce ne saranno ancora. Sorridono con compostezza, quasi solenni; qua e là, nella fila, una donna ha un bambino in braccio o o lo porta per mano. Alla lontana estremità della fina, intravvedi una baracca: è il seggio elettorale. E’ là, dopo ore di fila e decenni di dolore, che tutte quelle creature convergono: le elezioni. Sono le prime di quel Paese, l’estremo pezzo d’Africa, dove i bianchi frustavano e i neri vivevano schiavi non in tempi lontani, ma fino a dieci anni fa.

Hitler, Stalin, e il Bianco in Africa: tutt’e tre hanno fatto lager, ma solo i primi due sono ricordati. Eppure non furono i soli orribili: nel Congo, almeno un milione di persone (al tempo di re Leopoldo, che da noi si chiamava Belle Epoque) furono mutilate o uccise perché non ubbidivano abbastanza in fretta. L’uscita da questo orrore, che avrebbe dovuto essere – razionalmente – un bagno di sangue, avvenne invece abbastanza ordinatamente e civilmente: i capi dei neri oppressi, il vescovo Tutu e il comunista Mandela in testa, decisero che non occorreva vendetta: bastava la verità. A uno a uno, i peggiori bianchi, i capi della polizia antisommossa, i politicanti, sfilarono davanti al popolo, ammisero i loro crimini e se andarono a testa bassa ma illesi.

Mandela e gli altri come lui sono gli unici al mondo a poter oggi dire “esportiamo la democrazia”. Loro non sparerebbero sulla folla palestinese o irachena, né ruberebbero acqua o petrolio nè proclamerebbero “Got mit Uns”. Si siederebbero pazientemente ad aspettare. E alla fine, probabilmente, otterrebbero una pace.

Scienziati. Buffo appello di Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e altri scienziati italiani per dire che non è una buona idea eliminare lo studio di Darwin dalle scuole, che la scienza con la politica (e la religione) non c’entra, che in fondo bisogna pur insegnare qualcosa ai ragazzi oltre al catechismo. E’ buffo perché di solito appelli del genere si fanno in Arabia Saudita o in Paraguay e si fanno al massimo nell’ottocento. Invece qua i poveri Montalcini, Hack, Diderot e Galilei stavolta sono costretti a fare appelli del genere in un paese europeo, e nell’anno di grazia duemila e passa. Ehi! Qui qualcuno ha scritto Anno di Grazia con le minuscole! Un luterano, scommetto: chiama l’Inquisizione! (E gli scienziati, Eminenza? Niente, basterà fargli vedere gli strumenti e vedrete come rinnegheranno la terra attorno al sole, il razionalismo e pure quel tizio là, come si chiama? Quello che mi fa discendere dalle scimmie, accidenti).

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mozBlogBar

mag 01 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

In principio era la BlogBar.
La BlogBar era solo su Explorer e la BlogBar era solo su Windows. E ciò non era cosa buona.
Skid X allora creò la mozBlogBar.
E la mozBlogBar era per Mozilla e la mozBlogBar era per FireFox.
E la mozBlogBar era ora su Windows, Linux, Mac OS X, AIX, BSD, HPUX, OS/2 e Solaris, ed era cosa buona (almeno spero).

ico-mozblogbar.jpgSì, avrei realizzato una versione di BlogBar per Mozilla. Spero possa essere utile a qualcuno.
La mozBlogBar di mia realizzazione è diversa dalla BlogBar per Explorer in alcuni aspetti e funzionalità: la più importante credo, è che nella mozBlogBar è possibile per l’utente personalizzare completamente la lista dei link presenti.
La barra giunge con un set predefinito di link (molti presenti anche nella BlogBar, altri no, il tutto a mia discrezione), link che salverà in una apposita cartella dei bookmarks.
E’ quindi possibile aggiungere, modificare e rimuovere link come in una qualsiasi cartella dei vostri bookmark.
Cosa non fa rispetto alla BlogBar?

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