C’è un medico in sala?

Come ama sostenere la mia C.T.D.R. (*) (la quale, peraltro, non recede dall’intento di non parlarmi, ma almeno ha iniziato ad ascoltare) questo sarebbe “un mondo di mitomani”.
La sinistra non fa eccezione, anzi. I blogger non fanno eccezione, anzi. I blogger di sinistra men che meno.

Ce n’è una che è tutte queste cose assieme, e in più è pure iscritta all’Ordine. Se ne vanta a questo modo: “considerato,che io sono una giornalista accreditata anche a We are the Future: l’evento umanitario e il concerto più importante dell’anno. Anzi no: si tratta del concerto del ventennio, figlio di We are the World.
Primo: “We are the World” non è mai stato un concerto, quello era il “Live Aid“. Secondo: provo una tristezza infinita per i giornalisti in generale, e in particolare per quelli che ostentano la propria professione a questo modo. L’accredito a “We are the Future”: e sticazzi. Gioco per bambini da 9 a 13 anni: telefonare all’organizzazione; richiedere l’accredito; fornire nome, cognome, testata ed inviare fax con l’autorizzazione del direttore responsabile. Fine del gioco.

Continua, la nostra: “Gente come Sofri (collega), Neri e Mantellini invece stanno letteralmente sputando sull’autorità garante della privacy in Italia (e questo se non lo sai è reato). Si tratta di banali copia incollatori, sai che sono sincera: non prendere questa tangente perchè ti porta nelle braccia di chi ti sfrutta e ti impedisce di vedere la realtà che ti circonda”.
E notate, vi prego, lo squallore di quel “collega” tra parentesi.

Ad una utentessa-seguace, con tanto di firma sul suo stesso blog, che le aveva espresso qualche dubbio a proposito dei suoi modi, risponde: “Concludendo: tu su bloggersperlapace sei accreditata per scrivere vicino ad una persona famosa. Se vuoi che ti tolgo il link, fammelo sapere, lo toglierò”.

Poi, qua e là, minacciosa, si produce in capitomboli verbali come questi:

Nota sibillina: quando talune circostanze saranno finalmente “on”, più di uno si morderà le mani fra i vip e gli alto locati. Quelli invece che altolocati non lo sono e che, comunque, ci hanno preso di mira, si mangeranno ancor di più le mani quando scopriranno, che non c’è e non ci sarà mai l’ipotesi contro la quale hanno combattuto. Però si sono dati una bella zappata sui piedi da soli…

Al che uno si chiede per davvero se, a questo punto, non sia il caso di prevedere un tesserino a punti (come per la patente) anche per l’iscrizione all’albo. Così, giusto per salvare quel minimo di onorabilità che meriterebbero la professione giornalistica in primis, e poi la punteggiatura, la grammatica, la lingua italiana.

Dice: lasciatela stare. E’ gente che si nutre di link: a segnalarla non si fa un favore né a lei nè all’umanità tutta.
Vero, ma parlate bene voi che non ci avete ancora avuto a che fare. Dopo BlogNews, UBW, Proserpina, Luca Sofri, Haramlik di Lia, ieri la “giornalista” ha preso di mira un ennesimo blogger, ritenendosi “diffamata” da un suo post (questo, per la cronaca).
Dopo aver inviato deliranti mail e raccomandate a garanti e polizie postali, s’è fatta un giretto di blog e ha lasciato qua e là, a caso, commenti nei quali erano riportati nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di casa della mamma del gestore del blog incriminato. E, sia chiaro: gli ha fatto un favore – dice lei -, in quanto “I dati sensibili di un sito e la sua gerenza devono essere immediatamente accessibili all’utente “privato” di un blog, quando diffamato da chi vanta marchi e loghi registrati”. Ha svolto servizio pubblico, insomma: i dati della tua mamma non sono rintracciabili sul tuo blog? Ghe pensi mi.

Non contenta, dopo aver ottenuto i dati dell’azienda presso cui lavora il blogger preso di mira, ha trascorso un pomeriggio chiamando al telefono i capi della persona in questione, pregandoli di licenziarlo sulla base delle “gravi accuse” che le sarebbero state mosse dallo stesso.

Un mondo di mitomani, dice la C.T.D.R., e i pacifisti non fanno eccezione. I blogger non fanno eccezione. I bloggersperlapace (altrove si presentano come giustizialistiquotidiani) men che meno.

E insomma, chiedo io: davvero l’Ordine dei Giornalisti non può far niente? Il Garante della Privacy, niente? La Polizia Postale, niente?
E un medico? Un medico serio con una buona terapia che prescriva un periodo di vacanza dalla dura vita di giornalista-blogger che combatte per la pace?
Il mio punto di vista? Diamogliela, questa benedetta pace. Quella di una clinica tranquilla e in mezzo al verde, con tanti animali.

(*) Critica Televisiva Di Riferimento
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9 Comments

  1. No Pax?

    Il dado parrebbe essere tratto. Lo apprendo da Macchianera, grazie a questo post di Gianluca Neri: Il link porta a un altro post. Dove, fra l’altro, si legge: A seguito di minacce personali: si informano tutti gli utenti e i…

  2. io spero sia un Ibis

    Lia ormai la conoscono in molti. Sia per la Bellezza del suo blog, sia per una brutta vicenda fatta di attacchi gratuiti in cui è stata coinvolta (ma che qui preferisco non ricordare, se ne parla già a sufficienza altrove, con tutti gli s…

  3. Internet e la vita 1

    Frequento internet da un po’. Scoprii il piacere di scribacchiarci sul forum della Lonely Planet, quando consisteva ancora in un fogliaccio in cui qualcuno cancellava a mano i post vecchi via via che la pagina diventava troppo pesante. Poi,

  4. ma macchia più la nera o l’arcobaleno?
    con questo dubbio lancinante vi lascio per morfeo che è più bello e si divino di voi, miei umili fabbicanti di blogfrottole …..chi ha messo la musica?????

  5. Hello Hexjibber!Cheers for the shout-out and also for the interview. It’s great when an iiarnpationsl animator like yourself offers a few words to our media enthusiastic audience.Hope you like how the article turned out and feel free to send it to all your animated pals!Keep up the good work Max

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