Words don’t come easily, like “sorry”

Il titolare, da questa parte dello schermo, stasera avrebbe dovuto aggiornare il blog con un po’ di solite cose: il capitolo del libro della Banca Dati della Memoria; la Posta di Macchianera; un post contenente la rassegna di due settimane di apparizioni di MacchiaNera e RadioNation sulla stampa; il modesto controcanto ad una notizia; il tardivo impacchettamento e relativo invio di un altro post pescato a caso tra quelli pensati fin nella punteggiatura e mai scritti; un seppur striminzito resoconto di due settimane di scellerate incursioni radiofoniche online con tanto di ringraziamento all’affezionata e attiva comunità che sta seguendo gli esperimenti; il lancio del nuovo shop di MacchiaNera; il palinsesto provvisorio di RadioNation, con tanto di istruzioni per permettere a tutti di trasmettere aggratis e percché le persone non conosciute all’interno della mica tanto ristretta cerchia di persone e professioni che gravita attorno ai blog possano inviare i provini delle trasmissioni che la comunità di cui sopra sottoporrà al vaglio.
Poi dovrebbe evadere tutte le mail che si stanno accumulando dentro Outlook, quelle che ha segnato con una bandierina rossa e a cui ha associato un allarme che puntualmente ignora e, soprattutto, chiedere perdono a tutti per la tardiva risposta.
Vorrebbe anche sapersi spiegare il motivo per cui se per due settimane, virtualmente, si fa un po’ più da parte perché il periodo lo richiede, buffamente continua a sentir citato il proprio nome. Gli piacerebbe rigraziarli tutti, quelli che lo fanno, proprio tutti: ché avere accordata questo tipo di stima è un privilegio non da poco. E poi scusarsi con tutti quelli che, memori delle precedenti esperienze, gli propongono oggi questa cosa, domani quell’altra, e lui risponde che ci penserà – e lui ci pensa – ma l’idea che ha è fatta di carta e creatività. Allo stesso modo ha in mente voci e facce che gli mancano, ora lontane magari anche per colpa sua ma, tristemente, senza essere ancora riuscito a capire quando tutto questo è accaduto e perché.
Infine non sa se esiste un modo per porgere le proprie scuse anche alle idee, quelle che ha partorito in serie come una le casalinghe del Dixan che si trovano in tv, seppur con sei gemelli a carico – ché le idee costan fatica quanto figli da tirare su e mantenere fino alla maggiore età, e non puoi abbandonarle in un sacchetto con ancora attaccato il cordone ombelicale -, ma, se ci fosse, ecco, vorrebbe saperlo fare.
Il titolare, quello da questa parte dello schermo, insomma, oggi dovrebbe fare tutte queste cose e tante altre che al momento gli sfuggono, ma ‘un ci ha punta voglia.

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16 Comments

  1. Invece la titolare di questo intervento è alla disperata ricerca della propria autostima, niente di che, solo quel briciolo che di solito si porta rintanata sotto un’ascella ma che in questo momento non è neanche lì.
    La cosa peggiore è che mi sono accorta che le idee, non so perchè, prendono forma proprio da qull’inezia di autostima di cui sono dotata e che questa condizione di cittadino del nulla compromette seriamente anche queste poche righe che sto scrivendo.
    Perchè le scrivo allora? perchè il sacrosanto diritto di “non avere voglia”, se assecondato, insinua nell’animo dello svogliato quel leggero senso di ansia legato probabilmente agli scolstici sensi di colpa del “potevi fare di più”.
    Certo il palinsesto della mia vita virtuale è paragonabile ad una recita scolastica di fine anno (tanto per rimanere in tema) ma ognuno fa quello che può.
    Ecco, adesso mi sento quasi meglio (?) ora vado sulla mia casella di posta elettronica e rispondo a qualche venditore di Viagra o a Verusca (che propone varianti sado-maso con la crusca), fortunatamente non ho alcuna protezione dallo spam e posso sempre contare su questa cerchia “selezionata” di amici.
    va bene, torno a cercare l’autostima.

  2. Gianluca, se aiuta (ma non aiuta), sono in scadenza di contratto, probabilmente non avrò il rinnovo, il che comporterà un trasloco forzato. Ovviamente non ho scritto mezza riga di quello che dovrei e non ho neanche un quarto di idea creativa. C’è sempre chi è messo leggermente peggio :D

  3. Secondo me, si capisce benissimo la tonnellata di carne al fuoco che hai in questo momento. E chi non è stupido, sa che non hai nulla di cui farti perdonare e per cui chiedere scusa. Ego te absolvo… [con aria da sacerdotessa celtica alza le due dita della mano destra in segno di perdono e benevolenza]

  4. In ogni caso e in ogni modo, Buona Fortuna.

    «…ma in certi miei momenti forse oziosi
    mi chiedo dove sei e che cosa fai
    e come passi i tuoi giorni noiosi
    io che non ti risposi in questa casa mia che sai e non sai.»

  5. Mi sento allo stesso modo: non ci ho voglia di fare una cippa. Sarà questa strana primavera, o forse il fatto che mi sono rotto gli zebedei. Sì, direi più la seconda…

  6. La radio mi aveva succhiato tutte le energie… Ora invece mi sono rimesso in moto. Confesso che erano almeno 15 giorni che non postavo qualcosa di considerevole sul blog e un pò me ne vergogno. Da quello che sta venendo su, però, ne vale la pena. Ne approfitto ancora una volta per salutare tutta la ridente comunity che attorno a RadioNation sta crescendo sempre più e che ci sta buttando letteralmente l’anima (Gianluca su tutti)

  7. e perchè non ‘sorry seems to be the hardest word’ come titolo ?
    Cazzate a parte, un palmare con microfono e/o un programma di riconoscimento vocale: parlare in vece di scrivere !
    Ok, avevo detto cazzate a parte…

  8. Quando non c’è la voglia deve subentrare il senso del dovere:-) Se dovessi far caso alla voglia farei 1/3 delle cose che faccio…è triste, ma, ahimè, è così, così mi tocca, e non perdo tempo a rimuginarci sopra.
    In ogni caso, magari qualche giorno di relax può rinfrescare la mente…e torni leggero come una farfalla…+ o – :-D

  9. Per quanto riguarda le mail che ti ho mandato io, 2 datate febbraio, non ti preoccupare, non era niente di importante.
    Così ne hai 3 in meno in lista. :D

  10. Chi non ha voglia di fare niente e decide di non farlo, è un grande uomo. Non lo è più se decide di farlo controvoglia.

  11. che lunedi di merda! tra brontolo che spara cazzate,ancora. il neri che ` triste. la ragazza che quasi mi lascia (quasi), il lavoro che va a tarallucci e vino…e chi piu` ne ha piu` ne metta

  12. con una letargia che mi attanaglia tento, invano, di evitare queste griglie alle quali non trovo un senso che invadono i marciapiedi di milano.e paiono secoli che non ho voglia di far niente.che poi non è così.e rilancio l’idea della gelateria in giamaica.solo sapessi far dei gelati.e mi manca bologna con i suoi portici avvolgenti e studenti al sole sparpagliati ovunque.disattendendo tutte le regole di maiuscole, minuscole, nomi propri, spero piti si sia sfebbrato

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