La posta di MacchianeraADINOLFI SE LA PRENDE CON GIANLUCA NERI PER UN’INTERVISTA SU “SETTE” • “IO DONNA”, “PIACERE, IO PORNO” • I GUINZAGLI DI GUERRA RACCONTATI A VIGNETTE DA MAURO BIANI • NATALINO GIOCA A NASCONDINO. CON MACCHIANERA E DAGOSPIA. • …E IL SUO EMULO SPAMMA E NASCONDE LA MANO • UN TORTURATO GIOTTINO VALE MENO PUNTI • CICCIOLINA COME BOCCA DI ROSA

(cliccando qui trovi le istruzioni per scrivere a Macchianera)


MEDIA, QUOTIDIANO, MEDIA

Caro Gianluca, sarei ben lieto di dare la linea a tutti i giornali italiani, ma purtroppo questo non accade. Non è accaduto neanche il 20 aprile sulla questione ostaggi e tu lo sai bene, visto che in quella serata hai postato il “Berlusconi che legge i blog”. Per questo mi sono dispiaciuto nel leggere il tuo attacco nei miei confronti su Sette. Ma va bene così. Ormai la pelle s’è ispessita e se fossi un permaloso, dopo tutta la merda che avete fatto volare, starei penzolando da una trave. Ecco comunque quello che è accaduto realmente, secondo la ricostruzione del Riformista del 4 maggio. “Quel giorno (il 20 aprile) una telefonata del direttore del Sismi Nicolò Pollari allertò Palazzo Chigi: ‘è fatta, sono liberi’. L’informazione era così credibile, forse addirittura vera, che a quel punto perfino il solitamente cautissimo sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, informò il Quirinale e le presidenze di Camera e Senato”. Io avevo quelle fonti. Erano autorevoli? Erano verificate? Erano più d’una e coincidenti? Rispondo con tre sì. Poi è andata come è andata: e voi, invece di prendervela con quei centri di potere che hanno giocato sulla vita degli ostaggi, ve la prendete con un giornalista che ha scritto su un blog quel che sapeva? Va bene, possono esserci divergenze di opinioni. Le accetto. Accetto pure gli insulti. Ma credo che si stia sbagliando il vero bersaglio. E invece insieme potremmo provare a capire, a spiegare. In realtà ti scrivo per ricordarti che giovedì prossimo nasce Media Quotidiano: faccio il tifo per la tua radio sperimentale, spero che osserverai con attenzione non pregiudiziale l’esperienza di Media, che vede come protagonisti 6 blogger del cannocchiale (smog, ukase, proiettiliperscrittori, freelance, missunderstanding e io stesso). Su www.mediaquotidiano.it, se ti interessa, puoi vedere il manifesto della nostra campagna. Continueremo a darle. E a prenderle, se sarà giusto. E all’insulto gratuito e delegittimante risponderemo sempre con la voglia di spiegare.

Mario Adinolfi fa riferimento ad un’intervista al sottoscritto pubblicata sul numero di “Sette” del Corriere della Sera della scorsa settimana.
Non rinnego il virgolettato, come si usa fare in questi casi, anche perché l’autrice ha usato nei miei confronti la carineria di farmi leggere il pezzo prima della pubblicazione.
Succede questo: mi domandano se le notizie provenienti dai blogger siano da considerare autorevoli o meno. Io rispondo: dipende, in alcuni casi si e in altri no.
Il caso “no” era Mario Adinolfi, che pubblicò la notizia secondo la quale gli ostaggi italiani in Iraq erano stati liberati e sarebbero arrivati il giorno successivo a Fiumicino. Fu preciso, Adinolfi. Disse: alle 13:30. E puntuale, il “papà con la bandiera” si presentò all’aeroporto, in compagnia di uno sparuto gruppo di giornalisti boccaloni. Poi parlai anche del caso “si”: i blogger che bruciarono giornali online e Tg nazionali sui filmati in cui gli ostaggi erano stati ripresi vivi.
E poi è successo questo: che il giorno stesso della sparata di Adinolfi, Berlusconi dichiarasse che eravamo “ad un passo dalla soluzione”. Al ché io scrissi: “Anche Berlusconi legge i blogger”. E, quando si capì che gli ostaggi non avrebbero baciato il suolo di Fiumicino, aggiunsi: “Il problema non è rappresentato tanto da i blogger che credono a Berlusconi, quanto da Berlusconi che crede ai blogger”.
Auguri per Media Quotidiano, Adinolfi. Quel che mi resta da dirle è che la frequentazione di un corso di autostima da parte di un cerino non lo rende un fuoco d’artificio. E, allo stesso modo, una notizia falsa non diventa vera solo perché ci sarebbe piaciuto lo fosse.


L’ARTE (SBADATA) DEL TITOLO

Sei il titolista di Io Donna e ti tocca questo pezzo (a p. 54) sulla cyber-pastorizia. In Abruzzo giovani parigini studiano gli ovini nostrani. Dal Giappone via web si adottano pecore italiche. Quel titolo ti viene automatico, spontaneo. Peccato che non controlli. Quel sito che credi immaginario e che usi per il titolone… Quel sito con l’ovino ben recintato nell’indirizzo nostrano più classico… Quel sito, per un’evoluzione semantica affascinante e ancestrale, ahimè ti porta dritto a un sito porno.

GUINZAGLI DI GUERRA

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LA SCURE DELLA CENSURA COMUNISTA SULLA CAPOCCIA DI NATALINO

Nella «Piccola posta» di Dagospia (http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_12251.html) di ieri (10/05) leggo il seguente post scriptum in una lettera di Natalino Russo Seminara: «Ti informo che l’Owner del sito Macchianera, Gianluca Neri, mi ha espulso per avere ingiuriato ed offeso alcuni bloggisti comunisti di quel sito; ma si è ben guardato dal mostrarmi perfino uno straccio di cartellino giallo, quando, firmandomi con uno pseudonimo, le stesse ingiurie ed offese, o anche peggio, ho finto di indirizzarle ai pochi bloggisti di destra dello stesso sito». Ciò corrisponde a verità? Se sì, perché?

Il buon vecchio Natalino sostiene di avere lasciato un commento su Macchianera ingiuriando lettori di destra esattamente come fece lui con quelli di sinistra. L’ha fatto utilizzando un nome fittizio, e da qualche parte, se non mi sbaglio, l’ha persino indicato. Detto fra noi: probabilmente è anche vero, per quanto da queste parti si nutra il sospetto che l’abbia fatto in calce ad un vecchio articolo, uno di quelli in archio, tanto per passare inosservato e poi tornare qui con il suo “come volevasi dimostrare”. Il problema, per l’appunto, è che non se n’è accorto nessuno.
Esiste una lunga fila - prima di Natalino - di autori di destra che mi piacerebbe intervenissero su questo sito. E Russo Seminara viene appena dopo Martufello.
Per la cronaca: parecchie firme destrorse sono state invitate ed hanno la possibilità (con tanto di login e password) di scrivere in piena libertà su questo blog. Ma Macchianera non è una chiamata alle armi: non avere voglia di farlo rientra in pieno tra i loro diritti.


VI DISTURBO PER CHIEDERVI DI NON DISTURBARMI

Carissimi amici, ormai invio le mie noterelle ad una ristretta cerchia di amici e a quelli di voi che hanno perso le mie tracce, segnalo il mio blog che viene aggiornato quasi ogni giorno con amenita’, vignette, camambert e altro… L’indirizzo e’ questo. Passaparola: [omissis].blog.tiscali.it.
P.S.: Per tutti coloro che mi scrivono complimentandosi per le cose che dico: non scrivete a me, ma passate parola, segnalate il mio blog, oppure linkatemi. Ma non scrivete a me.

A scuola avevo un compagno che pensava di avere sempre al proprio fianco un amico immaginario. E ci parlava pure. A volte ci faceva a botte.
Aldo Vincent, la versione meno divertente di Natalino Russo Seminara, no: lui agli amici immaginari scrive. E li mette tutti in CC: cosicché tutti i suoi amici immaginari possano vantare new entries come Marco Travaglio nella propria cerca di conoscenze immaginarie.
Scrive, Aldo Vincent, una di quelle pietose mail in cui si elemosina un link raggiungendo l’unico obiettivo di brasare i gioielli di famiglia del destinatario. E, alla fine, specifica: che nessuno si provi a fare altrettanto con lui.


LA TORTURA BISOGNA POTERSELA PERMETTERE

Detenuti costretti a stare in piedi anche per 15/16 ore, detenuti costretti a stare per ore nudi o con le braccia alzate, piercing strappati da orecchie e capezzoli, divieto di andare in bagno, manganellate sotto le piante dei piedi, teste sbattute contro i muri, calci su reni e gambe, insulti, offese razziste. Ancora a parlare delle torture di Abu Grahib? No, queste sono le cose successe nel carcere di Bolzaneto il 19 e il 20 Luglio 2001.

PORNO SUBITO

Con Selen ridotta a una Laura Ingalls in salsa mohicana, Milly D’Abbraccio e Jessica Rizzo divise tra redditizie attività imprenditoriali e comparsate al Costanzosciò, Eva Henger impegnata in tramissioni più o meno comiche - come se fosse obbigatorio, con due tette e delle abilità scopatorie come le sue, dimostrare di essere anche divertente e/o intelligente -, il popolo degli amanti del porno-modernariato ha per un attimo assaporato la possibilità di godere del ritorno sulla scena di Cicciolina, la progenitrice di tutte le sexy star, medaglia d’oro nell’uso creativo del pitone (roba che nemmeno il National Geografic). E’ andata a finire così.