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Archivio per aprile, 2004

Cedimenti strutturali

apr 28 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Gioco per tenere in allenamento la memoria: data la lista dei seguenti decessi, trovare le coincidenze.

3 agosto ’80 - Pierangelo Teoldi, Comandante aeroporto Grosseto: incidente stradale. 9 maggio ’81 - Maurizio Gari, capo controllore Difesa Aerea radar Poggio Ballone: infarto, a 37 anni. 20 marzo ’87 - Licio Giorgieri, comandante Registro Aeronautico Italiano: ucciso da Unità Comuniste Combattenti. 31 Marzo ’87 - Mario Alberto Dettori, controllore Difesa Aerea radar Poggio Ballone: suicidio per impiccagione. 12 agosto ’88 - Ugo Zammarelli, SIOS Cagliari: investito da motocicletta. 28 agosto ’88 - Mario Naldini e Ivo Nutarelli, piloti: collisione tra velivoli. 1° febbraio ’91 - Antonio Muzio, Maresciallo torre di controllo Lamezia Terme: omicidio. 2 febbraio ’92 - Sandro Marcucci, pilota 46a Aerobrigata Pisa: incidente aereo durante servizio antincendio. 2 febbraio ’92 - Antonio Pagliara, controllore Difesa Aerea radar Otranto: incidente stradale. 12 gennaio ’93 - Roberto Boemio, Capo di Stato Maggiore 3a Regione Aerea: accoltellato durante rapina. 2 novembre ’94 - Gian Paolo Totaro, Maggiore medico: suicidio per impiccagione. 21 dicembre ’95 - Franco Parisi, controllore Difesa Aerea radar Otranto: suicidio per impiccagione.

Soluzione: tutti erano in servizio la notte della strage di Ustica.

E’ solo un gioco, non particolarmente divertente, che aiuta a non dimenticare. E di cui, come per il Trivial Pursuit, escono nuovi aggiornamenti. L’ultimo, poco più di due anni fa: 4 aprile 2002 - Michele Landi, consulente informatico per l’omicidio D’Antona e delle procure di Roma e Palermo, confessa agli amici di essere a conoscenza di novità su Ustica: suicidio per impiccagione.

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La Radio è una cosa che senti dentro

apr 28 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

La radio, su questo blog, pare essere in questi giorni l’argomento dominante. Motivo per cui riportiamo una delle storie più diffuse in rete, sempre rimanendo in tema: un brano radiofonico che raggiunge picchi mai toccati nemmeno da Howard Stern, il nemico numero uno dell’associazione dei genitori americani. Un Dj della WBAM di Chicago, nel corso di una sorta di “Gioco delle coppie”, chiama una persona a caso per verificare il livello di conoscenza del partner:

Dj: «Hey! Sono Edgar della WBAM. Stiamo per regalarti un viaggio a Orlando in Florida, se vinci. Come ti chiami?»
Jim: (ridendo) «Mi chiamo Jim.»
Dj: «Grazie. Adesso qual è il nome di tua moglie?»
Jim: «Sara.»
Dj: «Okay, prima domanda per te Jim – Quando è stata l’ultima volta che avete fatto sesso?»
Jim: «…lei mi ucciderà per questo… Verso le 8 di questa mattina.»
Dj: «Seconda domanda. Devi essere sincero: quanto è durato?»
Jim: «Circa 10 minuti.»
Dj: «Caspita! Ma allora vuoi davvero vincere il viaggio! Nessuno avrebbe mai detto così poco se non ci fosse un viaggio in premio. Bene adesso l’ultima domanda: Dove avete fatto sesso questa mattina tra le 8 e le 8.10?»

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Il ritorno di MacchiaRadio

apr 27 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

La Fattoradio - MacchianeraStasera, Martedì 27 aprile, dalle 21 alle 24, in diretta streaming sul web, per la gioia di grandi e piccini, torna MacchiaRadio, con una puntata speciale su “La Fattoria“. In studio il radiofonicamente parlando veterano blogger Michele Boroni, coadiuvato dei neofiti x§°nalita’ c°nfu§a e Gianluca Neri. Accorrete, siori e siore: commenti arguti, cazzate varie, webcam in studio e interventi telefonici di blogstar a profusione! Potrete ascoltare sia da Windows che da Macintosh, con il player che preferite, semplicemente cliccando sul link che apparirà a partire dalle 20:45 su questa pagina.
Nel frattempo stasera c’era da provare l’ambaradan e, come durante la scorsa prova improvvisata, si è andati in onda cazzeggiando liberamente, accettando dediche (lasciate nei commenti a questo post, o via messenger) e simulazioni di orgasmi in mp3.

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Voci da Calvairate: quanto costa Costantino

apr 27 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

costantino.jpgLabranca lo odia, io no: soltanto perché non sapevo chi fosse. Quando il Corriere mi ha dato l’agio di conoscerne lo sguardo patologicamente buddico e il sorriso psicoticamente budinico, non ho avuto dubbi: l’umanità è una specie animale che si posiziona tra il polo Lapo Elkann e il polo Costantino. Da una parte, il rotacista rotariano peldicarota che te lo dico io dove si è abituato a infilarla la carota; e dall’altro il tarro adamitico, raccapricciante, con le calzature in fintorettile e il colletto della camicia buono per farci atterrare uno Shuttle. Il Corriere non si limitava a informarmi dell’esistenza di un neoprimate adatto al novero di Shock in my town, memorabile schifezza sonoro-elitaria di massa intonata dall’afono Battiato . Il Corriere andava oltre: addirittura mi diceva dove sta di casa Costantino: sta di casa a venti metri dalla biblioteca Calvairate. E’ la mia Yoknapatawpha, la mia Macondo. Lì albergano i miei vecchi amici. Che, di Costantino, mi dicono: ha reso paralitico uno…

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Una campagna per “Stilos”

apr 27 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Stilos è un settimanale di informazione libraria e letteraria. E’ curato da Gianni Bonina ed esce, da qualche anno, come supplemento del martedì del quotidiano La Sicilia di Catania.
Un paio d’anni fa Stilos era a colori, come il resto del giornale. Poi è passato al bianco e nero su carta giallina. Un paio d’anni fa Stilos aveva otto o dodici pagine. Ultimamente ne ha spesso sei, talvolta quattro.
Il lavoro di Gianni Bonina a me sembra assai buono. Ho accettato di collaborare (gratuitamente) a Stilos, poco più di un anno fa, perché mi pareva una bella pubblicazione, e ci tirava un’aria fresca.
Se Stilos chiudesse, sarebbe davvero un peccato.
Domenico Cacopardo e Salvatore Ferlita hanno scritta una lettera aperta a Mario Ciancio Sanfilippo, editore e direttore del quotidiano La Sicilia. Se conoscete Stilos e avete piacere che continui le pubblicazioni con serenità e con un adeguato numero di pagine, vi invito a copiare la lettera aperta che riporto qui sotto e a spedirla all’indirizzo: segreteria@lasicilia.it, specificando nell’oggetto: “All’attenzione del direttore Mario Ciancio Sanfilippo”. Eventualmente potete rendere più visibile la vostra adesione depositando anche un “commento” qui sotto.
Nella continuazione di questo post trovate una lista di persone che hanno già sottoscritta la lettera di Cadopardo e Ferlita; nel mio diario terrò una lista aggiornata.

Al dottor Mario Ciancio Sanfilippo, Direttore ed editore de La Sicilia, Catania

L’ulteriore ridursi della foliazione di Stilos, il settimanale culturale de La Sicilia, ci induce a fare appello a lei che ne è l’editore per manifestarle lo sconcerto che la decisione provoca.
Infatti Stilos, al pari di Tuttolibri de La Stampa e del domenicale del Sole-24Ore, rappresenta uno dei pochi riferimenti per coloro che amano la cultura e vogliono conoscere i suoi sviluppi, le sue tendenze, le sue novità.
E Stilos è l’unico settimanale del genere nel Sud d’Italia e svolge il proprio compito avendo attenzione non al solo Sud o alla Sicilia, ma al paese e al panorama internazionale.
Insomma è uno dei pochi strumenti a disposizione di chi abbia interessi più ampi della semplice cronaca politica o nera.
Ora il ridursi della foliazione renderà ancora più difficile il lavoro di informazione e di documentazione, invitando i ‘clienti’ di Stilos a rivolgersi altrove, là dove l’inserto culturale non trova ridimensionamenti, ma sostegni e promozioni.
Le chiediamo, perciò, di intervenire perché Stilos sia subito restituito al suo normale formato, evitando che perda funzione e peso e, come sempre accade in questi casi, lettori.
Orgogliosamente La Sicilia deve continuare a sostenere il suo settimanale di cultura, come specifica e singolare espressione della permanente vivacità intellettuale di Catania e dell’isola in generale.

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Post ad una prefazione mai nata

apr 27 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Per la cronaca: sarebbe quella appena di seguito, scritta (e poi non utilizzata) per “Mantienimi!”, il libro di Selvaggia Lucarelli che esce oggi nelle librerie per i tipi (simpatici) di Mondadori (dettagli cliccando qui). Voi, comunque, compratelo, testoni!

Mantienimi! - di Selvaggia LucarelliSelvaggia Lucarelli è una di quelle.
Vi ho visti lì dietro – cosa credete? – travisare e trarre conclusioni affrettate, degenerati monomaniaci che non siete altro.
Noto anche che qualcuno di voi si è offeso. Vorrei in qualche modo tranquillizzarvi: sono cose che succedono quando, avendo la necessità di rivolgersi a tutti, si generalizza.
Dovrebbe rassicurarvi definitivamente, inoltre, il fatto che un libro come questo, stampato da un editore serio, non può assolutamente permettersi di insultare il lettore.

Chiarito ciò, è pacifico che invece mi stia riferendo in modo chiaro e più che palese a te, proprio a te che sei arrivato a leggere fin qui e hai acquistato il libro perché c’era una gnocca in copertina. Tra non molto ti lamenterai per la mancanza di figure, perché non trovi il poster centrale ripiegabile e perché centonovanta pagine sono troppe per uno che al massimo è arrivato alla dodicesima dell’ultimo calendario di Max.

Per inciso, potreste anche ritrovarvi tra quei lettori che se la prenderanno a male perché nel libro c’è poca suspence, poco sangue e, alla fine, non muore nessuno. A voi, che già alla fine del terzo capitolo andrete sostenendo in giro che l’intrigo è poco chiaro e manca il movente, va solo ricordato che questa si chiama Selvaggia: Carlo era nello scaffale a fianco, idioti.

Se mi lasciate continuare, spiego: Selvaggia Lucarelli è una di quelle meraviglie della natura che all’uomo medio risultano incomprensibili quanto i Menhir dell’Isola di Pasqua, i cerchi nel grano, la pronuncia di Maurizio Costanzo e Silvio Muccino, una donna provvista di cervello tolto dal cellophane e usato. O, peggio ancora, una che lo utilizza per scrivere e, quando scrive – come nel caso in questione – sa essere ironica.
Non per niente si racconta che, al cospetto della Lucarelli, un calciatore abbia invano tentato di stabilire un contatto utilizzando la sequenza di cinque note di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Quando poi gli è stato chiesto di elencare le cinque cose che più l’avevano colpito di Selvaggia, è riuscito a citare solo la quinta. Specificando: abbondante.

La Lucarelli, invece, dispone di più risorse di quante ne abbiano Eta Beta nelle mutande o Rocco Siffredi in qualità di improvvisatore. E viceversa, ovviamente.
A 29 anni è già attrice, autrice teatrale, modella, scrittrice, opinionista, giornalista, bersaglio di Novella 2000.
La sua ascesa inizia, inevitabilmente, con una foto che la ritrae nuda. Anticipando di qualche ora Alessia Merz, si fa immortalare dall’obiettivo all’età di due giorni, mentre posa indossando il solo braccialetto della nursery. Gianni Boncompagni la nota e la convoca per un provino, ma alla fine le preferisce una pimpante e smaliziata ecografia.

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…E se una radio è libera, ma libera veramente…

apr 27 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

MacchiaRadioEcco, io questa cosa della radio ve la voglio proprio raccontare, ecchissenefrega per un giorno delle rubriche fisse, ché questo è un blog, e in un blog ognuno fa quel che gli pare.
E, insomma, c’è uno che ama la radio da sempre e, da quando lavora in internet (quindi quasi una decina d’anni, ormai, includendo il periodo in cui il massimo della gratificazione visiva era la shell di Linux per fare Ftp) sogna di metterne una online. Com’è e come non è, passano gli anni, e questa cosa non riesce a farla, se non limitatamente a sporadici esperimenti in occasione di particolari eventi presso il portale satirico che ha creato.
Anni dopo – quindi qualche giorno fa, più o meno – si ritrova in saccoccia un po’ di tempo in più, e decide che è giunto il momento.
Ignorando l’esperienza maturata in anni di vita sulla rete (regola numero uno: “i programmi che costano un sacco di soldi non sono quasi mai migliori di quelli che si possono trovare gratis e modificare a proprio piacimento”) installa un software che costa un mutuo. Sorvoliamo sul come e sul perché non l’abbia pagato e restiamo ai fatti: perde tre giorni solo per configurarlo, non è accessibile da tutte le piattaforme e, quando funziona, non funziona nemmeno bene.
Tornato in sé, ne cerca uno gratuito, e scopre che non è che l’industria dello streaming sul web abbia fatto passi da gigante: il migliore è ancora quello che conosceva, vecchio di qualche anno, ma è semplice, funzionale, standard. L’installazione gli ruba tre minuti tre e, così, tanto per fare, il tizio in questione inizia a trasmettere la musica che ha sul proprio Pc.
Finisce che ci prende gusto: riscatta il mixer ormai ostaggio della polvere, si procura cuffie e microfoni, prova il volume, attacca l’uscita audio della tv ad una delle entrate, utilizza un Pc per suonare la musica e un altro per trasmettere. Voilà: la radio è fatta. Poi, dal momento che ha un blog, annuncia con parecchio pudore alla gente in navigazione che lui è lì, sta provando l’ambaradan e che insomma, chi è proprio curioso e non ha nient’altro da fare può ascoltarlo mentre si diverte a commentare la puntata in diretta del Grande Fratello.

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Qui MacchiaRadio, a voi studio

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ascolta MacchiaRadioUrge temerario che si propoga volontario per svolgere mansioni da inviato speciale da Cologno Monzese nel corso della diretta di MacchiaRadio che avrà luogo domani sera, dalle 21 alle 24, in occasione della trasmissione “La Fattoria“. Provvederemo noi alla fornitura di: 1) finto tesserino stampa controfirmato da Paolo Serventi Longhi; 2) tessera dell’Opus Dei; 3) 45 giri di Iva Zanicchi; 4) santino di Luca Sofri; 5) cucciolata di pastori tedeschi per intenerire La Pina; 6) ricevuta dell’abbonamento quinquennale a “Donna“. In studio: Michele Boroni e Gianluca Neri. Obiettivo: Roberto Da Crema. Previsti interventi di svariati blogger. Inviare la propria candidatura scrivendo a . Astenersi perditempo e/o bestemmiatori.

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I crampi di Wittgenstein

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ci fu una ferrigna querelle tra Luca Sofri e Roberto Cotroneo tempo fa.
Il secondo accusò il primo di saccenteria nel voler stilare le regoluzze per un birignao della scrittura bloggheriana.
Adesso, complice un post del tenutario di Macchianera, torna alla carica, ma con un’accentazione diversa e – oserei dire – sacrosanta: sarebbe importante che i commentatori di blog scrivessero in italiano, magari non quello della Crusca, ma in un italiano accettabile.
E fin qui le regole spicciole, necessarie per una sana igiene grammaticale ed ortografica.
Ci fu comunque un altro passaggio molto più – come dire? – “wittgensteiniano”: Luca Sofri affrontò il problema del linguaggio dal punto di vista dei cosiddetti “crampi”.
Roba alta che vorrei leggeste.
Alla faccia di tutti quelli che pensano i blog – anche, se non soltanto – come un esercizio onanistico.

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apr 26 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

God Detector

[grazie a r.b. per la segnalazione].

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Sciacallaggio

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Forse avete sentito la storia delle foto delle bare avvolte nella bandiera americana rese pubbliche nei giorni scorsi; e del conseguente bailamme che ne è seguito..
Un quinto di quelle trecento e passa immagini erano degli astronauti periti durante il drammatico rientro del Columbia.

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Serial Watcher

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

In omaggio al TeleFilm Festival che si terrà a Milano dal 6 al 9 maggio, pubblico qui per la prima volta un articolo sui telefilm del cuore che mi era stato commissionato da un famoso femminile (l’unico degno: va specificato). Spero vi ritroviate, in qualche riga.

Reika SanjoDice: tu che sei esperto, scrivici un pezzo sulle serie televisive. E che sia memorabile.
Ora, non è che avendo uno spazio come questo a disposizione si può star lì a menarla sulle proprie miserie, ma una cosa ve la devo dire: dalla vita di uno come me, appassionato di sit-com e serial americani, di memorabile si riesce ad estrapolare ben poco. C’è di peggio, è vero: l’alternativa di una vita in miniera, per dirne una, tempera – ma solo di poco – il dolore al solo pensiero che Rupert Murdoch abbia deciso di cancellare la messa in onda della terza serie di “Dark Angel”. Vuol dire: niente più Jessica Alba in tutina aderente nera. Vuol dire: avere la certezza di poter solo immaginare la fine della storia o la risposta a grandi domande tipo che fine avran fatto i due protagonisti? Era vero amore? Saranno riusciti, finalmente, a trombare?
Sto male, lo so. E da qui dove sono non si vede nemmeno la fine del tunnel.

Sono patologie, queste, che si contraggono in tenera età, ed io, come il bambino della sigla di “Dream On” – quello che cresce davanti alla tv e poi da grande arriva a frullare il reale con memorabili scene da telefilm d’epoca -, per lungo tempo ho creduto di appartenere ad una particolare specie di muschio che, preferibilmente, attecchiva sulla superficie dei telecomandi, tra tasto e tasto.
La domenica era: messa delle 9, poi partita all’oratorio. Ma prima ancora, alle 7, c’era l’abbuffata di cartoni giapponesi su TeleMilano Canale 58 (la tv privata che oggi ha perso il prefisso “tele”, la sottostringa “Milano”, nonché l’otto finale), ed io ero perdutamente innamorato di Reika Sanjo di “Daitarn III”.
So che rendendo questa confessione spontanea vi terrorizzerò, ma in tutte le donne che da allora ho desiderato ho sempre cercato almeno un tratto di Reika: lo sguardo, il sorriso, il profumo. Che fossero reali e in 3D non era, come invece han sempre creduto, requisito preferenziale: fino alla tarda accensione della gioiosa macchina da guerra degli ormoni due, di dimensioni, mi sono bastate e avanzate.
Reika era alta, castana, proporzionata, aveva la carnagione scura, e smetto qui perché mi un po’ mi sto eccitando.

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La Moratti bandisce Darwin dalla scuola: “Vietato evolversi nelle ore di lezione”

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

Via dai programmi scolastici italiani la teoria sui legami tra uomo e scimmia: è la conferma che viviamo in una repubblica delle banane. Il ministro boccia l’ipotesi dell’”anello mancante”: “Ho guardato nel mio portagioie, e non manca niente”. Sull’origine dell’essere umano il testo di riferimento sarà di nuovo la Bibbia: fino alla terza media gli studenti dovranno essere convinti di discendere da una palla di fango. I figli di Bondi e Schifani: “Per noi non cambia niente”. Ma la riforma clerico-fascista accetta con riserva anche il creazionismo: pare che Adamo ed Eva non fossero sposati in chiesa. Mantenuto l’insegnamento della legge di gravità di Galileo-Newton: almeno gli alunni potranno spiegarsi come mai l’istruzione pubblica cade sempre più in basso. Ma la campagna anti-Darwin della Moratti ha una sua logica: in fondo a che serve insegnare l’evoluzione della specie in una scuola destinata a sfornare docili pitecantropi da vendere ai datori di lavoro?

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A occhi chiusi

apr 26 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareIntegralisti israeliani e integralisti palestinesi sono ormai allo scontro frontale. Gli esponenti intermedi sono stati spazzati via da un pezzo. Due popoli disperati, profondamente cambiati dalla paura e dal rancore

Israele/Palestina. Non c’è un erede di Arafat, fra i palestinesi “laici”, e solo un qualche risultato ottenuto per vie pacifiche avrebbe potuto concedere all’Olp il tempo necessario per la crescita di un gruppo dirigente in grado di contrastare gli islamisti. La destra israeliana ha deciso di non concedere questo tempo. E questo, forse, non tanto per oltranzismo preconcetto quanto perché sottoposta essa stessa alla pressione crescente dei propri integralisti. Integralisti, anche in questo caso, vuol dire semplicemente emarginati. La società israeliana non è più una società di ceti medi economicamente e culturalmente coesi ma, come in tutto il Medio Oriente, consiste ormai di due strati diversissimi fra loro, che prendono identità apparentemente da tematiche religiose ma in realtà da ragioni strutturali. Allo strato più nuovo e più povero della società israeliana la destra e Sharon hanno dovuto gettare un pezzo di carne dopo l’altro. Infine, non potendola controllare, hanno deciso di far precipitare a freddo la crisi – il che è avvenuto con la famosa provocazione di Sharon alla Spianata – per governarne almeno i tempi e gestirla, per quanto possibile, chirurgicamente.
L’elemento drammatico dello scenario, nella mente di Sharon (che è un ebreo del dopo-Auschwitz, non un politico europeo o americano) e in generale di tutta l’elite israeliana, è l’incertezza sui termini della superiorità convenzionale di Israele. Già nel 73 (quando a un certo punto gli americani dovettero congelare il conflitto) essa era molto meno indiscussa di quanto si volesse far credere. Oggigiorno, nessuno sa se in definitiva essa esista ancora. Lo stato della tecnica militare, dall’altro lato del fronte, non è più quello di prima. Gli armamenti moderni, attraverso l’Iran e forniti dalla Cina, sono ormai disponibili per tutti. Se oggi Israele, come cultura militare, vale dieci, gli altri sono arrivati almeno a quattro, probabilmente a cinque e forse anche a sei.

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Un commento

Nani borlotti girano il mondo e mandano cartoline

apr 26 2004 Inviato da nella categoria La posta di Macchianera

La posta di MacchianeraGuido Ruzzier ci racconta quella del nano borlotto che va in Russia – Molly Beez parla invece della “Casa delle turture in libertà” – - C’è chi se la prende con i comici “sacri” – Una petizione a favore del “Baffo” della Fattoria – Demetrio Girardi suggerisce una “Guida pratica alla democratizzazione di un paese” – Mauro Biani: un par de condicio per “Blu Notte” – Claudia Firino, la Resistenza e il saper “scegliersi la parte”.

(cliccando qui trovi le istruzioni per scrivere a Macchianera)


IL NANO BORLOTTO

(“ANSA) – ROMA, 20 APR – Si chiama Silvio il nuovo fagiolo che farà dimagrire senza rischio. Il brevetto arriva dal Cnr di Milano, precisamente dall’Istituto di biologia e biotecnologia agraria (Ibba), e sarà impiegato per confezionare pillole dimagranti prive di componenti tossiche per l’organismo. Silvio, un borlotto nano con un corredo genico invidiabile, avrà effetti sul grasso, assicurano al Cnr. [...].
LA REPUBBLICA, 23 aprile 2004 – Bacio a un’operaia. Berlusconi in Russia imbarazza Putin. MOSCA – Una giovane operaia russa ha respinto le effusioni di Berlusconi e poi gli ha negato anche un bacio E’ accaduto mercoledì durante la visita del presidente del Consiglio al nuovo stabilimento della Merloni a Lipetsk [...]“.

Ne ho dedotto:

Le disavventure di Nano Borlotto in Russia
Com’è mal ridotto
il Nano Borlotto!
Va lì nella steppa
e fa: “Uèi, la peppa!
La fabbrica è bella,
ma pur la donzella!
Da Lipetsk non salpo
se prima non palpo
la femmina uralica!”
E con mossa italica
a Putin sfuggendo
un bacio, ridendo,
rifila a una schiva,
per niente giuliva,
fanciulla del posto.
Al gesto scomposto
la bella resiste,
e fra le conquiste
del nano villano,
(seppur sembri strano)
non va annoverata
la russa anelata,
la brava ragazza,
che pure s’incazza.
Gli fa: “Non permetto,
oh corto nanetto!”
Poi torna, felice,
la sua lavatrice
a rifinir bene,
poiché le conviene
di più lavorare
che farsi tastare
dal nano nostrano
di stile pacchiano.
Il Nano Borlotto
fa, svelto, fagotto
e fugge, scornato,
a Vladi abbracciato.
Volea la zarina,
ma la Beresina
trovò, lì in Oriente,
quel nano impudente.
E quando la moglie
a casa lo accoglie
lo mena di brutto:
“O gran farabutto,
a pezzi ti faccio
e poscia ti caccio!”
Com’è mal ridotto,
quel Nano Borlotto!

da Molly Beez

LA CASA DELLE TORTURE IN LIBERTÀ

La Casa delle torture in libertà
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Iraq: Prima linea arretrata
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Neocons all’italiana
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Non bestemmiare, scopa
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Tortura celtica
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