La posta di MacchianeraUn prete confessa Macchianera - Macchianera sconfessa il Moige - Mauro Biani disegna la guerra - Il golpe a rate del nano pelato - Tra moglie e marito non mettere Dio - Il Fiero Alleaten Silvien Berlusconen - Una segnalazione per tutti i nuovi blog - 500 battute per non riuscire a metterne insieme una sola decente

(cliccando qui trovi le istruzioni per scrivere a Macchianera)


SONO UN PRETE

Don Camillo e PepponeGentile Signor Neri, le scrivo dopo aver letto il suo post “Padre, Figlio e Etere Santo” questa mattina su Macchianera. Non è che noi preti sulle pagine del suo blog siamo trattati con i guanti e va bene così. Uno sul blog scrive quello che gli pare, nessuno è obbligato ad andare a leggere e se si vogliono trovare parole compiacenti verso la propria categoria il mondo è pieno di leccapiedi pronti a favorire la cosa, soprattutto - si sa - in ambiente ecclesiale. Quando però si assiste ad un’opera denigratoria a tutto campo una domanda ti viene. Ma questo qui… che preti ha conosciuto? Che accidenti gli “abbiamo” fatto? Perchè un conto è un umorismo pungente, provocatorio, anche cinico (per Dio, si tocca almeno qualche coscienza sopita a volte!) sugli abusi e gli eccessi che possiamo compiere. Un altro è questo modo di presentare la categoria sempre in maniera negativa. Stamattina la mia agendina riciclata attende una madre lasciata dal marito (un tipo con una mentalità aperta che ha preferito la compiacente segretaria alle sue responsabilità di uomo e padre). Poi il mio amico “Saddam”, un iracheno che vuole davvero sistemarsi qui senza rompere le balle a nessuno e che stiamo cercando di aiutare ad avere una dignità anche se è il primo a dire: “…dalle mie parti non vi potremmo ripagare il favore purtroppo”. Quindi Sara, una ragazza con “problemi spirituali” li chiamo io. Depressione e incapacità di assumersi le sue responsabilità davanti al mondo forse li chiamerebbe lei. Infine la porta resta aperta, perchè la giornata te la prepara Dio e qui non si va ad appuntamenti fissi. Questa è la nostra vita, insieme agli oratori, la catechesi, l’ascolto gratuito (anche per ore) dei cazzi altrui. E poi ci sono quei servizi di carità e di assistenza che da altre parti trovi ad ore e a pagamento (la confessione, quella fatta a braccio, guardandosi negli occhi, non costa nulla e tante volte è una psicoterapia meravigliosa). E infine la vicinanza nel momento della morte, tenendo la mano di gente con due tumori addosso che è sola anche nel momento del trapasso e versa un’ultima lacrima di gioia. Basta così. Le ho scritto una mail e non un commento al post perchè l’altra strada mi sembrava solo una ostentata vanità. Le ho scritto perchè mi piacerebbe dirle che i preti sono come i carabinieri. Sempre nelle barzellette ma sempre fedeli. Come dei poveri uomini sanno esserlo.
don Diego Goso, un povero curato di campagna.

Caro Don Diego, per quanto il testo a cui fa riferimento non sia stato partorito dal sottoscritto ma da Michele Serra, il sottoscritto lo trova sacrosanto. Non amo fare di tutta un’erba un fascio ma, se proprio sono costretto, ammetto che sì, nutro un particolare tipo di insofferenza per i preti. Allo stesso modo, però, sono particolarmente felice quando mi è concessa l’occasione di fare quelle che si chiamano “le dovute eccezioni”.
Lei, per quel che scrive, potrebbe rappresentarne una. Ciò non toglie che sia portato a chiedere il motivo per cui, nel caso, si sia fatto prete. Non mi risponda: la vita è come il proprio blog, ciascuno ci fa quel che vuole.
Cosa vuole che le dica, don Diego, uno frequenta per tredici anni una scuola di preti tra le più rinomate della città, e quel che gli resta dopo la maturità sono un po’ di domande in saccoccia.


Per dire: perché le scuole di preti nascono tutte intorno all’800 da santi mossi da pietà per la scarsa istruzione dei poveri e ce le ritroviamo due secoli dopo che si distinguono tra le più costose e, all’interno di depliant in quadricromia, si fregiano di forgiare la nuova classe dirigente? Perché ho avuto un professore-prete che spiegava storia e aveva in camera il busto di Mussolini? Perché, in tredici anni, ho avuto due compagni di classe che si chiamavano “La Russa” e a tutt’oggi la scuola - l’unica che possa conoscere il mio fantozziano titolo di studio da anteporre al nome e al cognome sulla busta - fornisce al loro zio il mio indirizzo affinché trovi nella casella della posta la sua pubblicità elettorale? Perché in classe mi fu sequestrato “Cuore“, mentre ci chiesero i soldi per l’abbonamento a “l’Avvenire“? Perché un mercoledì al mese era giorno di confessione obbligatoria, e un particolare prete ti prendeva la mano e ti torceva le dita a seconda della gravità del peccato? Perché rischiai di avere un maestro-prete che - giusto l’anno precedente la mia prima elementare - fu allontanato dall’insegnamento per avere, in settimana bianca, toccato alcuni bambini cui aveva imposto il bagnetto? Perché lo stesso prete fu assegnato ai corsi di nuoto pomeridiani, durante i quali ebbe l’occasione di assistere e partecipare alla doccia di tutti i bambini che ha voluto, fintanto che è crepato di sua spontanea volontà? Perché il mio amato professore di italiano - prete -, che si tratteneva con noi oltre il suono della campanella, raccontava che i confratelli approfittavano del suo ritardo per spartirsi il cibo del suo piatto, alla mensa comune? Perché la mia professoressa laica di ragioneria distribuiva i compiti in classe su carta intestata della Democrazia Cristiana, sostenendo di averli battuti a macchina sul “primo foglio che le era capitato sottomano”? Perché ricevette tutti i genitori nella sala dei colloqui mentre a mio padre, allora già malato, fece fare col fiatone tre piani di scale? Perché a giugno i genitori di due miei amici si rivolsero ad un particolare prete pronunciando la parola d’ordine, ovvero sostenendo di voler “fare un’offerta dell’organo della chiesa” (noi fortunelli avevamo anche una chiesa privata incorporata alla scuola), e al figlio del primo - che portò con sè tre milioni sull’unghia - furono abbuonate tre materie, mentre il figlio del secondo - che staccò con nonchalance un assegno da otto - fu graziato dall’insufficienza in otto materie? L’ha mai visto promosso, don Diego, uno rimandato a settembre in otto materie? L’ha mai visto, in generale, uno rimandato in otto materie?
Lo sa lei, don Diego, che qui nella grande ed operosa città, gli ordini religiosi preferiscono aprire cliniche piuttosto che ospedali, in modo da non essere costretti ad offrire gratuitamente il servizio di pronto soccorso? E che tutti i medici obiettori che vi lavorano e che hanno uno studio si rifiutano di effettuare aborti all’interno della clinica, convogliando le pazienti presso lo studio privato, mentre quelli che lo studio non ce l’hanno riescono, a volte, a farlo passare all’interno come spontaneo? E che il maggiore ospedale religioso a pagamento è stato costruito su un terreno regalato da un geniale imprenditore che poi utilizzò la presenza della struttura medica nelle vicinanze per far deviare le rotte dei fastidiosi aerei in atterraggio nell’aeroporto contiguo al centro residenziale che costruì e lo rese ricco? E che lo stesso ospedale è stato più volte condannato per abusivismo edilizio? E che al suo facoltoso e celebre collega che lo dirige sono stati trovati in casa quadri rubati? E che cinque primari e funzionari, assieme al direttore sanitario dello stesso ospedale, sono stati indagati a Milano per truffa aggravata ai danni dello Stato?
Infine, vado a caso: perché Paul Marcinkus? Perché l’oro sulla mitra dei papi, quando persino Indiana Jones ha capito che il calice di Cristo, figlio di un falegname, non poteva che essere di legno? Perché Radio Vaticana trasmette in onde medie un palinsesto di tumori? Perché un giorno del calendario all’illusionista Padre Pio e la merda di Barbiana a Don Milani? Perché l’insopportabile retorica del dolore di Madre Teresa di Calcutta, la Patch Adams al contrario? Perché l’otto per mille costruisce chiese e non case, se Dio non soffre il freddo?


IL MOIGE DAVANTI, E DIETRO TUTTI QUANTI

E’ veramente triste non comprendere che certe cose non si fanno e che offendono la sensibilità di tutti gli uomini. Il punto piu grave e pesante è l’offesa a chi la pensa diversamente come voi, questo ci sconvolge. L’offesa gratuita alla persona oppure al movimento non meritano risposta ma solo disgusto per come una persona pensante possa offendere che la pensa e agisce diversamente.

Dicono a me. Questi, quelli capaci di sostenere che “gli apparati riproduttori maschile e femminile sono complementari fra loro, e non con altri apparati: ne è controprova il fatto che la prima categoria in cui è dilagata l’AIDS è stata quella degli omosessuali uomini”, parlano di offesa e di rispetto. Dicono proprio a me. E anche a voi.


AFFETTI COLLATERALI

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GOLPE MORBIDO

Mettiamo che nel paese x l’uomo politico y vada al governo. Democraticamente o no, poco importa: anche Adolf Hitler fu eletto democraticamente e questo certo non lo assolve dai suoi atti né giustifica i suoi comportamenti politici. Mettiamo che questo uomo politico y vada al potere e, nel giro di 48 ore, faccia le seguenti cose:

  • depenalizzare il falso in bilancio, permettendo ad una lobby di imprenditori amici di restare impuniti davanti allo sfascio delle loro imprese e facendo decadere immediatamente decine di processi contro di lui;
  • bloccare le rogatorie internazionali;
  • garantire ai politici la non perseguibilità davanti alla legge grazie ad un sistema di fortissima immunità e protezione;
  • emanare una legge barbara e razzista nei confronti degli immigrati extracomunitari;
  • legalizzare ogni tipo di costruzione edilizia abusiva;
  • piazzare i suoi uomini nel Cda della televisione pubblica, chiarendo subito come alcuni tra i migliori giornalisti italiani non ci avrebbero più lavorato;
  • far cadere la testa del direttore del quotidiano più letto d’Italia, sostituendolo con uno a lui più gradito;
  • emanare una riforma del patteggiamento, garantendo trattamenti migliori a usurai, corrotti, truffatori, galeotti di ogni tipo;
  • modificare il ricorso in Cassazione;
  • promettere di abolire il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Tutto in 48 ore. Anche i più moderati lo definirebbero golpe, colpo di stato.
Però avviene in tre anni, e allora fa molta meno impressione.


IL TRIANGOLO NO!

Al Ginnasio avevo un professore di religione, un laico integralista come solo alcuni laici riescono ad essere. Una volta, durante una lezione, una compagna – che ingenuamente pensava di poter trovare a scuola le soluzioni ai suoi problemi sul sesso - fece una domanda riguardo alla perdita della verginità. La risposta dell’insegnante fu indimenticabile: “La cosa più importante è ricordarsi che mentre fate l’amore siete in tre!”. Fantastico, degno del miglior Moige. Un povero disgraziato, la prima volta, deve già vedersela con una dose di tensione bastevole ad azzerare la libido di un mandrillo, figurati con Dio nel ruolo del voyeur. Non sono mai riuscito a spiegarmi perché un genitore, quando e se parla di sesso con il figlio, oltre ad enumerare malattie e pericoli legati ad i rapporti occasionali, non spiega anche come provare più piacere possibile. Perché oltre allo scolo non viene citato anche l’orgasmo? Perché la sig.ra Bianchi, dicendo al suo bambino di indossare il preservativo, non aggiunge anche qualche posizione divertente da provare mentre si scopa? Forse si vergogna, oppure non ha mai provato ed è imbarazzata dai propri stessi desideri (salvo poi lamentarsi se il marito va in Romania o in viale Zara a soddisfare le proprie fantasie represse). Di certo contribuisce a rendere il primo rapporto sessuale del pargolo un travaglio piuttosto che un godimento. Molto meglio il vecchio metodo di auto-educazione: colloqui iperbolici, e spesso falsissimi, con gli amici più “esperti” e dosi massicce di cara, buona, pornografia (a costo di rimanere frustrati dalla magnificenza del pisello di Rocco). Con buona pace di api e fiori.

STURMTRUPPEN

Il fieren alleaten Galeazzo MusolesiQualcuno ricorderà le “Sturmtruppen“, i simpatici soldatini tedeschi creati da Bonvi (che mi manca tanto) negli anni ‘70. Fra i personaggi delle vignette spiccava - oltre ai consueti protagonisti: il sergente, il capitano gay, il giovane tenentino, ecc. - il “Fiero Alleaten Galeazzo Musolesi“: ovvero un fascista bugiardo, opportunista e vile, che metteva alla berlina con il suo comportamento fellone tutta la vuota retorica trionfalistica del regime che aveva trascinato in guerra l’Italia. Vabbè, direte voi, bravo (Bonvi), ma mo’ che c’entra, perchè te ne salti fuori con le Sturmtruppen e il Fiero Alleaten? Perchè oggi il Capo del Governo S. E. il Cav. Silvio Berlusconi ha testualmente dichiarato che “Non siamo servi degli Usa. Non siamo alleati sottomessi, ma siamo loro grandemente riconoscenti.” Ecco, a me, chissà perchè, sono tornati in mente i discorsi del Fiero Alleaten Galeazzo Musolesi. Boh, magari sto invecchiando male.
Una strip di Bonvi con protagonista Galeazzo Musolesi

da Uno a caso

TOGLIAMOCI IL DENTE

Salve mi chiamo [...] e volevo segnalarVi il mio Blog dedicato a [...] Lo potete trovare al seguente indirizzo: [...] Il Blog viene aperto con l’intenzione di essere un luogo d’incontro per [...] Grazie e distinti saluti

Ecco: ne ho pubblicato uno in rappresentanza di tutti i blog che vengono inutilmente segnalati via e-mail alla “Posta di Macchianera”. Chi volesse provare l’ebbrezza di apparire su queste pagine utilizzando la scorciatoia della posta elettronica al posto della normale gavetta o di uno sforzo creativo che faccia sì che l’indirizzo del proprio blog si tramandi vox populi, può inserire del testo a piacimento al posto dei puntini di sospensione.


GRAVE INGIUSTIZIA

Unico appunto, la limitazione alle 500 battute: sembra una riedizione del famoso “comma 22″. Se è vero che in rete “nessun testo che non sia segnalato come proveniente da un Nobel per la letteratura si fa leggere oltre questa lunghezza”, è altrettanto vero che solo un testo di un Nobel per la letteratura riesce con certezza a far ridere in sole 500 battute. Il punto è che noi non siamo dei Nobel. Tutto lì.

Cari di Carognix: la posta ruba tempo al blog; il blog ruba tempo al lavoro; il lavoro ruba tempo alla vita privata. Tutto questo ben di dio non può andar via sprecato incarognendosi a leggere tutte le e-mail che arrivano fino alla loro naturale conclusione, nella speranza che cinquecento battute sulla tastiera ne nascondano almeno una divertente. Nessun riferimento a voi, parlo in generale: chi sa essere comico sa anche arrangiarsi con tre righe.