La linea della morbidezza

Come pensava uno statista di notevole rilievo più di 25 anni fa, penso che la vita dei tre ostaggi valga uno sforzo, una manifestazione financo. Le democrazie moderne sono costrutti abbastanza forti per resistere ad un fatto del genere:

Vorrei ora fermarmi un momento sulla comparazione dei beni di cui si tratta: uno recuperabile, sia pure a caro prezzo, la libertà; l’altro, in nessun modo recuperabile, la vita.
Con quale senso di giustizia, con quale pauroso arretramento sulla stessa legge del taglione, lo Stato, con la sua inerzia, con il suo cinismo, con la sua mancanza di senso storico consente che per una libertà che s’intenda negare si accetti e si dia come scontata la più grave ed irreparabile pena di morte?
Questo è un punto essenziale che avevo immaginato Misasi sviluppasse con la sua intelligenza ed eloquenza. In questo modo si reintroduce la pena di morte che un Paese civile come il nostro ha escluso sin dal Beccaria ed espunto nel dopoguerra dal codice come primo segno di autentica democratizzazione. Con la sua inerzia, con il suo tener dietro, in nome della ragion di Stato, l’organizzazione statale condanna a morte e senza troppo pensarci su, perché c’è uno stato di detenzione preminente da difendere.
E’ una cosa enorme.
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26 Comments

  1. mah,non è così facile il confronto, anche perchè l’ostaggio delle br era moro, non tre disgraziati qualunque

  2. Beh, non è mica facile, in gioco ci sono tante considerazioni e, come al solito, dato che la “scala di valori” che ognuno di noi si costruisce è inevitabilmente personale, è difficile trovare una soluzione univoca.
    La Libertà vale più della Vita? Si può perdere la vita per Dignità? Lo Stato può abbandonare l’etica del Dovere Pubblico, e comportarsi come una qualsiasi S.p.A. alla ricerca del miglior risultato?
    Sono sicuro che ognuno ha le sue risposte, sorrette da argomentazioni valide (o meno, ma non importa). Personalmente, per quel che vale e serve:
    ritengo che lo Stato non possa essere disponibile a se stesso, a meno di perdere di identità. Visto che abbiamo appena celebrato il 25 aprile, non possiamo riconoscerci in una Patria fondata sulle scelte (e sul sangue) di quelli che presero il fucile e se ne andarono in montagna, e poi metterci sotto i piedi le loro motivazioni etiche per usare del presente a nostro piacimento e secondo le convenienze.
    Moro (proprio perchè non era uno qualsiasi) aveva un dovere nei confronti di tutti i cittadini italiani, che, sia pure suo malgrado, ha assolto fino in fondo. Se, scendendo a trattative con le BR, fosse stato liberato, noi non potremmo oggi leggere i suoi scritti sullo Stato e la Politica senza pensare che il primo a non crederci era proprio lui.
    E oggi nessuno di noi, neanche quelli che, come me, sono sempre stati contrari alla guerra in Irak giudicandola una inutile e dannosa barbarie, deve pensare di mettersi a disposizione dei terroristi.
    Le famiglie degli ostaggi sono, ovviamente, libere di fare ciò che credono, e le loro motivazioni sono condivisibili e sacrosante. Ma lo Stato non può, non deve farsi guidare dalle emozioni. Tutti noi abbiamo un dovere civico da compiere: ed è quello di conservare la libertà di una democrazia nella quale sono i cittadini a scegliere cosa fare, senza imposizioni di sorta. E difenderla, moralmente e fisicamente, da ogni aggressione, interna ed esterna.

  3. “Le democrazie moderne sono costrutti abbastanza forti per resistere ad un fatto del genere”
    Cazzo di Budda, ho la pelle d’orca!
    (Ekkekkazzo Gianluchì, quanto lassismo co ssé password)

  4. Vi aspettiamo al BoSound Festival. A Bologna. Tutto il meglio di tutti i generi musicali, fino al 15 maggio. Ciao…

  5. no.
    Io non ho nessuna intenzione di manifestare contro il cav per un ricatto altrui. rivendico il mio diritto di farlo perché lo voglio io.

  6. Acerrimo, io rimetto la password se mi trovi un esempio in cui le democrazie moderne non hanno resistito ad urti di questo genere (terrorismi, guerre, scontri filosofici o culturali, etc etc.)

  7. Sull’argomento sono perfettamente in accordo con quanto scrive Sofri sulla Repubblica di oggi. “Per la vita, per la libertà”. Ve lo raccomando.

  8. Sull’argomento sono perfettamente in accordo con quanto scrive Sofri sulla Repubblica di oggi. “Per la vita, per la libertà”. Ve lo raccomando.

  9. fabrizio , credo sia il caso di fare qualche distinguo :

    allora , circa 25 anni fa come tu dici
    – Moro era uno statista italiano
    – Le BR erano un soggetto terroristico italiano
    – Il fatto succedeva in italia in un momento molto particolare della sua storia

    oggi
    – I tre sono in Iraq a titolo personale e non compresi nel contigente italiano
    – I rapitori sono iracheni
    – In gioco c’è qualcosa di ibrido, che oscilla tra la libertà del popolo iracheno dalla tirannia di Saddam e la possibilità, da parte delle compagnie occidentali, di sfruttare le risorse irachene senza fare troppi complimenti.

    Non c’è dubbio che qualche sforzo vada fatto, ma ti prego cerchiamo di non fare confusioni sulle motivazioni, ti prego …

    Filippo

  10. Fili’, non ho fatto confusioni sulle motivazioni, ma ho fatto un parallelo sul valore della vita umana e sulla Ragion di Stato. Questi due valori sono gli stessi oggi, come nel 78, come in tutti i casi di rapimenti.

  11. La penso anch’io il parte come Filippo. Ieri Ferrara ha fatto una valutazione interessante, differenziando il caso Moro da questo. Ha detto che il ricatto delle BR era tutto interno allo stato italiano e alla sua democrazia. Trattare apertamente voleva dire riconoscere politicamente il partito del terrore e cambiare lo natura dello stato esponendolo a ricatti che avrebbero alterato la natura della libera dialettica democratica. In questo caso, invece, ci troviamo in un confronto di guerra, o di guerriglia, tra parti in conflitto. Anche israeliani e palestinesi trattano e si scambiano ostaggi, anche quelli accusati dagli israelinai di atti di terrorismo. Da 50 anni. Tutta questa confusione nasce da una errata definizione della guerra. Se la si chiama guerra al terrorismo non si dà la definizione di combattenti alle parti in lotta. Se invece li si riconosce come combattenti si può anche, in qualche modo capirne le ragioni anche se brutali ed aprirsi alla trattativa. Intendo tecnicamente, non umanamente. Questo aiuta anche ad inquadrare meglio la situazione. In fondo i sequestratori stanno sotto assedio da 2 o 3 settimane che ha provocato più di 300 morti e distrutto mezza città.

  12. Ho una domanda che credo nessuno abbia ancora fatto: mi potete spiegare come 4 persone armate ed esperte si sono fatte catturare? Neanche una piccola battaglia, proprio niente niente? Ma non e’ che sono i soliti italiani caporettiani…

  13. in tutto ciò le due parti dovrebbero essere il governo italiano ed i sequestratori, non vedo cosa minchia c’entra il movimento pacifista. io manifesto quando e dove mi pare senza sentire i ricatti di chicchessia e senza poi dover ascoltare schifani dire che ho(abbiamo) ceduto ai terroristi. spagna docet

  14. poso dirlo? che palle Macchianera tutto sulla politica….ci rivedremo quando tornerete blog..

  15. fabrizio: ti viene in mente qualche esempio di stato democratico che per una ragione qualsiasi abbia accettato richieste provenienti da terroristi? intendo dire… mai? no, non ti vine in mente, semplicemente perché non è mai successo. e non succederà, il discorso sulla reintroduzine surrettizia della pena di morte è talmente insensato da far venire i brividi. lo stato italiano non è in alcun modo responsabile delle azioni compiute da terze parti ostili contro privati cittadini *liberamente* recatisi in zona di guerra. il dilemma purtroppo è ciclico nel nostro sistema: anche questa volta o si sta con lo stato o con le br, le vie di mezzo non esistono. lo capisce perfino bertinotti cristiddio, perché tu no? aldo moro quelle cose le scriveva con una pistola puntata ed una “condanna a morte” in attesa di essere eseguita, a te paiono libere manifestazioni del suo pensiero? vabbè, liberissimo, ti ricordo però che prima di esserne vittima l’onorevole Moro era stato acerrimo nemico delle BR e strenuo sostenitore della linea della fermezza.

  16. Livefast, si’ mi viene in mente: Ciro Cirillo. Se non conosci il caso, ti passo un po’ di dettagli.
    Rina, i tuoi argomenti sono veramente interessanti. Pero’ sei d’accordo con me che quella tua ultima frase e’ decisamente ipotetica.

  17. Guarda, per me e’ solo una coincidenza temporale. Il declino e’ iniziato con il dare pieni poteri a Dalla Chiesa, con la da lui fortemente voluta legge sui pentiti e con l’arresto e la consequente delazione di Peci.

  18. Io il caso Cirillo me lo ricordo, e mi ricordo pure che in quella occasione le BR (che comunque operativamente e ideologicamente erano alla frutta) non chiesero contropartite politiche, come era stato nel caso Moro, ma semplicemente vile denaro. Il che consentì ai “trattativisti” di agire come in un qualsiasi caso di sequestro di persona, retrocedendo le BR al rango di delinquenti comuni.
    Concordo con Rina Scita (bel nick anarchico, complimenti: non è una battuta) quando dice che con il delitto Moro iniziò il declino delle BR.
    Intanto perchè con Moro erano arrivati al top: qualsiasi altra azione, dopo, non avrebbe mai potuto avere lo stesso impatto e la stessa valenza. E poi Moro, durante la sua prigionia e nonostante le accorate lettere che scrisse, rispose lucidamente alle BR. Quelli lo avevano rapito pensando di avere da lui la conferma dei propri teoremi ideologici: lo Stato imperialista delle multinazionali, gli accordi segreti del capitale, il proletariato schiavo della produzione e così via. Moro, durante gli interrogatori, con la chiarezza che gli era consueta (quando voleva, sennò erano “convergenze parallele”…) semplicemente rispose (e dimostrò, visto che ne era in grado) che di tutto questo non esisteva un bel niente, che al massimo poteva trattarsi di interessi coincidenti in dati momenti storici. E le BR persero l’armamentario ideologico, smarrirono il nemico da combattere, e si ritrovarono con il fucile in mano pronto a sparare senza sapere più il perchè. Da qui il pentimento di Peci, e tutto il resto, fino alla fine. Facilitata e voluta da quelle persone e quelle leggi che alle BR “politiche”, giustamente, non avevano mai voluto dare riconoscimento ufficiale del rango di interlocutori dello Stato.

  19. Ho la tentazione di fare la storia con i se, ma guarda che la delazione di una persona del livello di Peci fu il punto di non ritorno. Le BR sarebbero potute andare avanti per anni; Moretti l’hanno arrestato 3 anni dopo Moro, alcuni spezzoni sono ancora in giro.
    Il non cedere (come per Moro e Dozier) o il cedere (come per Cirillo e in parte per D’Urso) penso non abbia cambiato molto. A parte per la famiglia di Moro. Lo stato e’ andato avanti, con e senza cessioni.

  20. la storia del comunicato falso (il numero 7) quello del cadavere nel lago della duchessa, dimostra che vi furono pezzi dello stato che utilizzarono la linea della fermezza per togliere di mezzo un pericoloso moderato di centro sinistra. Quidi sulla particolare efficacia della cosiddetta linea della fermezza starei molto attento. Poi anche il maldestro tentativo di far apparire lo statista come drogato o privo di senno mentre scriveva le sue famose lettere dalla prigionia, fu una vera porcata.

  21. personalmente non nutro pietà per dei mercenari…sono molto radicale ma perdonatemi…considero “boia” il semplice soldato come il mercenario, Bush come Berlusconi o come chi è lì a fare finto giornalismo.
    Che saltino in aria tutti, non me ne può sbattere di meno, di merda in Italia già ce n’è tanta.
    E poi non continuiamo a giustificare chi è là per farsi i soldoni…ma a spese di chi poi?
    Quanto vale la vita di un iraqeno? E’ questo forse a cui pochi arrivano, al considerare il valore della vita di un italiano o di un americano ( ormai sono da portare da esempio a coppia, visto che l’America per molti italiani è un Modello purtroppo ) pari a quella di un altro abitante di questo fottuto mondo.
    Questo e altro non fanno altro che alimentare nuovi razzismi, etnici e religiosi. Anche questa marcia finto-buonista per la pace.

  22. Pinko, un discorso del genere è un po’ troppo semplicistico: il fatto che siano in irak non prova affatto che lo vogliano. Uno può arruolarsi pensando di andare a fare tutt’altro che invadere un paese, specialmente in un paese che in teoria ripudia la guerra. E lo stesso vale per le agenzie private, perché anch’esse sono dei veri e propri eserciti. D’altronde dire che i secondi sono solo dei massacratori a pagamento non ha senso… anche i primi sono pagati per quello che fanno, e neanche tanto di meno.
    Per quanto riguarda la marcia, se uno vuole manifestare ha tutto il diritto di farlo.. io ho il presentimento che sarà un fallimento.

  23. Aggiungo anche che i casi Moro e Peter Lorenz vengono ritenuti nei rispettivi paesi i momenti in cui comincia il declino dei gruppi terroristici. Ma Moro è morto e Lorenz no.

  24. Quershor comprendo bene il tuo punto di vista…cmq il mio preambolo era che considero dei “boia” entrambi… per quanto riguarda la consapevolezza di questi soldati, beh, credo che a molti importi solo di far la guerra e di guadagnarci su…quelli che sono là perchè ci andarono in buona fede, credo siano davvero molto pochi…Un soldato è obbligato ad obbedire agli ordini, ma fino a che punto…?
    Loro sono là e la verità la vedono in faccia tutti i giorni…

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