C’è posta per me

Non accade spesso (anzi, diciamolo: non accade mai) che io riporti su queste pagine il link ad un blog che mi è stato segnalato via e-mail.
Siamo onesti fino in fondo: l’accattonaggio di visibilità andrebbe considerato a tutti gli effetti come spam.
Dice: parli bene tu, se qualcuno ti chiede visibilità vuol dire che sei fortunato e ne hai. Vero. Infatti non si tratta di cattiveria, ma voi non avete idea del contenuto di certe missive elettroniche: tizie che si autodefiniscono come “la nuova Selvaggia Lucarelli mentre la vecchia ancora resiste alla legge di gravità; Guie Soncini che sostengono di non aver avuto la fortuna di incontrare sulla propria strada Giuliano Ferrara (epperò si scordano che del pacchetto fa parte anche la gavetta in tv in compagnia di Mixo: paura, ora, eh?); inquietanti esseri polimorfi da esporre al museo della scienza che si posizionano (cito dal virgolettato, giurin giuretta) “tra Brontolo e Natalino Russo Seminara, con una spruzzata del vecchio Michele Serra. Sul mio Outlook esiste, insomma, un mondo popolato di Camilli di sinistra, di Luchi Sofri giustizialisti, di Selvagge Lucarelli piatte, di Personalità Confuse donne (quasi che non fosse bastato cascarci la prima volta).
Perché non possiate pensar male: io leggo tutto, almeno le prime cinque righe. Poi, per quelle e-mail, la natura fa il suo corso, e non c’è nemmeno da preoccuparsi, perché i bytes sono biodegradabili.

E insomma, non mi capita mai, ma questa volta faccio un’eccezione. Non saprei dirvi se il blog sia particolarmente meritevole: è nuovo e quindi difficile da giudicare. Sta di fatto che la presentazione mi ha almeno incuriosito. Non dovesse bastare come giustificazione, vado di parafrasi: “pubblicarne una per cestinarne cento”.

Mi hanno dato una finestra sul mondo. Ho deciso di sfruttarla. Ho deciso di guardarvi attraverso. Ho deciso di spiarvi e di essere spiato. Ho deciso di guardare oltre le nuvole e oltre le apparenze. Ho deciso di scrollarmi di dosso la ripetitività dei cliché. Ho deciso di dimenticare chi sono. Ho deciso che da questa finestra sul mondo io potrò essere di nuovo libero, come sei mesi fa. Ho scoperto già una cosa, voglio dirtela, non scordatertela: perfino da una due per quattro di una prigione si può guardare il cielo. Non è vero che tutto appare a sbarre: se avvicini abbastanza il muso alle tue grate, qualsiasi esse siano, non le vedi più. Te lo dico io che ci vivo dentro questo carcere. Numero 1-941980. Ce l’ho cucito sul cuore in luogo di vene e arterie. Ha bruciato un po’ all’inizio. Ma ora me ne dimentico, perfino.
Comincia così la mia storia qui da Alcatraz, caro Macchianera.
Volevo invitarti.
Sei stato il primo che ho sfiorato e il primo che mi ha insegnato qualcosa davanti a un computer.
Nella mia piccola Alcatraz tu non puoi entrare. Ma puoi spiare ogni volta che ti va.
Caso mai dovesse piacerti, eccoti tracciata la strada: http://livingston.clarence.com/.
Saprò di te se verrai a trovarmi.
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7 Comments

  1. in puro stile ironico e sardonico, quindi senz avoler offendere… è che secondo me ha letto troppe volte “Alcatraz” di Jack Folla… o ama molto Diego Cugia… o non è mai cascato in http://jackfolla.splinder.it oppure è solo un po’ in ritardo perché di format così ne hanno già fatti… certo poi magari è un bel blog. non si sa mai: l’idea ogni tanto non sempre fa la differenza… ;o)

  2. Non capisco questa continua ricerca nell’ascolto più grande possibile: come se l’auditel promuovesse la bella televisione, così pensiamo che il numero di hit quotidiani sia indice del nostro buon lavoro.

    Scrivete per poca gente, ma cose per le quali passereste ore a scrivere, anche da soli!

  3. Ma voi ignorate chi vi scrive oppure rispondete loro, a tono, magari con un’email basata su una template standard che vi siete preprarati per l’occasione, con un “no, grazie.”?

    Quello che mi fa paura di questa voglia di protagonismo è che tanto spirito per cercare di essere una nuova “te”, poi porta a non essere nessun “me”.
    Questo è il primo motivo per cui certa gente non avrà mai successo.

    Chi ha avuto fortuna, è venuto prima, ha avuto idee interessanti, un’ottimo marketing o un’ottima presenza, oppure ancora una ottima capacità di seminar zizzanie.

    Quelli che verranno, dovranno avere delle idee.

    E chi la vuole, comunque, la popolarità tra i blogghisti?

    A me non interessa. Tanto è acerba :)

  4. e’ troppo facile farsi belli con le piume di qualcun altro, magari qualcuno che sa scrivere meglio di noi… e a me, che seguo e condivido le profonde contraddizioni di Diego Cugia, un po’ spiace vedere come sia facile mercificare le parole per un po’ di fama… tutto qua.

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