Emilio Carelli come capitan Futuro

“Zanzare & Tigri” dal quotidiano .Com del 2.4.2004
C’è un giornalista in Italia che più di tutti ha scelto di sperimentare strade nuove. Parlo di Emilio Carelli. Era vicedirettore del Tg5 e ha lasciato per fondare TgCom; a sua volta abbandonato, mesi fa, per assumere la direzione di SkyTg24. Come dire?, quando la vita non offre vie di scampo, meglio inventarsele. Nessuno più di lui, che evidentemente non si fa tentare dalle poltrone comode e dallo scorrere placido di giornate uguali, poteva scrivere un libro dal titolo “Giornali e giornalisti nella rete” (ed. Apogeo). Lettura interessante (davvero), e anche tenera, in cui l’autore confessa: <<...grazie alla tecnologia Gprs, posso accendere il mio Pc portatile e – comodamente seduto al fresco nel giardino della villetta dei miei genitori – posso navigare in Internet senza fili, ricevere le notizie in tempo reale sul display del mio telefonino cellulare, ricevere e inviare e-mail in tutto il mondo>>. Carelli, come capitan Futuro!

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8 Comments

  1. Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l’essere nati senza invidia.
    La Rochefoucauld.

  2. E subito viene in mente il guzzantiano “Abboriggeno…” ;-)
    La settimana scorsa sono andato, per una “irrinunciabile” riunione organizzativa nella sede centrale della societa’ in cui lavoro. Due giorni fuori casa, viaggiato mangiato e dormito a spese loro.
    Un collega piu’ anziano, mentre andavamo a cena, ha esposto la seguente considerazione: “Vent’anni fa noi avevamo solo la macchina da scrivere, il telefono ce l’avevano solo i funzionari, di viaggi di lavoro non se ne parlava neanche, e tutto funzionava benissimo. Oggi abbiamo internet, videoconferenze, telefonini e videofonini, satellite e tutta ‘sta roba qua, eppure se non ci spostiamo in dieci per quattro strXXXate non funziona un caXXo”.
    Qualunquista, ma con una buona dose di verita’.
    Non so se alle notizie possa essere applicato lo stesso principio. Credo pero’ che, senza qualcuno che giri per la strada a sentire e vedere cosa e’ successo, tutti i migliori sistemi di comunicazione del mondo potranno trasmetterci solo il nulla…

  3. Quanto sottoscrivo Slowhand… GPRS, video-tele-conf, UTMS, bla bla bla, mi manca solo che l’azienda mi infili una fibra ottica nell’orecchio: poi spende milionate e io perdo giornate a grappoli (nelle quali potrei stare tranquillamente a casa a dormire) per partecipare a riunioni del tubo di quaranta minuti a Roma, Napoli, Torino (dove magari si discute dei vantaggi del GPRS, videoconf, UTMS e bla bla bla…

  4. Carelli, con i pantaloncini corti di triacetato, la canottierina di lana a coste fini e le infradito con i calzini blu corti: piazzato a smanettare sotto un alberello del giardino della casa paterna, risponde “spaghetti al pomodoro” alla sua mamma, che portandogli l’orzata e gli domanda cosa mangerebbe a cena.
    “E mettiti la felpina, Emilio, che ad aprile non è ancora così caldo da stare in canottiera”

  5. Chiedo pubblicamente scusa a Mariano Sabatini (dopo averlo fatto anche privatamente) per aver insinuato che l’ispirazione di questo post derivasse da un sentimento d’invidia. Mi ha assicurato che non è così. E io gli ho creduto.

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