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Archivio per marzo, 2004

Svolta a Leningrado: arriva Andropov

mar 20 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiarePartito unico, Kgb, maggioranze totalitarie: si vede che in Russia è finalmente arrivata la democrazia. Ma non l’avevamo già visto, questo film?

Leningrado. Elezioni in Unione Sovietica. Confermato a larghissima maggioranza il partito unico (“Russia Unita”) dell’ex presidente del Kgb Andropov. Il leader dell’unico partito d’opposizione era sparito dalla circolazione un mese prima delle elezioni. Ricomparso un paio di giorni dopo, ha dichiarato che non era affatto stato rapito né minacciato come avevano insinuato i media occidentali, che era andato semplicemente a fare una gita fuori porta e che comunque aveva perso ogni interesse nella politica. Vladimir Andropov si è detto soddisfatto del risultato, ha elogiato la prova di democrazia testé data dal popolo russo ed ha assicurato un radioso avvenire all’intera nazione.

Lotta al terrorismo. Milano. Sentenza – la sessantaquattresima – per la strage di piazza Fontana (seconda metà ventesimo secolo, poco dopo la guerra di Corea). Assolto uno, insufficienza di prove per altri due, non si presenta in aula Pietro Valpreda. Le indagini proseguono. La lotta al terrorismo anche.

• Viviamo esattamente nel mondo di Andrea Pazienza.

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Pinguini alle stelle

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

YestiSports 3Indubbiamente avvantaggiato dai trascorsi di lancio del pinguino, non per vantarmi, ma…

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Coppa dei Balcani: gara di ritorno fra serbi e kosovari

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

Dopo una pausa tecnica di cinque anni, sull’altra sponda dell’Adriatico riprende il campionato più bellico del mondo.
Contro i serbi, gli uomini di Pristina sperano di bissare il successo dell’andata: “Possiamo farcela anche senza l’aiuto dei campioni stranieri“, assicura il coach, che raccomanda ai suoi la marcatura a uomo, donna, bambino, chiesa e monastero. Subito costretta in difesa la squadra slava, orfana del mitico cittì Slobo Milosevic, sotto processo all’Aja per somma di falli contro l’umanità.
Ma dopo la rivoluzione digitale, in Occidente i macelli balcanici versione 2004 rischiano di fare anche meno audience di quelli del 1999: grazie al pay-terrorism del tycoon Osama Bin Laden, oggi possiamo sperimentare tutte le sciagure di una guerra etnico-religiosa rimanendo comodamente seduti nel nostro treno-pendolari.
Ahimè, il mondo è così vecchio che ormai i risultati delle guerre sono come quelli dei lifting di Berlusconi: bisogna fare un ritocco ogni sei mesi, o casca giù tutto.

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Quel bombarolo di Vecchioni

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

La notizia è questa ed è anche un po’ andata: Roberto Vecchioni si è rifiutato, durante un concerto, di cantare Marika, la canzone sulla kamikaze presente nel suo nuovo album e che ha suscitato tante polemiche.
Ora, c’è chi sul Riformista sta seguendo la faccenda tra il divertito e lo scandalizzato. Ma non credo che il problema sia Marika: è ovvio che si tratta soltanto di una canzone e che Vecchioni non possa essere a favore di chi si fa saltare in aria.
Ridicola e piccolissimo-borghese è invece la crisetta di mezza età che il Prof-attimo-fuggente ha sbandierato ai quattro venti e che – a suo dire – è la scaturigine poetica del suo ultimo lavoro.
E’ questa la vera e unica e prosaica bomba.

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L’America, la paura il governo e le patatine

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareUna legge per impedire ai consumatori di patatine fritte di far causa a McDonald se diventano obesi. Ma che c’azzeccano le leggi con le patatine? E come mai un governo così ficcanaso proprio nel paese più democratico del mondo?

Washington. Fra tante cose il Congresso ha trovato il tempo per approvare una leggina – il “cheesburger bill” – per bloccare le cause che i consumatori potrebbero fare a CocaCola, McDonald e compagnia per “induzione all’obesità”. Potrebbero? In realtà, queste cause sono già abbastanza numerose (l’Associazione medica ha lanciato l’allarme: fra poco l’obesità ammazzerà più del fumo), non sempre vanno bene per le aziende e sono di quelle che, nel vecchio gergo legale, si definivano “cause eleganti”: il diritto a non mangiar toppi grassi è costituzionale? la scelta è libera o è coartata da un’offerta troppo insistente? Boh. L’America è americana, e da circa duecento anni i cittadini vi si dividono su cose del genere, con regolare sorpresa di noi europei: Toqueville l’ammirava), Dickens era perplesso, ma tutti erano d’accordo sul fatto che la colpa – o il merito – era del fatto che l’America era, forse esageratamente, una democrazia. Scegliere un presidente o un pacchetto di patatine è diritto imprescindibile di ogni cittadino, e idem processare – se delusi – il presidente o le patatine stesse.
Stavolta, però, c’è una novità. Il Congresso è intervenuto tempestivamente e ha detto: “Un momento, cittadini. Piantatela di litigare. Se fanno male o bene (le patatine: e dunque McDonald e dunque il monopolismo alimentare) ve lo dico io”.
In Europa sarebbe stato regolare. Ma in America? A me sembra la prima volta che vi succede una cosa del genere. Ma Sacco e Vanzetti, ma il maccartismo, ma il Vietnam? Quella era roba politica, non s’intrudeva direttamente nella “way of life” quotidiana. Naturalmente sì (altrimenti a che serve la politica?): ma lo faceva con accortezza e mediatamente, senza osar dirlo apertamente: diversamente i cittadini – nel loro democratico orgoglio – si sarebbero offesi. Adesso, a quanto pare, non si offendono più.

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Vendemol

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Reality Show

Grande FratelloCanale 5, due di notte. Va in onda “MediaShopping speciale Grande Fratello“: i prodotti che vengono utilizzati dai ragazzi all’interno della casa (parole loro, non mie). Fedro, con la faccia e la voglia di stare davanti ad una telecamera di uno i cui parenti sono stati rapiti e torturati, sta pubblicizzando la “Fitness Pump” utilizzata da Ascanio. Segue, alla modica cifra di 49 €, “Briciola del Grande Fratello, una palla che gira in autonomia per la casa, cozzando contro i mobili e trascinando al contempo un panno per pulire i pavimenti.

Riporto testuale: “Avete visto che fortuna stare svegli fino a quest’ora? Perché avete trovato a perto l’unico negozio che vende in esclusiva questi prodotti del Grande Fratello, che vengono dalla casa del Grande Fratello, e che i ragazzi usano tutti i giorni! Chef ‘o Matic, 159 €, cuoce con un solo gesto! Morbido, comodissimo, sgonfiabile e multifunzione: Sofabed, 150 €! Fitness Pump, 99 €! Zen Massage Chair, per alleviare i dolori al collo e alla schiena, 299 €! E, infine, Briciola, la pallina-robot con un’autonomia di 90 minuti che pulisce la casa mentre voi fate altro!”.

Hanno sdoganato per usi professionali La Robapazza che strumpallazza: il palinsesto è ormai fertile per un format di gare di rutti.

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Soffri!

mar 19 2004 Inviato da nella categoria Strips

Chi non salta italiano è!
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Latte in polvere
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Giuliano Ferrara cade dal pero: sfiorata la strage

mar 18 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

lia_zap.gifAccecato dall’amore per il nano liftato, il direttore del Foglio si era illuso che gli avrebbe fatto uscire di galera Adriano Sofri proprio sotto le elezioni.
Sfortunatamente, i focus group di Berlusconi dicono che graziare l’ex leader di Lc gli farebbe perdere i voti di tre casalinghe, un elettrauto e un maestro di sci, molti più di quelli che Ferrara gli ha procurato in dieci anni di consulenze.
Bocciata la legge Boato, Berlusconi tenta di placare l’ira della sua eminenza grigia: “In fondo cosa se ne fa Adriano di Grazia? E’ molto meglio Donna Moderna“. Sarà difficile per l’Elefantino farsi prendere ancora sul serio come maitre à penser: se ci ha messo dieci anni per accorgersi che Berlusconi è un cialtrone opportunista, forse non è così intelligente.

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Quanno ce vo’ cce vo’

mar 18 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

UNA DESTRA CIALTRONA
Il tradimento della parola data su una questione di coscienza: una vergogna

Giuliano FerraraIl voto ad personam della destra parlamentare contro Adriano Sofri mostra chiaramente il carattere cialtrone della coalizione che governa questo paese. I suoi partiti, la maggioranza dei suoi deputati, il suo leader Silvio Berlusconi, uno che sa distrarsi come pochi altri quando non si tratti degli affari suoi, hanno dato una prova miserabile. Berlusconi aveva detto e scritto in coscienza, e si tratta della vita di un uomo e di un caso civile di evidente valore, che “sono maturi i tempi per la grazia a Sofri”. Da un anno e mezzo si è fatto prendere in giro da un manipolo di vecchi missini riciclati e dal capociurma delle tifoserie varesotte della Lega, e dopo avere ceduto a questi inflessibili garantisti, a questi combattenti strenui per la libertà e il diritto, ma solo in casa propria e a proprio vantaggio, dopo aver rinunciato a esercitare dignitosamente le sue prerogative di guida, ha pensato bene di dare lo squillo di tromba della ritirata: il Cav. non vuole grane prima delle elezioni, e la legge Boato vada a farsi fottere, e con la legge tutto, coscienza personale e ragionevolezza politica e civile di una soluzione umanitaria alla quale si frapponeva solo l’idiosincrasia per gli “intellettuali” del burocrate che fa le funzioni di Guardasigilli e di quattro mozzorecchi forcaioli. Noi sul caso Sofri non abbiamo mai fatto, da sedici anni a questa parte, cioè da un tempo in cui Berlusconi si occupava solo del Milan e delle sue tv, una battaglia ideologica o anche solo politica. Abbiamo detto quel che pensavamo nell’ordalia dei processi, abbiamo chinato il capo e messo la più rigorosa sordina al nostro convinto innocentismo di fronte ai verdetti finali, abbiamo chiesto un provvedimento di grazia per un prigioniero esemplare, che era stato un imputato esemplare dal punto di vista del funzionamento dello stato di diritto in una democrazia moderna. Ci è stato detto che avevamo ragione, che la nostra richiesta era condivisa, e alla fine che la soluzione Boato era “ragionevole”. Poi è stata tradita vergognosamente la parola data, e con un voto gaglioffo una legge che autorizzava il presidente della Repubblica a esercitare un potere che la Costituzione gli garantisce in via esclusiva è stata colpita e affondata per paura delle “pernacchie”, come ha detto Er Pecora, uno degli statisti della Casa delle libertà e della galera. Questo giornale è nato da un patto d’amicizia non servile con Berlusconi, ora dovrebbe chiudere all’istante, insieme con un’amicizia consumata. Essendo un giornale minimamente utile, andiamo avanti nella più assoluta libertà, senza più illusioni e senza rancori, finché la proprietà editoriale non deciderà di cacciarci. Poi ne faremo un altro, se possibile ancora più bello.

(Giuliano Ferrara, da “Il Foglio” del 18/3/2004)

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Non è più la Rai /6 (Comedians DeathMatch)

mar 18 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Gianni Boncompagni:
“Al direttore – In Spagna il boom. Meno male che in Italia abbiamo solo lo sboom.”

(da “Il Foglio” del 18/3/2004)
Non è più la Rai: Comedians Deathmatch Natalino Russo Seminara:
“Perché Marco Travaglio non scrive la biografia di Carlo De Benedetti? Ha per caso il PC scassato? Gli presto il mio e gli anticipo 100 milioni. Ah, no scusa: quello che accettava prestiti era Di Pietro.”

(da una lettera a Dagospia, il 15/3/2004)

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Con la scusa dello spam

mar 18 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Tanto per abbaiareSi parla di tassare le e-mail. L’idea è venuta da Bill Gates in persona, e viene motivata con la necessità di porre un freno al fenomeno dello spamming. Ma in effetti potrebbe essere un modo per “regolare” l’internet…

Spam. E’ terribile: esiste un mezzo di comunicazione, nel pianeta, non tassato, non controllato e tecnicamente non controllabile dai governi. Uno scandalo del genere non si verificava da almeno tremila anni, quando fu inventato l’alfabeto. Oggi si chiama posta elettronica, e l’allarme che suscita è almeno eguale a quello di Assurbanipal quando gli riferirono che la gente comune, con quell’invenzione fenicia, poteva scambiarsi idee senza che lui ne sapesse niente. Assurbanipal non era un tipo particolarmente socievole né aveva, come politico, problemi di consenso: immagino quindi che le sue contromisure non siano state particolarmente sofisticate (impalare i maestri di scuola, o qualcosa del genere). Oggigiorno, con la democrazia, non possiamo senz’altro imporre alla gente di non mandarsi lettere, o anche posta elettronica, per non far dormire male il governo. Per farlo abbiamo bisogno di un pretesto: siccome per posta elettronica viaggia un sacco di spam – ecco il pretesto – allora per la tranquillità dei cittadini mettiamo sotto controllo le mail così, fra le altre cose, lo spam è più difficile e ognuno può leggersi la sua posta elettronica (supercontrollata) in santa pace.
Il governo reale, nell’internet, non è costituito dai “governi” territoriali ma dall’insieme delle corporation che operano (in parte parassitariamente) nella rete. Di esse, la principale è Microsoft. Che è responsabile dello spamming almeno sotto due profili: come Microsoft, per l’insicurezza intrinseca del suo sistema operativo, che rende difficilissimo agli utenti difendersi da intrusioni indesisderate; e come parte del sistema commerciale delle corporation, che è in buona parte basato sullo spamming, cioè sull’imposizione forzata di un messaggio indesiderato. I megacartelloni nelle città, gli sms pubblicitari, gli spot dentro i capolavori sono tutte forme di spam. E anche nell’internet, il novanta per cento dello spam non viene da matti isolati, ma da serie società commerciali, regolarmente operanti e riconosciute. Aziende serissime come Yahoo, pochi mesi fa, hanno dovuto togliere dai propri portali dei link a dialers che fino a quel momento erano rimasti liberi di intrappolare i lettori.

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Frottolandia

mar 18 2004 Inviato da nella categoria Strips

Capri espiatori
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Frottolandia
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Porta a Porta
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Scacco matto
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Agli amici di Macchia

mar 17 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Oggi, anzi, ormai tra qualche minuto, presento finalmente a Milano
Amici e nemici.
Alla Feltrinelli, piazza Piemonte, ore 18.30.

Mi faceva piacere, per una volta, farlo sapere anche agli amici Macchia e condividere con voi questa gioia; oltre tutto, alla luce degli argomenti trattati negli ultimi post, mi sembra che sia una segnalazione pertinente.

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In Spagna Zapatero, in Italia gli zapatetici

mar 17 2004 Inviato da nella categoria Paginatré

Sono latini come noi, mediterranei come noi, cattolici peggio di noi, si sono tenuti un dittatore per molto più tempo di noi, e il loro passatempo preferito è veder seviziare un toro da un tizio vestito da lampadario veneziano: ora, com’è possibile che gli spagnoli riescano a tirare fuori dal cappello leader di sinistra (e perfino di destra) più credibili dei nostri?
Perché in Spagna un 42enne può guidare un governo, mentre da noi un branco di 60enni ha problemi a guidare un Triciclo?
Perché il premier iberico dovrà rendere conto solo agli elettori, mentre il suo omologo italiano deve rendere conto innanzitutto al Papa e a Bruno Vespa?
Insomma, perché loro Zapatero, e noi sempre zappa-sui-piedi?

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Via Caetani

mar 17 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Quante volte avete sentito che via Caetani, la via dove le BR fecero trovare il cadavere di Moro, si trova tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù? E quante volte avete sentito questa vulgata associata con la frase “per lanciare un messaggio al PCI e alla DC”? Ieri sera il bravo conduttore ci ha chiuso la puntata speciale di Enigma, dedicata a Moro.
Senonchè via Caetani NON si trova tra via delle Botteghe Oscure e Piazza del Gesù. Sta da quelle parti, ma non si trova tra la ex-sede del PCI e la sede della ex-DC.

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