Una guerra di sinistra, molto trendy

Mentre siete tutti presi dalle critiche e dalle giustificazioni sul boicottaggio della manifestazione bipartisan, la contestazione di Fassino e i soliti numeri a lotto questura-organizzatori, qualcuno di buon cuore saprebbe dirmi come mai tutti questi bloggers pacifisti “facciamo l’amore non facciamo la guerra”, del ritorno delle tensioni in Kosovo se ne fregano o, nel peggiore dei casi ci ironizzano pure?

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15 Comments

  1. non ci sarebbero stati male un paio di link in questo post. perché io non ho intenzione di settacciare 50.000 blog in cerca di quelli che ironizzano sul kosovo. non so gli altri.
    eppoi ho un’idea: perché non apri un bel blog in cui si parla di kossovo senza ironizzarci su?
    oppure perché non vai a leggerti uno di quelli che esistono già come http://www.exju.org?
    chi lo sa, forse dal qualunquismo si può guarire. chi può dirlo?

  2. complimenti, stasera hai un argomento veramente à la page. Nel frattempo, però, ci sono conflitti in corso in: Aceh, Afghanistan, Algeria, Burundi, Cecenia, Colombia, Congo R.D., Costa d’Avorio,
    Eritrea-Etiopia, Filippine, Haiti, Iraq, Israele-Palestina, Kashmir, Liberia, Nepal, Nigeria, Rep. Centrafricana, Somalia, Sri Lanka, Sudan, Uganda

    … e tu non ne hai ancora parlato, e stai pure a fare dell’ironia da 4 soldi.

    (teste http://www.warnews.it/).

  3. essendo stata tirata in ballo da livefast, che leggo e apprezzo, posso dire che sì, se a qualcuno interessa la faccenda kosovo può leggermi. io mi occupo di quello da anni, me ne occupo *seriamente*. e ho un solo commento da aggiungere: io non credo che macchianera sia il luogo virtuale più adatto per disquisire di morti, vendette, massimalismi bellici et similia. ad ognuno il suo campo da gioco: alle blogstar le parate, a chi ha del talento per farne l’ironia, e io mi tengo morti, sfollati, feriti e macerie nel mio cantuccio. detto questo, ursula non ha *tutti* i torti, imho. è solo che certi argomenti, assai delicati, o si approfondiscono, o rischiano il blablabla. e ai morti del kosovo (o dell’iraq, l’elenco – come da warnews – è sufficientemente esteso) il blablabla non serve più;)

    ps. x arkan: sad je samo smrt, bice bolje:(

  4. Il massimo del blog è lo sfottò. Ma ogni tanto anche il blog si fa serio, e allora ci sono pure i blog che approfondiscono le cose serie, sul serio. Poi ci sono quelli a metà strada, perchè i blog sono come le persone: a volte scherzano a volte no, a volte sono a metà strada, sono sarcastici, cinici e ironizzano anche sulle cose serie. E bisonga starci, secondo me. Ursula parla non della guerra, ma delle manifestazioni qui da noi. Roba, oggettivamente, meno seria. E fa una domanda facile, così facile che se ne sentono troppe di domande così- che si farebbe prima a tentare una risposta (tanto nella domanda c’è una risposta), che risulterebbe incompleta, parziale anche sbagliata. Ecco la risposta parziale e probabilmente sbagliata che dare io: In Kosovo c’è il fallimento dell’Onu, l’ennesimo fallimento dell’Onu. Intanto alle manifestazioni tutti chiedevano di affidare all’Onu tutte le altre zone a rischio di conflitto. La contraddizione tra le parole d’ordine dei cortei e le cose che succedono “là fuori” è così evidente che è stato più facile ignorare queste ultime.

  5. Il massimo del blog è lo sfottò. Ma ogni tanto anche il blog si fa serio, e allora ci sono pure i blog che approfondiscono le cose serie, sul serio. Poi ci sono quelli a metà strada, perchè i blog sono come le persone: a volte scherzano a volte no, a volte sono a metà strada, sono sarcastici, cinici e ironizzano anche sulle cose serie. E bisonga starci, secondo me. Ursula parla non della guerra, ma delle manifestazioni qui da noi. Roba, oggettivamente, meno seria. E fa una domanda facile, così facile che se ne sentono troppe di domande così- che si farebbe prima a tentare una risposta (tanto nella domanda c’è una risposta), che risulterebbe incompleta, parziale anche sbagliata. Ecco la risposta parziale e probabilmente sbagliata che dare io: In Kosovo c’è il fallimento dell’Onu, l’ennesimo fallimento dell’Onu. Intanto alle manifestazioni tutti chiedevano di affidare all’Onu tutte le altre zone a rischio di conflitto. La contraddizione tra le parole d’ordine dei cortei e le cose che succedono “là fuori” è così evidente che è stato più facile ignorare queste ultime.

  6. Ho provato a leggere questo post autoconvincendomi che fosse brillante e provocatorio, ma continua a sembrarmi tutt’altro, a partire dal titolo. Comunque proverò a rispondere alla “provocazione”. Non tutte le guerre hanno le stesse cause e dinamiche.L’intervento in Irak richiede di schierarsi su posizioni semplici, che rispondono alla domanda “è giusto o no fare questa guerra?” e agire di conseguenza; dalla risposta negativa nascono le manifestazioni e le richieste di ritiro delle truppe.
    La guerra nell’ex-yugo invece ha altre radici e caratteristiche, soprattutto pone tutt’altre domande: richiede di chiedersi COSA si possa fare, e se fare una cosa piuttosto che un’altra. E su questo non possono essere tutti d’accordo. Da qui nasce la difficoltà all’azione. Nella ex-yugo non ci chiediamo Chi abbia ragione, ma Come dividere i contendenti, almeno per ora. E le risposte non possono che essere molteplici e complicate, e più difficili da “manifestare”. Ma da qui a parlare di menefreghismo ce ne corre.
    Io ad esempio mi auguro il ritiro dei nostri soldati dall’Irak, perchè protagonisti in una guerra imperialista vecchia maniera dove il pretesto dell’11-9 è servito a dare il là ad operazioni militari volte ad acquisire il controllo su di un territorio economicamente e strategicamente significativo. D’altra parte mi auguro anche che i nostri carabinieri restino in Kossovo a contrastare la pulizia etnica, qualsiasi sia la maggioranza che la pratica. Per i motivi che spero di aver esposto in modo chiaro, non mi sembra proprio di essere incoerente, ma semplicemente di rispondere in modo diverso a domande diverse.
    Mi sembra invece che Ursula faccia di tutte le guerre la stessa guerra, di conseguenza la sua domanda risulta malposta e come si fa a rispondere in modo giusto a domanda sbagliata?(malposta anche un po’ perfida nel suo riferimento in particolare al post di Lia Celi, che a me ha fatto invece (sor)ridere).

  7. …ed ecco che Studio Aperto apre con LA notizia: doveva essere una manifestazione pacifica ma si e’ presto trasformata in tafferugli. E via di seguito tutti i telegiornali e la stampa del giorno dopo.

    E hanno tirato in ballo Lama e i bulloni che gli hanno tirato all’Universita’ nel ’77, Folli ha parlato di violenza cupa che esce dall’ingenuita’ pacifista, il filosofo Severino ( che amo alla follia) ha scomodato addirittura il nichilismo. Lo stesso Fassino ha parlato di aggressione squadrista “Anche nell’Ulivo c’e’ chi ispira azioni sciagurate “
    Gianantonio Stella ha rispolverato addirittura il Congresso di Livorno,
    Bondi, superando in perfidia persino i gesuiti di cui porta in giro la faccia ha dichiarato: «solidarietà all’On. Fassino vittima di una vera e propria aggressione» e di «violente contestazioni che hanno di fatto reso impossibile il suo diritto di partecipare ad una manifestazione in favore della pace».

    Insomma, c’era un pugno di manifestanti che ha fischiato Fassino.
    Il doppio dei manifestanti era sotto le finestre di Berlusconi a gridargli “Scemo scemo”.
    Altri erano in piazza a gridare il loro no alla guerra.

    Allora ditemi, cosa deve fare la gente per manifestare il proprio dissenso? Dovrebbe forse andarsi a comprare il decoder e starasene a casa a zippare tra i canali? Oppure andare fuori porta con fave e pecorino?
    Cosa deve fare la gente per farsi capire da coloro che dovrebbero rappresentarli ma per un perverso gioco del cerchiobottismo si dimentica chi li ha messi in quella posizione sociale e politica?

    O non sara’ come l’equivoco della lotta al terrorismo che applaude ai bombardieri che sganciano bombe sulle citta’ disarmate ( Belgrado 1.500 morti, Bagdad 15.000) e poi si sdegna se in questa guerra asimmetrica e preventiva, i poveri trovano come unica arma di difesa quella di farsi esplodere per non farci sentire sicuri dentro fortezze inespugnabili?

    Rispondete, di grazia.
    Cosa deve fare il popolo per farsi ascoltare?

  8. NRS, di tutto liberamente per le strade immagino, tanto poi attraverso i media ci pensa qualcuno a fare il taglia,copia e incolla.

    Mi dispiace ma intendi la libertà in un modo molto diverso dal mio…
    Per oggi apprezzo solo il tuo cambio di stile:neanche un insulto.
    Un saluto.

  9. Spero che nelle dimostrazioni di liberalità del governo sulla manifestazione del proprio pensiero, il signor Russo non comprenda anche Genova.

  10. Di sabotatori, infiltrati, agitatori delle folle e bombaroli da strapazzo, se ne trovano a josa nei baretti di periferia. Come dimenticare quel cretinetti che per poco non ci lasciava la pelle davanti alla porta della sede del manifesto…

  11. La folla ha il q.i. di un energumeno e a volte i modi di un bruto. Non si comprende perché mai da destra tendano a considerare la folla alla stregua di un oppositore, come fosse un singolo soggetto politico che opera in un contesto di regole condivise. Spero non sia una sorta di raffigurazione dell’altro a propria immagine e somiglianza!!

  12. mentre (…) qualcuno saprebbe (…) ?
    Benaltrismo, Soncini ! E senza neppure entrare nel merito della domanda…
    Seminara, pazienza sempre lo stesso concetto in tutti i commenti, ma almeno un solo click su Invia…

  13. Il Dio Massa che manifasta solidarietà agli americani dopo l’11 settembre,che piange sulla tomba di un teppista morto mentre cercava di sfondare una camionetta della polizia a Genova (e pensare che c’è chi osa considerarlo un martire),che scende in piazza contro la guerra in Iraq e che dopo un mesetto ritorna a fianco degli spagnoli vittime del terrorismo.La gente che scende in piazza in Italia ha dimostrato la labilità di una bandiera al vento ma comunque tutta la nostra beneamata classe dirigente è pronta a calarsi le braghe davanti alle piazze gremite.Veramente vergognoso

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