Il fine terrorismo

Non so voi, ma ad un tratto le cose mi appaiono un po più semplici. Anzi quasi semplicistiche. Faccio una considerazione talmente banale che mi sembra di dire una stronzata. E non penso di essere il primo ad arrivare a questa conclusione…

Dunque: Al Quaeda organizza un attentato in Spagna a pochi giorni dalle elezioni coinvolgendo un po’ di gente comune pura e semplice. Indignazione popolare > cabina elettorale > stravince il partito che non ha mai voluto l’appoggio agli USA e la missione in iraq > viene annunciato il ritiro delle truppe (in mancanza dell’appoggio Onu)…

Questo io non lo chiamerei terrorismo. E’ di una finezza al di sopra del mero terrorismo, molto più sostanziale del puro terrorismo. O forse il puro terrorismo è questo.

In teoria dovremmo cominciarci a preoccupare nei pressi delle prossime elezioni. Ovviamente la mano sul fuoco non ce la metto quindi… comincio a preoccuparmi.

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15 Comments

  1. Noi italiani siamo stati maestri di “fine terrorismo”, come lo chiami tu, sfruttato a fini politici ed elettorali. Alcuni esempi? Piazza Fontana, Italicus, Stazione di Bologna. Ora non ce n’è più bisogno: il terrorismo è così raffinato, ammiccante, subdolo e va in onda ogni giorno in seconda serata, dai salotti televisivi. Il mezzo è diverso ma il fine, ahinòi, è il medesimo.

  2. Trasmissione di Socci in onda in questo momento, quella con Mughini, Taormina e un editorialista del Foglio come ospiti fissi, quella che pensavo avessero soppresso (cosi’ si diceva): argomento in discussione “Chi ha vinto in Spagna?”. Siamo oltre il discutere dell’impatto dell’attentato sul voto. Il voto non esiste più.

  3. Socci, e tutti gli altri cloni sono l’espressione più evidente del regime.
    Cos’ha di democratico questa Europa?
    Qualcuno dovrebbe venire a democratizzarci un po’, forse.

  4. Concordo con Bongo, anche se non mi limeiterei alle mere ore della seconda serata… Basterebbe guardare le reazioni al voto spagnolo nel nostro Paese andate in onda e stampate sui giornali (quasi tutti). Parlano in prima persona, come se fosse accaduto tutto qui da noi. Il dolore non scalfisce neanche questa volta la loro presunzione. Dove ti giri vedi arroganza e violenza verbale. Non ultimo il principe dell’arroganza G. Ferrara. Oggi alle ottoemezza ha dato del fesso al giornalista spagnolo Vidal, tacciandolo di essere filosocialista nel leggere il risultato delle elezioni spagnole come una logica presa di coscienza. Vorrei vederlo di fronte a san Pietro, sarebbe capace di dargli del bakuninista e jettatore.
    Facciamo una colletta e portiamolo dalla parte della ragione. Chissà, magari pagandolo in dollari come ha fatto la Cia.
    Che triste realtà.

  5. Indignazione popolare scaturita da un’ottusa e reiterata caccia alla streghe basche che si è ritorta contro gli ideatori.

  6. Se sostieni che un attentato terroristico può cambiare l’esito delle elezioni già dici una cosa grossa, ma ipoteticamente plausibile (non dimentichiamo però che la maggioranza degli spagnoli era da sempre contraria alla missione in Iraq). Il problema nasce quando si vuole attribuire all’azione del terrorismo tale esito. Questo equivale a dire una cosa estremamente grave: che gli spagnoli sono un popolo di vigliacchi. Forse a questo non ha ancora pensato nessuno, ma non credo che passerà molto tempo prima di una protesta formale del governo spagnolo contro le folli dichiarazioni di alcuni neocon d’assalto nostrani.

  7. Oops, devo correggermi, ho postato in modo incomprensibile e me ne scuso. Il pensiero è: posto che un attentato terroristico può mutare l’esito delle elezioni di un Paese, è folle pensare che le persone decidano in favore dei terroristi, e non contro di loro. In Spagna la gente ha deciso contro il terrorismo, proponendo di affrontarlo con metodi diversi da quelli attuali. Questo, a meno di pensare che siano diventati tutti seguaci di Al Qaeda.

  8. Ullalla’!Devastante da quanto e’ bello sto posto…da tenere sott’occhio e pubblicizzare…grazie ragazzi!

  9. Quindi il vergognoso, maldestro e ridicolo tentativo di attribuire la responsabilità all’Eta non ha influenzato il voto?
    Capperi, che analisi lucida.

  10. vogliamo proprio scrivere in termini di real politik? Bene, allora se si ipotizza che l’azione terroristica dello scorso 11 cm possa aver spostato i voti degli elettori spagnoli, in che misura è accaduto? Andando a vedere i dati, fra PSOE e PP c’è una differenza netta di cinque punti percentuale (42,7 il primo, 37,6 il secondo), su un totale di votanti del 77%. Cinque punti non sono assolutamente pochi, anzi, il contrario: sono un’enormità. Ora, un effetto l’attacco terroristico l’avrà avuto, ma cosa sarebbe successo se il ministro degli interni non fosse andato in televisione mezz’ora dopo l’attentato a dire “Siamo sicuri: si tratta dell’ETA”, sostenendo fino a sabato questa versione contro ogni prova contraria, mentre Aznar se ne stava il più possibile in ombra ad aspettare lunedì? Secondo me il PP avrebbe comunque perso, ma di uno o al massimo due punti, invece di cinque. Non è stato l’attacco terroristico, è stata la gestione prettamente strumentale della tragedia a far spostare almeno un 2% dei voti – senza contare quel 10% in più di votanti rispetto le ultime elezioni, che ha ulteriormente rafforzato il risultato, gonfiando la differenza magari di un altro punto (arrivando così al 5%).

  11. Quindi il vergognoso, maldestro e ridicolo tentativo di attribuire la responsabilità all’Eta non ha influenzato il voto?
    Capperi, che analisi lucida.

  12. mi chiedo se sia giusto, da parte delle autorità spagnole, prendere una decisione simile…non sono a favore della guerra, ma prima sosteniamo gli americani, ci lanciamo in prima fila in Iraq (vedi i nostri carabinieri), mettiamo in subbuglio un’intera nazione, e poi “scusate, abbiamo deciso che sono cazzi vostri” … e li lasciamo in braghe di tela… vi pare giusto questo? (la popolazione iraquena temeva l’abbandono già pochi mesi dopo l’inizio della guerra).assumiamoci le nostre responsabilità.questo è un problema che interessa tutta l’Europa e non solo la Spagna.Urge un incontro come proposto dal governo germanico con tutti i ministri degli esteri.
    Sul times di oggi spicca la notizia del potenziamento dei controlli anche nelle stazioni ferroviarie.Si progetta l’installazione di baggage checks nelle stazioni principali. A questo punto mi chiedo:ma non facciamo prima a chiudere di nuovo le frontiere? non è meglio un controllo sporadico ogni tanto quando necessita viaggiare da uno Stato all’altro, anzichè passare ore in attesa e in apprensione nelle stazioni ferroviarie fissando i tuoi vicini di viaggio (e magari per viaggiatore in questo caso si intende il pendolare che sta andando a lavorare…) alla ricerca di un sosia di Atta?

  13. Ma e’ ovvio che il fine degli attentati in Spagna
    sia quello di spezzare l’Europa e allontanarlo dal fronte Iraq con conseguente isolamento americano. E dal punto di vista realpolitk e’ stata un ottima azione ben coordinata e a basso costo economico ( le vite umane contano poco in queste cose) poi le elezioni…sono un altro paio di maniche

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