Contrordine, compagni!

E’ inutile, non ci sono cazzi: un blog senza commenti non è un blog. O, magari: continua ad esserlo, ma un po’ meno.
Posto che le statistiche non hanno risentito della chiusura, che – come sostiene qualcuno – “ognuno ha i commenti che si merita”, che la maggior parte degli autori aveva comunque legittimamente deciso di mantenerli aperti e che il gesto aveva come unico scopo rompere le balle – così, per sfizio – a quelli che se la sarebbero presa, il portiere del condominio, qui, riapre i rubinetti.

Significa, comunque, tolleranza zero nei confronti dei pirla. Non si tratta mantenere un blog che abbia la pretesa di sorgere ai propri girasoli: per carità. Chi fa, ha fatto, o vorrebbe fare satira non può permettersi di non accettare le critiche e deve necessariamente mettere in conto – perché fa bene dare quanto ricevere – la presa per i fondelli.
La questione è un’altra: serve a qualcosa o qualcuno il commento di uno che non argomenta, non esprime un’idea che sia una, e si limita a scrivere “Ma va’ a cagare”?.
La mia risposta è no. Non serve: fa solo parte del ciarpame che sta rendendo la rete inservibile sfruttando le risorse gratuite che offre. Un po’ come lo spam. Uno che scrive “Va’ a cagare” senza argomentare è oggettivamente spam. E va educato. A randellate.

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15 Comments

  1. Apri, chiudi, leva, pubblica, cancella, rimetti, sposta, edita, annuncia, ritira…

    Vabbè che il blog è tuo ma sembra che ci stai prendendo tutti in giro.

    Sei un po’ confuso ultimamente o sbaglio? Non hai più idee su cosa scrivere? Ti è rimasto solo questo per far parlare di te?

    Bhò…

  2. “Posto che le statistiche non hanno risentito della chiusura”; il post precedente è basato sul numero di visitatori dei siti di un tipo. Ma fregarsene un pochino dell’audience no? Non è la “new economy”, non devi vendere pubblicità. O forse sì?

  3. Rivedere le proprie idee è anche una conseguenza positiva dei commenti. Non è male rivedere le proprie idee, per niente. E’ segno di maturità. Per quanto riguarda il “va a cagare”. Ci sono “va a cagare” e “va a cagare”. Come sempre è non solo il testo ma anche il tono ed il contesto che fanno la differenza. Ce ne possono essere di belli e centrati e di brutti e fuor di luogo. Come per i commenti più articolati. Diciamo che in certi casi la censura è ammessa. Nei casi di volgarità gratuita, distruttività insulsa, oppure di stupidità conclamata. Nella maggioranza dei casi il commento si giudica da solo e si autopunisce in altri casi può essere punito con la censura. Questo è lasciato alla personalità del blogger, che anche da questo è giudicato e mostra la sua sua sensibilità. Ovviamente non sempre, sia da parte dei commentatori e sia da parte del blogger si riesce sempre ad essere perfetti. Anche l’imperfezione ha il suo lato positivo: “La macula radiosa” illumina il resto come un lieve difetto fisico sul viso di una bella donna.

  4. Sulle statistiche che non ne risentono, credo che per fare questa affermazione con un minimo di fondatezza avresti dovuto aspettare qualche giorno in più, e soprattutto di chiusura totale dei commenti.

  5. Ha detto bene Ventomare qui sopra, non tutti i “va a cagare” sono uguali. C’e’ quello citato dal Neri, privo di significato e di motivazioni, intriso solo della volgarita’ che nasce dalla poverta’ di argomentazioni. E c’e’, al contrario, quello sano e popolare, che fa il paio con la risata anarchica e la pernacchia eduardiana (non e’ un paio, e’ un tris, ma pazienza): ed e’ a buon diritto fra gli strumenti della satira, a volte e’ l’unica via d’uscita per riportare certi personaggi alla loro giusta dimensione. Nel senso che se uno dicesse a Berlusconi “va a cagare” sarebbe solo volgare, giacche’ l’uomo potrebbe essere contrastato con mille argomenti. Ma a gente come Bondi, Taormina, Vito, Schifani, che altro si puo’ dire?
    Lo stesso puo’ capitare nei blog: ci sara’ sempre quello che scrive puttanate nel post, e ci sara’ sempre il commentatore che acutamente risponde “chissenefrega”. Ma cancellare solo uno dei due, oltre a mostrare una aprioristica e ingiustificata fiducia nelle capacita’ dell’altro, altera il delicatissimo equilibrio delle blogosfere…

  6. Io credo che l’insulto sia una forma di comunicazione infantile – dunque importantissima.
    E averne così tanta paura mostra, evidenzia, il potere fortissimo che ha l’insulto, per chi lo fa e per chi lo subisce.
    Puffone!

  7. Se censuri i “va’ a cagare” privi di argomentazione devi censurare tutti i fottuti “che carino!”, “bello!”, “sei un genio!”, “Bravo!”, ecc. privi di argomentazione. Lo sai vero?

  8. Io sono d’accordo con Giancluca…è davvero fastidioso al posto di un commento trovare una bestemmia e un insulto: è mancanza di rispetto per il alvoro altrui e il tempo che si impiega a mantenere un blog aggiornato. Saluti.

  9. bravo neri, ritiro il bolscevico. Per il “va cagare” condivido quanto scritto da Ventomare. dipende dal contesto.

  10. ‘uno che scrive “và a cagare” va educato a randellate’Giusto ! Si scrive “va’ a cagare!”
    Pel resto, se hai problemi col server o còlla fibra ottica non è certo pel ciarpame che rende la Rete inservibile: la Rete non è inservibile, a meno che tu non sia un ingegnniiere ed anche in quel caso nonn’è colpa della Rete (Rete ! Lo volevo dire un’altra volta)
    Che la ggente vada educata è un Luogo: che vada educata a randellate si può condividere solo se chi maneggia il randello (al di là della solita battutina) è lo stesso che ha scagliato la prima pietra ! Forse…

  11. neri mi sei piaciuto. per quanto riguarda il “và a cagare” da educare a randellate, è trita e ritrita e vagamente idiota però c’azzecca: il duro fallo al bagno.

  12. Aveva deciso di privarci di immensi spunti letterari proprio l’otto marzo, la festa della donna. A suo modo è stato galante, ha cercato di regalare una notte indimenticabile alle compagne di tutti i natalinirussiseminari qualsiasi che spargono ormoni inutili a getto continuo, ha provato a restituire un po’ di testosterone alle giuste funzioni sociali.
    Purtroppo pare non ci sia riuscito, è stato comunque un bel gesto.

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