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L'avete mai fatto in una vetrina? Io l'ho fatto lunedì pomeriggio. Non è stata, peraltro, l' esposizione più imbarazzante a cui ho sottoposto la mia faccia di tolla, in svariati anni di patacate, anzi. Le nostre amiche libraie qui, a...
Rosaria Cannavò /1-2
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My Sey
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Amy Acker /3-4
Lost (in translation) /21
Su Cuba
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Ci chiamano dandyne
Albert Speer
Le offerte speciali di Cinecittà
Indovina chi viene a cena? (Piovono pietre su RadioNation)
Ustica - Un caso ancora aperto /4
Un presidente proprio perfetto
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Google Video è una cosa meravigliosa
Sexpolitik 2008
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Sarah Michelle Gellar 2005
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NEW ITALIAN EPIC
Ascolta: il libro si fa podcast
Macerazioni
The classifica 11. E si potevano mangiare anche le fragoleee
The classifica 8. Non siamo mica gli americani
The classifica 5. Piantala con 'sti bonghi
Fratello Indovino
Ma Maria vuole bene a tutte e due uguale
Transspotting
E nun me chiama' "Sor Moretti"
...e la nipote della figlia di una che una volta è stata a Rivombrosa
Distrette vedute
...e poi chi resta a creare l'humus?
Il miracolo di maggio
Che qualcuno dica qualcosa di sinistra
Fratello minore
Abbiamo già dato
Seven
Viva viva la Gabina
La Disfantola
Il Manifesto del Partito Preso
30 anni fa
Ma io Fede lo guardo perchè mi fa ridere
Scientology /1: Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza
2007
Begambiente
Aririmortis
Meglio fabbro che monsignore (e il 25esimo de I Siciliani)
Un ragazzo. Un giornale.
"La Sicilia": l'opposizione che non c'è stata
Torture, bufale porno, censura e bocche di rosa
Sotto il vestito, un prete
Nani borlotti girano il mondo e mandano cartoline
Kamerasutra! Tutti pazzi per la Bertinotti-sexy-webcam: «Chiamami e guardami mentre faccio cadere Prodi»
La parola ai sudici! Svolta nel giallo di Perugia: trovato un pelo di Amanda nelle caccole di Rudy rinvenute nel water di Meredith!
Obtorto culo! Attento, Walter: più che primarie, erano le ultimarie
Profezie
He's 352
Falchi su RCS - Monografia di Stefano Ricucci
Ce lo meritiamo, il padrone
Slittano le elezioni? Che Pizza
Il grande sonno
Anna Friel /1-2
Ilary Blasi /1-2
Elisha Cuthbert /35-36
La settimana in cui le veline sono andate al governo
Macchiaradio tra il punto G e il fattore X
La settimana dove tutti avevano una scusa per scrivere "I redditi 2005 degli italiani sono online"
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Il primo libro (e il blog) di Guia Soncini
Donne nude gratis!
E' uscito Hitler (si spera per sempre, dalle nostre vite)
Philips premia i blogger "senza pelo" con Bodygroom
Su MyPixMania, 40 foto stampate gratis [sponsored]
Sony Vaio Serie FE [sponsored]
Assonanze (Trittico del buonumore)
Nuovi fascismi
Roma, bel suol d'amor
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La dodicesima domanda
Una questione di punti di vista
Netscappano. Ma poi tornano.
Hi, I'm a mac
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Scusate, è stato più forte di me: ho visto la foto, uguale uguale, con la libreria alle spalle, e...
Io credo che sia importante che il maggior numero possibile di persone legga questo post di b.georg. Ecco.
Questa segnalazione è ricolma di invidie. La verità è che da quando sono piccolo ho sempre desiderato essere capace di disegnare così. Ad una prima occhiata questo sito ha provocato cricche e strizioni nel mio orgoglio. Leggendolo approfonditamente, e lo consiglio davvero, traspare una ricca creatività ed un uso inusuale della matita davvero accattivante. Personalmente da settimane non riesco più a resistere. Non è un medicinale, abbuffatevi.
P.S. Altrimenti si offende, questo sito me l'ha fatto conoscere Alberto Puliafito.
Alla velocità della luce, è già disponibile su Macchianera la puntata di 2024 di ieri sera dedicata ai blog, condotta da Enrico Pagliarini, e che ha avuto come ospiti: Marta Cagnola (Radio 24 - MicroBlogGiallo) - Gianluca Neri (Macchianera) - Paolo "Luthor" Luti (GiudaMaccaBlog).
![]() Il sito di Radio24 |
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Persone e siti citati nel corso della trasmissione: Blogger, Splinder, TypePad, Selvaggia Lucarelli, Roberto Grassilli (Grassilli Warehouse), Lia Celi (Bendix), Brontolo, Luca Sofri (Wittgenstein), Christian Rocca (Camillo), Clarence Blog, Andrew Sullivan (Daily Dish), Il Cannocchiale, Iobloggo.com, Bloggers.it, Quattropassi, x§°nalità c°nfu§a, Princess Proserpina, Drudge Report, Dagospia, Giuseppe Granieri (Blog Notes), Giulia, Secca, Pandemia, Mauro Biani, Claudio Sabelli Fioretti.
Su MicroBlogGiallo, invece, trovate il reportage fotografico della serata.
Già che ci siamo e abbiamo parlato di radio, ecco la puntata di Condor del 19 marzo scorso, nella quale Luca Sofri parla riassume questo post di Macchianera: la storia dell'imprenditore Gianfranco Strocchi che si prende la rivincita contro una trasmissione satirica che l'aveva sbertucciato.
La guerra tra pupazzi, per la cronaca, è ancora in corso, ma Strocchi merita un'ulteriore citazione per aver carinamente ringraziato in privato, riconoscente per il fatto che si stia tramandando vox-populi una storia (peraltro inconsueta e, quindi, parecchio interessante) che non è stata mai interamente scritta.
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I politici di ora, tutti leccati. Molto diversi da quelli di una volta, rozzi ma veri, sui manifesti elettorali della povera Italia di tanti anni fa. Oppure, delle elezioni di adesso: ma in quelle di serie B...
Elezioni. Enormi manifesti da mezzo palazzo in cui il politico t'assicura che sta pensando proprio a te. Prodotti da designer professionisti, colori armonizzati perfettamente - Illustrator Cmyk - e format delle headlines calibrati uno per uno. I politici, in questi manifesti, sono perfettamente rasati, vestono con trascurata eleganza e guardano con ironia. Alla politica, probabilmente, ci sono arrivati come a un hobby raffinato: avrebbero potuto fare la star del cinema, oppure il megamanager o chissà il critico d'arte. "Grazie ragazzi!" fa il politico sorridente: potrebbe esssere Tom Cruise in un film di guerra e invece, chissà perché, fa il ministro. "Miliardi!" fa l'altro politico con un sorrisetto soddisfatto, da Paperone: ma tutti questi miliardi, che agevolmente avrebbe potuto guadagnare per sè, egli - con understatement - per questa volta, benevolo, li sta regalando a noi. Che passiamo coi nostri abiti non da vip, con le nostre borse della spesa e le nostre cartelle fantozziane, e li guardiamo dal basso in alto con ammirazione.
Poi, ma molto più piccoli, ci sono anche i manifesti delle altre elezioni (votano gl'immigrati, qui a Roma). Manifesti che non vedevo da quarant'anni, col candidato mal rasato che sorride forzato dritto nell'obbiettivo. Visi non eleganti, non da politici, ma da vita quotidiana. Un sorriso tirato, sopracciglia pesanti, bavero rialzato: ha un nome rumeno in "u" ma è identico a Di Vittorio. Piccolo e con gli occhiali, ammiccante, con dei baffetti radi da impiegato: sarà dello Sri Lanka, va bene, ma è assolutamente preciso al vecchio manifesto di Fanfani. Così, in questi manifesti di poveri, ritrovi la politica della buona Italia di una volta. In uno, un orientale e un nero si scambiano una stretta di mano, sorridendo. Sotto c'è scritto lo slogan, in lingue incomprensibili ma - anni Cinquanta - italiane.
Cronaca. Corleone. Ancora un regolamento di conti nell'ambito della criminalità organizzata. Il capo di una delle principale Famiglie della zona, il boss Yassin, è stato "giustiziato" in mezzo alla folla dai killer del clan rivale, guidati dal boss Sharon che avrebbe personalmente organizzato e diretto l'omicidio. Diversi passanti innocenti, almeno sette, sono stati feriti o uccisi dal fuoco indiscriminato degli assassini. Il boss ucciso era considerato il mandante di numerosi attentati verificatisi nella zona. Quanto allo b, era stato di recente accusato presso un tribunale straniero per l'omicidio di numerosi abitanti del popoloso quartiere di Chatila. Nessun commento sul tragico episodio da parte degli inquirenti: da tempo le forze di polizia non osano nemmeno entrare nel territorio conteso fra i due clan rivali. Parte della popolazione cerca di allontanarsi con ogni mezzo dalle località contese mentre numerosi giovani, persa ogni speranza di un ritorno a una vita normale, si arruolano per sopravvivere nell'uno o l'altro dei clan rivali.
Vedewe il ministwo Cavallo vantawsi iewi sewa su Ballawò di avew fatto dei condoni (fiscale e edilizio) pew fare cassa; vedewlo fawe quel suo sowwiso e quel gesto newvoso con gli occhiali; e infine sentiwlo pwonunciawe quelle fwasi con quella pawlata da pwofessowino, mi ha fatto vewwwamente senso.

"La criminalità organizzata non conosce feste né ponti, difatti la sua produttività è in continua crescita". Già: domenica sera, mentre quegli scansafatiche degli italiani poltrivano, gli stakanovisti della malavita napoletana regolavano i conti senza risparmiare le pallottole. Un episodio che ha colpito il premier, e soprattutto una ragazzina innocente. Il sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino sconvolto: "Forcella, un quartiere di Napoli? Ne siete proprio sicuri? Sono sindaco da quattro anni e non ne ho mai sentito parlare". Salvatore Giuliano, il malvivente sospettato dell'omicidio di Annalisa, si difende: "Ho un alibi di ferro: sono stato ucciso dalla polizia nel 1950 in Sicilia, dopo il tradimento di Gaspare Pisciotta". Il ministro Pisanu: "Allo stato attuale, non possiamo escludere le responsabilità dell'Eta e degli anarco-insurrezionalisti". La mafia prende le distanze dalla campagna anti-ponti di Berlu**oni: "Il ponte sullo Stretto non si tocca".
Questa sera, dalle 22:35 alle 23:30, in diretta su Radio 24, il sottoscritto sarà ai microfoni di "2024", programma condotto da Enrico Pagliarini.
Il tratto è vecchiotto, la composizione imprecisa. Ma se volete avere una netta sensazione di "tempo fermo", guardatevi questa vignetta sulla questione Israele-Palestina: è di oggi, di cinque, dieci o trent'anni fa?
Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 30.3.2004
E perché no? Pippo Baudo, ricevendo dall’Ordine della Sicilia la medaglia per i trentacinque anni di iscrizione all’albo dei giornalisti pubblicisti, ha espresso il desiderio di dirigere un TG, quale che sia. Non ci vedo niente di male, se mi sforzo di ignorare i latrati dei colleghi puristi. Pippo dovrebbe rinunciare a fare la pubblicità dell’acqua (anzi come mai gli ottimi Bruno Tucci e Franco Abbruzzo non lo hanno ancora sanzionato?), e sarebbe un magnifico direttore. Della Tv sa tutto, ha navigato in ogni stagione. Se Emilio Fede si sollazza quotidianamente con la ragazzina del meteo, Mario Giordano gioca con “Lucignolo”, Mentana affina il “Gusto”, Cucuzza, D’Eusanio e Bignardi arrotondano col varietà non vedo perché uno come Baudo, prima di chiudere la carriera, non debba provare il brivido di dire alla Gruber come pettinarsi e quali pashmine mostrare o in quale parte del mondo andare a scrivere i suoi libri. Per Mimun, in coppia con la moglie Karin Rubin (che va tanto di moda), potremmo pensare a un nuovo reality: “Come ti riciclo il giornalista”.
Devo ammettere che quando il futuro suocero di Silvia Toffanin, nell'anno in cui tutte le festività cadono di sabato o domenica, ha dichiarato con nonchalance che "Ci sono molte festività in eccesso, dovremo far lavorare di più gli italiani. Ci sono ponti festivi in eccesso. Il taglio dei giorni di vacanza produrrà un benefico effetto sul pil", non mi sono scomposto più di tanto: ne ha dette - e fatte - di peggiori.
Poi, però, Paolo Valdemarin ha evidenziato una coincidenza che mi era francamente sfuggita:
E mica per niente il venerabile maestro di Villa Wanda a questo punto chiede la SIAE:
Chi comanda le forze armate? Il presidente della Repubblica, dice la Costituzione. Bene. E' meglio cominciare a ripetercelo spesso, perché una strana aria di guai comincia a farsi sentire per il Paese...
Ci sono segnali spiacevoli, in giro per il nostro paese. C'è gente che a suo tempo ha fatto l'elogio di Mussolini e che adesso dichiara - scherzando - che non gli dispiacerebbe essere un dittatore e - seriamente - che vuol cambiare la procedura parlamentare perché gli fa perdere troppo tempo. Ha già detto una volta che un'elezione (quella che l'ha mandato a casa la prima volta) era truccata e senza valore. Non vorrei che la stessa brillante idea gli venisse, con meno timidezza e più incattivimento, una seconda volta. Lui se ne sarebbe andato tranquillamente, al posto di Aznar? O avrebbe dichiarato che il voto era truccato (o "da paura") e si sarebbe barricato dentro? L'articolo ottantasette dice (di quella cosa "bolscevica", come lui ha detto una volta, che è la Costituzione) che: il Presidente della Repubblica "ha il comando delle Forze armate". Di chi è il comando delle Forze Armate, di chi e di nessun altro? Del Presidente. Di nuovo: chi può dare ordini ai militari? Solo Ciampi. Ripeta con me, capitano: chi è il comandante? Ciampi. A lei, colonnello: chi comanda? Ciampi. Mi scusi, generale: lei, da chi prende ordini? Da Ciampi. Va bene. Per oggi basta così. Ma per un po', questa materia, sarà bene ripassarla spesso.
Promemoria. Piazza Fontana, 1969. Brescia, 1974. Milano, 1974. Italicus, 1974. Ustica, 1980. Bologna, 1980. Rapido 904, 1984. Firenze, 1993. Milano, 1933. Roma, 1933. Più Falcone e Borsellino, più la Falange Armata, più Via Fani. Tutti questi attentati terroristici, in cui complessivamente sono morti almeno tanti cittadini innocenti quanti a Madrid, hanno due cose in comune: a) sono accaduti in Italia; b) quando ancora non c'era Bin Laden.
Mi chiedo se Berlusconi quando dice che si deve lavorare di più ha dato uno sguardo al calendario 2004.
E poi chi cazzo è 'sto dottor Pil?
Ficarra e Picone, a Zelig:
Roberto Castelli, ministro della giustizia, dopo aver denunciato Zelig:
Ora, senza nulla togliere a quelli di Zelig, io trovo esilarante soprattutto la battuta di Castelli: che copioni di spettacoli di cabaret, vignette, editoriali, proposte di legge, referendum e, chissà, financo le nomination del Grande Fratello e la colonna vincente della schedina abbiano origine dalle trame tessute presso un'oscura cella del carcere di Pisa.
A questo punto urge che qualcuno si offra volontario pier spiegare a Giuliano Ferrara che Ficarra e Picone, Gabriele Cirilli e i Pali e Dispari sono diventati compagni di lotta.
Dopo la visione coatta, nel corso del week-end, di "Top of the Pops" e "CD Live" di seguito, se entro 24 ore "Dragostea Din Tei" non mi esce spontaneamente dalla testa (luogo nel quale si è introdotta in seguito ad evidente effrazione), giuro che mi asporto da solo il cervello, starnutendo forte.
La situazione, va detto, è grave: si nutrono sospetti riguardo alla presenza di messaggi subliminali all'interno della canzone di Haiducii che dimostrerebbero brame d'invasione della nostra penisola da parte della Romania. La tecnica sarebbe quella già sperimentata dalla Cina: sommergere il paese di imitazioni a basso costo di prodotti originali locali. Dopo la musica dance, il prossimo passo sarà la gastronomia: dirigenti discografici che conoscono bene Haiducii e che, pur preferendo rimanere anonimi, hanno contribuito al suo lancio, nel corso di una coversazione privata avvenuta presso un prestigioso salotto della capitale si sono lasciati sfuggire che sì, il pecorino romano è inarrivabile, ma anche la pecorina rumena ha un suo perché.
Sia ben chiaro, a tutti quelli che nello spazio dei commenti di questo blog esclameranno i canonici "cheppalle!" e "ancora con 'sti reality show?", che dal 6 aprile, da queste parti, se le cose vanno come devono andare (e gli ultimi spot e l'elenco dei concorrenti inducono a pensarla in tal senso), si parlerà spesso e volentieri - strasbattendocene degli inviti a non farlo - de "La Fattoria".
Il tutto senza tema di essere battuti sul tempo dal Corriere della Sera, il quale (sempre se tutto va come deve andare, e cioè come è successo in passato in analoghe occasioni) si accorgerà dell'esistenza della trasmissione intorno alla terza-quarta puntata, parlerà di "fenomeno televisivo" dedicandovi intero paginone con tanto di box laterali contenenti la biografia dei concorrenti.
Geniale il reclutamento di Francesco Oppini (in compagnia, tra l'altro, dell'ex fidanzata Alessia Fabiani) per ritrovarsi come commentatrice in studio mammà Alba Parietti in versione Patrizia De Blank.
Detto questo, l'idea di piazzare i 35 minuti della finestra quotidiana alle 15.00 invece che a pomeriggio inoltrato è quanto di più suicida Italia 1 sia mai riuscita ad escogitare.
Imperdibile (come sempre, del resto) il paginone di Guia Soncini sul Foglio di sabato scorso:

La modestia di Natalino Russo Seminara mitigata dal senso della realtà di Natalino Russo Seminara.
E poi basta, non se ne può più di queste che entrano nel mondo dello spettacolo perché hanno hanno aperto un blog!
Mi hanno detto che almeno una volta nella vita bisogna leggere i blog. E questo in dose limitata lo facevo già.
Mi hanno detto che in quell'unica volta nella vita bisogna leggere anche un certo tipo di blog tra i blog. E ho chiesto quale fosse questo tipo di blog.
Mi hanno detto che in quell'unica volta nella vita in cui bisogna leggere un certo tipo di blog tra i blog bisogna fare riferimento ai links di Rolli. E mi sono chiesta chi cazzo fosse Rolli.
Mi hanno detto allora di fare un piccolo sforzo mnemonico e se proprio l'età che avanza mi impediva di ricordare avrei dovuto votarmi a Santo Google protettore degli ignoranti. Ho visto la luce.
Prima di passare però in rassegna l'interessante vivaio di links, ho leggiucchiato la genitrice. Il buio.
M'interrogavo allora se proseguire o meno in questa canreficina di neuroni (ho detto neuroni! non neoconi!) quando uno spiraglio di luce è giunto in mio soccorso. Le categorie.
Questo blog ha le seguenti categorie: Adriano Sofri; Andrea Marcenaro; Camillo; Filippo Facci; Medio Oriente; Rolli.
Non ho altro da dichiare.
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Il bello di un blog è che, per il puro gusto di dargli un dispiacere, uno può permettersi di mandare in onda su internet tutto ciò di cui il Moige tenta di bloccare la tramissione in tv.
Ecco quindi a voi uno dei post più gratuiti da che esiste la blogosfera: i famigerati e quas