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Archivio per febbraio, 2004

Quelli che non han nulla da nascondere

feb 10 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

AVV. [omissis, ma è presente nella lista al numero 25.067]
50122 FIRENZE – Via [omissis], 44
Tel. [omissis] – Fax. [omissis]
e-mail:[omissis]@tiscali.it

Firenze, 9 febbraio 2004

RACCOMANDATA A.R.

Preg.mo Sig.
Gianluca Neri
Anticipata via fax al n. [omissis: numero corrispondente alla prima sede di Clarence, abbandonata nel 2000]

INTIMAZIONE DI CESSARE, RISERVA RISARCITORIA E DI AZIONE

L’Associazione degli [omissis], con sede in Roma chiede mio tramite che venga fatta cessare senza dilazione la pubblicazione a addebitabile al Sig. G. Neri, a Clarence s.r.l. [che nulla ha a che fare con questa vicenda, n.d.r.] ed a Macchianera, di nominativi di soggetti di cui è asserita l’iscrizione alla Massoneria, non autorizzata nè dall’Associazione medesima né dai singoli iscritti, in quanto in contrasto al disposto della L. 675/1996 e successive modifiche, nonché con le norme a tutela del nome e dell’immagine, con conseguente loro danno. Così pure dovrà cessare senza dilazione la pubblicazione di notizie tali da costituire discredito al nome ed all’immagine dell’Ente e dei suoi iscritti.

L’Associazione [omissis] in caso di mancata immediata cessazione degli abusi sopra descritti si rivolgerà senza ulteriore avviso all’Autorità Competente per l’ottenimento di inibitoria, del risarcimento del danno e delle misure opportune a tutela dei diritti propri, dei propri iscritti e della propria immagine.

Cordiali saluti,
Avv. [omissis: sempre il numero 25.067]

55 commenti

Roberto Vecchioni ha un cuore che sanguina

feb 10 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

E’ uscito il nuovo album di Roberto Vecchioni.
Si chiama “Rotary Club Malindi”.
E’ stato scritto in Africa, viene dopo una crisi esistenziale causata da un intervento chirurgico ed è il primo album realizzato da pensionato: dal 1° gennaio il professore è a carico dell’Inps.
Quindi nostro.
Quindi sarebbe il caso che – qualora volessimo comprare il cd – applicassero uno sconto a noi tutti lavoratori che versiamo contributi all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale concorrendo a pagare la pensione a questo ex rivoluzionario di sinistra dal cuore grondante.
Come la pensi sul professore in pensione Roberto Vecchioni e sulla sua natura inconsapevolmente femminea e piagnona è scritto qui.
Sono andato a leggere però anche molte altre cose dette dal Nostro nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’album e fedelmente riportate dai giornali.
Dice Vecchioni: “Cinque mesi di star male, non far niente, guardare il soffitto e non rispondere al telefono. Sono andato a curarmi in Africa e mi ha rasserenato parecchio. Per questo, il disco non è sull’Africa ma su di me e quelli come me che sono tanti”.
Curarsi in Africa sulle rive dell’Oceano Indiano.
Devo dirlo a mio padre che, andato in pensione, ha comprato una bicicletta da corsa e mia madre gli ha pure fatto la ramanzina.
E ancora: “Dopo la mia crisi, che ho scoperto poi essere la classica depressione del sognatore di mezza età che scopre la dura realtà della vita, ho capito che la verità delle cose non sta nei massimi sistemi, dobbiamo cambiare rotta a partire dalle piccole cose, dalle persone a noi vicine, dai luoghi che rispecchiano la nostra anima”.
Depressione del sognatore di mezza età che scopre la dura realtà della vita (sic!).
Se avesse fatto il barista, in piedi tutto il giorno dietro il bancone, a casa con le caviglie gonfie, ci avrebbe messo molto di meno a scoprire questo mondo porco e schifoso e anche un poco cinico.
Vecchioni, adesso che non è più professore, può permettersi un po’ di realismo: ”Non sono più quel ‘lanciatore di coltelli’, avvelenato e arrabbiato con il mondo. Sono passato dalla metafisica di quel lavoro, al realismo di questo”.
Adesso “sono un canzonettista e un interista per istinto”.
Ma che cazzo vuol dire?
Eh?
Sfigato?
Basta con questi giochetti del sottotraccia, dell’autoschernirsi… interista per istinto. Ossignoredelcielo!
Un interista che ha inserito nell’album una struggente canzone per la moglie.
Scrive ancora La Stampa: ”Del fare opposizione, Vecchioni ha imparato ultimamente molto; sua moglie Daria Colombo è una autorevole esponente dei Girotondi. Le ha dedicato «L’uomo che vorrei», musicalmente poco sua, dove rende omaggio alla personalità ribelle di lei: «Come vorrei/spiegare a tutto il mondo quella donna che sei/Farli arrivare al fondo di quei sogni che hai/Che sono così grandi, così grandi/Che mi vergogno dei miei».
Parole toccanti per una pasionaria tutto cuore e clark ai piedi.
E poi c’è pure una canzone per la madre, e una della figlia per lui.
E lui l’ha inserita nelle tracce “absconditae”, quelle che sono alla fine del cd.
Manca la suocera, ma arriverà.
Insomma è un tripudio alla famiglia, alle donne di famiglia, coraggiose, tenere, baluardi eccetera.

Io affermo – ma mi piacerebbe essere smentito – che Roberto Vecchioni e quelli come lui sono furboni grossi grossi.
E adesso vado a sentire l’album.

25 commenti

San Gneri posta pro nobis

feb 10 2004 Inviato da nella categoria Personale

San Gneri, dei bloggers sei il protettore
e dei cretini il severo untore,
tu che dormi la mattina e digiti alla sera
su un posto a tutti noto come Macchianera.

Dacci oggi il nostro post quotidiano
e segnalaci un feed tibetano.
Tu che di Movable sei un conoscitore,
assisti i principianti nell’installazione.

Oh Padre fondatore di una nuova nazione!
Noi ti preghiamo, regalaci un blog migliore.
Amen.

6 commenti

A un soffio dal traguardo

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

In mensa, a qualche tavolo di distanza, un signore sta facendo sfoggio di
cultura a beneficio degli astanti:

“Che poi sciuscià non è napoletano” (bravo)
“E’ un misto tra americano e napoletano” (sì, più o meno e così, vai!)
“In americano è shoe shine, in napoletano sciuscià” (pendono dalle tue
labbra, vai con la stoccata finale)
“Già: shoe shine, cioè soffia sulle scarpe” (DOH!)

10 commenti

Zanzare & Tigri /20

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

dal quotidiano .Com del 9/2/2004
Nel Paese della gerontocrazia applicata, dove per mandare in pensione Bongiorno, Carrà, Pappalardo, Tony Renis e Alberto Bevilacqua dovresti anestetizzarli e farli risvegliare sulla cima innevata dell’Everest oppure nominarli senatori a vita, fa notizia la pubblicazione in contemporanea di due antologie con interessanti racconti di giovani scrittori. In riferimento agli esempi di prima diciamo che fino a trent’anni si è giovani. Intorno a questa età ruotano gli autori di “Dammi spazio” (ed. Il Foglio) e “Gli intemperanti” (ed. Meridiano zero), in totale 35 talenti che provano a conquistare l’attenzione dei lettori. Fernando Bassoli, nel primo libretto, scrive: Quando si arriva a trent’anni senza un lavoro, una donna, un’auto più o meno mobile, un paio di scarpe degne di questo nome e, soprattutto, senza un centesimo d’euro i tasca, si comincia a pensare d’aver sbagliato qualcosa. Sì certo, non hai fatto il provino per il “Grande fratello”. Non sei figlio di Sofri. Non sei un abile lecchino, almeno non dei culi giusti. Non hai le tette di Selvaggia Lucarelli. Non hai emesso Bond della Parmalat… (segue lista).

Un commento

L’amico di Messner

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni


Arriva giovedì prossimo a grande richiesta la versione 2 (ufficiale, non tarocca!) del giochino dello Yeti, l’affascinante flash nel quale si deve prendere a mazzate di baseball un povero pinguino. Ovviamente è vietato sulle carrozze 1 e 11 degli Eurostar…
A breve anche la versione per cellulare.

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Armageddon Blog

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Clarence - SplinderImpossibile fingere che la blogosfera italiana non sia in subbuglio. A Splinder che batte il record di transennature per lavori in corso (da Herzog: “con il numero di volte in cui il sig. Splinder ha interrotto il servizio per perfezionare il sistema, suppongo che ormai la sua piattaforma sia la cosa che, in terra, più si avvicina a Dio”) si è aggiunto il cambio di piattaforma deciso da Clarence che ha provocato – inutile negare anche questo – disagi e malcontento tra gli utilizzatori storici del servizio di blog gratuiti.
Ora qui io devo fare una premessa: in Clarence dalla fine dello scorso anno, non ricopro più alcun ruolo ufficiale (ma neanche non ufficiale, se è per questo).
Anzi, due premesse: sono tra i più accaniti sostenitori di Movable Type (il software utilizzato fino a qualche giorno da da Clarence per la gestione dei weblog), quindi sfondate una porta aperta.
Epperò.
Epperò io so come sono andate le cose, per lo meno finché c’ero. E se fino ad alla versione 2.51 le licenze commerciali di Movable Type erano piuttosto nebulose (al punto che per poterlo utilizzare su Clarence si rese necessario l’avallo degli autori), quelle abbinate alle versioni successive iniziarono ad escludere che il software potesse essere usato da chiunque per creare una comunità. Per un semplice motivo: Ben e Mena Trott fondarono la Six Apart, un fondo giapponese vi investì e la società iniziò a contemplare l’ipotesi di poter fornire hosting ai blog in prima persona. Che sarebbe stato realizzato TypePad non lo sapevano, ai tempi, nemmeno i creatori di Movable Type. E chi sarebbe disposto a biasimarli per aver deciso di sfruttare un nuovo business? Col lavoro che hanno fatto, se lo meritano. Ma nessuno poteva sapere.

La faccio finita con i tecnicismi e vi dico chiaro e tondo – sempre da fan di Movable Type – perché la scelta di Dada, se uno ci pensa su (e fa finta di dimenticare per un attimo che sul proprio blog in questo momento appaiono strani codici, non c’è più il trackback e i feed contengono solo il titolo) non è condannabile dal punto di vista di chi deve gestire un portale che offre servizi gratuiti.

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Palombello rosso

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Le coppie “ideali” per condurre la prossima edizione di “Otto e mezzo” secondo questo blogger sono: [...]
FerraraNeri: un esordio televisivo di Gianluca Neri al fianco di Ferrara io non me lo perderei. Con Mantellini alla postazione web sarebbe il massimo. Un “cast” ideale per il bene della blogsfera, una sciocchezza per gli ascolti de “La 7“. Troppo rischiosa.

Ringrazio il Mazziniano per la fiducia, ma per tanti motivi (non ultimo l’assoluta inadeguatezza del sottoscritto), ecco, io passerei…

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Un’immagine vale più di mille parole

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Fuck Sirchia e le F.F.S.S.Trovata sul blog A typesetter’s day.

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Il cybersquatting che ci piace

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

…quello in cui l’autore, nella foga di raccattare briciole, si sottopone incautamente a questo tipo di umiliazione.

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Riformare i magistrati

feb 09 2004 Inviato da nella categoria Strips

Il nuovo Vangelo
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Riformare i magistrati
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Il vento caldo dell’estate

feb 08 2004 Inviato da nella categoria Personale

Che belle quelle estati dei primi anni ’70: il babbo caricava all’inverosimile l’850 coupè e via, alla volta di Terracina. Spiaggia dorata, giochi da bambini, risate, canzoni di Marcella Bella; eppoi la vista di quel politico famoso e ombroso che da lì a pochi anni sarebbe stato barbaramente assassinato assieme alla sua insepaabile scorta.
Mi ricordo di quel vento, caldo, secco e bello che rendeva le estati così belle. Quel vento che, l’ho capito dopo, risale dall’Algeria e impregna il mediterraneo di aria sahariana calda.
E radioattiva.

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Fumo da fantascienza

feb 08 2004 Inviato da nella categoria Personale

di Valerio Evangelisti
[da Carmilla]
Alfred.jpgRicordate la scena finale di Fuga da Los Angeles di Carpenter? Jena Plisskin si accende ostentatamente una sigaretta, per dimostrare che a lui, delle convenzioni, non importa nulla. E cosa accadeva, alla fine di Independence Day? Il protagonista, dopo avere rimproverato per tutto il film il padre fumatore, si ficca in bocca un sigaro, sicuramente meno pericoloso della sventata invasione aliena. Parte della fantascienza cinematografica interpreta dunque l’atto del fumare in chiave libertaria. E anche nella fantascienza scritta vi era chi, come Philip K. Dick, fumava come un turco e faceva fumare come turchi i suoi protagonisti. Ciò contrasta con la paranoia puritana che, irradiata dagli Stati Uniti, investe il mondo intero e pare voler costringere i fumatori all’astinenza o alla vergogna. Questo non ha conseguenze dirette nel campo della sf, in cui i pareri sono divisi (Jack Vance non sopporta che si fumi in sua presenza; Norman Spinrad non sopporta che NON si fumi in sua presenza; Vittorio Curtoni è carta vivente ripiena di tabacco); tuttavia sollecita a usare, su un argomento controverso, l’arma del paradosso che fu tipica della fantascienza sociologica. Eccone un modesto esempio, inerente all’allarme circa il fumo quale causa di cancro ai polmoni.

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E non cercate di distrarmi voglio solo scaccolarmi

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Guidavo tranquillo quando ho sentito un boato: stavano ruttando alla radio.
E’ così che ho riscoperto un’Italia media che guarda le cosce delle ballerine, dice vaffanculo, si scaccola e scorreggia in ufficio.
Poi va al bar e ride con gli amici davanti alla partita.
E anche sui blog non si scherza.

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Iscritti italiani alle logge massoniche /2

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

La lista dei massoni italianiInevitabilmente, la pubblicazione della lista degli iscritti italiani alla massoneria ha destato clamore. Ne hanno scritto, tra i blog, Brodo Primordiale, Massimo Mantellini, Luca Sofri, Paolo Valdemarin e persino Selvaggia Lucarelli, che nell’elenco ha incredibilmente scovato un congiunto (già intervenuto personalmente nei commenti al post).

Qualcuno ha definito l’iniziativa una “lista di proscrizione”, e per carità, le opinioni sono come le palle eccetera eccetera. Ma la diatriba pare simile in modo irritante alla discussione sulla “libertà di satira”, ovvero quanto in là ci si può spingere, o cosa è lecito dire e cosa non dire. In questo caso la questione verte su cosa è consentito sapere e cosa non sapere.

Eppure gli elenchi degli aderenti alle logge non contengono “dati sensibili” e sono pubblici, il che significa che persino il legislatore ritiene doveroso che i cittadini debbano essere informati riguardo a chi ha scelto di appartenere alla massoneria. Se così è stato deciso, molto probabilmente il motivo è perché gli scopi che tale organizzazione si prefigge e le reali intenzioni degli iscritti sono per lo meno oggetto di dubbio e, comunque, avvolti da una nebbia che neanche a Scotland Yard.

Le ragioni per cui io, anonimo cittadino qualunque, potrei decidere di aderire ad una loggia sono sostanzialmente due.
La prima è che voglio appartenere ad un club esclusivo. Stando alle statistiche ci sono alte probabilità che io sia un cretino, di quelli che si vantano di questo tipo di cose. Un cretino che, evidentemente, tiene a far sapere di essere un massone e che quindi non dovrebbe scomporsi più di tanto del fatto che attraverso la pubblicazione di un elenco lo si sappia in giro.
La seconda è che, attraverso l’iscrizione, una serie di nuove amicizie potrebbe rendermi più agevole rispetto ad un qualsiasi comune mortale il raggiungimento di determinati obiettivi. La legge, in questo caso, non permette “aiutini”. Se ciò che si vuol fare è legale, è previsto lo si faccia alla luce del sole: la “spintarella” del conoscente, la “mano provvidenziale” del simpatizzante, sono già discriminazione. Nei confronti di chi non può ottenerne, e verso qualsiasi concorrente o collega non risulti iscritto a niente.

Chi sostiene che diffondere l’elenco dei massoni equivale a pubblicare la lista degli iscritti ad un determinato partito, dovrebbe chiedersi (o quanto meno, fare la cortesia spiegarci) “che cosa fa la massoneria?”, “chi la finanzia?”, “qual è il suo obiettivo?” e “quale il suo programma?”. Tutte cose che di un partito sappiamo o dovremmo sapere e che, comunque, sempre secondo la legge, non devono esserci tenute nascoste.

Poi c’è chi si spinge ancora più in là: “sarebbe come rendere pubblica la lista di tutti i gay, o di tutti i malati di Aids, che poi verrebbero discriminati dai datori di lavoro”.
Che dall’essere gay o dall’avere contratto l’Aids non si tragga alcun vantaggio è un fatto assodato. Che succeda la medesima cosa per l’adesione alla massoneria è invece da dimostrare, e la storia recente insegna che spesso, anzi, accade l’esatto contrario. Per dirne una: proprio che un datore di lavoro massone favorisca un dipendente appartenente alla propria loggia.

Se, insomma, ho una malattia, nascondo un’amante, professo una strana religione, ho la tessera di un determinato partito o amo dedicarmi all’onanismo, sono – come qualcuno sostiene – cazzi miei. Se sono massone, no: diventano, giustamente, cazzi un po’ di tutti.

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