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Archivio per febbraio, 2004

Il barbaro e il bizantino

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Stavolta non è Mani Pulite: i rapporti fra i leader politici e Tanzi sono stati nel senso delle “cortesie” e non dell’illecito penale. Ma sono proprio “cortesie”, alla resa dei conti, che fanno più paura

Politici. Parmalat: dopo i sette banchieri indagati, spuntano i primi nomi di politici eccellenti. Ci sono tutti: Berlusconi, D’Alema, Prodi, Fini, Casini ecc. Corrotti da Tanzi? No: magari! “Gentili” con Tanzi, che è un’altra cosa e forse è peggio. Chi fa ottenere il prestito, chi garantisce con la banca, chi accetta l’aiuto per il partito… Il tutto, probabilmente, senza violare alcuna legge, come semplice estensione di un’attività di lobbing che oramai è riconosciuta e, a giudicare dai nomi, istituzionale (manca soltanto la Caritas e il capo di Stato maggiore delle Forze armate: ma i partiti politici ci sono tutti). Non so se Tanzi immaginasse di star facendo, con questi favori ai politici, quacosa di sbagliato: nel mito del capitalismo italiano c’è ancora il vecchio Vittorio Valletta che prendeva il wagon-lit per Roma con la valigia piena di bustarelle.

Quanto a Berlusconi, D’Alema, Prodi, Fini ecc. invece sono sicurissimo che, non che provare sensi di colpa, non si sono neanche accorti di aver fatto qualcosa di strano. L’imprenditore che viene a dar risorse al politico, e il politico che senza contrasto gli concede tutto ciò che chiede, ormai è nell’imprinting italiano almeno dagli anni Ottanta. E prima? Prima, l’incontro era fra un industriale rozzo, indaffarato, e tutto sommato ansioso di tornarsene a Milano al suo mestiere, e un politico professionista, provinciale, compreso nel suo ruolo notabilare (il famoso democristiano dai calzini corti) e pochissimo incline alle avventure. L’incontro fra questi due personaggi, per sua natura, durava poco: il tempo strettamente indispensabile alla dazione del pedaggio.

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“Avanti, per Asimov!”

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Nel nome del fosco ideologo del robottismo, gli elettrodomestici entrano in rivolta. A cominciare da caronia… La vera storia dell’”inspiegabile” comportamento di televisori e lavatrici in un paesino come tanti altri

• Le rivoluzioni cominciano sempre in posti strani: cos’è successo a Ivanovo, sperduto villaggio russo, nel 1905? Il primo soviet. A Vincennes, paesino presso Parigi? Il primo re arrestato. E così via. A Canneto di Caronia (Messina), località classicamente decentrata ma non perciò da trascurare, è nata la Rivoluzione delle Tivvù. Evento certamente non improvviso nè privo di prodromi, come tutte le rivoluzioni: ma il punto di svolta è avvenuto qui, a Caronia (Messina), e questo sarà dunque il nome riportato in tutte le future enciclopedie. In tutte le parti del mondo, come sapete, i televisori fanno del loro meglio per rincretinire gli esseri umani, rendendoli a lungo andare inoffensivi e arrivando per questa via a conquistare – sia pure nei tempi lunghi – il potere. Questa strategia, nel mondo degli elettrodomestici, non è stata del tutto unanime, ed anzi ha sempre sollevato molte obiezioni. Comunque, in linea di massima, l’asimovismo (dal nome di Asimov, il primo ideologo del robottismo) è sempre stato un movimento più riformista che rivoluzionario: “Rincretiniamoli, compagni!” e non “Dagli fuoco!”.

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Terzismo for dummies

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Peggio di quelli che fanno i polemici aggratis nei commenti dei blog ci sono solo quelli che intervengono per dire: “Si, ma a noi che ce ne frega?”.

Detto per inciso: qui, da oggi e per un po’, vige tolleranza zero nei confronti dei commenti dementi. Gli epurati sono liberi di stracciarsi le vesti e gridare alla censura, che sono persino divertenti, quando lo fanno.

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Vieta ‘sto cazzo

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Personale

«Incipriato, tutto ingrugnito, ma soprattutto ingoldonato nel salvacondotto in lattice rilasciatogli dal “Ministero che provvede alla Salute”, entra e mi vede. Letto, asta, flebo, tubo, ago. Non batte ciglio. E, messo a fuoco il target, dà la stura alle giaculatorie: “E’ fatto divieto di fumare, di mangiare, bere e di ciulare, al di fuori delle dosi consentite dalla legge, acciocchè gli eccessi che l’utente…” “Oh, deficiente!”, lo interrompo, spaventando con un urlo l’infermiera che ascoltava in posa asburgica: “Perché non dite che ‘sto cazzo di progresso, come lo chiamate, comincia a incidere un po’ troppo sulle spese per le cure delle malattie del cuore e dei tumori, per citarne alcune. Che sono i costi i motivi veri che vi tormentano nei sonni, non certo la salute dei bambini, altrimenti, con tutto il cuore che vi contraddistingue, non li crescereste a polveri sottili e briochine dalle culle, salvo vietargli, appena metton su i primi peli, tutte le cose che ne fanno potenziali terminali a cui elargite cure e, in qualche caso, assegni per motivi elettorali”. “Come dice, scusi?” “Ma vaccagare, va’, coglione!” O che argomenti sopraffini, mi viene da pensare, voltandomi dall’altra parte. Ma l’infermiera, oggi davvero complice e devota, in austroungarico e ispirato slancio fa così suo il mio disappunto da risparmiare alle mie mani il lavoro sporco. “Chiudo la finestra, caro”, dice, rassettando il turgido balcone. “Dov’è il goldone?” “E’ sceso giù dal davanzale”. “Ah, ecco cos’era quel rumore strano giù sul marciapiede”. “No, era il furgone della torrefazione, e non s’è neanche accorto d’aver sgonfiato con le ruote il palloncino mentre trafficava qui di sotto con la retro…”» [365M+1]

p.s.: come già detto altrove questo post è premeditatamente e blogghisticamente scorretto | open: 20.02.04

esempi:
- questo è uno spot per giulia: per come ha platealmente smentito (qui) il parere che ho in comune con G.N. sui commentatori che fanno dei blog lo stesso uso che fanno dei cessi negli autogrill;
- questo invece è per davide (sempre qui), anche se non siamo pappa e ciccia (vedi qui), ben venga;
- Utilities: leggere attentamente l’inciso del post al piano di sopra.

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Cuor de Liorni

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Vabbuo’, gli fanno pubblicizzare un oggetto misterioso (e utile quanto il telegrafo ai tempi del cavo); lo costringono a stare al freddo a intervistare orde di amici babbei dei concorrenti babbasoni del GF4. Eppure Marco Liorni riuscirà lo stesso a passare alla storia della Tv e dei media per essere stato il primo a farsi complice telecomandato di un grande blogger.

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La costanzizzazione di Vespa

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 20/2/2004
Un importante fenomeno mediatico è in atto. La vespizzazione, unita alla mariadefilippizzazione, di Costanzo e la ancora più preoccupante costanzizzazione di Vespa. Detto in termini non “accademici”, Costanzo da un po’ si rifà al modello originario di Vespa e della moglie (inchieste giornalistiche e chiacchiere del pubblico); il giornalista di “Porta a porta”, che bisogna dirlo conosce le astuzie della conduzione come nessuno, ha preso la china del soft. Ieri sera era annunciato un talk su un argomento di straordinario interesse giornalistico: l’amore dura sempre meno?, prendendo a spunto il nuovo film di Verdone. Qualcuno mi spieghi, perché noi abbonati dovremmo pagare per sorbirci due ore di pubblicità cinematografica? Prima c’erano state puntate sul lifting, sui giocatori d’azzardo, sui sogni… come se di questi tempi ci fossero i soldi per lisciarsi le rughe e andare ai casinò. Di sogni, anche amorosi, gli italiani ne fanno tanti ma la Carrà non può fare tutto da sola come la Befana. Perciò non prendiamoli in giro.

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Luca Sofri e i figli di papà

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Dire che molti giornalisti sono giornalisti grazie al fatto di essere figli di papà (Feltri, Focolari, Galeazzi, Marrazzo, eccetera) non è elegante, soprattutto nei confronti di se stessi.
Uno fa la figura del rosicone e non è bello.
E se poi sono bravi e si chiamano Feltri che colpa ne hanno?
Si potrebbe dire – parafrasando uno sketch di Neri Marcorè – che ce l’hanno fatta “nonostante siano figli di papà”.
Dunque, veniamo ai fatti: un tale che ha un blog sul Riformista attacca Luca Sofri su questa materia scivolosissima, mettendoci dentro – anche – giudizi su Condor, la trasmissione quotidiana di radio2. Luca pare se la sia presa e abbia risposto per la rime.
Ora, sia chiaro, io non conosco il tono degli “insulti” e non so neanche se si sia trattato di insulti; però una cosa è certa: conviene sempre criticare nel merito e non per famiglie.
E poi sarebbe ora di smetterla di dire che in Italia la mobilità sociale non c’è. Se fosse vero i figli di Cicciolina avrebbero di che preoccuparsi.
Luca Sofri spesso scrive cose intelligenti, alcune volte cose non condivisibili, ma non è che – siccome si chiama così – tutto quello che dice lo devo passare al setaccio dell’anagrafe.
E poi a me Sofri è pure simpatico!

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“Yo soy en hombre de mundo”

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Reality Show

Fabio Testi lasciato in diretta dalla fidanzata AlmudenaFabio Testi hombre de mundoSurclassati dagli spagnoli in materia di reality show. Autori di talpe e grandi fratelli nostrani: dare aria ai taccuini e prendere nota. In una sola settimana Fabio Testi tocca più tette e culi di un qualsiasi professore dell’università di Camerino; si nasconde sotto le coperte in compagnia di due sciacquette di attrici spagnole; si apparta con una terza in una zona seminascosta alle telecamere; viene nominato dai compagni, eliminato dal pubblico con il 70% dei voti e, una volta in studio, vestito come un coltivatore di kiwi, si fa lasciare in diretta dalla fidanzata piangente.

Quando si riconosce un artista: “Yo soy en hombre de mundo” come giustificazione alla propria donna per aver toccato un culo, vale una ventina di “A Natale tutti assieme, eh?”.

P.S.: Forse sono malato io, ma c’è una cosa che mi frulla nella testa da un po’: a nessuno la scena del “Natale tutti assieme” di Walter Nudo ha ricordato il “Non si soffre più” del “Baci e Abbracci” di Virzì? Tra parentesi: nel film, era Natale, ed erano tutti assieme.

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Berlusc One

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Strips

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Dove non osano più le aquile /1

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

ArmaniPossiamo tranquillamente affermare che, in parte, ce l’abbiamo fatta. Cercando “Giorgio Armani” (tra virgolette) si scopre che l’aquila non svetta più.
Il concorrente Valentino appare invece in seconda posizione a seguito della stessa ricerca senza virgolette, e in quarta digitando solo Armani.

La causa è questa: quella di un uomo privato della possibilità di utilizzare il proprio cognome e di cui il sistema si fa beffe, pretendendo che marchi presenza a due processi a suo carico fissati lo stesso giorno, alla stessa ora, in due città diverse.

La spiegazione dell’iniziativa, invece, si trova cliccando qui.

Giorgio Armani su Google

Qui siamo pignolini: il risultato è buono, ma urge che, con l’aiuto di tutti, il lavoro sia completato. E’ sufficiente un link come questo: Armani. Oppure copiare ed incollare il seguente codice sul vostro blog:

Armani
Armani

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Svanità di svanità

feb 20 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

La confessione estrapolata dall'hacker a La Res PubblicaLa ResPubblica - Svanity FairNon più tardi di qualche giorno fa scrivevo che il mondo non sarebbe cambiato in meglio perché qualcuno aveva appioppato un nome ed un cognome ad uno pseudonimo. Mi sono scordato, a mia tutela, di precisare: fatte le dovute eccezioni.
Bene, proprio perché van fatte le dovute eccezioni, sono fermamente convinto, invece, che il mondo sarebbe un posto di gran lunga migliore se l’idiota che gestisce il sito Svanity Fair (permane, in questa sede, l’embargo dei link diretti alle cloache d’invidia verso i maggiormente neurodotati) ci liberasse delle quotidiane cazzate che spande duellando con la grammatica italiana, la sintassi e la punteggiatura.

L’idiota, in questi giorni, è particolarmente preoccupato, al punto di arrivare a scriversi e gentilmente autopubblicarsi (senza neanche dar troppo peso al fatto che missiva e risposta siano chiaramente frutto della medesima penna killer di congiuntivi): il suo nome reale – già a conoscenza di molti – è nuovamente apparso sulla rete.
Il primo a divulgarlo, qualche mese fa, fu un hacker che ebbe vita facile nello sfruttare un buco del software PhpNuke che gestiva il sito cugino “La ResPubblica” (ignobile e vano tentativo – mica per niente fallito – di emulare “Il Barbiere della Sera“) per sostituire la canonica homepage con questo laconico annuncio.

Le classiche paranoie (Dagospia, Barbiere e sindacati: cattivi; noi: buoni e impavidi) esposte stuprando la grammatica su Svanity Fair corrispondono esattamente, fin nella punteggiatura random, alle tracce lasciatesuinternet, firmate con nome e cognome e riconducibili allo svolgimento, da parte del titolare, di una determinata e particolare professione.

Io non posso sapere se l’hacker avesse ragione. So però che il nostro è sommerso da denunce e perfino oggetto di una rogatoria internazionale richiesta dall’implacabile Avv. Berdardini De Pace. So anche che gli ho dato dell’idiota, pur non conoscendone il nome.
Quindi che quereli, l’idiota, chiunque sia: nel caso permanesse il dubbio, stavo rivolgendomi proprio a lui, al gestore del sito Svanity Fair. Che esca allo scoperto, questo Braveheart fustigatore del malcostume altrui, facendo valere i propri diritti.
Ha facoltà di scegliere: nascondersi dietro ad uno pseudonimo e continuare a passare da idiota o, finalmente, fare il salto di qualità ed iniziare a vivere una vita comunque da idiota, ma con appiccicato un nome e un cognome. Sono traguardi anche questi.

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Ipotesi di verità

feb 19 2004 Inviato da nella categoria Personale

Oggi ero sulla mia comoda sedia d’ufficio verde, imprecando contro un occhiello size 16 da rimpicciolire in size 14, quando il boss, avvicinandosi con fare minaccioso alla mia scrivania ha afferrato il quotidiano che avevo riposto lì avendogli dato solo un’occhiata veloce, e mi ha detto: “secondo me, voi, leggete il Foglio solo per poter dire di aver letto un intero quotidiano”.

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Microserva

feb 19 2004 Inviato da nella categoria Personale

Due giorni fa, mi piego al panico generale sulla sicurezza di Windows, e scarico le patch.

Boccalonaaaaaaaaa

Le scarico proprio tutte, da brava utentessa Micros**t che fa sempre quello che le dicono gli sviluppatori, brava gente che ne sa più di me, mica le prime capre che passano.

Scarico.

Poi cerco di postare sul blog.
Ops, non si carica l’interfaccia di Splinder.

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Brand awareness

feb 19 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Facciamo finta che Google possa essere considerato un parametro per misurare la conoscenza di un prodotto. Non parlo di popolarità, sia chiaro, ma di semplice penetrazione di un nome sul mercato. Salta fuori che il termine berlusconi è presente in 1.180.000 pagine della rete mondiale (di queste, le pagine in italiano sono 455.000). Considerando che google indicizza circa 6 miliardi di pagine, possiamo dire che il nome del cavaliere ridens compare nello 0.01966666666666667 % dei siti visitati da google.

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La noia della vita romana

feb 19 2004 Inviato da nella categoria Personale

Zanzare & Tigri – dal quotidiano .COM del 19/2/2004
Al Caffè Rosati per presentare il suo libro “Cocaina a colazione”, a Marina Ripa di Meana è toccato il ruolo della pacificatrice. Incredibile. Ci è mancato poco che il coautore Costanzo Costantini aggredisse fisicamente la irriverente Adele Cambria, colpevole di aver criticato l’opera: le tue sono stronzate, non sei mica l’incarnazione del bello universale! I coniugi Ripa di Meana – Carlo elegantissimo coi suoi golf colorati sovrapposti ad arte– hanno fatto fronte comune per difendere la grande giornalista. Lella Bertinotti assisteva attonita, come la iena Enrico Lucci, poco prima allontanato in malo modo dagli organizzatori. Il dibattito ha cercato di stabilire se fosse giusto o meno dissacrare l’esistenza dei pittori maledetti Schifano, Angeli e Festa. Nessuno si è accorto che il tedio è sceso sugli astanti, tanto che la “bella di mammà” Lucrezia Lante della Rovere se n’è andata imbracciando la sua bottiglia di Evian. Mi sembra di capire che Roma fosse meglio negli anni Sessanta, quando gli artisti erano annoiati, mai noiosi.

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