|
|
|
|

Archivio per febbraio, 2004

“Ehi un momento! Che vuol dire questa parola?”

feb 24 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

In Italia le spese per l’istruzione sono fra le più basse d’Europa. Un terzo degli italiani praticamente non riesce a leggere i giornali. Nessuno pensa a loro: il dibattito va avanti senza di loro, e la politica pure. Ma può durare?

L’ora di italiano. “Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi…”. Un momento: che vuol dire “presidente del Consiglio”. Chi è Berlusconi, lo sappiamo: ma di che consiglio si tratta? È una cosa politica, vero? Io guardo la televisione (tranne il telegiornale), a volte trovo Leggo in treno, ma poi tempo per leggere non ne ho. E anche se l’avessi, dovrei perdere troppo tempo, a ogni riga, a farmi spiegare tutte le parole difficili: finanza, verifica, rimpasto, maggioranza, opposizione… Che vogliono dire?

Ok, tu sorridi. Ma un terzo degli italiani è così (un terzo che non sta in internet, naturalmente). Ventidue milioni e mezzo di cittadini sanno leggere sì, ma non fare il riassunto di una frase. Capiscono un “divieto di sosta” (anche perché c’è il logo) ma non un “obliterare il biglietto prima di salire sul mezzo”. Le cifre del vero e proprio analfabetismo di ritorno (difficoltà anche solo a leggere) sono meno precise, ma si può valutarle fra il dieci e il venti per cento della popolazione: sono cifre che crescono, comunque (per strana coincidenza, la regione con la maggior percentuale di laureati, la Calabria, è anche quella con più analfabeti: i due estremi). La popolazione è sempre più alfabetizzata sul piano televisivo, distingue fra Bonolis e Ricci, fra la Carrà e la Cuccarini; ma lo è sempre meno sul piano della scrittura. In una qualunque discussione di bar, troverete sempre qualcuno che sa (per esempio) che Emilio Fede è di destra e Santoro di sinistra; ma solo alcuni hanno sentito parlare di Montanelli, e nessuno di Pintor o di Pansa.

Continua a leggere »

9 commenti

Solo per solutori più che abili

feb 24 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Momento culturale. Realizzato con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione e Quintostato. Seguirà dibattito.

Sarà che è stata una giornata così, sarà che invece di curarmi di questo blog ho cincischiato su quello degli altri (ripetere come un mantra l’insegnamento di chi ha già vissuto l’esperienza: “Non devo intervenire nei commenti dei blog altrui… Non devo intervenire nei commenti dei blog altrui… Non devo…”), ma l’idea di scrivere qualcosa di ponderato, questa sera, inorridisce quasi più me che gli abituali troll che vivono accampati in questa riserva di bytes.
Così, com’è come non è, sono finito a giochicchiare con uno di quei programmi che costruisce un mosaico composto da centinaia di foto, senza ottenere niente di vagamente riconoscibile ad occhio nudo. Allora ho provato ad utilizzare la funzione che indicizza tutte le immagini presenti in una cartella del pc, creando un’icona per ciascuna. Ho scelto la directory nella quale sono contenuti i wallpaper che girano random sul desktop qui dietro, da dove sto scrivendo, avendo come risultato questo. Trattasi di gnocche, chiariamo: le serie dedicate ai paesaggi e agli animali ve le ho risparmiate.

Bene, dal momento che in questo blog – persino in sere come questa – non si butta via niente, è ufficialmente aperto il concorso che stabilirà chi sarà in grado di riconoscerne di più, riportando i risultati nell’area dei commenti e considerando che le icone sono esageratamente miniaturizzate. Il premio per il vincitore? Boh, niente. O no, anzi: la collezione completa degli stessi wallpaper, in formato 1280×1024 pixel. Sticazzi, vien da dire, eh?

(Si ringraziano per la preziosa collaborazione il Ministero della Pubblica Istruzione, lo staff di Quintostato, Derrick De Kerckhove, Gianni Degli Antoni ed in particolare Manuel Castells per aver concesso l’utilizzazione della propria collezione personale di wallpaper delle Veline)

7 commenti

Doppia morale

feb 24 2004 Inviato da nella categoria Strips

Il deserto dei Tartari
Clicca per
ingrandire
la vignetta.
Doppia morale
Clicca per
ingrandire
la vignetta.
Iraq lifting
Clicca per
ingrandire
la vignetta.
Sabotaggio!
Clicca per
ingrandire
la vignetta.

Nessun commento

Scarpeeeeeeee

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

sexandthecity_.jpgStasera saprò tutto. Ho lasciato il computer di casa acceso, per scaricarmi sia i sessanta minuti di special che l’ultima puntata, il gran finale. Ho metodicamente evitato di gettare l’occhio sulle agenzie, sui siti d’informazione e su quelli di gossip, ignorando spoiler e rivelazioni anticipate. Non che me ne importi molto: sia che Carrie Bradshaw dovesse decidere di rimanere a Parigi, a fianco del Petrovski, sia che se ne torni a New York con le pive nel sacco, per riprendere la liason a corrente alternata con quel torsolone di Mr. Big, la mia vita non cambierà. Ma non voglio privarmi del gusto della sorpresa.

Continua a leggere »

11 commenti

Panini, pagnotte e sfilatini all’olio… di ricino?

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Zanzare & Tigri dal quotidiano .COM del 23/2/2004
Non abbiamo ancora digerito il “panino” raffermo di Mimun ed ecco arrivarci in pieno viso la “pagnotta” del mega direttore generale Flavio Cattaneo. La sua idea di equità è singolare: un terzo degli spazi televisivi va destinato alla maggioranza, un terzo al governo, un terzo all’opposizione. Silvio Berlusconi intanto si è procurato una presenza fissa a “Radio anch’io”, dove poter fare analisi politiche del tipo: i politici sono ladri. Un esponente della Cdl sostiene che sono polemiche inutili, che il Premier ha tutto il diritto di fare battute. Lo dice in coda a un servizio del TG2 delle tredici, senza possibilità di replica per nessuno. Che Mauro Mazza ci stia preparando uno sfilatino all’olio? Se fossi un panettiere inizierei a preoccuparmi, la concorrenza si fa agguerrita.

7 commenti

Che cosa accade alle parole

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

che cosa accade alle parole quando più nessuna
viene pronunciata e intesa come se fosse vera?
la crisi moderna della scrittura
di fronte a un mondo non più dicibile
praticabile dalla parola apportatrice di senso
in cui il molteplice e l’indistinto sono
diventate le sole categorie del reale
anche le parole in qualche misura sono virtuali
parole della storia parole della letteratura
parole altre parlate per noi già dette
e soprattutto già pronunciate per tutti
una mondializzazione dell’esperienza
gestita da multinazionali del sentimento
ogni informazione che ci viene
elargita dal regime mediocratico
più che reale comunicazione sembra
essere una specie di comando travestito
[...]

Nanni Balestrini, La parola nella “finzione”, in Tutto da capo 01, “rivista di arti, scritture, tecnologie”, Lupetti editore.

5 commenti

Lawyers of the Word

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Io non so – magari riuscite a spiegarmelo voi – il motivo per cui gli avvocati, quando scrivono una mail per diffidarti, denunciarti, o anche solo per dire ciao, lo fanno con una mail vuota e un file di Word in allegato.

Fossi la Symantec, transennerei e delimiterei con un nastro giallo tutti gli studi legali. Ma non per tantissimo tempo: giusto quel lustro necessario perché si accorgano anche loro che poche cose come i documenti generati dal word processor di Microsoft sono migliori portatori di virus.

Inciso: a Clarence, spesso, giocavamo a fare gli scemi. Ora non ricordo chi fosse l’autore (Genna, immagino, anche se non vorrei dire castronerie), ma sta di fatto che – in pieno dibattito sul ritorno dei Savoia – pubblicammo una finta intervista ai componenti della famiglia reale. Niente di particolarmente perfido: ci divertimmo un po’ a farli passare per fessi. Non ci impegnammo neanche più di tanto, come succede quando il materiale è già buono alla fonte (e i Savoia, va detto, spesso superano la satira a sinistra senza mettere la freccia).
Beh, accadde che il regale avvocato di famiglia ci scrisse per diffidarci da mantenere online la pagina in questione. Lo fece con una mail vuota e un allegato in Word. Inoltrandolo all’indirizzo della redazione scoprimmo che pesava più di 5 mega, al che sorse naturale la curiosità: cinque sacchi per dieci righe di legalese?

Continua a leggere »

10 commenti

La repubblica che sparì per un’ora

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

No, non è l’Italia in crisi politica. E’ semplicemente l’arcipelago di Tuvalu, una dozzina di isolette in mezzo al Pacifico: un bel giorno, i metereologi annunciano: cittadini, attenzione, fra poco finiamo tutti sott’acqua…

TuvaluPianeta. La repubblica di Tuvalu è costituita da una dozzina di atolli corallini più o meno a mezza strada fra le Hawaii e l’Australia. E’ conosciuta soprattutto perchè il suo suffisso internet è .tv, percui se ti registri a a Tuvalu, avrai roba come www.new.tv, www.film.tv, www.my.tv, e così via: facile da ricordare, perfetto come immagine e senza “com”. Un paio d’anni fa c’è sbarcato un imprenditore americano, certo Garth Miller, e ha fatto un po’ di soldi accordandosi col governo locale e rivendendo in America un po’ di questi nomi di dominii. Poi non se n’è parlato più, e onestamente non esistono molte ragioni per cui ci si debba occupare di dodici isolotti con circa quindicimila esseri umani, cani e gatti compresi

Tuvalu tuttavia è entrata nella storia del pianeta, e temiamo che ci resterà molto a lungo, il 19 febbraio alle ore venti locali. A quell’ora una serie di ondate anomale hanno ricoperto tutte le isole, e le hanno tenute sott’acqua per più di un’ora. Poi l’oceano si è lentamente ritirato (i tetti delle automobili, i finestrini, e finalmente le ruote) e nel giro di ventiquattr’ore la situazione è tornata più o meno normale. Non ci sono state vittime perché le autorità, avvertite dai metereologi, avevano provveduto in tempo a far mettere la gente al sicuro nei piani alti. Per quell’ora tuttavia, l’intera repubblica ha vissuto appena sopra il pelo dell’acqua. E’ la prima nazione del pianeta Terra cancellata, sia pur provvisoriamente, dall’effetto serra.

Le isole del Pacifico, secondo i primi navigatori (Bouganville, Cook) erano una specie di paradiso terrestre abitato da felici indigeni che non facevano altro che mangiare, prendere il sole e far l’amore tutto il giorno (e la notte). I marinai occidentali hanno portato loro la sifilide. I missionari, la posizione del missionario. I governi, i gendarmi, gli hamburger e le guerre. Tutto questo per dire che se una fine del mondo ha da esserci, pare tristemente appropriato che debba cominciare proprio là.

• Il vigilante davanti alla banca serve a evitare che la banca, precipitandosi fuori, si metta a rapinare i passanti.

Continua a leggere »

Nessun commento

Gloria postuma

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Cristina Cellai, ex LetterinaChi l’avrebbe mai detto, ai tempi, che la richiesta della legge Bacchelli per Jimmy il Fenomeno sarebbe finita sul Corriere della Sera, e che Clarence fosse il sito preferito dalle letterine storiche di “Passaparola“?
Son soddisfazioni.

2 commenti

Il cane bicentenario

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Personale

Così, per il mero gusto di scandalizzare ulteriormente quelli che, nei commenti ad un post, si sono stracciati le vesti alla notizia dell’ordine, da parte del sottoscritto, di un nuovo computer portatile, comunico di aver accolto nella mia dimora anche questo coso.
Abbaia, cammina, cresce, impara, fa foto, riconosce il padrone, è collegato wireless ad internet, gioca con l’osso di plastica, ti segue per leggerti le e-mail ed è di un’inutilità che fa spavento.

12 commenti

Terzismo for dummies /2

feb 23 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Peggio di quelli che lasciano commenti tipo “si, ma a noi cosa ce ne frega?” ci sono solo quelli che non si sono accorti di stare visitando un weblog amatoriale privo di pubblicità e scrivono “noi continuiamo a venire qui, il blog fa pagine viste, e il gestore ci guadagna”.

3 commenti

Consumeristicamente parlando

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Guardavo l’altra sera un programma, uno dei tanti, e avevo gli occhi pieni di stupore.
Scomodo – parafrasando – Battiato per parlarvi di “Mi manda Raitre”, la trasmissione dalla parte dei consumatori condotta da Marrazzo.
Il giornalista quando crivella di colpi quelli della Telecom o dell’Enel o i rappresentanti di un’assicurazione ha l’occhio furbetto e mette la bocca a punta e smandibola sferragliando congiuntivi e con la lingua fa clac-clac. Sembra dire: qualunque cosa diciate lo so che state mentendo e la gggente che ci vede da casa lo sa meglio di me. Forza, ditela subito la verità: siete dei lestofanti. Porcomondo.
E in studio ci sono gli ospiti, le persone gabbate, quelli che sono andati al “clebbemedde” e gli hanno dato invece una spelonca umida e brutta, quelli che hanno comprato il telefonino da 600 euro (sic!) – un regalo per la mia “lei” – e non hanno la garanzia, quelli che hanno preso un coriandolo di multiproprietà e adesso ce l’hanno in quel posto. Sono un’umanità vinta, melmosa e dagli occhi pesti, che ha cravatte grandi come braciole, giacchettine a quadretti, camicie rosine. Sono il ventre molle del “è mio diritto”, quelli che per andare ospiti da Amadeus sarebbero disposti a dare via il culo. Quelli che intasano le linee dei bus e parlano e parlano e recriminano e puzzano di luoghi comuni e alibi. Quelli che “ti preeego” e “ti sento dentro” e “a livello epidermico”.
Ecco, io di questa gente non ho pietà.
E neanche di Marrazzo, se è per questo.
E tanto meno dei rappresentanti di quelle associazioni che – senza essere stati eletti da nessuno – difendono i consumatori. Nel senso di quelli che consumano. Dunque difendono anche me. Anche voi.
Siccome però su questa materia non vorrei far parlare soltanto la pancia, vi consiglio di leggere una pregevole inchiesta di Marco Ferrante, apparsa sul Foglio del 7 febbraio.
C’è tutto: chi sono e cosa fanno questi Robin Hood e, soprattutto, chi rappresentano, come campano e se sono attendibili e perché mai debbano dire la loro pure sugli ingredienti delle torte di Nonna Papera.
Leggete, per esempio, cosa ha detto Piero Mongelli (Codacons) a proposito della decisione di piazzare una webcam in un asilo.

P.S. Scrive Aldo Grasso su “Sette” di giovedì scorso: “S’avanza il lobbista democratico (…) tanto democratiche (le lobby) che un giorno salterà fuori un’associazione di consumatori che farà le pulci (specie sui finanziamenti) alle altre associazioni di consumatori in un televisivo gioco al massacro. A chi toccherà l’onore e l’onere di controllare i controllori?”

18 commenti

15 righe, 900 battute

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

Al direttore – Confesso a lei, e solo a lei, l’estremo disagio provato di questi tempi leggendo la rubrica delle lettere sul suo giornale. È sempre stata un circorfei di varia umanità, sfogo inutile di frustrazioni bulimiche per uomini poco avvezzi allo shopping estremo, ma almeno si poteva ridere di gusto. Ora mi riesce estremamente impossibile, quasi difficile direi.
Passi l’eccentrico Dott. Castaldi, logorroico e confuso ma incomprensibilmente figo. Passi Crippa, ciellino dalla battuta scaduta e dal crocifisso in esposizione permanente, ma Boncompagni no per dio, non l’anziano clone di sé stesso rintronato come un divano logoro di natiche ormai passate di stagione, non me lo doveva mettere proprio lì, all’apertura della quarta. È di scarsa sostanza dissacratoria.
Or dunque passerei alla proposta, mutuandola dalla devozione calciofila riservata al fuoriclasse che si ritira a far altro: uno spazio bianco firmato Mattia, che resti per sempre a memoria della sua incredibilità.
Ci pensi, direttore, non vorrei sentirmi in obbligo di inondarle la buca con carta straccia sporcata da me ogniqualvolta sentissi il bisogno di un sorriso.
Ursula – via internet

29 commenti

Desktopia

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Un'immagine tratta da WebshotsMi dicono io sia tra i pochi ad essere stati fino ad oggi all’oscuro dell’esistenza del sito Webshots. Colpevole mancanza: gli appassionati di wallpaper (sport di un’inutilità indicibile, ma che proprio per questo ha il suo fascino) vi troveranno immagini di paesaggi meravigliose.
Un solo avvertimento: correte direttamente alla “Gallery” senza passare dal via ed ignorando tutto il resto. Per quanto gratuito, non scaricate il programma necessario per visualizzare le immagini scaricate. E’ pesante, inutile, ridondante. Piuttosto, scaricate dal web uno dei tanti programmi di conversione dal formato utilizzato da Webshots al più classico Jpeg.

5 commenti

Vota per lui, voglio perdere!

feb 21 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Campagna elettorale: vi siete accorti che Berlusconi praticamente fa propaganda per l’Ulivo e che l’Ulivo, a sua volta, non sembra poi così desideroso di vincere? Uno si rende impopolare a pochi mesi dal voto, gli altri si affidano a vecchi tromboni… Come mai?

• E’ cominciata la campagna elettorale e il povero Berlusconi, terrorizzato all’idea di dover restare altri quattr’anni a Roma – lui che è brianzolo – s’è buttato decisamente a sinistra e non perde occasione per far perdere voti a se stesso. Oggi una gaffe con Ciampi, domani un “delinquenti!” ai magistrati, dopodomani un bel “gl’italiani stanno bene!”: non passa giorno senza che qualche voto di Forza Italia emigri verso altri lidi. “Eh, ti ricordi quando m’avevano appena fatto cavaliere?” sospira, la sera, al fido Confalonieri. “E come non me lo ricordo? Che festa!Avevamo appena telato il primo miliardo! Bei tempi!”. “Bei tempi sì! Altro che ‘sta vita!”. “Però io te l’avevo detto… Non era cosa tua fare il politico, lo sai…”. “Hai ragione, hai ragione! Eh, non ti ho ascoltato…”. “Mica è troppo tardi. Ascolta, Silvio: io me la sentivo come andava a finire. E’ un anno che mi dò da fare per… Hai presente le isole Allygator? Quelle vicine alle Cayman, che però non le conosce ancora nessuno? Bene: ho trasferito tutto lì dall’anno scorso. E non c’è estradizione, alle Allygator! Ce la filiamo lì, e che si fottano! Giudici, cittadini, telespettatori… Che ce ne frega a noi? Ce n’è mai fregato? E dai, dì qualcosa!”.

Continua a leggere »

18 commenti

« Prec - Succ »