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Archivio per febbraio, 2004

Non è la BBC

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

Giornalismo. “Chi minaccia il giornalismo?” si chiede drammaticamente il Corriere. Risposta: i giornalisti, naturalmente. Avidi di scoop, “protagonisti”, astiosi verso i governi, è ora – suggerisce Gianni Riotta – che si diano una regolata. Siccome Riotta è un giornalista molto democratico la regolata suggerita consiste, se non abbiamo capito male, in una qualche forma d’autocensura.
Se al posto di Riotta ci fosse stato Bondi – o se i giornalisti fossero una categoria altrettanto indipendente quanto i magistrati – è probabile che la “regolata” sarebbe arrivata sotto forma di vero e proprio bavaglio giuridico sulla categoria. Ma ancora siamo al dibattito, grazie a Dio, e ancora la separazione delle carriere (ad esempio fra reporters e writers) non è stata proposta. Noi giornalisti siamo “vanitosi, superficiali e interessati” (cito Riotta) ma non, come i giudici, irrecuperabili comunisti. Suppongo che dunque al dibattito abbiamo diritto.

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Venditori di fumo passivo

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

E uno potrebbe sopportare di svegliarsi in camera da letto dove ovviamente non si fuma, passare in bagno dove pure non si fuma, in cucina dove non si fuma e così pure in salotto, dove non si fuma perché il fumo dà fastidio anche in salotto – la mattina, sei pazzo – e quindi in ascensore dove non si fuma e sul taxi dove non si fuma, anche se il tassista ha le sigarette sul cruscotto. E però non fuma, tu non puoi fumare, ci sono clienti che sentono l’odore e poi si lamentano, e allora dritto all’aeroporto e mai più in stazione – sull’Eurocity non si fuma, per ore intere non si fuma – ed eccoti all’aeroporto (piove) e dentro non si fuma, in biglietteria non si fuma, al bar dell’aeroporto non si fuma, e nei bagni dell’aeroporto non si fuma perché c’è una tizia che pulisce e sorveglia, ecco il metal-detector che suona e un agente che dice “lei forse ha le sigarette” perché la carta stagnola del pacchetto fa suonare tutto, e pure l’accendino fa suonare tutto, poi non si fuma sulla navetta che porta all’aereo e ovvio che sull’aereo non si fuma, lo sanno anche le giraffe che sull’aereo non si fuma: però c’è la voce suadente che dice su questo volo non è consentito fumare e ci ripensi ogni volta, e quando poi decolli e leggi il giornale c’è sempre un articolo che annuncia nuove norme antifumo, interviste a Silvio Garattini col suo dolcevita da infelice, una ricerca che dimostra come la nicotina renda nani e impotenti e portoricani, un’altra ricerca dell’università di Kabul che dimostra come il fumo passivo uccida anche l’inquilina della palazzina di fronte, e alla fine atterri e sei d’accapo perché in aeroporto non si fuma, al bar e nei bagni e nel taxi e in ascensore e in redazione non si fuma, e se poi decidi che adesso basta me ne sbatto i coglioni spunta regolarmente la collega incinta, e allora suvvia, fai uno sforzo, le uccidi il bambino, e allora eccoti sul balcone (piove) a inspirare benzene che secondo il criterio farlocco delle sigarette dovrebbe ammazzare intere nazioni ogni anno, eccoti a guardare un cretino che fa jogging vicino a un Ford Transit perché correre fa bene e fumare fa male, anche se non è vero, fa male anche correre, fa male tutto, e comunque tu guardi il cretino che correrà sinchè gli si piallerà un legamento, e allora ecco, peserà sul sistema sanitario nazionale, gli verrà un colpo e peserà sul sistema sanitario nazionale – muori ma coi soldi tuoi, che civiltà fantastica – ma intanto lui corre e finisce quasi arrotato da una Saab col portasci: altra gente che andrà a spaccarsi le gambe e inevitabilmente peserà sul sistema sanitario nazionale, sinchè drin, ti accorgi che squilla il cellulare perché è già l’ora dell’appuntamento, un pranzo di lavoro, e in ascensore non si fuma e in taxi eccetera, al ristorante la sezione fumatori è strapiena e presto comunque l’aboliranno, gli esercenti dovranno scegliere, ma ecco, si è liberato un angoletto umiliante tra i fumatori, e però no, dài, il fumo dà fastidio a caia, resta qui, non andartene a fumare che non sta bene, fumerai dopo, le sigarette restano sul tavolo con sopra scritto “il fumo provoca il cancro” sinchè più tardi, quando mandi tutti in malora e finalmente te ne vai fuori a fumare la sigaretta (piove) butti infine il mozzicone per terra e passa una vecchietta che ti guarda male. E uno potrebbe anche sopportare tutto questo.

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Come mangiare una Mela

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

ParmalatAncora senza computer. Dovrei comprare un Apple nuovo, ma mi trovo momentaneamente a corto di fondi. E va bene: vuol dire che comprerò direttamente *la* Apple, che è più facile. Dice che con una quindicina di miliardi di euri me la danno. Io cento euri ce li ho già, per cui mi resta solo da trovare i rimanenti quattordici miliardi novecentonovantanove milioni novecentonovantamila e novecento. Qui sotto al bar Sport ci sono tre pensionati che sicuramente vorranno partecipare all’affare. Poi c’è la maestra Bisazzi, che aspetta la liquidazione da un anno e che da qualche parte se la dovrà pure investire. Poi c’è Padalino dell’emporio giù in piazza, il ragionier Merenda, Tannini che è capofficina alla Metallurgica, il Fantozzi, Cipputi… Insomma, i soldi ci sono. Convincerli a tirarli fuori? Una cosa da niente. Per prima cosa, mi faccio una bella carta intestata: Financing Agency O. & O., Investing Management And Gaboling, Capitale Sociale Cdt 150 milioni interamente versati (Cdt vuol dire “Conchiglie di Tonga”, ma questo lo scriviamo in piccolo). Poi ritaglio una bella foto del sultano di Brunei (l’uomo più ricco del mondo, lo sapevate?) da Gente Viaggi, la incollo su un foglio di carta e sul foglio scrivo a macchina: “Sultanato di Brunei – Certificato di credito – Dollari 15 Miliardi – Pagabili a vista al portatore”. Poi ci vuole la firma del sultano naturalmente – ecco la firma e infine, per ogni buon conto, mettiamo anche un bel “Visto il Governatore della Banca di Brunei, firmato Carli. Bello, eh? Questo glielo sbattiamo in faccia al primo che chiede se siamo adeguatamente coperti. C’è altro? Non mi sembra. Ora dobbiamo semplicemente comprarci una bella cravatta da manager, studiarci un’espressione finanziariamente aurtorevole allo specchio e andare in giro a raccogliere i denari. Giovedì ci quotiamo in borsa, venerdì acquisiamo la Apple, sabato apriamo un bel conticino alle Cayman (non si sa mai) e lunedì siamo già cavalieri del lavoro.

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Lisca Unica

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Strips

Cadute del budget sulla via di Damasco
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Camporella
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C’era una volta la democrazia
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Lisca Unica
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Pensiero debole
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Stimmate
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L’EconoSua

feb 07 2004 Inviato da nella categoria Catena di San Libero

• L’economia va male. L’econosua invece va benissimo.

Bossi difende i giudici di Banche Pulite. Fossi in loro toccherei ferro. Anche quelli di Mani Pulite una volta erano i beniamini di Bossi: sono bastate un paio di poltrone alla Lega per farli diventare tutti communisti da imbavagliare.

Al solito, vogliono portare l’inchiesta via da Milano. La prima volta (Piazza Fontana, il cui processo finì… a Catanzaro) fu più di trent’anni fa.

Neologismi. Quello che *non* hanno inventato stavolta: Bancopoli.

Le quotazioni di oggi. Milano, Parmalat a meno 14,3.

Bond. “My name is Bond, Fazio Bond”.

Solo dopo Fiat, Cirio e Parmalat, solo con un’inflazione al chissà-quanto-per-cento, e solo nell’imminenza di una campagna elettorale, un esponente della sinistra ufficiale (Fassino) si azzarda finalmente a proporre di tassare delle transazioni finanziarie (e solo quelle nei paradisi fiscali). E’ cinque anni che questa idea – di un economista liberale: Tobin tax – è al centro delle proposte dei no-global, che però non sono degli economisti credibili ma degli estremisti da manganellare.

Considerazione finale. Se questo è riuscita a fare Parmalat, che cosa avrà fatto mai Cosa Nostra?

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Il Genna sul Financial Times

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Personale

ft.gifQuesta parrebbe davvero una bufala inventata col Neri: invece, stavolta, è vera. Brontolo converrà nel concedermi un briciolo di solidarietà: sono finito nel tempio del Capitalismo Su Carta Stampata. Cioè: mi arriva l’altra settimana una mail da parte della direttrice dell’inserto letterario del Financial Times. Mi chiedono un saggio sulla letteratura italiana – quella che, a mio parere, resterà. Gli inglesi saranno pure perfidi, ma sono seri: non gliene frega niente di bestseller raccogliticci e semispettacolari. Formulo alcune proposte: vengono accettate. Stendo il lungo articolo. Lo pubblicano integralmente: domani è in edicola. In Rete sta qui, ma ci vuole l’abbonamento (per gli interessati: la traduzione inglese apparirà a giorni su i Miserabili). Ecco il pezzo e Dio non li stramaledica più.

- books essay -
ITALIAN RENAISSANCE
di Giuseppe Genna

So perfettamente che chiedere di fidarsi di un italiano è più improbabile che domandare a Patch Adams di dirigere le operazioni di Enduring Freedom. Non fidarsi di un italiano è bene, ma fidarsi di uno scrittore italiano è anche peggio – il che è tutto sommato irrilevante, dal momento in cui su Amazon gli scrittori italiani che risultano apprezzati dal mondo anglosassone sono passati a miglior vita da parecchio.

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Legalizzare la mafia, sarà la regola del 2000

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Il Senato vara la sanatoria per i falsificatori di firme elettorali
5 febbraio 2003
Vi ricordate le denunce portate avanti dai Radicali per i numerosi episodi di falsificazione delle firme necessarie per la presentazione delle liste alle elezioni regionali del 2000? Le denunce furono depositate, ben prima dello svolgersi delle elezioni, in 83 procure di tutta Italia. In molti casi furono ben presto archiviate. Ma circa un anno fa la procura di Napoli chiese il rinvio a giudizio di 84 persone, amministratori locali e nazionali di tutti gli schieramenti politici, la procura di Roma ascoltò decine di migliaia di persone, individuando oltre 20 indagati di tutti gli schieramenti. Così anche a Benevento e a Bolzano. I Radicali sostennero che non tutti i partiti politici si erano «legalmente e legittimamente presentati alle elezioni», e che si sarebbe scoperto che molti «non avevano i numeri e le firme richieste dalla legge».

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Zanzare & Tigri /19

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

dal quotidiano .Com del 6/2/2004
L’inquietante, bellissima Jane Alexander è il personaggio più peccaminoso della Tv. Per godervela in tutta la sua perfidia non perdetevi le puntate di “Elisa di Rivombrosa”; se la preferite in preda al vizio seguite “Sinners” su Sky Cinema Max. Bello e sulfureo programma di Barbara Calabresi, Ettore Zito e Linda Ranalli, con la regia impressionista di Stefano Salvatori: ogni settimana, attraverso la riproposizione ad hoc di spezzoni cinematografici e gli interventi di giornalisti ed esperti (tra cui il solito Raffaele Morelli, che è stato visto incazzarsi davanti a un videofonino perché mentre parlava non vedeva accendersi la lucina rossa…), viene raccontato uno dei dieci comandamenti o dei sette vizi capitali. Stasera alle 20.30, un’accolita di sessuomani – Riccardo Schicchi, Eva Henger, Vladimir Luxuria e la prostituta Vanessa – parla di “Non commettere atti impuri”. Divieto prontamente disatteso dalla conduttrice che, sul set della fiction di Canale 5, non ha saputo trattenersi dal concepire un pargolo con uno della troupe.

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Che succede al giocattolo?

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

La filosofia sottesa dai servizi free non lascia adito a nessun tipo di recriminazione. Ti viene fornito un servizio e non scuci un quattrino, quindi non ti lamentare appena qualcosa va storto. Giusto e insindacabile. E chi si lamenta, infatti: mi limiterò ad una breve e fredda cronaca.
Il 5 febbraio 2004, in un drammatico pomeriggio che molti blogger ricorderanno a lungo (e con questo la fredda cronaca è già andata a farsi benedire), Clarence mette finalmente in atto l’epica “transizione delle piattaforme blog“. L’evento era stato annunciato nei giorni scorsi da un’e-mail che, al grido di “niente panico”, risuonava già sinistra come le parole del capitano del Titanic dopo l’urto con l’iceberg. La missiva descriveva l’iniziativa come atta a semplificare la gestione del blog da parte degli utenti meno esperti; quanto effettivamente più semplice sia diventata questa gestione per esperti e meno esperti, e quanto atraumatico l’addio a Movable Type, lo potete capire bene voi stessi navigando per la blogosfera clarenciana: layout azzerati, commenti spariti, editor al momento impraticabile, tempi letali di attesa tra un caricamento e l’altro. Un festival del bug.
Diamogli tempo, certo. Allo stato attuale delle cose, si possono prevedere solo miglioramenti, prendiamola con filosofia (e controlliamoci le transaminasi, già che ci siamo: ok che il fegato si rigenera, ma c’è un limite anche a quello). E poi, se Sparta piange, Atene non ride: Splinder, nel momento in cui scrivo, solidarizza con uno dei suoi ormai leggendari “stiamo lavorando per voi, tornate tra qualche minuto”.

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Iscritti italiani alle logge massoniche /1

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

La lista dei massoni italianiCuoreC’è un’iniziativa di Cuore che parecchi di voi probabilmente ricorderanno, e che il “Settimanale di Resistenza Umana” non riuscì mai a portare a termine: la pubblicazione della lista dei nomi (completa di comune di residenza, data di nascita e professione) dei 26.409 iscritti italiani alla massoneria.

Era il 1998, se ben ricordo, e l’esperienza del giornale stava volgendo al termine: la divulgazione degli elenchi tramite un inserto a parte risultò allora troppo dispendiosa, e si fermò al terzo fascicolo. Nel frattempo, ignoti professionisti fecero irruzione nel corso della notte in redazione, per visualizzare (o probabilmente prelevare) le liste: furono sorpresi da una giornalista (a Cuore si faceva spesso l’alba in redazione: c’erano persino due camere e due letti per chi doveva pernottare) e fuggirono dalla finestra. Entrarono e uscirono, in pratica, senza alcuna effrazione.

Una cosa va chiarita: l’adesione ad una loggia massonica non è reato (lo era nel caso della P2, strutturata come segreta, oggetto di innumerevoli inchieste, i cui affiliati sono stati coinvolti in vicende di eversione, stragi, tentati colpi di Stato, depistaggi). Al di là di questa fondamentale precisazione, è assodato che buona parte degli italiani che non contano niente (e che, al massimo, sono stati iscritti alle Giovani Marmotte, ma poi non hanno rinnovato la tessera) si chiedano quale sia il motivo che spinge un individuo ad aderire ad una loggia massonica, se non la speranza di assicurarsi favori che non sarebbero ottenibili per vie legali o con l’ausilio del solo sudore della fronte.

I nomi degli aderenti alle varie logge massoniche legali sono (o dovrebbero essere, secondo legge) pubblici. Dal momento che chi fa parte della massoneria va fiero della propria scelta e, anzi, ne ribadisce con orgoglio la legittimità, nessuno che non abbia, invece, qualcosa da nascondere, se la prenderà per la pubblicazione da parte di Macchianera (in più di 60 puntate) degli elenchi di 26.409 persone che, tra la bocciofila e il Lions, hanno preferito la terza via del cappuccio, della squadra e del compasso.

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…A bere del whisky sulla BlogBar

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

BlogBarE’ andato da poco online un nuovo, essenziale aggiornamento della BlogBar: roba che ormai c’è l’imbarazzo della scelta con quella di Google. Oltre alle caratteristiche già elencate qui, sono state implementate parecchie nuove funzioni e corretti alcuni “bug” da voi segnalati, tra cui:

  • E’ ora possibile, nel campo della ricerca, racchiudere una frase tra virgolette o utilizzare caretteri speciali come “&” per miglioreare la qualità dei risultati.
  • Selezionando una qualsiasi parola presente nella pagina web che state visitando e tarscinandola nel campo “cerca”, sarà possibile avviare una ricerca senza doverla digitare.
  • Se state visitando i più frequentati motori di ricerca, la BlogBar è ora capace di capire quale parola avete cercato e di farvela trovare già pronta nel campo “cerca”, per effettuare ricerche su altri siti.
  • Sono state aggiornate le “.dll” della BlogBar per incrementarne la stabilità.
  • La funzione di blocco dei “Pop-up” è stata ulteriormente potenziata.
  • La BlogBar vi avvisa quando è stato rilasciato un aggiornamento, ma non scarica più alcun file dalla rete. Il che vuol dire che l’apertura del browser non rallenterà nel caso in cui il sito della toolbar per qualsiasi motivo non sia raggiungibile, o se non siete collegati alla rete.
  • Oltre alla funzione che evidenzia le parole, come succede con la toolbar di Google, la BlogBar produce ora un bottone per ogni singola parola che state cercando. Una volta cliccato, la pagina scorrerà fino a quando non sarà individuata.
blogbar31b.jpg

Detto questo, sono stati aggiunti molti dei blog tra quelli che avete segnalato in questo post, ma si è reso necessario “sfrondare” la lista dei blog presenti, per motivi tecnici vari (non ultimo quello della leggerezza) e per fare in modo che le varie tendine non finiscano oltre il limite dello schermo. Nessuno se la prenda: la BlogBar viene aggiornata spessissimo, e qualsiasi blog ne sia uscito potrà sempre rientrare. Basta che venga segnalato da parecchi utenti nei commenti di questi post (e qui è necessario ribadire: le autosegnalazioni, oltre ad essere parecchio tristi, non vengono tenute in considerazione).
Come criteri di scelta sono stati adottati la frequenza di aggiornamento del blog, il livello di notorietà, la maggiore o minore presenza di lettori e commentatori, l’originalità e ovviamente, in onore dei più paranoici, nepotismo. Va detto però: qui siamo umani. Si può sbagliare. O non essere stati attenti. O aver sottovalutato qualcosa. L’importante, per uno strumento come questo, è, per quanto possibile, migliorarlo tutti assieme.

Nel segnalare i vostri blog preferiti (utilizzate tranquillamente i commenti), fate attenzione che non siano già presenti all’interno della BlogBar. I siti vengono catalogati in ordine alfabetico secondo il titolo scelto dall’autore, non per indirizzo.

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Sesso, Blog e Rock and Roll

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

ico-bbfc12a.gifEbbene, con tutto che mi ci sono messo d’impegno, pare proprio che se questo blog fosse un film, secondo la British Board of Film Classification (la commissione censura cinematografica inglese, in pratica), sarebbe adatto ai maggiori di 12 anni, se accompagnati dai genitori fino alla maggiore età. Cliccando qui potrete verificare la vostra classificazione.
In sostanza, Vanzina in confronto a me passa per giacobino.
Se permettete – parecchio deluso – vado a somministrare una pasticca di extasy al gatto, che nella sezioni “droga” e “violenza sugli animali” ho dato il peggio di me.

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Comunisti

feb 06 2004 Inviato da nella categoria Segnalazioni

Ha ragione il nano, ce ne sono a bizzeffe: ribaltano la realtà, ripetono le bugie centosette volte come Giuseppe il Gobbo, si insinuano nella magistratura e nella scuola, fanno i direttori dei giornali finanziati dalla moglie, si tagliano i riportini.
Ma soprattutto mangiano i bambini (thanks to Ander Costruktiòn).

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Bendix!

feb 05 2004 Inviato da nella categoria Marchette gratuite

bendixstart.gifPesanti pressioni della Famiglia hanno messo Lia Celi alle strette: da oggi, finalmente, anche la Signora Paginatre ha il suo blog.
Per cominciare Bendix avrà l’aspetto di un magazzino da riempire vorticosamente (ne ha scritte di cose negli anni, la ragazza), ma contiamo diventi un ennesimo luogo della blogsfera a disposizione di menti, cuori e pance.
E se, buttato un’occhio, restate colpiti anche dall’aspetto gradevole e organizzato del blog, mandate un pensiero grato a Gianluca Neri: il maestro dietro a grafica e css è ancora una volta lui.
Buon inizio dunque a Miss Celi, su la serranda.

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Zanzare & Tigri /18

feb 05 2004 Inviato da nella categoria Opinioni

dal quotidiano .COM del 5/2/2004
Confesso. Sono responsabile dell’innamoramento di Lucia Annunziata per la Tv. Su segnalazione di Daria Bignardi, dieci anni fa, la invitai al “Tappeto volante” su TMC. Poco prima della diretta ebbe un attacco di panico e si scusò per la defezione. In seguito riuscii a portarla in trasmissione: il suo piglio piacque subito a Rispoli e ai telespettatori, Lucia ci prese gusto e tornò più volte. Dopo pochi mesi le affidavano “Linea tre”. Questo per dire quanto stimi l’attuale presidente della Rai, sia come giornalista che come donna. Non capisco però la canizza che ha sollevato sulle telefonate di Berlusconi. Vogliamo impedire al Premier di alleviare le sue giornate scambiando due chiacchiere con gli illuminati Alberoni e Veneziani? Magari parlano di innamoramento e amore, magari dibattono del segreto del viandante. Quando sei diventata direttore del Tg3, cara presidente, nessuno aveva fatto telefonate per te? R.S.V.P.

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