“Questa recensione non s’ha da fare”

Un giovane giornalista pubblica un libro su dei politici eccellenti. Carte di tribunale, mica romanzi. Eppure non ne parla nessuno, su nessun giornale, nè di sinistra nè di destra. Come mai?

Giornalismo 1. Il giovane giornalista Simone Falanca pubblica un libro (“Alfa e Beta”, Frilli Editori) sulle indagini preliminari – poi archiviate – della procura di Caltanissetta in relazione alle stragi del ‘92. Il libro è in libreria da tre mesi ma non viene recensito dai mezzi d’informazione: come se non esistesse. Sentiamo che ne pensa l’autore:

A dicembre ho pubblicato un libro-inchiesta sulle indagini delle procure di Caltanissetta e Firenze che indiziarono politici eccellenti di essere fra i “mandanti esterni” delle stragi di mafia del 1992. Entrambe le inchieste sono state archiviate per decorrenza dei termini di tempo. Sia i giudici di Firenze che quelli di Caltanissetta avevano parlato nei decreti di archiviazione di “rapporti continuativi e frequenti” tra uomini di Cosa Nostra e uomini Fininvest, fino a Berlusconi e Dell’Utri. Il mio è rimasto un libro-fantasma. Non ho la presunzione di aver scritto chissachè, ma ero convinto che un po’ di visibilità l’avrebbe avuta. Lo ammetto, gli argomenti del mio libro sono un po’ forti ed ero consapevole del fatto che a qualcuno avrebbero potuto far storcere il naso. Perciò ho sottoposte al vaglio dello storico Nicola Tranfaglia che li ha condivise e ha deciso addirittura di scrivere la prefazione.

Allora perchè il silenzio dei giornali sia di centrodestra che di centrosinistra? Chi ha posto il veto su questa inchiesta? Ne ho parlato con Frilli, l’editore, e neanche lui riesce a capacitarsi di questo sistematico silenzio. Ho cominciato allora a chiedermene il perché. Forse la mia colpa è stata quella di pubblicare *integralmente* il decreto di archiviazione del Gip Tona, che riassume dieci anni di indagini e solleva molti interrogativi. Forse di inquadrare gli omicidi Falcone e Borsellino in un quadro internazionale in cui la mafia esegue anche ordini impartiti altrove. Forse di collegare la stagione delle autobombe del ’93 al proliferare delle fantomatiche leghe del Sud (la maggior parte fondate in una quindicina di giorni da Gelli e Delle Chiaie). Forse di parlare di una possibile strategia globale dietro le bombe: la politica estera dell’Italia doveva restare fortemente filo-americana, e quindi bisognava sostituire la Dc, implosa dopo le indagini di Mani Pulite, con una nuova forza politica che ne prendesse il posto. Da far nascere a qualunque prezzo.

Bookmark: www.cuntrastamu.org

Giornalismo 2. Su Panorama in edicola, profilo di Berlusconi con aria fiera e titolo da manifesto elettorale “La forza dei fatti”. E congrue articolesse nell’interno. Ognuno naturalmente è libero di avere le idee che vuole: ma una cosa – stilisticamente – è fare un giornale e un’altra fare comizi per un partito. A me, in trent’anni, non è mai saltato in mente di fare copertine “vota questo” o “vota quello”. “Vota Pci” sull’Unità (organo del partito) lo puoi scrivere, ma su Avvenimenti (giornale d’opinione) proprio no. Non tanto per una questione di contenuto (magari Avvenimenti poteva essere, e di fatto era, molto più communista dell’Unità) quanto di orgoglio nostro, di stile. Ci sarebbe scocciato moltissimo passare, anche davanti a un solo lettore, per dei propagandisti servili. Adesso,uno pensa allo spigliato e bellissimo Panorama di quando si era ragazzi, a quelli che ci lavoravano (e da cui s’imparava), al giornalismo.


Il gentiluomo: Tutto ciò che mi accade, è normale. Il fanatico: Tutto ciò che non è normale, è anormale.

Confessioni. Non è che sono basso di statura. È che nel mio pianeta la gravità è molto meno forte che qui su Terra.

• Quel che succede, in realtà, è che stiamo ridefinendo il concetto di essere umano. Chi consuma è umano. Chi non consuma no.

Spot. “Anfora” è una raccolta di poesie scritte dai detenuti dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, arrangiate da Orazio Carnazzo e suonate dal gruppo musicale “Borgo Antico”. È un tentativo di portar fuori dalle sbarre la voce di persone che, come tutti, gioiscono, soffrono, esprimono emozioni; e di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema, non affrontato seriamente dalle istituzioni e purtroppo non ancora risolto, dei manicomi giudiziari in Italia. Gli organizzatori sono i circoli Arci “Macondo” e “Papillon”.
Info: orazio@oraziocarnazzo.tk
Bookmark: http://stage.vitaminic.it/orazio_carnazzo (per scaricare l’MP3).

Paolo Ribeca wrote:

“Un paese simpatico, tutto sommato. Perciò basta aspettarlo, aver pazienza e volergli bene”. Secondo me una delle cause più rilevanti dei mali dell’Italia è invece proprio la percezione da parte dei suoi abitanti (decisamente falsa da un punto di vista oggettivo) che l’Italia sia un paese “simpatico”, fatto di persone che alla fine “ci arrivano”.

Pensa davvero che l’ottica del “tutto si aggiusta” e del “in fondo in fondo troveremo una soluzione” sarà davvero abbastanza per tirarci fuori dai guai?

Pensa davvero che un soprassalto dell’ultimo momento porterà la Sicilia, dopo 150 anni di stato nazionale e di interventi speciali, ad avere niente mafia e degli acquedotti funzionanti? Pensa davvero che almeno 30 anni di assenza totale della classe politica (e di investimenti a lungo termine nei settori dell’economia, dell’energia e della ricerca) potranno essere recuperati con una brillante improvvisazione?

No, i paesi che “ci arrivano” sono la Francia o la Germania, dove i treni arrivano in orario senza bisogno di un Inviato della Provvidenza che li faccia arrivare in orario, e dove il governo governa senza bisogno di un Unto del Signore che gli dia un’ispirazione.

Gli italiani hanno esattamente ciò che si sono meritati con le loro scelte, niente di più e niente di meno (e Berlusconi rientra perfettamente nelle categoria).

Con la solita stima, a presto

redrage@tin.it wrote:

Un proverbio di Modica, paese ormai città nei pressi di Ragusa, dice che durante le feste carnevalesche bisognerebbe guardarsi dalla satira dei poeti! ” ‘A sdirriminica vàrdati cà u pueta sbuòmmica!”

Alludendo all’usanza delle satire popolari, quando improvvisate da un poeta diventavano taglienti ed aggressive. Non c’era frizzo, ingiuria o facezia che il poeta non si permettesse contro gli amministratori della cosa pubblica, i rappresentanti del governo, i magnati, i padroni in genere. E guai a chi se ne risentiva. Il poeta popolare, insomma, era intangibile per il volgo e poteva dirla a chicchessia purchè si trattasse di verità. Una storiella tradizionale legata ad un villano, che incontrando Gesù lo riconobbe e gli raccontò la sua vita e le prepotenze che subiva da un signorotto suo vicino, pregandolo di potere svergognare lo stesso senza incorrere in alcun pericolo per la sua persona. Gesù rispose che per fare questo bisogna essere poeti, perché solo essi possono affermare verità senza che alcuno li molesti. Così da allora il villano compose poesie terribili contro il signorotto, il quale dovette riderci su senza fiatare. Stammi bene

marco@ufic.tk wrote:

… l’arcobaleno, bandiera della mia nazione…

giovanni_pesce@libero.it wrote:

a noi ci piace il vento tiepido di maggio che lo prendi tutto in faccia
ci piace la birra fresca con le goccioline sopra
ci piace andare a zigghe&zagghe
e pedalare in tondo intorno alle aiuole, ululando, la sera
ci piacciono le traiettorie curve, ben pennellate
ci piace inventarci una nuova città
ci piace milano che diventa come amsterdamme
ci piacerebbe il monte stella al posto del palazzo di giustizia
in generale, ci piace andare in bici la sera
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7 Comments

  1. Vorrei tanto poterti dare una risposta. Ma non posso. Al mio livello – l’infimo – le cose arrivano solo se gli editori fanno una presentazione del libro al pubblico in qualche bella libreria alla moda. Altrimenti, del libro della Fr. Frilli, di cui magari mi arriva anche la scheda stampa, io posso solo farmi volontario acquirente e lettore. Dovrebbero risponderti “loro”, i veri giornalisti, i miei redattori e caposervizi, e qui scommetto che ne girano tanti.

  2. E’ semplicemente dovuto al fatto che utilizzare materiale giudiziario di quel tipo è attività immorale..come se qualcuno mettesse insieme le farneticazioni di Igor Marini e cercasse di fare quattrini vendendole. Basta!

  3. Io il libro di Simone Falanca l’ho comprato da tempo. Della parte non documentale non dirò una parola perchè l’autore ha la stessa età di quando pubblicai il mio primo libro e mi suscita perciò una forma di rispetto e di tenerezza. Per la stessa ragione non lo recensirò, nonostante ci avessi pensato. Ma ho comprato il libro. In fondo è l’unica cosa che conta.

  4. Dunque Pescatore, le farneticazioni di Marini hanno la stessa autorevolezza di un decreto di archiviazione di un giudice? Diciamo che è un punto di vista rispettabile… :)
    Facci, ok per la parte non documentale, ma del resto che dici?

  5. Il punto non è l’ autorevolezza della fonte…non hai capito caro Luca…è l’uso che si fa delle fonti giudiziarie o pseudo giudiziarie…se il giudice ha archiviato è immorale enfatizzare parti delle argomentazioni per usarle a puro scopo di lucro magari infangando un presunto innocente…così si uccidono le persone…

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