Gianluca e lo zero-virgola

Conosco la storia di una ragazza australiana. Mettiamo si chiami Susan. Susan e’ un talento di grafica computerizzata, un giorno si trasferisce in Italia. Arriva bella bella e una volta sistematasi a casa del suo nuovo fidanzato pensa che sia giunto il momento di trovarsi un nuovo impiego. Ha le cassette con il suo lavoro in una grande TV australiana e annuncia che il giorno successivo si rechera’ a Roma a farle “vedere” in RAI. Lunghi giri di parole e sguardi attoniti per spiegarle che da noi non usa, che le strade per trovare lavoro e soddisfazione sono assai piu’ tortuose e basate su criteri parecchio differenti. Ma non c’e’ nulla da fare, Susan proprio non capisce. Una di questa strade, certo non l’unica e’ la Massoneria.


Di tutti i commenti e di tutte le opinioni espresse in questi giorni sulla faccenda della pubblicazione degli elenchi dei massoni italiani mi e’ rimasto impresso uno dei piu sciocchini, letto non so dove. Non ci posso fare nulla, sono fatto cosi’. Si alludeva al fatto che DJ Francesco, uno degli idoli estivi di mia figlia, l’autore del tormentone dance sul Capitano Uncino, sia il figlio di uno dei componenti dei Pooh. Uno delle migliaia di figli d’arte che questo paese ci ammolla.
Lo stempiatissimo DJ. Francesco sara’ sicuramente un talento naturale e la sua attitudine a scalare le classifiche della canzonetta nostrana sarebbe per tale ragione certamente ed ugualmente emersa anche se fosse nato figlio di postino. La cosa, non dimostrabile, e’ perfettamente possibile, proprio come e’ possibile che qualche massone fra i tanti ( l’ho letto nei commenti su Macchianera in questi giorni) si sia incappucciato per ragioni squisitamente filosofiche legate a sacri fuochi quali la fratellanza, l’uguaglianza e non ricordo quali altri.
Nella grande maggioranza dei casi non e’ purtroppo cosi’. Il mutuo soccorso nella sua variante meno nobile, quella dell”aiutami a fregare quell’altro” e’ roba che conosciamo tutti assai bene. Ne siamo tutti stati vittime o carnefici (cito Umberto Tozzi) almeno una volta.

E allora volevo dire solo che io sto con Gianluca. Perche’ sono ingenuo. Credo che pubblicare l’elenco sia una buona cosa per ragioni di bassa utilita’ sociale e mi disinteresso dei distinguo piu’ o meno colti. Sto con Gianluca perche’ credo che Internet debba servire anche a questo. A spostare di uno zero-virgola le tonnellate di reticenza che i media ci rovesciano addosso ogni giorno. E se questo zero-virgola viola normative sulla privacy chino il capo, lascio a Neri l’onere e faccio finta di niente. Chiamiamole ragioni di forza maggiore.

Come si conviene parlando di queste cose oggi pomeriggio ho fatto un rapido giretto dentro un altro formidabile elenco, quello della P2 dei vari Sindona, Ortolani, Costanzo, Berlusconi, ecc. Tutta gente che non sapeva, che non aveva capito o che credeva semplicemente nella fratellanza fra i popoli. Ma quella era un’altra cosa rispetto alla lista di Neri nella quale ho intravisto il nome di un mio concittadino che fa il parrucchiere in centro. E di signori Rossi nella loggia P2 ce ne e’ uno solo, mentre tutti gli altri 900 sono i nomi di militari, avvocati, medici, onorevoli, magistrati. Professionisti insomma, impegnanti a seguire le tortuose strade di affermazione del proprio indiscusso talento. Un talento indubitabile, gravato della sola sventura di essere nato nel paese sbagliato. Fossero stati in Australia la questione non si poneva proprio.

Susan, dopo aver lasciato le sue cassette ad un portiere della Rai oggi lavora alla BBC, il mio concittadino coiffeur credo continui a gestire il suo negozio. Questo elenco che Gianluca pubblica quotidianamente non e’ – come qualcuno ha scritto – un elenco di poveracci. Tutt’altro. E’ una lista di persone normali che vivono in un paese dove spesso il merito l’impegno e la franchezza non contano abbastanza. E dove i piu’ furbi si organizzano. Poiche’ la pratica e’ in qualche misura disdicevole (e nei casi peggiori francamente pericolosa), sottolinearne l’esistenza, anche solo con la smargiassata di un lungo elenco a puntate pubblicato su un blog, non mi pare una idea cosi’ da biasimare.

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8 Comments

  1. (Falsi furbi perché se scoperti diventano carogne o conigli).

    Epperò vero che di fronte ad una società che, come tu stesso affermi, è spesso impermeabile al merito personale, la forza dei numeri diviene l’unica via percorribile (espatrio escluso), anche a chi non vorrebbe.
    Di per sé è così anche nell’atto costitutivo della società: esiste perché è più facile fare le cose se si è in gruppo, anziché soli.
    Ma se quindi il problema è a monte, come si può pensare a risolverlo? Chiudi la P2, esemplificazione dell’assoluta devianza, ma resta Confcommercio che nel suo piccolo, legale, difende gli interessi dei commercianti ad ovvio scapito di tutti i non-commercianti. Ogni società contiene al suo interno micro-società, fino al nucleo familiare.

    Ma allora quanto potrà trionfare il merito sulla “fratellanza”? Quando trionferà l’intelligenza. Auguri, ne abbiamo bisogno.

    A proposito di meritocrazia, ti invito a leggere una mia esasperata riflessione:
    http://secondorinascimentoitaliano.blog.tiscali.it/va1296333/

  2. meno male che ho il cognome che inizia per “V”, mi sembra di capire che ho ancora qualche mese di tranquillità. E di qui a qualche mese ne succederanno di cose… (vedrete).

  3. Beh, se proprio vogliamo stilare una lista di referenti per trovare lavoro o collaborazioni comincerei dai partiti e dalle loro propaggini, seguiti dai sindacati, dalle cooperative, dalle congregazioni religiose, dagli ordini professionali.

    Poi, forse, arriva la massoneria, ma non ne sono affatto sicuro: nuoce più che giovare, e ne è riprova la periodica caccia alle streghe orchestrata dai massimalismi d’ogni colore: neri, bianchi, rossi.

  4. non capisco: perche’, ad alcuni blogger, fa tanta paura la pubblicazione di questa lista? e pure le minacce velate in chiaro stile mafioso o massonico (altre due cose tra cui non colgo differenza)

  5. Bella la storia di Susan… per il resto, scusate, solo noia con sta massoneria.

    Conosco una storia di Susan al contrario. Una amica che fa la computergrafica per la TV, da Milano si trasferisce a New York, con la sua cassettina dei lavori (la “reel” la chiamava). Appena arrivata prende l’elenco del telefono e comincia a chiamare qua e là TV e studi di produzione per fare vedere il suo lavoro. La cosa eccezionale è che le rispondono, la ricevono e guardano il suo lavoro. Poi va come va. Io stesso ho fatto la prova (poco convinto) in un mese: telefoni e ti presenti, qualcuno ti fissa un appuntamento dopo qualche giorno e ti riceve.

    Quando sento parlare dei problemi a trovare un lavoro in Italia ripenso spesso a questa storia…
    Tornando anche a Susan, intanto la BBC fa scuola con la sua grafica a video, mentre alla RAI ci sono “grafici” che hanno fatto fatica a superare il corso per corrispondenza della Radio Elettra.

  6. Domanda rivolta a quanti concordano sulla pubblicazione: cosa fareste se scopriste, nella famigerata lista, il nome di un amico, di un parente, del vostro medico di fiducia o del vostro avvocato?

  7. Non vi é dubbio che in ogni società al suo interno vi sono un sacco di molte altre micro-società e che la conseguente affiliazone (per qualsivoglia motivo) é spinta dal tentativo di miglioramento della propria posizione e/o mantenimento della condizione acquisita.
    Condivido quindi il ragionamento per cui chiudere una associazione non elimina l’esistenza di tutte la altre.
    Io penso però che non dobbiamo dimenticare di contestualizzare gli eventi, e cioè ricordare quali sono le vicende e gli episodi che ci hanno portato a conoscere la massoneria, quali i personaggi e gli obiettivi che questi hanno palesemente dichiarato.
    In un Paese come il nostro, dove l’etica e la morale non é propriamente anglosassone, considero lecito dubitare e, perché no? pensare ad ogni possibilità.
    Non dubito e anzi sono convinto che molti degli iscritti nel famoso elenco possano essere persone moralmente ineccepibili e in buona fede, come lo penso di tanti che hanno votato per eleggere l’attuale maggioranza. Ma ciò non mi toglie dalla testa che dei loro leader non ci sia assolutamente da fidarsi e che tra questi elettori vi sia chi eventualmente é disposto a sporcarsi le mani, se serve.
    Si. probabilmente é una questione di intelligenza.

  8. Shangri-La, per trovare qualcuno che conosco nella lista, dovrei leggerla. Se qualcuno mi indicasse lì dentro qualcuno che conosco, non farei comunque nulla.

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