Tutto il mondo è paese

Tutto ed il contrario di tutto si può dire degli americani, ma no di certo che manchi loro il senso dell’happening. La finale del SuperBowl, che lì attendono con un po’ più di entusiasmo di quanto non facciano gli italiani aspettando Nonsolomoda, è da sempre l’occasione per sfoderare uno strapotere mediatico di proporzioni planetarie.
Si tratta innanzitutto della manifestazione della pax televisiva: l’evento è trasmesso, a rotazione, dalle principali emittenti. Come se qui un anno ci toccasse ascoltare l’odioso jingle RAI tra il primo ed il secondo tempo, e l’anno successivo l’istigatorio ITALIAAAAA… UNO! Ebbene, la CBS, come è giusto, ha iniziato i collegamenti sei ore prima della partita. Poi è stata la volta di George Bush, che ha parlato alla nazione salutando il suo Risiko di truppe sparse per il mondo. E uno si chiede: ma se in Italia l’onore della trasmissione dell’evento toccasse a Rete 4 e a parlare prima dell’inizio fosse Berlusconi, la partita poi andrebbe in onda o partirebbe uno speciale del tg4?
Un po’ di musica non guasta mai (tanto non l’ascolta nessuno e spesso ci mandano la pubblicità sopra), ed ecco quindi spiegate le esibizioni di Willie Nelson, Toby Keith e degli Aerosmith. Qui chiaramente si esibirebbero Cesare Cremonini, Tormento dei Sottotono ed i Pooh. L’inno americano è stato cantato da Beyoncè Knowles, che è un po’ la nostra Rita Pavone. Inizia la partita, che in Italia qualche stoico segue per le stesse incomprensibili ragioni che lo portano a travestirsi da orco il giorno di Halloween.
Nell’intervallo, il fattaccio. Si apprende che durante la manifestazione sportiva, al Coliseum di Los Angeles era in programma il Lingerie Bowl, uno spettacolo alternativo di football giocato da modelle in lingerie. Hanno vinto le Dream per 7-0 contro le Euphoria, per chi se lo chiedesse. Il vero fattaccio però si consumava nell’intervallo della manifestazione ufficiale, dove un Justin Timberlake in pieno ballo di S. Vito ha inavvertitamente strappato il reggiseno a Janet Jackson, generando lo stesso sconcerto che in Italia si diffuse tra la gente quando Luca Giurato fratturò il ginocchio di Mara Venier. Dopo l’episodio fuori programma, esibizione di P. Diddy, Kid Rock, Nelly e Jessica Simpson (e qui da noi gli Eiffel 65 con Anna Tatangelo non ce li toglieva nessuno) e nuova sorpresa col solito streaker simil-britannico, che si spoglia dei fittizi abiti da arbitro e corre per il campo come il cavallo Badedas, sfuggendo ad ogni placcaggio e vincendo, di fatto, il SuperBowl.

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14 Comments

  1. Cremonini,Pooh e perchè no, magari anche il duo horror- il ritorno dei morti viventi- Little Tony e Bobby Solo.

  2. Ma che caspita dici?che senso hanno tutte le comparazioni, rita pavone e beyonce? e comunque il super bowl *e`* la finale del “campionato” non esiste la “finale del super bowl”

  3. ironia, portami via… tsk (che in questo caso potrebbe rappresentare la mia faccia), non avevo pretese nè tassonomiche nè nozionistiche. Ti ringrazio per le precisazioni, abbiamo imparato qualcosa :)

  4. “inavvertitamente strappato”? L’azione di Timberlake era visibilmente calcolata e fatta di misura, in accordo con la Jackson. La quale mica si sarebbe premurata di mettere un lustrino sul capezzolo, se non avesse previsto il denudamento. Poi, ovvio, si sono messi tutti a gridare “deeply regrets”, ma la tetta al vento penso fosse programmatissima (al massimo credo che intendessero strappare un pezzo più piccolo di coppa – e invece poi se n’è venuta via tutta).

  5. Un pubblico esigentissimo

    Ma è allucinante! Capisco che in un blog importante le aspettative dei lettori siano molte, ma qua si rasenta l’esilarante

  6. Un pubblico esigentissimo

    Ma è allucinante! Capisco che in un blog importante le aspettative dei lettori siano molte, ma qua si rasenta l’esilarante

  7. ma no, il cavallo era palesemente “cavallo goloso”, in crisi d’astinenza da gelatine alla frutta (per non scrivere di qualcos’altro)

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