Il giusto riconoscimento

Ieri sera a Porta a Porta ho visto per la prima volta la fantomatica Melissa P. Non ho letto il bestseller. Chi l’ha fatto mi ha riferito che trattasi di una autentica e comprovata “cavolata” (ma intanto l’ha letto); in base al racconto pur sommario della trama, nella mia mente si era già comunque fatta inesorabilmente strada la non so quanto azzeccata idea che la ragazza potesse essere una specie di ninfomane. (E apro una parentesi per dire che addolora nel profondo venire* a sapere che a detta di molti la ragazza è andata a letto con mezza Catania mentre io non sono stato preso in considerazione nemmeno per andare a prendere insieme una granita. Sei una nana con le doppie punte, ecco!)
Lasciando da parte le legittime rivalse e tornando alla sua partecipazione da Vespa, bisogna riconoscere che per essere scafata, è scafata. Tiene fede al suo personaggio più di quanto abbia saputo finora fare Selvaggia Lucarelli nel suo passaggio dalla letteratura (…) alla tv. Dice cose che non stupirebbero se avesse 5-6 anni in più e a 18 anni se permettete fanno un po’ sensazione. MA SOPRATTUTTO: ha zittito il disdicevole professor Zecchi, guadagnandosi giusto plauso ed imperitura memoria.

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*ci muoviamo nel complesso ed insidioso campo della letteratura erotica, abbiate pietà

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21 Comments

  1. Non ci posso credere! X§°nalità C°nfu§a, ma allora ti sei messo davvero a rivendere la password per Macchianera! :D Davide: si scherza, eh.

  2. ho perso dei passaggio…scusate, ma sono tardo: ma melissa P. non era in realtà un uomo, che si firmava solo con pseudonimo femminile (insomma come personalità confusa prima maniera)???
    Datemi delucidazioni… vi pregoooo

  3. a volere credere a quello che ho visto è una ragazza diciottenne di quelle che al liceo diresti “ah, però!”, ma che chiaramente non ha nulla a che vedere con Monica Bellucci (non si autodoppia, per esempio). Segni particolari: parla come Marina La Rosa, ma è più dinamica

  4. Intanto un effetto questa simpatica nonchè intelligente ragazza l’ha prodotto: noi poveri tifosi catanesi veniamo accolti in tutti gli stadi d’Italia con striscioni inneggianti a Melissa e alle sue doti, così come quattro anni fa toccava ai messinesi doversi sorbire insulti e inni vari riferiti alla gatta morta Marina La Rosa.

  5. e cos’è quella battutina acida sulla selvaggia?!
    possibile che nessuno ti abbia ancora censurato?!?
    o mi son perso qualche passaggio?!

  6. Grazie a Guendalina trovai in rete quel che sembrava essere il suo sito (ma non so se sia davvero il suo).
    C’erano dei “racconti erotici”, che più banali non si può, roba del livello di “scopami come solo tu sai fare”. ZZZ

  7. L’ho vista anch’io per la prima volta ieri sera, ma ero un po’ distratta. M’è parsa una ragazza carina, sveglia e di lingua sciolta. Sarei curiosa però di sapere cos’abbia detto di sensazionale, rispetto alla sua età, e come abbia zittito Zecchi.

  8. niente di trascendentale, per carità. Hanno solo avuto un diverbio abbastanza scontato sull’educazione e l’innocenza della sua età. Lei ha dato una risposta piuttosto consequenziale ma pertinente ad una premessa non altissima di Zecchi: “Se tu fossi mia figlia…”. Quello che ho giudicato significativo è stata la dimestichezza con l’ambiente e le faine che l’abitavano

  9. Secondo me s’è inventata tutto. Ha scritto lei il romanzo, ma non ha vissuto le esperienze. Molta fantasia ma neanche un rapporto. Ha rappresentato l’immaginario. Tra un anno esce fuori che è ancora vergine. E poi sul fronte giornalistico c’è troppo silenzio: nessuno che sia andato alla ricerca dello scoop scandalistico. In fondo Melissa parla di professionisti ed uomini maturi che si intrattenevano, in barba alla legge sui minori, in 5 con una quindicenne. Siamo al limite della pedofilia. Dovrebbe tremare mezza Catania. Sul fatto che ha tenuto botta concordo anch’io. Gli ha dato una bella mano la Parietti. Chiudo con una mia interpretazione personale: una che ha fatto una vita così dovrebbe apparire molto più frastornata, ed invece ha una struttura psichica che sembra integra. Tutte le balle sul fatto che essendone consapevole non ha subito la violenza di una vita così, appaiono assolutamente poco credibili per una quindicenne. Infine, nessuno che in trasmissione si sia posto il minimo dubbio che la ragazzotta si sia inventate le storie, mah! Sarà che nell’era Berlusconi tutti sono più disposti a credere qualunque cazzata che uno va in giro a raccontare, in particolare da Vespa.

  10. Mi sembra che ci sia troppa attenzione sul parallelismo fra vita e letteratura e troppo poca sull’effettivo valore del romanzo. Che io non ho letto, quindi non posso giudicare. Jeannette Winterson ha detto, a proposito di Oranges Are not the Only Fruit, che la letteratura non è la stessa cosa di una confessione. Se Melissa P abbia effettivamente vissuto o meno le cose che narra, non dovrebbe avere alcuna importanza: non bisogna confondere l’autore con il narratore. Purtroppo si tende ancora a pensare che le donne sappiano parlare solo di se stesse, soprattutto se raccontano esperienze erotiche. Melissa P non sarebbe sicuramente la prima donna sessualmente attiva a romanzare le sue esperienze. Lo ha già fatto, e meglio, con maggiore risonanza e profondità, Erica Jong.

  11. Esatto ,aprliamo del libro. Poco conta se quelle storie fossero vere o false, è molto più importante dire le cose come stanno: quel libro fa cagare(l’ho letto), è scritto maluccio ed è suprficiale. Se fosse un film sarebbe un film porno di serie B. Nonostante ciò il libro è in cima alle classifiche da mesi.

  12. “Se Melissa P abbia effettivamente vissuto o meno le cose che narra, non dovrebbe avere alcuna importanza…”
    Sacrosanta verità, Giulia.
    Però che non si giochi più con l’effetto “diario (vero)” per poi far convergere l’opera nell’onorevole categoria dei romanzi (in cui, lo sapete meglio di me, il gioco tra realtà e finzione è anche piacevole).
    Che io ben ricordi nessuna delle fonti ufficiali (Melissa e Fazi), all’uscita del romanzo, si era azzardata ad ammettere che, in fondo, il diario era piuttosto romanzato. Devo spiegare il motivo?

  13. Si, si tutti bravi! E il valore del romanzo e il rapporto letteratura-vita e la dimensione psicologica ben strutturata della scrittrice e la sua arte di mettere in parole l’immaginario erotico. Chiacchiere e distintivo. (1) Voi (comprese le donne) ve la scopereste? (2) Chi non è invidioso del suo saper stare e dialogare a 18 (cazzo 18) anni? Per me alla (1) no alla (2) si lo sono.

  14. … e perché, la questione del cognome puntato? Ad un certo punto, ‘sto cognome è venuto fuori, ma, nonostante questo, viene chiamata “Melissa P.”. Giulia dice che bisognerebbe parlare del libro, e forse ha ragione. Se si parlasse di un libro come un altro. E invece no, questo è, come e più di altri casi, un prodotto editoriale che si regge *esclusivamente* sul resto, sul contorno.

  15. au, mbare, sei catanisazzu per tu?:)
    la madre di un mio amico e’ professoressa di latino e greco di Melissa P. al Cutelli.
    magari adesso e’ piu’ carina (non guardo molta tv quindi non so), ma dalle foto che ho visto dell'”epoca dei fatti” (cioe’ di quando aveva 15 anni e rimorchiava in chat, infatti quella foto l’ha spedita a un mio amico che a quanto dice se l’e’ trombata) sembra un po’ un cessetto. ma stiamo parlando di 3 anni fa…
    il suo cognome e’ uno dei 3-4 piu’ diffusi nel catanese, quindi puo’ tranquillamente lasciarselo sfuggire senza che per questo torme di fans le spuntino sotto casa…
    per chiudere: qui su gnueconomy/macchianera la gente e’ convinta che sia un fake di Genna perche’ sono cascati come pere cotte nella burla di quest’ultimo.

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