Satiri non rompete

Satiri che rompete con battute guzzanti,
satiri che turbate il nostro Manovratòre,
protervi pretendete libertà di parola
ma, quando vi è concessa, subito arriva la sòla:
non satira ma arringa!
non frizzi o lazzi strani
ma feroce una stringa
di sgarbi quotidiani!

voi che rubate l’arte
ai vecchi giornalisti
rimestate le carte
e v’inventate cronisti!

Che? vi sentite arditi
o satiri pervertiti

a scherzare impuniti
su argomenti proibiti?

Davvero non vedete che create imbarazzo?
Che adirato è il potere, che furioso è il palazzo.
Davvero non capite che siam tutti assediati?
Che l’Islam è alle porte, che siamo dei Crociati…

Satiri io vi invito ad abbassare i toni,
Ad esser più composti,
patriottici e buoni…

Cercate di capire che siamo in emergenza…
“Libertà di parola”? E’ quasi un’indecenza

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3 Comments

  1. Grazie per aver cancellato il mio precedente commento, che riproporrò in modo più appropriato nella forma, ma invariato nella sostanza. Caro autore di codesti apprezzabili versi, non sarebbe stato meglio per la tua salute dedicare al sonno (visto l’orario del post) le ore spese a comporre i sullodati versi? O nemmeno questo si può dire? Un suggerimento: potresti aggiungere il sottotitolo “Commentatori non rompete”?

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