In anticipo sul tuo stupore

“…non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”, non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai”.

(F.D.A)

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9 Comments

  1. Una traccia di uno splendido concept album di Fabrizio de Andrè “Storia di un impiegato” disco da riascoltare con attenzione!!!!

  2. “Verranno a chiederti del nostro amore”. (non quello del Neri per caso verso di me! :p sia chiaro!) Battute a parte, questo e’ il titolo della canzone.
    Un bel LP, mannaggia la mia abitudine a chiamare i dischi LP! Un buon album, anche se un po’ tristarello. Un salto indietro di 30 anni.
    Per una corretta comprensione va inquadrato storicamente nel periodo in cui usci’ (1973) e cio’ anche sotto l”aspetto del tipo di canzoni “impegnate” che allora andavano. Mi ricorda un certo Gaber ed anche l’Assemblea teatrale musicale.
    Musicalmente non lo amo molto, ha una sonorita’ un po’ cupa che ho sempre sentito come un po’ un’oppressione al cuore. Ottimi i testi che vanno pero’ letti in quel contesto di cui sopra, estrapolandone le parti ancora oggi attuali.

  3. Immortale poesia civile, sociale, politica, umana, quella di Fabrizio De André. Fabrizio De André e Francesco Guccini sono i maggiori cantautori-poeti che abbiamo (avuto) e che, spesse volte, sottovalutiamo. Molto bello anche il libro, l’unico, scritto da Fabrizio, “Un destino ridicolo”… Guccini ne ha scritti molti di libri, tutti qualitativamente molto buoni. Ne fu entusiasta anche Pier Vittorio Tondelli. Comunque, di De André, ottima tutta la discografia. Non ci sarà mai più uno spirito libero come lui. Ciao Faber, Amico Fragile.

    Giuseppe Iannozzi

  4. come si fà a non riaffondare nell’emozione,nei ricordi,nelle illusioni,di quegli anni privatamente puri e radiosi.Chi potrebbe far tacere il suo cuore adesso riascoltando quei battiti,chi potrebbe ed avrebbe il coraggio di sbatterlo giù,sotto,nella stiva come con qualcosa di fastidiosamente infantile e puerile da nascondere per la furia, ma d’altra parte come potremmo negarci a noi stessi ? come potremmo in queste cupe giornate di lotta per sopravvivere ancora a noi stessi ?

  5. continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito, farai l’amore per amore, o per avercelo garantito… // chi vuol intendere intenda // scusate, cose vecchie in luogo pubblico //

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