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  1. Ma si, hai ragione! Cosa vuole certa sinistra che pretende libertà di espressione con quella bella sinistra dalemiana che se ne inciucia del conflitto di interessi e bicameraleggia.

    Ma cosa vogliono le Guzzanti, i Travaglio e i Curzio Maltesi quando ricordano come stanno i fatti. Vuoi mettere con tutti i bei vantaggi portati dall’intelligente opera di baffino, o i coraggiosi corsivi del Riformista che incitano a supportare Berlusconi.

    Basta con questi programmi non sottoposti a censura preventiva: all’estero fanno guerre preventive, e noi non vogliamo fare nulla.

    E i poveri oeprai: ci pensa forse Sabina quando zittisce quel sublime genio di Ferrara ? No !

    Beh forse neanche D’Alema sulla sua barchetta, e forse neanche Giuliano “intelligente per definizione” Ferrara, ma che vuol dire, sono persone serie loro.

  2. se solo qualcuno nella sinistra avesse (avuto) un decimo del coraggio politico e umano di Fini. E invece ancora lì, coi gagliardetti, con la Tradizione, i Padri, con “il comunismo ha fatto anche molto di buono”, a fare a chi ha il manganello (pardon: la falce, il martello) più lungo, più duro… “ma noi veniamo da lontano!”, ecco, poveri, stanchi pellegrini: sedetevi, mangiate, bevete, non affannatevi oltre.

  3. nel tuo post dici che difendere questi comici è una bestemmia contro la tradizione operaia,un andare al governo grazie al ceto medio canzonante…ma non mi pare che il vostro ceto medio riformista di D’Alema e soci sia molto meglio:gli operai e il popolo li avete già scordati da tempo a caccia dei voti centristi e divenendo seguaci di un liberismo perfettamente incarnato nell’euro-tecnocrazia di Prodi.Insomma prima di pensare ai comici dovreste vergognarvi voi riformisti che ancora vi dite di sinistra anche se non lo siete più.In ogni caso E’ meglio dire vafffanculo che inciuciare nel palazzo.

  4. comunque, resta un fatto: i grassi sono gli ultimi negri. i negri sono ‘etnici’, i ciechi sono non vedenti, gli spazzini guardie ecologiche, e i grassi continuano a essere grassi, ciccioni, nessuna pieta’.
    anche io ero obeso una volta; non sto a dirvi la sofferenza di uno che cresce discriminato. leggevo negli occhi di tutti la condanna: fai schifo. eppure il mio era un handicap, ma niente, la colpa era mia.
    cosi’ sono dimagrito, mi son palestrato, e son diventato pure bbono. ma ancora odio chi ce l’ha con quelli come l’ex-me.
    si, lo so, non ci azzecca un piffero di alcunche’ con tutto il resto. dai, passatemela.

  5. Charlotte Poison, pen-friend di Grasso sul Corriere: “Toglietegli il microfono!”, “ciccione!”, “fetecchia!”. No, non era una coatta della Magliana che scagliava invettive contro la sua dirimpettaia di balcone: era Sabina Guzzanti sabato sera all’Infedele su La7, la quale ha scatenato una rissa di elevata “qualità autorale” contro Ferrara. Gongolava compiaciuto, Lerner, il cui programmino faceva audience per una volta tanto. Valeva la pena di vendere la pellaccia robusta del suo amico (o già ex?) Giuliano come fu fatto a Giuseppe per il fatidico piatto di lenticchie? Forse si tratta del rancore di una figlia verso un padre assente che in quell’istante ha preso le sembianze di Giuliano Ferrara (il contrario, a mio modesto parere, di quanto afferma il Prof). Un padre che è giornalista di spicco per Il Giornale della famiglia Berlusconi, che è senatore di FI, che si è risposato con una donna molto giovane e per di più, americana. Sì, Paolo Guzzanti avrebbe tutte le carte in regola per essere un genitore odiato dai suoi figli contestatori. Con Raiot va in scena a teatro l’Edipo in gonnella che ritualizza l’uccisione simbolica di un vecchio padre. E Freud e il “romanzo familiare” contano assai più di Marx e di Che Guevara. (grazie a Zagreo che me l’ha segnalato)

  6. dal testo di pericle si evince che: o pericle è stato il padre del comunismo e non della democrazia (è ciò che sicuramente pensa berlusconi) oppure il governo berlusconi ha poco a che fare con la democrazia.

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