Golem: libro e moschetto

golem2.jpgE’ da giorni che l’immortale Golem, quello che da un po’ dirige anche le tribune elettorali Rai, dimostra di non essere morto affatto, ma di dirlo soltanto. Il Golem lancia campagne leggendarie, da sempre: dalle Trombe del Faraone ai Bambini Tristi ai Cammellini Della Memoria, la storia del Golem è costellata da alchimie allegoriche di portata assoluta. Poiché il Golem ha compiuto X anni (auguri!) e manifesta inquietudini da invecchiamento precoce, gli diamo noi una mano: è vero, è così, caro Golem, stai invecchiando. L’Ecumenica Dispensatrice sta premendo alle tue porte. Impossibile livellare la Livella. Rassègnati. E’ già finita, e dire che sembrava appena cominciata. La Tromba del Faraone suona per il Golem in grazia di una nuova scelleratissima campagna: quella a favore del bookshifting – o, più prosaicamente, andare nelle librerie a cambiare posto ai non bei tomi, fare un po’ di casino, andarsene via. E’ l’inizio della fine del Golem. Ecco perché.



Perché il Golem non è mai giusto o ingiusto, non fa mai cose corrette o errate, non ha mai scelto l’univocità dell’equivoco bensì un’equivoca univocità. Il Golem aizza nell’inutilità efficace, dà corpo a una critica in forma di sogno, di icona. La sua stessa critica è prassi biocodona. Per questo amiamo il Golem: è più umano dei finti umani che amministrano palinsesti e immaginarii. Questa volta, e mi pare la prima, il situazionismo goliardico del Golem va a colpire i poveri cristi e lo fa davvero, concretamente. E’ la fine del Golem: torna fango.
Il Golem ha perfino elaborato un manifesto del bookshifting italiota, riempiendolo zeppo di banalità di base. Per esempio: “Sostituire i libri disposti in libreria secondo la gerarchia della visibilità televisiva è un’ operazione di alto valore poetico” – falso e televisivo utilizzo dell’aggettivo “poetico”, imposto da un uso smodato dell’ingenuità herderiana di una falsa lingua comune. Non è tuttavia questo il punto.
Il punto è: esistono degli eroi quotidiani, che tengono per pura passione e slancio vitale una posizione di trincea in tempi di glorificazione degli hard discount – e questi eroi sono i librai. Il ruolo pedagogico, di diffusione neurale della cultura, è oggi un’opera da premiare con medaglia. Da anni conosco la catena di produzione distribuzione e vendita editoriale, e so benissimo che l’anello più debole, quello che avrebbe bisogno di aiuti che arriveranno insieme a Godot, sono i librai. Pochi conoscono la fatica di tenere in piedi una libreria: guadagni miserrimi, fatica titanica, confronti continui con mostri della distribuzione cinici e pervicaci.
Non so se il Golem si rende conto della situazione devastante della cultura in Italia. Di certo non si rende conto che non la si può imputare ai librai. E proprio a loro va rompere le palle. Con quale efficacia, poi? Con un esito davvero squallido: costringere un commesso a rimettere a posto unlibro di Melissa P. Ha ragione il Golem a dire che Melissa P. non è un libro e non dovrebbe ottenere, oltre a una ribalta televisiva, un’enfasi distributiva. Il problema allora sono i distributori, non i librai. Sono le case editrici, non i librai. Sono gli scrittori che fanno finta di non incazzarsi, non i librai. I librai sono brave persone, che svolgono umilmente un lavoro che ha un riconoscimento sociale minimo, a fronte di un ruolo collettivo importantissimo.
Golem, per protestare contro la riforma Moratti, inviterai a spaccare le gambe agli insegnanti? Gli intercetterai le buste paga reindirizzandole agli operatori funerari?
L’invito mio, invece, è piuttosto di darsi al bookcrossing: si va in libreria, si compra un libro, lo si legge, lo si abbandona a bella posta in luoghi pubblici, affinche un’altra persona lo trovi e, se ha voglia, lo legga.
C’è una bella differenza, tra bookshifting e bookcrossing: la medesima che passa tra l’iniquità che si autogiustifica e l’innocenza che non abbisogna di giustificazioni.
Il Golem voleva diventare la Primula Rossa e si è trasformato nel Crisantemo Appassito. Vada a dirigere le chiacchiere di Casini e Castagnetti.

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19 Comments

  1. miiii, genna, non è che perché sei disoccupato devi tappezzare GNUeconomy con questa roba seria… :-)))

  2. è vero, l’iniziativa è debole e confusa ma, in compenso (e involontariamente), potrebbe trasformare le librerie (luoghi vocati alla performance) in agorà dinamiche e provocatorie – e, in questo modo, forse, ri-vitalizzarle – dopotutto, le vie del marketing sono infinite..

  3. genna ha ragione (gliela stò dando troppo spesso, eh) nicoletti deve accettare che ha fatto il suo tempo, l’ora delle tribune è suonata..

  4. concordo. se sto cercando un libro e non lo trovo, e devo ricorrere ai poveri commessi (cosa che non faccio mai, aborro i commessi; poveri commessi) e nemmeno loro lo trovano, perche’ un pirla situazionista animato da buone intenzioni l’ha spostato in mezzo alla sezione new-age, io mi incazzo. e se piglio il pirla situazionista gli faccio ingerire pagina per pagina, tomo per tomo, tutto lo scaffale new-age finche’ mi caga fuori (letteralmente, al limite) il libro che cercavo.

    be’ no, in realta’ no. perche’ in fondo io il giovane situazionista lo capisco. chi non lo e’ stato, da giovane?
    e allora se pesco un ingenuo situazionista con le mani nel sacco (e il MIO libro in mano, pronto a incasinare gli scaffali) lo prendo sottobraccio, gli spiego dove erra, ne divento amico e fratello maggiore. inizio a frequentarlo, vado a casa sua, prendo un te’ con lui.

    e, con la scusa di andare in bagno, gli shifto il callifugo al posto del dentifricio, e la soda caustica al posto dell’acqua tonica. a quel maledetto bastardo.

  5. Caro Genna, il bookshifting non è poi così deprecabile! …conosco un casino di gente che esulterebbe qualora trovasse il libro di Melissa P. “shiftato” nella tazza del cesso di una qualunque libreria!

  6. Proprio no, sir Appleton. E’ ovvio che il Golem ha voluto scopiazzare il bookcrossing con una goliardata mascherata da situazionismo per il solo scopo di distrarre l’attenzione dei suoi ex fan dalle tribune politiche. Ma una volta persa credibilità, non c’è bookshifting che tenga, anche se dovesse essere scitato il suo mediocre romanzo Amen…

  7. Perfettamente d’accordo. Shiftare un book è un atto di mera codardia e mancanza di rispetto e nei confronti dei librai (e commessi) e nei confronti dei libri tutti. E’ un atto inutile che colpisce solo ed esclusivamente chi lavora coi libri. Il mio invito è a disertare il bookshifting.

    Cari saluti,

    Giuseppe Iannozzi

  8. caro genna, oh assoluto depositario di ogni definizione di gesto poetico
    …ma figurati se voglio diventare qualcosa o qualcuno che non sono. Per diventare occorre prima essere e io non sono mai stato, non a caso ho scelto il golem come emblema. Sai ti dò ragione, mi sto accorgendo che la vecchia ossuta mi alita sulla nuca, che vuoi farci spero solo che sia tutto rapido e indolore. Quanto a questa roba del bookshifting hai pure ragione, è andata oltre le campagne golemiche che hai citato, forse perchè l’ idea già esisteva (nasce dal Tao blog) e amplificarla ha cambiato gli equilibri di un giochetto più dichiarato che realmente applicato. Chiamare in causa i librai oppressi mi sembra un pò eccessivo, ho dato voce alla mitica Oleandra e altri suoi colleghi perchè questo fa parte di un meccanismo noto del programma radio (ho persino sostenuto campagne anti aberrazione contro me stesso…), ma non ho mai pensato di indire battaglie contro la categoria. Leggo piuttosto nelle tue parole il dispetto per un invasione di campo, tranquillo non mi occuperò più di libri se non per eliminare polvere e acari dalla mia libreria di casa.
    Infine lasciati dire che, sicuramente la tua attenzione mi lusinga, ma secondo me ti accanisci con rabbia degna di miglior causa sul fatto che tra le altre mie attività faccia il moderatore delle Tribune. Sarebbe per me più comprensibile che tu dica che io lo faccia male, che non è il mio lavoro che altri lo farebbero meglio, ma che sia proprio tu a gridare allo scandalo perchè mi sia contaminato in ruoli istituzionali, tu che sei stato collaboratore della Pivetti Presidente della Camera mi sorprende un poco. Io allora non avrei mai pensato di rinfacciartelo, anche perchè mi sarebbe piaciuto farlo.

    ciao

  9. caro genna, oh assoluto depositario di ogni definizione di gesto poetico
    …ma figurati se voglio diventare qualcosa o qualcuno che non sono. Per diventare occorre prima essere e io non sono mai stato, non a caso ho scelto il golem come emblema. Sai ti dò ragione, mi sto accorgendo che la vecchia ossuta mi alita sulla nuca, che vuoi farci spero solo che sia tutto rapido e indolore. Quanto a questa roba del bookshifting hai pure ragione, è andata oltre le campagne golemiche che hai citato, forse perchè l’ idea già esisteva (nasce dal Tao blog) e amplificarla ha cambiato gli equilibri di un giochetto più dichiarato che realmente applicato. Chiamare in causa i librai oppressi mi sembra un pò eccessivo, ho dato voce alla mitica Oleandra e altri suoi colleghi perchè questo fa parte di un meccanismo noto del programma radio (ho persino sostenuto campagne anti aberrazione contro me stesso…), ma non ho mai pensato di indire battaglie contro la categoria. Leggo piuttosto nelle tue parole il dispetto per un invasione di campo, tranquillo non mi occuperò più di libri se non per eliminare polvere e acari dalla mia libreria di casa.
    Infine lasciati dire che, sicuramente la tua attenzione mi lusinga, ma secondo me ti accanisci con rabbia degna di miglior causa sul fatto che tra le altre mie attività faccia il moderatore delle Tribune. Sarebbe per me più comprensibile che tu dica che io lo faccia male, che non è il mio lavoro che altri lo farebbero meglio, ma che sia proprio tu a gridare allo scandalo perchè mi sia contaminato in ruoli istituzionali, tu che sei stato collaboratore della Pivetti Presidente della Camera mi sorprende un poco. Io allora non avrei mai pensato di rinfacciartelo, anche perchè mi sarebbe piaciuto farlo.

    ciao

  10. caro genna, oh assoluto depositario di ogni definizione di gesto poetico
    …ma figurati se voglio diventare qualcosa o qualcuno che non sono. Per diventare occorre prima essere e io non sono mai stato, non a caso ho scelto il golem come emblema. Sai ti dò ragione, mi sto accorgendo che la vecchia ossuta mi alita sulla nuca, che vuoi farci spero solo che sia tutto rapido e indolore. Quanto a questa roba del bookshifting hai pure ragione, è andata oltre le campagne golemiche che hai citato, forse perchè l’ idea già esisteva (nasce dal Tao blog) e amplificarla ha cambiato gli equilibri di un giochetto più dichiarato che realmente applicato. Chiamare in causa i librai oppressi mi sembra un pò eccessivo, ho dato voce alla mitica Oleandra e altri suoi colleghi perchè questo fa parte di un meccanismo noto del programma radio (ho persino sostenuto campagne anti aberrazione contro me stesso…), ma non ho mai pensato di indire battaglie contro la categoria. Leggo piuttosto nelle tue parole il dispetto per un invasione di campo, tranquillo non mi occuperò più di libri se non per eliminare polvere e acari dalla mia libreria di casa.
    Infine lasciati dire che, sicuramente la tua attenzione mi lusinga, ma secondo me ti accanisci con rabbia degna di miglior causa sul fatto che tra le altre mie attività faccia il moderatore delle Tribune. Sarebbe per me più comprensibile che tu dica che io lo faccia male, che non è il mio lavoro che altri lo farebbero meglio, ma che sia proprio tu a gridare allo scandalo perchè mi sia contaminato in ruoli istituzionali, tu che sei stato collaboratore della Pivetti Presidente della Camera mi sorprende un poco. Io allora non avrei mai pensato di rinfacciartelo, anche perchè mi sarebbe piaciuto farlo.

    ciao

  11. mi spiace, la triplicazione del mio post, è involontaria spero che chi amministra questo blog possa eliminare la ridondanza.

  12. LIBRAI INDIGNATI

    Ho ricevuto questo messaggio di un libraio nella casella di golem. Non so perchè, ma penso che sia ora di chiudere con la dislocazione letteraria. Devo dire che mi ha divertito all’ inizio, ma temo che stia andando oltre…

  13. Golem, è nelle tue parole che si legge il dispetto. Puoi anche farti intervistare dal venerdi’ per spiegare che sei tanto trasgressivo, ma ha ragione genna quando dice che con le tribune politiche i giochi della trasgressione sono chiusi.

  14. Indipendentemente dall’argomento in questione, il livore di Genna diventa più insopportabile ogni giorno che passa. Giuseppe, dacci tregua, chiuditi in una capanna tra i monti e scrivi qualcosa di presentabile, invece di sprecare tempo e fiato a prendertela con chiuque o a tessere le lodi di mediocri patentati (volendo essere gentili) come Evangelisti. Sei insostenibile.

  15. Polemica inutile e diretta contro l’entità sbagliata. Nicoletti avrebbe anche potuto ricordare l’idea, da lui stesso lanciata, di destinare una zona della libreria al bookshifting, per dare libero sfogo alla “poesia” dei lettori senza ostacolare (anzi…) il lavoro dei librai. Mi sembra ottima.

  16. Polemica non inutile e bersaglio giusto: quando i guru mentono al proprio pubblico, quando fanno parte del potere fingendo di fare gli sperimentatori, vanno quantomeno colpiti, visto che questi personaggi non affondano mai purtroppo. nicoletti la smetta di parlare di poesia, uno come lui conosce soltanto la prosa appunto del potere.

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