Domenica 30 Novembre 2003
Come ormai di consueto, scaricabile cliccando qui (formato Windows Media Player 9, disponibile qui anche per Mac - 54'13" - 3,44 Mb) la puntata di oggi di “Ogni Maledetta domenica”, da Radio 2, nella quale, per inciso, è intervenuto anche il sottoscritto.
Chi desiderasse scaricare la versione in mp3, in stereo, può provare a farlo utilizzando BitTorrent (disponibile per Win, Mac, Debian, RedHat, Python) cliccando qui.
di Valido
Juve alla frutta.
Banana, immagino.
Sabato 29 Novembre 2003
L'impresa di aggregare ogni singolo post scritto sulla BlogFest si è rivelata titanica e, alla fine, irrealizzabile. Il risultato era un post così lungo che, in mezzo, c'erano le colonnine dell'ACI.
Raccogliere le immagini, ridimensionarle, generare l'icona e intabellarle lo era altrettanto, ma andava fatto.
Per questo motivo, qui di seguito (e poi in una seconda pagina), trovate tutte le foto scattate alla BlogFest che gentilmente alcuni partecipanti mi hanno inviato.
Quanto a me: sulla BlogFest non ho scritto nulla. Altri lo han già fatto in modo esauriente e creativo (tra gli ultimi segnalo un Gonio in evidente stato di grazia: "Che notte, ieri sera, per Milano", attribuito a Lina Sotis). Dico solo che, grazie a voi, la festa è riuscita esattamente come nelle intenzioni: un'occasione per incontrarsi, dal vivo.
Prima di passare alle foto, permettetemi di ringraziare per l'ultima volta - oltre a tutti voi che vi siete palesati venerdì scorso - chi ha contribuito al successo della festa. E cioè: Marco Bellomo e Andrea Castagna di E-Shirt per le magliette e per l'aiuto nella distribuzione all'ingresso; Grazia, la ragazza che vi ha accolto all'entrata, per non aver ricambiato nessuno di quelli che si sono innamorati di lei; i ragazzi del Fastweb Foyer per la gentilezza e la disponibilità che hanno dimostrato; i “boss” di Virgilio Blogs per i cordoncini porta-badge; tutti quelli che, a rotazione, han chiesto se erano già arrivati a) Selvaggia b) Brontolo c) Laura Bogliolo; chi ha inviato a questo blog le foto che ha scattato alla festa e chi della festa ne ha scritto; Roberto, per aver reso me e la festa protagonisti di una strip, e per il disegno originale; Gigi, per essere passato (e vi assicuro che aveva di meglio da fare); tutti quelli che, alla fine, mi hanno ringraziato, e io invece volevo ringraziare loro per aver partecipato. Infine, Daniela, che è stata una delle artefici della festa e ormai, all'interno della blogosfera, sta raccogliendo consensi per il solo fatto di riuscire a sopportare uno come me.
Poniamo che io abbia voglia di ricostituire un vecchio movimento, uno che, putacaso, si chiamava "Brigate Rosse". E ammettiamo che, nel farlo, io prenda le distanze dai Curcio, i Franceschini, i Moretti e gli altri ideologhi (o, per lo meno, da com'erano allora). Mettiamo che io disconosca pubblicamente la lotta armata che voleva portare l'attacco al cuore dello stato.
Mi chiedo: basterebbe? E, francamente, potete garantire che non vi verrebbe voglia di sbattere in galera quelli capaci di dire che no, non si rinnegano in toto un passato, un simbolo, i valorosi condottieri e le gloriose azioni del tempo che fu?
Venerdì 28 Novembre 2003
di Uiallalla
Qui a Napoli ci speravano tutti, anche se forse nessuno ci credeva. Bastava dare uno sguardo a Bagnoli (pensando a Valencia)... Si è vero Napoli è sempre Napoli, "a sape tutto o munno" per carità... Ma pensate che qualche napoletano abbia glissato sul fatto che a dover giudicare Napoli sarebbero stati degli svizzeri?
Lo hanno pensato tutti. Anche il sindaco che d'avanti al megaschermo si è munita di cornetti vari (un po' anche per oleografia che non guasta mai). L'unica fonte reale di speranza. E vi assicuro che è una di quelle immagini che non avrei mai voluto vedere sulla prima pagina del giornale cittadino.
Hanno voglia gli svizzeri a tirare in ballo il vento. Hanno voglia quelli di An a tirare in ballo dieci anni di amministrazione di sinistra (ogni motivo è buono per tappezzare di manifesti una città). Hanno voglia a dire gli scippi, gli omicidi... se è per questo New York è "rinomata" per i suoi omicidi, ma lei è pur sempre "la grande mela" e Napoli invece è "'na carta sporca". Il motivo di tutto questo è ben rappresentato dalla scelta di chiamare la barca che terrà ben alto il nome dell'Italia "Mascalzone latino" (e ditemi pure che sono criptico). Ed è inutile consolarci dicendo "Si vabbè siamo arrivati nella quaterna...". Ci siamo goduti il nostro momento. Abbiamo gioito, abbiamo e pure un po' sperato. Il bravo napoletano torna nella sua tana.
Si è vero oggi è facile dire tutto ciò, ma c'è un motivo in più per farlo. Sulla speranza malriposta dei napoletani era nato qualche settimana fa un sitarello simpatico, ben fatto ed aggiornato. "'A coppa america" con tanto di logo più o meno ufficiale, balconate di possillipo in affitto, contratto con gli svizzeri, santo patrono (San Gennaker) e perdipiù bilingue (italiano, napoletano).
di Uiallalla
Clicca sull'immagine
Ecco il motivo per cui secondo un sondaggio della comunità europea gli americani e gli israeliani sono i paesi paesi che mettono più a rischio la pace mondiale.
In un interessante articolo, Sofri padre chiosa così:
"I partiti tradizionalmente antifascisti, forse eccedendo nel dare per scontati i propri valori, non sentono il bisogno di riproclamare solennemente e drasticamente la propria condanna delle leggi razziste."
Sorry, ma a me sembra un ragionamento assolutamente privo di senso.
I paesi, i partiti e i movimenti antifascisti che erano contro il fascismo, il nazismo e gli abomini da loro perpetrati, hanno deciso di combatterci contro. E un numero interminabile di persone ci ha lasciato le penne. Cosa dovrebbero solennemente e drasticamente ri-plocamare?
Berlusconi non va a Delhi: peccato, era un vertice importante. E' stato male durante un Consiglio dei ministri: ha denunciato un malessere - l'ennesima causa persa. I ministri presenti hanno dichiarato: bianco in volto, accusava conati. Inutile sperare: la realtà è che era appena uscito dalla visione di Dogville.
Ecco tutti i retroscena del caso Raiot. Cioé: chi sta dietro a Sabina. Cioé: ha ragione Fassino quando dice che la Guzzanti non regala niente alla sinistra?
Dopo circa un anno dal debutto (e da una prima versione non troppo personalizzabile e difficile da installare) è finalmente uscita la BlogBar 3.0 per Internet Explorer.
Le “features” sono talmente tante che non mi basta il tempo per elencarle. Sappiate solo che è come quella di Google. In qualche senso "meglio" di quella di Google (con la quale è comunque compatibile e convive in serenità).
Innanzitutto avrete una selezione di blog italiani in ordine alfabetico e sempre a protata di mano. Poi, velocemente:

- È personalizzabile direttamente dal browser: i bottoni delle varie sezioni possono essere visualizzati o nascosti, a piacimento
- Si aggiorna automaticamente in presenza di una nuova versione, e non rallenta il caricamento del vostro browser nel caso in cui non siate online
- Si può installare sia via web che scaricando un file eseguibile, e si può disinstallare allo stesso modo, o dal Pannello di Controllo di Windows.
- Blocca (se è l'utente a sceglierlo) i Pop-up e le pagine web non richieste che si aprono automaticamente
- Permette di cancellare i cookies indesiderati o la cronologia delle pagine web visitate
- Permette ricerche su Google (compresi "I'm feeling lucky", Immagini, Newsgroup, Directory, News e Froogle), Yahoo!, Altavista, MSN, Virgilio, superEva, Clarence, Lycos, Astalavista.
- Consente di ricercare il significato di una parola dal dizionario (De Mauro) o i relativi sinonimi (Virgilio Parole)
- Comprende un elenco di risorse utili ai bloggers e di fonti di informazione in lingua italiana sempre aggiornate
- Dà la possibilità di zoommare un'intera pagina web o di rimpicciolirla con un semplice click
- Evidenzia le parole ricercate all'interno della pagina web sulla quale si sta navigando
- Comprende un ticker che mostra e linka gli ultimi 10 post aggiornati sui blog italiani (BlogNews)
- In futuro permetterà anche di installare skin per il proprio browser
Puoi scaricare la nuova versione della
BlogBar:
Sia chiaro: io a Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia sono riconoscente, se non altro perché quando io e il povero Domanin fummo denunciati da Dorelli a causa di un articolo satirico, fece la carineria di chiamare e informarsi sulla questione.
Ricordo quella telefonata come se fosse oggi (spero che Abruzzo mi perdoni: vado a memoria).
«Guardi, dottor Abruzzo, non c'era la benché minima intenzione di essere offensivi. Era un articolo satirico, niente di più. Capisco persino che ci si possa offendere, ma far sequestrare preventivamente un pezzo, una pagina... È come se io andassi all'archivio storico del Corriere della Sera e strappassi per sempre una pagina che contiene uno scritto diffamatorio...»
«Ebbè, Neri, voi avete detto che la signora del Dorelli è una babbiona. E mica si fa. Che poi io me la ricordo da giovane: era una gnocca mica da ridere, altro che babbiona. Avercene babbione così».
Insomma: Franco Abruzzo mi sta simpatico, anche se ora, mentre scrivo, mi rendo conto del fatto che, probabilmente, stava parlando di Gloria Guida invece che di Lauretta Masiero.
Epperò non posso esimermi dal fare un'obiezione riguardo un comunicato stampa da lui diramato qualche giorno fa, riguardante un blando provvedimento disciplinare comminato a Nicola De Feo, direttore responsabile del mensile Fox Uomo.
Leggo: “Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha inflitto la sanzione della censura al giornalista pubblicista che ha utilizzato in redazione, come consulente per i contenuti una persona non iscritta nell’Albo dei Giornalisti”. Poi: “Il Consiglio ha ribadito, nella motivazione del provvedimento, che i contenuti di una pubblicazione possono essere solo giornalistici e che, quindi, non si capisce come un non giornalista possa assumere l’incarico di ‘consulente per i contenuti. Evidentemente si tratta di una innovazione in campo editoriale, che viola la legge professionale dei giornalisti’”. E ancora: “De Feo avrebbe dovuto affidare quell’importante e delicato incarico a un giornalista di provata esperienza. De Feo, così agendo, avalla la convinzione che chiunque possa svolgere la professione di giornalista, arrecando un danno anche all’immagine del giornalismo professionale e dell’Ordine, di cui egli fa parte, e che è l’ente esponenziale della comunità dei giornalisti”.
A me di De Feo importa poco. E su Fox Uomo non ho nulla di davvero interessante da dire. Ma, se è per questo, nemmeno Fox Uomo mi dice mai nulla di interessante.
Sulla paradossale e insensata presunzione che solo un giornalista sia capace di comunicare notizie con professionalità e competenza e che, anzi, debba essere l'unico a detenere il diritto di informare, potrei tenervi qui giornate intere.
Mi rendo perfettamente conto che Franco Abruzzo non potrà mai essere d'accordo con quanto andrò ad affermare, e cioè che l'Ordine dei Giornalisti è una puttanata, almeno quanto la Corazzata Potemkin.
Mi spingo ancora più in là: è lo stesso concetto di “giornalista” ad essere vergognosamente e palesemente incostituzionale, in violazione dell'articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Perdonatemi: so che è una cosa naïf, di questi tempi, ma io alla Costituzione ci tengo.
L'iscrizione all'Albo - si potrebbe obiettare - conferisce al giornalista uno status che lo rende autorevole nei confronti del pubblico, e funge da garanzia della veridicità delle notizie che diffonde. Se così è, viene allora da chiedersi per quale motivo si rendono necessari richiami all'ordine - da parte dell'Ordine - di questo tenore: “Troppe le notizie inventate e i giudici ci condannano al risarcimento dei danni!”.
Un superficiale esame di coscienza è quanto sarebbe sufficiente per accorgerci e, finalmente, ammettere, che il mestiere di giornalista è come quello del prete: obsoleto, pleonastico e da riesaminare.
Che l'Ordine ed i suoi iscritti abbiano ancora un'immagine da tutelare è una convizione che ormai solo lo stesso Ordine può nutrire. E tirare Franco Abruzzo per la sottana perché il nuovo capoclasse non fa parte del proprio club esclusivo di certo non aiuta.
Ehi, gente, ecco il prossimo:
“Non conosco i PhotoBlog. Ma, come ho già detto, io non credo che tutto ciò abbia a che fare con la creatività. Per quanto mi riguarda mi sembra che queste cose siano solo una masturbazione mentale, un'autentica perdita di tempo”.
Giovedì 27 Novembre 2003
Dopo due mesi di lotta dura senza paura contro le signorine del callcenter, dopo una infruttuosa raccomandata spedita al consiglio dei saggi di Scaitivì, dopo minuziose esplorazioni del web alla ricerca di una possibile cura, posso affermarlo con sicurezza: il pacchetto calcio è cronico ed incurabile, una volta che te lo sei preso devi imparare a conviverci. L'unica soluzione possibile è chirurgica e radicale: annullare l'autorizzazione all'addebito sulla carta di credito, farsi sospendere e poi annullare l'intero abbonamento, farsi sequestrare il televisore dall'ufficiale giudiziario, finire nell'elenco nazionale segreto dei cattivi pagatori (giocandosi la chance di comprare a rate una cosa qualsiasi per il resto dei tempi) e solo in seguito stipulare un nuovo abbonamento a Scaitivì, la payTV che è monopolio e sa di esserlo. Vede signor Murdoch io ci ho provato, ma lei non mi dà altra possibilità, per cui il giorno in cui le sue emorroidi esploderanno con tale violenza da proiettarla contro il soffitto, giacendo sul pavimento nella pozza del sangue che le sgorgherà a fiotti dalla testa e dal culo, pensi a me. C'entro eccome.
Mercoledì 26 Novembre 2003
Non so se abbiano già praticato la recensione corporea, cioè fisiologica. In caso negativo, inauguro io questo genere di commento cinefilo. Il fatto è che sono andato a vedere Dogville, celebrata last release di Lars Von Trier, e mi ha fatto vomitare. No, non intendo in senso metaforico: mi ha fatto vomitare davvero. Il problema è che io soffro di un disturbo per cui, se vedo film a telecamera in movimento a mano, mi viene la nausea e poi vomito. Sono quindi costretto, dal mio nervo vago, a dare ragione a Gianluca Neri: Dogville fa vomitare. E dire che ero andato preparato: siccome a me Le onde del destino avevano imposto un tragico destino di onde epigastriche, prima di Dogville avevo assunto un Travelgum: non è servito. Mi ha spiegato un medico, quando gli ho detto che a vedere i film di Dogma mi veniva come il mal di macchina quand'ero bambino, che mi veniva proprio di mal di macchina: è colpa dei movimenti periferici dell'occhio. Giusto in periferia mi si muoveva l'occhio: perché Dogville è un film che ha la vitalità di Paola Borboni. Il mal di macchina mi veniva dentro la vecchia Fiat 850 di mio papà, e in effetti Dogville sembra girato in una 850.
Dice quello: basta! Giudicare e spiare dal buco della serratura è meschino. Se uno sniffa o va con le donnine sono affari suoi. Ma poi senti una battuta alle Iene che – contravvenendo ad una consolidata tradizione di denuncia codina e nazional-popolare del programma – fa più o meno così: se fosse vero, caro onorevole Colombo – complimenti! E allora ti viene il dubbio: non sarà che i moralisti sono una minoranza? Che questo guardonismo è in realtà invidia impotente e sfigata e, dunque, degna di compassione? E che – infine, in mezzo a questi distinguo e garantismi – la nuova Marinella di De Andrè è proprio lui: il buon borghese?
Probabilmente lo sapevate già tutti, ma io, essendo stato ultimamente un po' lontano dal mondo internettoso, non me ne ero accorto.
E adesso cosa leggerò quando gli altri fanno sciopero?
Dice Sarkozy, ministro dell’Interno francese: “Noi vogliamo che gli stranieri che si installano in Francia abbiano vocazione a diventare francesi. Se diamo loro gli stessi diritti di un francese, perché mai avrebbero la volontà di integrarsi?”.
A parte che “installarsi in Francia” mi pare un’espressione pessima, ma perché per vietare il diritto di voto agli stranieri si diventa capziosi? Se avesse detto: guardate che l’elettorato di destra, da cui prendiamo i voti, non vuole ammettervi a tavola con loro a mangiare il formaggio, lo avrei capito.
E invece dice: soltanto chi ha la vocazione sviluppa la volontà, grazie alla quale tende ad imparare la virtù della cittadinanza. Se non si instilla questa tensione nei nuovi venuti si rischia di donare perle ai porci. Soltanto quando, attraverso la volontà, i maiali avranno introiettato (bella espressione vero?) il germe della libertà-fraternità-uguaglianza, allora si potrà riconoscere loro il raggiungimento della mèta agognata. Eccoti i galloni di cittadino, tiè.
Può essere vero, però che ne dite se si mettesse un punto d’arrivo?
Se una cosa non è misurabile infatti diventa arbitraria. Senza un metro che segni oggettivamente la distanza tra essere francese ed essere “altro” il senegalese sarà sempre un “quasi francese” e ci sarà sempre un Sarkozy che potrà dirgli: caro Sisifo, adesso ricomincia da capo.
Detto questo, per fare il capzioso, direi: francese con la puzza sotto il naso fòttiti.
Qui ci starebbe bene un post per ringraziare tutti coloro che hanno deciso di spendere lo scorso venerdì sera alla BlogFest (evento immortalato persino da una strip), i tanti cui non sono riuscito a parlare, quelli che ho solo salutato, quelli cui avrei voluto dedicare più tempo ma, per forza di cose, non ho potuto. Lo farò, prometto.
Nel frattempo è stato aggiornato l'aggregator dei post sulla festa, e quello delle foto (se avete ulteriori contributi, inviateli cliccando qui).
In questo spazio riescono a stare, invece, solo queste stentate scuse, neanche tanto originali e persino un po' frettolose, che s'è un sacco di lavoro da fare, di sonno arretrato, di bacilli influenzali da debellare definitivamente.
Il tutto corredato da un'immagine che non c'entra niente, e che pubblico proprio per questo motivo. È l'autunno in ritardo, fuori dalla mia finestra, in una foto di Gianmarco.
Mozione d'ordine per gli autori (potrei scrivervi anche una mail, ma così è più veloce): ricordate sempre di indicare una categoria quando inserite un post. È l'unico modo perché i vostri interventi siano correttamente archiviati e raggiungibili una volta scivolati fuori dalla homepage.
In più, tenete a mente che esistono categorie riservate alle rubriche: "Quarantadue", "Idiot images", "Noia portale", "Paginatré" (di Lia Celi), "Brontolario" (di Brontolo, per l'appunto), "Tanto per abbaiare" (di Riccardo Orioles) e "Net To Be" (di Roberto Grassilli), e la non più utilizzata "Satyricon".
Per il resto, come sapete e come sempre, avete carta bianca.
Mangiato pesante?
Lunedì 24 Novembre 2003
Esce anche il calendario dei politici. Il ricavato sarà dato in beneficenza. E se la Mussolini tornasse a fare il suo vecchio mestiere?
di melba
dal blog di
Claudio Sabelli Fioretti
Come operatrice del call center Tim (119) oggi sono in sciopero come i colleghi di tutta Italia. Lo sciopero avviene nel silenzio mediatico più assoluto (salvo un paio di articoli sul manifesto), come se Tim non fosse l'azienda che è e non avesse i suoi x-milioni di clienti sul territorio e non gestisse tramite call center le x-mila chiamate giornaliere che sosteniamo. La nostra causa immediata: Tim desidera rimodulare i nostri turni (part time 50% e 75%, e full time) al fine di coprire i picchi di traffico sul 119 senza ricorrere all'ovvio, vale a dire all'estensione degli orari e il transito -previsto dal contratto- verso turni più umani e socio-compatibili. La causa in prospettiva: la deduzione forzata verso società minori del gruppo (esternalizzazione, la chiamano) di interi settori lavorativi, operazione che prima della riforma del lavoro e delle norme sulla "cessione di ramo d'azienda" era soggetta a qualche limitazione e molti costi per l'azienda e ora totalmente deregolamentata. Le descriverei volentieri e nel dettaglio il criterio nipponico con il quale siamo tenuti a gestire chiamata e cliente ma sono già fuori dalle richieste 500 battute e mi fermo e firmo qui.
P(atrizia) M(ieli)
PS - Per chi volesse saperne di più, segnalo 2 articoli usciti sul manifesto:
il primo,
il secondo
In rigoroso ordine sparso, il miglior resoconto della BlogFest: i post di chi vi ha partecipato (in continuo aggiornamento: se il vostro blog ha il TrackBack - e se sapete cos'è - potete mandare un ping a questo indirizzo http://204.2.106.75/cgi-bin/mt/mt-tb.cgi/4814, il vostro intervento sarà automaticamente aggiunto alla pagina e linkato).
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Ecco come apparirà l'icona:

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- Forse ma forse. Solo attraverso una serie di flash casuali potrei raccontare il sentire, al di là della cronaca, di una serata come quella di ieri. (alla blogfest) In parte è come se fossi ancora lì, distribuito a pezzetti o moltiplicato per ogni sguardo e sorriso scambiati, per ogni abbraccio goduto... va be', che te lo dico a fare, sai perfettamente cosa si prova quando si incontrano o si rivedono persone che si leggono e si scrivono tutti i giorni, vero?
- In via del tutto precauzionale, questo blog(ger) desidera prendere le distanze da qualsiasi cosa il suo rappresentante tridimensionale abbia detto o fatto, ma soprattutto detto, ieri sera alla BlogFest.
Però che bella serata, ieri.
Però che mal di testa, oggi.
- Sono entrato alla festa di Gnu Economy, c`era Chica VQ che litigava con Proserpina, e poi c`era Arkangel che voleva simulare un orgasmo, mi son divertito... Oh, e c`era anche Broono e Personalità Confusa e un sacco di altra gente, mi sono ubriacato, e l`Antonellina mi ha preso a schiaffi... a me!! Oooh!! Mi son divertito... Oh, e sono rimasto sveglio fino alle 5 a parlare di film giapponesi e poi ho dormito per terra, mi son divertito... (adesso però mi riposo sul serio che ne ho bisogno)