Zucche vuote

Sono andato a comperare un chilo di pomodori e la fruttivendola stava scavando una zucca, da mettere a guarnizione della sua vetrina. Rideva incoscientemente felice.
Poi, tornato a casa, ho acceso la tv e ho visto uno stronzo vestito da scheletro. Intanto la mia vicina di casa – che ha seri problemi di analfabetismo di ritorno – mi ha fatto sapere di aver comprato un libro sulle streghe.

Niente paura, mi sono detto! E’ Halloween, bambino.
Una festa degli americani che da qualche tempo piace tanto anche a noi italiani.
E vai con pupazzetti, ossa di cioccolato, passeggiate notturne alla ricerca di fantasmi, cene con tortelli di zucca al cospetto di sensitive venezuelane, passamontagna da teschio. Ci sono poi gli spettacolini di babanetti che recitano e dicono “uuhhh” e “dolcetto o scherzetto“, sapientemente diretti da mestrine rigorosamente in nero.
Ho scoperto che in un locale del centro si esibisce una strega sexy che, prima serve cocktail quasi fossero pozioni magiche e, poi, struscia la vulva sul parrucchino degli avventori. Veramente interessante.
Per farcela digerire bene – questa festicciola fatta di migliaia di gadget e di stronzate – le hanno trovato radici europee.
Certo che ci sono radici europee. Ci mancherebbe altro.
In Usa la tradizione venne portata infatti dagli irlandesi.
Il significato di Halloween è pressappoco il seguente: la notte del 31 tornano gli spiriti erranti dei morti alla ricerca di un corpo da possedere. I Celti credevano che in questa notte magica tutte le leggi della fisica che regolano il tempo e lo spazio venissero sospese rendendo così possibile la fusione tra mondo reale e aldilà.
Il colore arancione della zucca rappresenta la mietitura e la fine dell’estate. Il nero invece è la venuta dell’inverno.
Insomma un momento di passaggio. Tra vita e morte, tra estate e inverno.
E il passaggio tra tradizione popolare e consumismo fesso?
Voglio un antropologo che mi spieghi tutti i risvolti di questa importazione/riscoperta.
E che scandagli a fondo nelle nostre zucche vuote.

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13 Comments

  1. Cosa penso di Halloween in breve?
    Beh, almeno per noi importatori, mi sa di colossale trovata commerciale, nulla di piu’.
    E stasera mi guardo C.S.I. [e’ mica il venerdi’ che lo fanno?]

  2. colossale e importata trovata commerciale, capisco e posso pure condividere ma un po’ sorrido: finché ho vissuto con i miei nella notte di ognissanti i ‘morticini’ hanno sempre lasciato dolcetti sotto il cuscino: meno commerciale, meno americana ma festa a tutti gli effetti.

  3. curiose le zucche nel banner di gnueconomy di oggi. Critichiamo halloween, d’accordo, ma siamo sempre consapevoli di essere liberi di festeggiarlo o meno. E’ come una serata in discoteca a tema, in fondo. Non ci vado, chiuso il discorso. Come trovata commerciale fa certo meno schifo del Canta tu.

  4. OGGI E’ IL MIO COMPLEANNO, dunque Halloween per me è la festa più importante che ci sia.
    Fatemela.

  5. si, ecco, stavo per dire cheppalle allouinn, poi damiano m’ha fatto notare che pure voi.. e ma allora.. ma che due palle pure voi..

  6. Paura e disgusto ad Halloween

    Parecchi blogger sostengono che questa festa faccia vomitare… L’immagine arriva da Extreme Pumpkins, dove potrete trovare un’ottima guida al ‘modding’ delle zucche….

  7. “Voglio un antropologo che mi spieghi tutti i risvolti di questa importazione/riscoperta.”.

    Aspetta provo io: soldi + stupidità. L’idea di base è separare i primi dagli stupidi che li portano. All’inizio sembrava strano pure il Natale stile USA, poi il S.Valentino, ora Halloween.
    Appena ottimizzato il metodo per far consumare di più durante il Ramadan avremo anche quello.

  8. Il “passaggio al consumismo fesso” è il destino che tocca a più o meno tutto quello che può piacere/interessare un buon numero di persone. Così è. Per i Celti comunque questa notte qua non era cosa tanto da scherzarci, non era proprio il “dolcetto o scherzetto”, da quel che so era una notte da terrore: non si usciva assolutamente di casa, se un bambino c’aveva la sfortuna di nascerci era tacciato come figlio del diavolo ecc. Una cosa un po’ da zucche vuote pure quella, se vogliamo: a me però festeggiare una roba che ha avuto origini così… mah.

  9. “Il colore arancione della zucca rappresenta la mietitura e la fine dell’estate”
    Peccato che gli irlandesi usassero le rape, e siano passati alle zucche solo una volta sbarcati oltreoceano :-)

    PS
    richiestucola per il buon Neri, se mi legge: perche’ non posso scrivere l’email in formato “antispam”? Con “at” e “dot” al posto di “@” e “.”, per intenderci.

  10. Ehi, la festa sarà anche americana, ma come hai già ricordato tu la tradizione é celtica! E basta con questo consumismo di qua, consumismo di là, non si può semplicemente fare festa o non farla, a piacimento? E non si può non rompere le balle a chi invece di spendere i soldi (guadagnati e sudati) in BOT o in beneficenza, si compra il pipistrellino da attaccare alla porta? W tutte le feste, che piacciano o no!

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