Omeopatia

C’è un processo per diffamazione che sta passando abbastanza sotto silenzio: è quello tra Piero theoneandonly Angela e la Società Italiana di Medicina Omeopatica. Quest’ultima pare si sia piuttosto risentita per non essere stata invitata ad una trasmissione del luglio 2000; e del fatto che a parlare di omeopatia fossero persone “che non hanno alcuna competenza in materia” (sic!).
Io, qui lo dico e qui non lo nego, sono stradaccordo con Pierone: “La scienza non è come la filosofia: non si possono far sentire entrambe le campane e poi far decidere per conto proprio ai telespettatori”.
Insomma, la scienza è un’altra cosa, bitte… (tnx to Psycho & to Delio)

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33 Comments

  1. peccato, che non venga mai nemmeno data una possibilità di affrancamento scientifico all’omeopatia… e sì che chi ha iniziato a studiarla e a proporla era medico, chirurgo con tanto di specializzazione… e poi… fino alla fine dell”800 era la medicina naturale a farla da padrone… come è saltata fuori questa egemonia della medicina “tradizionale”… tradizionale de che???

  2. Concordo. Personalmente ritengo che la dizione “medico omeopata” sia un ossimoro truffaldino. Chi sceglie di praticare l’omeopatia faccia pure. Ma non dovrebbe essere consentito sfruttare la patente di credibilità data da un’abilitazione professionale che implica l’aderenza a precisi metodi di studio e cura per poi praticare metodi altri. Aut medico aut omeopata.

  3. quindi se uno si è laureato in medicina e decide di usare (anche) metodi omeopatici non può definirsi medico omeopata?

  4. Nei sei anni previsti dal corso di laurea di medicina l’omeopatia non viene mai menzionata, se non nel corso, facoltativo, di storia della medicina. Un certo Samuel Hanneman, nell’Ottocento, formulò un principio (similia similibus curantur) che non è mai stato dimostrato se non in qualche forma di immunoterapia, e comunque con dosi di principio attivo molto superiori a quelle utilizzate nelle preparazioni omeopatiche. L’omeopatia non ha mai dimostrato la sua efficacia in studi scientificamente controllati, d’altra parte non sussistono neanche le basi teoriche per cui possa funzionare dal momento che le dosi di principio attivo sono infinitesimali. Quello piuttosto che va messo in discussione è l’utilità di curare con farmaci un gran numero di malattie che guarirebbero spontaneamente senza nulla, così come la cultura della pillolina per stare meglio. Questo fanno gli omeopati: danno non-pilloline per non-malattie. E logicamente funziona.

  5. In realtà l’effetto placebo è già molto studiato. Non vedo neanche lì qualcosa da mettere in discussione. Io ne faccio una storia di principio: ok qualsiasi terapia, ma sul metodo (galileiano e medico) non si discute.

  6. grazie per la segnalazione!

    rispondo a Ipanema: l’omeopatia e’ stata proposta in uno stadio molto meno avanzato della medicina e del metodo scientifico.
    all’epoca esistevano la medicina omeopatica e quella allopatica. (attualmente gli omeopati sostengono che la “medicina ufficiale” sia allopatica, ma non e’ vero: allopatia significa curare i sintomi con sostanze che combattono i sintomi, omeopatia con sostanze che favoriscono l’insorgere dei sintomi in chi non e’ malato; ma la medicina moderna NON cerca di curare i sintomi, bensi’ le cause. anzi, si sa che concentrarsi sul far sparire i sintomi puo’ essere disastroso, perche’ i sintomi, come ad esempio la febbre, sono il modo in cui si manifesta la reazione dell’organismo…

    siccome i primi malati di Hahneman e dei primi omeopati avevano la spiacevole tendenza a peggiorare, ma Hahneman e seguaci erano alquanto restii a rinunciare a un sistema filosofico tanto bello (similia similibus curentur), si sviluppo’ la prassi delle diluizioni.
    diluizioni standard in omeopatia sono quelle che loro chiamano, credo, 50x o 100x.
    in pratica si scioglie la sostanza attiva (che e’ appunto tossica, se presa in quantita’ macroscopiche) in dell’acqua, poi da questa soluzione viene presa una parte che viene diluita in un volume d’acqua dieci volte maggiore (ottenendo una diluizione 1x), dalla quale poi si prende una parte che viene diluita ancora in un volume 10 volte maggiore (e siamo a 2x) e cosi’ via…

    il punto che invalida tutta l’omeopatia, e che Hahneman non poteva sapere, e’ che una “mole” di qualsiasi sostanza (nel caso di un a sostanza con peso molecolare N, una mole e’ costituita da N grammi di quella sostanza) ha un numero finito, ancorche’ grande, di molecole.
    questo numero, il Numero di Avogadro, e’ circa 10 elevato a 23 (quindi e’ scritto come 1 seguito da 23 zeri).

    Arrivati gia’ a 50x, abbiamo che quindi c’e’ solo una probabilita’ su 10 elevato a 50 diviso 10 elevato a 23, e quindi 10 elevato a 27 (si scrive come un 1 seguito da 27 zeri) di trovare non solo una molecola della sostanza attiva, ma addirittura di trovare anche solo una molecola dell’acqua che era nella soluzione originaria con essa!
    1 fratto 10 elevato a 27 e’ un numero veramente piccolo…

    la soluzione berciata dagli omeopati e’ la “dinamizzazione”. fatevela spiegare da loro, e ditemi se vi sembra convincente.
    per come me l’hanno descritta (omeopati), si tratta di shakerare il prodotto a ogni diluizione successiva, in modo che le proprieta’ (evidentemente magiche) del soluto si trasmettano con eguale forza a tutta la soluzione, anche quando le probabilita’ che ci sia ancora soluto sono diventate trascurabili.
    la bufala della “memoria dell’acqua” servi’ come pretesto pseudo-scientifico.
    ho letto un articolo “serio” di un omeopata sull’argomento (ne parlo qua) e non mi e’ sembrato che:
    1 – la memoria dell’acqua sia realistica, a meno di rinunciare alle fondamenta della termodinamica e dell’elettromagnetismo
    2 – anche qualora la memoria dell’acqua sia una realta’, da questo si possa dedurre la verita’ dell’omeopatia.

  7. Non mi sono mai curato con l’omeopatia e non credo a niente che non sia dimostrabile scientificamente, però… però ho una bambina di 5 anni, quindi non suggestionabile visto che non conosce nemmeno la parola omeopatia, con problemi di asma allergico curati fino a poco tempo fa con tradizionali cortisonici, la mia compagna si è rivolta ad un medico (nel senso di laureato in medicina) omeopata che la ha prescritto un “rimedio” ….forse sarà magia, ma funziona. ciao

  8. Miiii, e ti ci sei messo pure a ricercare ‘ste cose?
    La prossima volta scrivo io un aricolo sul perchè gli oroscopi sono delle pratiche insensate.. :))

  9. ecco, mi ero dimenticato di aggiungere che i successi (aneddotici) dell’omeopatia sono sempre invariabilmente riguardanti allergie, coliti e gastriti. tutti disturbi in cui i fattori psicosomatici sono importantissimi (a proposito: un bambino di 5 anni, ma anche forse gia’ di 2 anni, e’ certamente molto suggestionabile: non sottovalutiamo la capacita’ dei bambini di interpretare i sentimenti degli adulti, ad esempio nel dargli un farmaco).
    io, in quanto allergico, ho parecchia aneddotica di altro tipo, e cosi’ tutti gli allergici. un violentissimo attacco allergico puo’ sparire di botto senza motivo, o perche’ quel giorno c’e’ un esame scritto che non si puo’ saltare, o anche episodi piu’ strani… nella medicina “ufficiale” c’e’ tanta gente che mette in dubbio che i rimedi “ufficiali” servano davvero a qualcosa o siano placebo! (ad esempio, i vaccini anti-allergici sono particolarmente sotto attacco: tanta gente iper-allergica smette di botto di esserlo, anche in eta’ adulta, e si sospetta che il vaccino non agisca in quanto tale ma in quanto agente psicosomatico). date queste premesse, direi che proprio il campo delle allergie (e coliti e gastriti) non e’ un banco di prova particolarmente solido.
    possibile obiezione: allora va benissimo l’omeopatia! almeno, siamo sicuri che non ha effetti collaterali.
    verissimo: ma allora, visto soprattutto che la produzione di un farmaco omeopatico ha costi infimi rispetto a qualsiasi farmaco “normale”, non e’ osceno far pagare 12 euro per una boccetta di effetto placebo?

  10. Massimo rispetto per il CICAP e nulla da dire in favore dell’omeopatia spinta (diluizioni troppo alte), ma l’articolo del cicap da te linkato si fonda su un errore di fondo e cioe’ che la medicina ortodossa e quella omeopatica siano antitetiche.
    Non lo sono e l’articolo infatti non sta in piedi.

  11. ..chi l’ha detto che in filosofia si debbano “far sentire entrambe le campane e poi far decidere per conto proprio ai telespettatori”? magari con il televoto come da Vespa? Che pessima opinione di una così nobile arte c’è in giro.. e il peggio è che pierone non è manco theoneandonly.

  12. Forse intervengo tardi, ma mi sembra una discussione interessante. Sono d’accordo con Piero Angela quando dice che la scienza non è questione di opinioni. Ma sono anche d’accordo con Edoardo Sanguineti secondo cui anche la scienza è un’ideologia. Cioè: la scienza funzionerebbe come dice Piero Angela se non fosse una creazione umana, ma visto che lo è, partecipa delle caratteristiche di ogni prodotto umano. Se qualcuno di cui mi fido mi dice che per lui l’omeopatia funziona, non vedo perché bollarlo come antiscientifico. E’ esperienza anche quella. Esiste una branca della medicina che si chiama dermatologia. Più che branca, la chiamerei brancola. Non faccio che sentir parlare di persone che non riescono a risolvere problemi della pelle. Sarà l’effetto placebo, ma qualcuno passando all’omeopatia ci riesce. La critica principale che sento fare all’omeopatia è che non ha dimostrato di essere valida. Da come l’ho capita, non l’ha dimostrato perché mancano ricerche attendibili, non perché se ne sia provata l’inefficacia. Altrimenti Angela non avrebbe mancato di dirlo. Questa mancanza di ricerche non è anch’essa legata in qualche modo all’ideologia? Aspeto un prossimo post sulla psicosomatica.

  13. non credevo fosse cosi`, ma dai commenti risulta evidentemente necessario spiegare una volta per tutte cosa sia l’effetto placebo.

    detto in soldoni: OGNI ESSERE UMANO MALATO, NON APPENA PERCEPISCE DI VENIRE CURATO, HA UN CERTO MIGLIORAMENTO NELLA SUA PATOLOGIA. indipendentemente dalla sua patologia, e soprattutto indipendentemente dalla sua volonta`. questo paradossale fenomeno non si verifica con la stessa intensita` e con la stessa frequenza per ogni essere umano, ed e` ben lungi dall’essere compreso dai medici. tuttavia esiste, e si e` conquistato un nome: il nome di “EFFETTO PLACEBO”.

    per questo motivo, quando un farmaco viene sperimentato si conduce un test che grosso modo funziona cosi`: ad un gruppo A di pazienti si fornisce il farmaco che si vuole testare, e ad un altro gruppo B una preparazione apparentemente identica, ma assolutamente senza principi attivi. per evitare condizionamenti psicologici, i pazienti non sanno cosa stanno assumendo, e il test si chiama “cieco”. se poi, per evitare che i medici che conducono il test possano condizionare anche involontariamente i pazienti, negli ultimi decenni si e` passati al “doppio cieco”: vale a dire: ne` i medici ne` i pazienti sanno se stanno maneggiando un farmaco vero o uno senza principi attivi (un “placebo”).

    il farmaco testato viene quindi ritenuto efficace se la percentuale delle guarigioni verificatesi nel gruppo A e` significativamente superiore a quella all’interno del gruppo B. altrimenti si lascia perdere (per ovvi problemi di costi e di possibili effetti collaterali). e per “significativamente” si intende qualcosa che la statistica (scienza con oltre 100 anni di storia alle spalle) definisce con esattezza, non una vaga impressione falsabile del malvagio “medico ufficiale”.

    questo e` quello che la bistrattata “scienza ufficiale” ha assunto come standard nell’ultimo secolo; questo e` il tipo di test che un farmaco omeopatico non ha mai inconfutabilmente passato.

    per chi fosse interessato ad un esempio di test medico a tema omeopatia, si puo` dare uno sguardo per esempio a questo:http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=PubMed&list_uids=9828870&dopt=Abstract

  14. per inciso: a mio parere un bambino di cinque anni ha una personalita` sufficientemente debole da essere condizionabile piu´ di un adulto. soprattutto se i farmaci in questione li riceve dai suoi genitori.

  15. Scusate se sarò breve e forse incomprensibile, ma questo è un commento e non un post. Per dire per filo e per segno cosa penso ho scritto un post lunghetto (http://www.montag.it/blog/archive/000494.html). IL succo è:
    -L’omeopatia non è un approccio che mi convince, ma molte affermazioni del CICAP sono di un positivismo ottocentesco. Dire ‘Nella scienza un’affermazione o è vera o è falsa, e per definizione non esistono vie di mezzo’, è una semplificazione inaccettabile non appena ci si occupa di qualcosa di più complesso della temperatura a cui bolle l’acqua. La medicina, da questo punto di vista, è una delle gatte più brutte da pelare.
    -L’articolo del CICAP che attacca l’omeopatia cita a proprio appoggio una metanalisi di Lancet che in realtà dice che l’omeopatia funziona, tirandosi di fatto la zappa sui piedi.
    Io sono culturalmente estraneo all’omeopatia, ma se si va a scavare le questioni non sono così semplici come piacerebbe a qualcuno.
    E’ un gran casino, e non basta lo zelo a trovare il bandolo della matasse. Ci vuole anche la capacità di percepire le sfumature.

  16. Psy, ho visto il link che fa riferimento al doppio cieco, però da solo è un po’ poco per convincermi che l’omeopatia non funziona in nessun caso. Sarebbe interessante sapere se ne esistono altri, possibilmente fatti su scala un po’ più ampia, e sulle malattie che sembrerebbero averne più giovamento, come quelle immunologiche e dermatologiche. Tra l’altro c’è da dire che spesso l’omeopatia funziona dove fallisce la medicina ufficiale – allergie in primis. Probabilmente magari proprio perché sono forme psicosomatiche, ma intanto i pazienti ne traggono beneficio. Perché allora i medici “tradizionali” non somministrano acqua pura a questi “malati immaginari”, dato che secondo questa tesi, dovrebbe funzionare ugualmente?

  17. be’, un pediatra molto amico della mia famiglia raccontava spesso che se diceva ai genitori di un bambino “non ha niente, non dategli niente, guarira’ da solo tra poco” quelli rimanevano preoccupati lo stesso. e probabilmente andavano a chiedere un secondo parere a un altro, finche’ non trovavano quello che prescriveva qualcosa a caso per farli contenti (o per avere un premio dalla casa farmaceutica…). dice che anche lui a un certo punto ha capito che doveva cominciare a fingere che la malattia del bambino lo preoccupava tantissimo (anche se era un banale mal di pancia, o un raffreddore) e con aria grave prescrivere cure che non servivano a niente ma almeno non facevano male (tipo: bollire acqua e zucchero con una foglia di alloro, o cose del genere). a fine carriera, quando ci raccontava queste cose, era il pediatra piu’ amato del suo paese. sicuramente il paese sara’ stato pieno di aneddoti del tipo “ero andato da quell’altro che mi ha prescritto farmaci su farmaci che non servivano a niente o peggioravano la situazione, poi sono andato da lui e le sue cure hanno sempre funzionato”. l’omeopata fa lo stesso. ma se permetti, io ho molto piu’ rispetto dei medici come questo nostro anziano amico (ormai da tempo deceduto) che di chi prescrive boccette d’acqua pura da 12 euro. il risultato e’ lo stesso, ma quanta differenza…

    (e comunque non fate passare la medicina per un prescrivere farmaci su farmaci. il buon medico prescrive buoni farmaci, e SOLO quando servono. il cattivo medico no. l’omeopata non prescrive veri farmaci ne’ quando servono ne’ quando non servono; tranne quelli con un po’ di coscienza che rimandano sempre alla “medicina ufficiale” quando riconoscono che e’ meglio – alcuni che non l’hanno fatto hanno passato dei guai serissimi quando sono stati denunciati da persone che non si sono curate in tempo a causa loro.)

  18. Un altro punto su cui fermarsi a pensare…

    e’ l’omeopatia che DEVE dimostrare di essere efficace al di la’ del placebo.
    Nessun farmaco viene messo in vendita PRIMA della prova di efficacia e va in giro a dire: io funziono, dimostartemi che non e’ vero!

  19. Ditemi un po’.

    Perchè un’acqua che contiene 1 ppm, 10^-6 (cioè secondo l’espressione omeopatica delle concentrazioni, CH 6) di tetraclorodiossina, è pericolosa, mentre un preparato omeopatico quale l’Arsenicum CH 5 (cioè con una concentrazione di arsenico pari a 10^-5, 10 ppm) non ha alcuna azione farmacologica, è solo un “placebo”?

    Ciao, belli!!!

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