Venerdì 31 Ottobre 2003
Tre spot per una nuova campagna pubblicitaria (da Muttley, cervello in fuga):
Bamako, Mali
Saliou, 31 anni, è un contadino nomade della fascia sub-sahariana. Per sfamare se stesso, la moglie Salima e i cinque figli pratica l'agricoltura tradizionale:
dopo aver appiccato il fuoco ad un tratto di savana, Saliou coltiva sul terreno bruciato, reso fertile dalle ceneri. Il raccolto, che consiste di miglio, sorgo e manioca, è tuttavia appena sufficiente ai bisogni della famiglia. Dopo essere stato coltivato, il terreno torna ad essere sterile, e Saliou deve bruciare un altro tratto di terreno. Questo tipo di agricoltura tende a favorire l'avanzata del Sahara nelle zone abbandonate dai contadini.
Sono andato a comperare un chilo di pomodori e la fruttivendola stava scavando una zucca, da mettere a guarnizione della sua vetrina. Rideva incoscientemente felice.
Poi, tornato a casa, ho acceso la tv e ho visto uno stronzo vestito da scheletro. Intanto la mia vicina di casa - che ha seri problemi di analfabetismo di ritorno - mi ha fatto sapere di aver comprato un libro sulle streghe.
Niente paura, mi sono detto! E' Halloween, bambino.
Una festa degli americani che da qualche tempo piace tanto anche a noi italiani.
E vai con pupazzetti, ossa di cioccolato, passeggiate notturne alla ricerca di fantasmi, cene con tortelli di zucca al cospetto di sensitive venezuelane, passamontagna da teschio. Ci sono poi gli spettacolini di babanetti che recitano e dicono "uuhhh" e "dolcetto o scherzetto", sapientemente diretti da mestrine rigorosamente in nero.
Ho scoperto che in un locale del centro si esibisce una strega sexy che, prima serve cocktail quasi fossero pozioni magiche e, poi, struscia la vulva sul parrucchino degli avventori. Veramente interessante.
Per farcela digerire bene - questa festicciola fatta di migliaia di gadget e di stronzate - le hanno trovato radici europee.
Certo che ci sono radici europee. Ci mancherebbe altro.
In Usa la tradizione venne portata infatti dagli irlandesi.
Il significato di Halloween è pressappoco il seguente: la notte del 31 tornano gli spiriti erranti dei morti alla ricerca di un corpo da possedere. I Celti credevano che in questa notte magica tutte le leggi della fisica che regolano il tempo e lo spazio venissero sospese rendendo così possibile la fusione tra mondo reale e aldilà.
Il colore arancione della zucca rappresenta la mietitura e la fine dell'estate. Il nero invece è la venuta dell'inverno.
Insomma un momento di passaggio. Tra vita e morte, tra estate e inverno.
E il passaggio tra tradizione popolare e consumismo fesso?
Voglio un antropologo che mi spieghi tutti i risvolti di questa importazione/riscoperta.
E che scandagli a fondo nelle nostre zucche vuote.
È arrivato il giorno della confessione, per cui chi vuole può accendere il registratore: non ci saranno altre occasioni.
Ebbene: io un po' invidio i possessori di Macintosh. Non fraintendete. Gli invidio una cosa sola: il fatto che abbiano a disposizione sostanzialmente un unico lettore di feed RSS bello, funzionale e stabile, mentre per Windows se ne trovano in giro una ventina e, in un modo o nell'altro, fanno tutti pena.
Non chiedo molto, in fondo: mi basta un aggregatore che faccia degnamente il suo mestiere e, fondamentale, abbia il "news ticker", ovvero la possibilità di fare scorrere le notizie aggiornate sullo schermo, mentre si fa altro.
NewzCrawler, ad esempio, ad una prima occhiata sembra quello messo meglio e che soddisfa tutti i requisiti. Ma nel giro di tre mesi siamo alla terza nuova versione (più un numero di beta da sconsiderati), e ancora il programma va in crash una volta su tre al solo click su una notizia.
Riponevo grandi speranze in FeedDemon, non fosse altro perché ideato da Nick Bradbury, il creatore di Homesite e TopStyle. Invece niente ticker, gestione dei canali artificiosa e grossi casini quando tenta di compilare il "giornale" contenente le ultime news.
wTicker fa tutto ciò che voglio, anche se è semplice come i percorsi mentali di un ingegnere. Ogni giorno ne esce una nuova versione, ogni settimana scarico l'ultima per verificare che, come quella precedente, si impalli senza alcun pudore.
RDF Ticker, con molta immaginazione, potrebbe anche sembrare un programma vero. Solo, però, se avete tempo a sufficienza per bloccarvi sul lavoro mentre lui aggiorna i canali.
Outsiders (quindi, potete immaginare): RSSReader, QM Nooze, NewsDesk, Awasu, RocketInfo (che va bene se vi accontentate dei canali che propone lui) e NewsGator (che si integra in Outlook e c'è da capire perché se ne vantino).
Come mi è stato gentilmente fatto notare, nel chiedere che qualcuno si offrisse di scrivere il nuovo programma di gestione dei Macchianera Weblog Awards, non ho specificato qual è il criterio di scelta dell'applicazione che sarà poi utilizzata. Beh, non saprei nemmeno io. Diciamo il primo che lo finisce e lo invia via mail per essere installato su questo server. Intanto non ho parole per ringraziare chi non ha perso tempo nel mettere a disposizione le proprie capacità: Gus, Francesco Levorato e Cristiano.
In parecchi chiedono che fine ha fatto l'organizzazione della BlogFest, se si fa, se è vero che sarà il 14 di novembre. Avete ragione. È che non lo so. Vi dico anche qual è il problema: che i gestori dei locali, a Milano, piuttosto che riservarti il venerdì sera si sottoporrebbero, una dopo l'altra, a tutte le macchine di tortura del museo dell'inquisizione. Quindi attendete notizie con fiducia, ma se qualcuno conoscesse un locale in cui non sia obbligatorio che il proprio stomaco faccia da equalizzatore ai woofer, a Milano, carino, con posti a sedere e per parlare ma, soprattutto, libero venerd' 14 novembre, è pregato di fare un fischio.
Infine, sono contento di constatare che anche sui blog gestiti da Radio Userland è possibile implementare in modo più che semplice la funzione "trackback". Le istuzioni sul blog di Paolo Valdemarin.
di Uiallalla

Dunque ricapitoliamo. Mentre l'Italia si danna ai piedi di un crocifisso ecco cosa accade nel mondo reale. Tale Roselen Boerner Faccio (nessuna parentela col Facci), a capo della Chiesa Evangelica di Milano, ha un sogno nel cassetto: pregare insieme a Silvio Berlusconi (cosa tiene certa gente nei cassetti...) perchè lei desidera avere un Presidente del Consiglio credente (pensa te, io mi accontenterei di avere un Presidente del Consiglio!!). Non andate via che la storia continua, la seconda parte è ancor meglio della prima.
Perchè è risaputo che le cose precipitano quando i sogni s'avverano. Ebbene si! la nostra realizza il suo desiderio e grazie all'intercessione del buon Dio (e di Ornella Vanoni) riesce ad essere invitata a cena a casa Berlusconi. Disposizione dei commensali in senso orario (rigorosamente verso destra) partendo da capotavola: Silvio Berlusconi, Veronica Lario (opportunamente equipaggiata), Piersilvio Berlusconi, Ornella Vanoni, la nostra Roselen, Mariano Apicella.
Mangiano, cantano, ballano.
Roselen e Silvio si appartano. Lui le chiede: "cosa posso fare per te (figliola)?". La ragazza svela il suo sogno e Silvio risponde "Anch'io ho deciso di vivere la mia missione" (mi vien voglio di gridare "Attentato!"...). Dopodichè congiungono le mani (ognuno le proprie) e pregano insieme, Si scambiano i libri più cari: Vecchio e Nuovo Testamento (aka "Bibbia") lei, Nuovissimo Testamento (aka "Contratto con gli italiani") lui.
Finito? No! C'è la terza parte. La nostra Roselen oltre a fare il pastore (o la pastora?!) della Chiesa Evangelica di Milano, gestisce un locale in cui incontrasi, divertirsi ma soprattutto ascoltare la parola di Dio (oh yeah!) che si chiama "Le pecore" (post-it: consigliare a Roselen di cambiare nome al locale. Doppio senso sfacciato!). E non solo! Ha fatto stampare dei bigliettini con il logo del nuemro verde è il nome di gesù con la scritta "Vuoi parlare con Dio? Il prefisso è Gesù Cristo!" (non specifica se si paga solo lo scatto alla risposta però...).
Dopo aver letto questa storia ho pensato di fare un dono ai forzati del crocifisso. Lo potete vedere cliccando sull'immagine a fianco. Oppure potete scaricare il pdf, stamparlo ed attaccarlo alla parete.
(se non sapete cos'è un pdf, non starò qui a spiegarlo, ma sappiate che per leggerlo avete bisogno di Acrobat Reader. Spenderò due secondi del mio tempo a specificarvi che è totalmente gratis, si scarica subito, occupa poco spazio, e potrà esservi utile in numerose occasioni.)
Dall'altro ieri, su questo blog (e con possibilità di utilizzo per gli altri blog ospitati dallo stesso server), è stato installato MT-Blacklist, un pligin di Movable Type che si occupa di non cedere allo spam lo spazio dei commenti e quello dei trackback. Funziona, ma due sono le cose tristi da precisare. La prima è che gli spacciatori di Viagra a chili non si limitano più alle e-mail. La seconda: che buona parte dei siti bloccati presenti nella blacklist (“sesso-amatoriale.com”, “sessogratis.us”, “suonerie.com” evvia evvia) sono inequivocabilmente italiani.
Giovedì 30 Ottobre 2003
Spettacolare Luzzato Fegiz sul Corriere di oggi, pagina 40. Puntuale come la morte, il critico musicale del Corsera recensisce l'album del folksinger Michele Apicella, lyrics by On. Silvio Berlusconi. Testuale:
"E’ un repertorio rigorosamente sentimentale e melodico, ottimo per il piano bar un po’ decadente, con grande affollamento nei versi di luoghi comuni tipo 'Ti penso anche quando non vorrei', 'Se non ci fossi io ti inventerei'.
Le canzoni, ineccepibili sul piano dell’intonazione, dell’arrangiamento e della metrica, ci rivelano un Berlusconi paroliere anima candida, amante dei sentimenti semplici, delle melodie avvolgenti (e d’acchiappo, come si dice a Roma).
Insomma un vero naïf, che ha trovato con il musicista Apicella una perfetta intesa su quel manierismo schema pizza-Vesuvio-cuore-amore-mandolino che molti stranieri (Bush, Putin?) si aspettano dagli italiani."
Amanda Lear, durante “La Grande Notte”, alla rappresentante di un'organizzazione di prostitute: «Ma cos'è che spinge una ragazza sul marciapiede invece che a Passaparola?».
di Riccardo Orioles

Quello che segue era il primo numero di "Tanto per abbaiare", esattamente quattro anni fa. Da allora la situazione non è cambiata. Nemmeno noi.
Termina qui la lotta al potere mafioso per questa generazione. Abbiamo ottenuto dei risultati:
Sindona, i cugini
Salvo, i cavalieri catanesi. Siamo stati sconfitti su tutto il resto. Queste vittorie parziali ci consentono tuttavia di guadagnare del tempo, di allontanare di qualche anno il pieno radicamento del sistema. L'esito finale è comunque, probabilmente, quello russo: marginalizzazione dei meccanismi democratici, istituzionalizzazione dei poteri di fatto, pubblica assunzione dei poteri da parte delle yakuza. Le lotte di questi quindici anni -
Borsellino,
Falcone, la primavera di Palermo,
Robertino Antiochia,
i Siciliani,
Chinnici, i giudici ragazzini morti e vivi - sono servite semplicemente ad allontanare di alcuni anni questo esito. Che è tuttavia il più realistico, nel giro di alcuni anni. La componente
Berlusconi è stata ormai pacificamente accolta, a livello tanto istituzionale quanto culturale, nel sistema politico italiano. Ora, ci sono dei problemi tecnici - come trapassare stabilmente da
D'Annunzio-
Salandra a
Mussolini? come far convivere il vecchio
Senato del Regno con la moderna
Camera dei Fasci e delle Corporazioni? - ma sono problemi tecnici, per l'appunto. Da siciliani, non riusciamo a respingere un qualche (inutile) orgoglio per il fatto che stavolta, a differenza degli anni Sessanta, non è stata la Sicilia a cedere, ma il rimanente del Paese. Così anche potremmo credere (con lo stesso irrazionale campanilismo) che questa piccola terra, da tanti apparentemente inutili dolori, sortisca almeno - e se non subito, con gli anni - una diversa coscienza di sè, una mitopoiesis alimentata dalle vite versate. Ma stiamo divagando.
Non so se sta capitando a tutti: al posto del Viagra, voglio abbuffarmi di psicofarmaci. Ne avrei tanti di motivi: Filippo Facci non mi vuole bene, cerco Clarence come la Titina, Silvio Berlusconi esiste, Adel Smith pure lui, Giulio Andreotti persiste a farlo e pure impunito, Lucio Battisti è morto e non mi sono ancora ripreso, Pierluigi Diaco è nato e non mi sono ancora ripreso. Io ho capito che sarebbe stato un millennio di merda quando, nel capodanno del 2000, ho visto la Rai propormi una mezzanotte tv in piazza a Roma, starring Rita Pavone, Little Tony e Adriano Pappalardo. Però non sono questi motivi da psicofarmacopea. Lo scatenamento dell'ansia arriva dal futuro: è certo, io non percepirò alcuna pensione. A voi non preoccupa? A me sì: significa che sono costretto a fare il dipendente di Gianluca Neri fino a settantacinque anni. Allo stato attuale delle cose, non è nemmeno così: devo pregare Gianluca Neri che mi faccia fare il suo dipendente. Posso proporre a Facci un pezzo per il Giornale in cui proso il resoconto di un'assunzione di Prozac?
di Riccardo Orioles

Diffusa da Reporters sans frontieres l'annuale "classifica" della libertà di stampa nei vari paesi. Pessima la situazione in Asia, dove regimi "capitalisti" e "comunisti" (dalla Cina alla Birmania, dal Turkmenistan alla Nord Corea) gareggiano nell'incarcerare i giornalisti. Peggiorata nei paesi arabi. Discreta, tranne che in Italia (concentrazione delle tv in mano al governo) e in Spagna (minacce terroriste e leggi "antiterroriste"), la situazione in Europa; cattiva in Russia, Ucraina e Bielorussia, dove pre e post-comunismo non sembrano sotto questo profilo differire molto. Pessima a Cuba, con 26 giornalisti arrestati in un anno. Precaria in Africa, con numerose vittime fra reporter locali e stranieri. In alcuni paesi (Bangladesh, Colombia, Filippine) le violenze contro la stampa vengono da soggetti privati mentre i governi sono responsabili di mancata protezione. Contraddittoria la situazione di Stati Uniti e Israele, ai primi posti per la libertà d'informazione in patria, ma agli ultimi per il comportamento tenuto fuori dalle proprie frontiere, dove si sono resi responsabili (Iraq, Territori occupati) di diverse uccisioni di giornalisti. Ricchezza e libertà di stampa non vanno necessariamente di pari passo: i giornalisti girano liberamente in paesi poverissimi cone il Benin o Timor-Est, ma imbavagliati in paesi ricchi come Bahrain o Singapore.
Inciuci. Catania. Il
"programma di riqualificazione urbana" è vitale per i principali costruttori cittadini -
Virlinzi,
Cassar,
Toscano,
Sidoti,
Musumeci e
Fargione - nonchè per i padrini politici e imprenditoriali delle nuove
"grandi opere" locali: nuovo porto turistico, nuovo aeroporto, cementificazione dell'ex Oasi del Simeto, metropolitana. Esso prevede infatti finanziamenti per oltre duemila miliardi di vecchie lire, da spalmare su tutte le imprese e gli imprenditori sopra elencati. Per una serie di circostanze, al momento di votare in consiglio comunale, alle quattro di notte, manca il numero legale. Panico nella maggioranza di centro-destra. Ma non solo fra quella, a quanto pare: dopo una breve interruzione, la seduta ricomincia, e il numero legale stavolta c'è. Consiglieri di destra tirati fuori dai loro letti e mandati a votare in tutta fretta? Non esattamente. A rientrare in gran fretta sono i consiglieri di centrosinistra: grazie a loro il numero legale viene raggiunto e il benefico provvedimento finalmente passa.
In città, due settimane fa, una ragazza è morta travolta dall'acqua piovana giù per la strada. Incidenti del genere si ripetono puntualmente a ogni inizio d'autunno, dato lo stato di acquedotti e strade (mancano i soldi per la manutenzione). Altri cittadini vengono regolarmente uccisi attraversando la strada (mancano i soldi per le strisce pedonali) o cascando dal motorino (mancano i soldi per colmare le buche). Però i soldi per cementificare l'Oasi o per fare i megacentri turistici, quelli ci sono. E sono soldi bipartisan, a quanto pare. Secondo
Legambiente, fra le 103 province italiane Catania si colloca, per qualità dello sviluppo, esattamente al novantanovesimo posto. Ma quelli di
Legambiente sono compagni all'antica. E i compagni moderni? Quelli che votano i contributi agl'industriali insieme con la destra.
Di Catania (che ha il primato italiano di criminalità minorile) s'è parlato al convegno su minori e giustizia organizzato dalla carovana antimafia. È intervenuto il vecchio presidente del tribunale dei minori,
Scidà:
"Il monopolio dell'informazione a Catania è concentrato tutto nelle stesse mani. Ma il problema non è solo l'informazione di Catania, ma anche quella su Catania. Per i media nazionali infatti Catania è un tabù". Gli intellettuali?
"Nessuna società può vivere senza il loro sacerdozio laico, sovranità della ragione, autonomia e coscienza. Qui hanno tradito". La giustizia?
"Riguardo alla mostruosità delle reciprocità di competenze penali tra Reggio Calabria, Messina e Catania non si leva una voce se non da fuori. Nessun catanese".
L'Antimafia?
"Dovrebbe fare l'ufficio suo e venire nella nostra città". Il ministro della Giustizia?
"Si rivolge a Catania contro un magistrato colpevole di avere indagato". E la sinistra?
"La sinistra significa essere giusti, amare la verità, battersi per chi è debole, non consentire mai alla manipolazione della verità. Lo abbiamo visto con il Caso Catania, calci dati alla giustizia, divenuti calci dati a un pallone". Ovviamente, tutte parole censurate: né
Ciancio né
Repubblica le hanno pubblicate. Leggetele almeno qui.
Mercoledì 29 Ottobre 2003
Dopo i "Cento colpi di spazzola" ecco che "L'Enigma Molfetta" è il nuovo caso letterario dell'anno. 6.50 €, edizioni Il Pungolo, questo noir hi-tech è il primo libro di Massimo Mantellini.
Appena uscito nelle librerie i dati parlano chiaro: più di 1000 copie vendute in una settimana.
Nonostante il tentativo di Massimo di tener segreta la pubblicazione, il libro non è passato inosservato.
Chi ha potuto leggerlo in anteprima ne ha già fornite dettagliate recensioni.
I critici, divisi sulla valutazione, e già alle prese con le prime recensioni ufficiali, chiedono a gran voce la conferenza stampa di presentazione. Che, secondo indiscrezioni, si terrà in una libreria milanese intorno alla metà di novembre subito seguita da una presentazione nel salotto del Costanzo Show.
Quale famoso blogger laureato in architettura ha dichiarato che...
"C’è una solida cultura pigra e conservatrice qui da noi, sostenuta dalle note tradizioni storiche del paese: che pur essendo motivate sono anche enfatizzate in pigri cliché. Io butterei giù un sacco di roba e ne costruirei di nuova, e chissenefrega."
"Io di Leon Battista Alberti - l’Alberti - non so. Ma un batter d’ali di farfalla a Pechino può causare un tifone a New York."
"A me non stanno simpatici gli architetti che mettono una citazione di Goethe all’inizio dei loro progetti"
"Mantellini è un'amico per me, ma..."
La soluzione è qui
di Giampaolo Spinato
[All'ennesima potenza].
Meine Damen und Herren, l'articolo di Facci sul Viagra... Una perla!
Pillole di saggezza: "Se prendi il Viagra e poi ti metti a guardare Marzullo, per dire, la situazione rimane a riposo".
C'è che uno va a rivedersi - così, per pura curiosità - i premi dell'edizione 2003 dello GnuAwards, e scopre casualmente buona parte dei premiati dell'epoca (Blob of the blogs, Didestra, Insonia, In culo al mondo, ResPubblica, Verbamanent, NothingMan) ha stirato le zampette, ha chiuso bottega o si è ritirato a vita privata. Capita poi che il server di Gnu faccia le bizze di fronte ai voti dell'edizione 2004. A fare due più due, mi pare lecito sollevare il leggittmo sospetto che questo award porti sostanzialmente sfiga...
Martedì 28 Ottobre 2003
 |
Inutile cincischiare, diciamolo chiaramente: il server nun je la fa. Dopo il lancio degli Macchia Weblog Awards 2004 le pagine viste sono quintuplicate, il numero di visitatori triplicato.
Il programma che avrebbe dovuto gestire le votazioni era scritto in perl e concepito, immagino, per registrare al massimo il numero di partecipanti ad un congresso dei Socialisti Italiani.
Tranquilli, non cambia niente. C'è solo che le votazioni saranno sospese per un po' (ma tutti i dati raccolti fino a questo momento sono al sicuro e saranno rispristinati alla ripresa del concorso), almeno fino a quando qualche anima pia (anche qui solo per la gloria, e forse nemmeno quella) non si offrirà di adempiere al compito per cui Dio l'ha concepito, ovvero realizzare un programmino che faccia le stesse cose, ma in php.
Requisiti del programma: permettere la votazione per uno svariato numero di categorie; supporto mySQL; funzione anti-cheating su IP e tramite cookie; visualizzazione classifiche in ordine discendente; possibilità per gli utenti di inserire una nuova risposta; blocco html nei campi di testo. E basta, credo.
Il gestore (o quasi) del presente blog dimostrerà la propria sempiterna riconoscenza nei confronti dell'Eletto in questione inviandogli aggratis:
- l'intera linea Macchianera autunno-inverno (offerta da Gianluca Neri)
- un ormai introvabile gadet della old New Economy a scelta tra: penna di Kataweb; cappellino di Jumpy; maglietta di Spray; maglietta di Clarence prima versione marchiata Spray (offerti da Gianluca Neri)
- Una copia del libro "Net To Be" con tanto di dedica dell'autore e disegnino personalizzato (offerta da Roberto Grassilli)
- Foto originale, provocante e con dedica (offerta da Princess Proserpina)
- Una maglietta originale, da trasferta, dell'Inter. Al momento non è di gran moda ma non si sa mai (offerta da Lo Spino nel QLo)
- Una maglietta ufficiale (rosso-verde) della Ternana (offerta da Attentialcane)
- Una bandiera del Palio di Siena: quella della Torre, la contrada "nonna", quella che 'un vince mai (offerta da Looptrain)
- Una maglietta con la scritta Cocapera™, che vale molto di più di quella dell'Inter e mentre giochi ti tirà su come un caffè Lavazza (offerta da Ciccsoft)
- Una ventolina per processore AMD Athlon XP con una pala mancante: utile quanto la sifilide (offerta da Skid X)
- Un libro del Genna, con dedica dell'autore, direttamente dal patrimonio delle rese Mondadori (offerto da Giuseppe Genna)
- Un vasetto di miele verde (offerto da Fiele)
- Maglietta in pile, tazza arancione, polo manica corta (varie taglie disponibili), cappellino, tutti di Virgilio (offerti da Weblog Shopping)
- Minimouse usb (offerto da Weblog Shopping)
- Copia del libro "Web usability" di Jakob Nielsen (offerto da Weblog Shopping)
- Manufatto risalente al mese scorso raffigurante "Quelo", su compensato di ottima qualità, chiodini non arrugginiti, dimensioni (cm) 17*11*2 (offerto da Tripudiatore)
- Disegnino digitale originale fatto su misura con autografo e dedica (offerto da Simone)
- Libro "Di qua e di là dal cielo" (direttamente dallo scaffale dell'autore), una BartlebyCard e, in anteprima, un link audio speciale sul motore della prossima Ferrari mentre pistoneggia a 300mila giri (offerti da Giampaolo Spinato)
- La "tunica" di Miriam Makeba (originale e mai lavata) che indossavo il primo giorno della mia avventura a Clarence (offerta da Maurizio Pluda)
- Fragola antistress di Kataweb (offerta da Mia Wallace)
- Un floppy disk d'istallazione di "Video On Line" , anno '95 o giù di lì (offerto da Marcorosè)
- Una creme brulée ancora da rompere col cucchiaino (offerta da Ameliepulin)
- Un bellissimo CD-rom di Virgilio, ancora incartato, rimediato alla Barcolana 2002 (offerto da Giulia)
- Una vignetta (firmata dall'autore)in cuie tutte le blogstar sono sbeffeggiate da vespe truccate da Guia Soncini (offerta da Briciolanellatte)
- Un pacco gastronomico (clicca qui per vederlo) (offerto da Pasquale di Cibitalia)
Chiunque dotato di senso civico può contribuire ad arricchire il montepremi: in questo post saranno elencati man mano i vari premi messi in palio.
|
di Filippo Facci
da il Giornale
Succede che l’autore dell’articolo si è stufato di passare ogni volta per “quello del Viagra” e che perciò ha deciso di farci sopra un’intera paginona (questa) ossia un bel riassuntone da estrarre di tasca durante la solita cena con amici e meno amici: in sostanza quei bastardi che dopo ore di vaneggiamenti a un certo punto ti additano e dicono agli altri commensali soprattutto femminili: “Ecco, lui l’ha provato”. Ed è finita. Donne e uomini che magari ti avevano cordialmente ignorato d’un tratto volgono lo sguardo e girano la sedia e ti concedono un’improbabile aura da oracolo, sicchè, dopo una premessa di rito, partono con alcune centinaia di domande.
C'è una discussione che mi pare importante, qui, sul blog di Giulio Mozzi. L'ha scatenata Tiziano Scarpa. Per me è pura politica, non pura fantascienza. E, finalmente, Guia Soncini non c'entra.
Sono giorni pesanti per me e per Filippo Facci, il Bruce Chatwin di Belpietro. Siamo stati esclusi dalla nomination per il miglior flame su blog, negli GNU Awards. Entrambi soffriamo dissesti professionali: io sono disoccupato, lui lavora anche quando c'è sciopero. Entrambi abbiamo amici di merda: a me non invitano a cena, a lui lo invitano per fargli un paiolo così. Entrambi abbiamo a che fare con l'ansia di prestazione erotica: io per frigidità pregressa, lui per motivi giornalistici. Induco tutto ciò dalla lettura mattutina del Giornale: era l'unico quotidiano macchiato di cappuccio sul tavolo del bar, avendo violato lo sciopero di categoria. Dopo l'esperienza dell'allucinazione procuratasi e stenografata da Giancarlo Perna (un'intervista metastorica come a Hegel, solo che era fatta a Lino Jannuzzi, senatore e giornalista che si dichiara in autoesilio a Parigi, lamenta pignoramenti e amicizie con Guzzanti e Dell'Utri: e ti credo che si autoesilia a Parigi!), approdo a uno dei pezzi più esilaranti che io abbia letto negli ultimi anni su carta, un fior fiore di battute memorabili e verità vere che ricorda il miglior Clarence dei tempi andati: è il resoconto di una cena a cui alcuni bastardi e bastarde hanno invitato Filippo Facci, per fargli il terzo grado sul Viagra, con efferata ipocrisia borghese. Non sto scherzando: è un articolo geniale. Faccio a Facci un appello: mi invii qui il testo digitale, perché io lo posti su GNUeconomy? Dopo lo sdoganamento terzista alla Guya della Guyana, faccio io un passo distensivo: Filippo, Facciamo pace?
Che l'iTunes e i suoi fratelli fossero un'ottima idea per rendere legale lo scambio di musica, non c'è dubbio. Ma questa poi è ancora meglio: in formato analogico attraverso il cavo televisivo.
Mmhh... dunque vediamo un po'. Il Riformista esce con il secondo numero di un inserto cartaceo (che cavolo di espressione "inserto cartaceo") e dentro ci sono alcune cose dei blog del Cannocchiale. Tra i tanti commenti che si sono fatti sull'iniziativa eccone alcuni: i blog non possono sopportare il puzzo dell'inchiostro; bisognerebbe aprire le porte anche alle altre piattaforme; non è una cosa spendibile all'esterno. In una parola autoreferenziale. Qui un riassuntino di alcune critiche e di alcuni punti forti.
A Guia riesce il colpo da maestro: magnifica Gonio che soncineggia, ed è “X” sulla schedina, con i blogger in casa e in superiorità numerica.
Morale: sdoganate, sarete sdoganati.
“QUEST’UOMO È UN GENIO”, FIRMATO GUIA
Quest’uomo è un genio, inizio e fine della storia. Dopodiché, ci si può anche attardare in una cronistoria minima. Giovedì scorso, il Foglio pubblica un articolo titolato “Cliccaggio furioso in poveri pomeriggi senza brasato”. L’autrice – con tutta evidenza al lordo di un bicchiere (di troppo) di Barolo – fantastica sulla mancata vita dei poveri tenutari di siti, gente che non ha di meglio da fare che inventare blog apocrifi in cui scrive cose così poco credibili, gente che non ha mai letto “44 falsi” di Michele Serra (Feltrinelli), gente che non sa fare il brasato al Barolo, altrimenti non potrebbe sprecare in questo modo i pomeriggi d’autunno. Il giorno dopo, sul sito gonio.splinder.it, compare l’opera esilarante di un innegabile genio. Non importa che l’autore faccia fare all’autrice di queste e di quelle righe, qui esilarantemente parafrasate, la figura della demente. Non importano neppure le sue imprecisioni e le sue errate convinzioni (Martin Amis più high brow di Sophie Kinsella? suvvia...) né l’evidenza di un immaginario malato (unica scusante per idee raccapriccianti come quella del brasato surgelato – e fatto con le viscere invece che col muscolo). Minuzie: se noi fossimo un editore, questo tizio ce lo accatteremmo al volo, invece di pubblicare libri di barzellette. Con il piccolo aiuto di un editor, questo diventa il più grande scrittore italiano, pur con il difetto di essere un grande scrittore italiano vivente. (Di più: un grande scrittore che vende molte copie). Uno che ha colto l’essenza dell’apocrifo: non scrivere le cose che scriverebbe l’autore, ma le cose che suonano intonate all’io narrante dell’autore. Non verità, ma plausibilità. Oriana Fallaci non scriverebbe mai (come le fa scrivere Serra) “Vomitai. Una, due, tre, quattro volte”, ma la foga della sua prosa lo rende perfettamente verosimile e allo stesso tempo assurdo, quindi eccezionalmente comico. L’apocrifo è vero oltre la vera verità delle cose (spero di non suonare come una del Dams), e infatti una delle punte massime di ammirazione della parod