Dietrologia dichiaratamente spicciola su un blackout

Detto tra noi: a me, che nel giro di sei (6) settimane si verifichino blackout pressoché totali in sei (6) paesi (Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Danimarca, Svezia, Italia), nel momento in cui il presidente degli USA è uno che da tempo la mena con la “battaglia per l’energia”, difeso da un amichetto conservatore capace di dichiarare che «…deve risultare chiaro, e io penso che Bush si stia sforzando per farlo capire, che la politica del presidente si basa su una tecnologia del ventunesimo secolo. Gli ambientalisti fanatici che sono contro il petrolio sono rimasti agli anni ’70. E pensano che l’unico posto in cui si possa trapanare sia lo studio di un dentista», insospettisce. Un pochino.

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24 Comments

  1. Un po’ OT ma non troppo.
    Qui a Torino sta andando in onda, e’ iniziato come sempre poco dopo le 19.30, il telegiornale regionale di RAI3… del LAZIO.
    Boh?!

  2. OHpss. Mea culpa… avevo un black-out alla vista… potere della suggestione: non mi ero accorto che il decoder era acceso e stavo guardando RAI3 sul satellite.

  3. Può non esserlo, un caso strano da dietrologi, ma valutate bene le prime prese di posizione, già sentite oggi: dobbiamo aver più energia fatta in Italia, basta dipendere dall’estero, rimettiamo in cantiere le centrali bloccate da leggi antiquate e dalla “lobby” (???) degli ambientalisti. Strano ma non inutile, non c’è che dire. Poi è capitato pure di domenica, che fortuna per la produzione e le fabbriche…

  4. BLACK OUT: LUNARDI, RIPENSARE DECISIONI SU NUCLEARE
    NON DOBBIAMO DIPENDERE DA ALTRI
    Milano, 28 set. (Adnkronos) – ”Dobbiamo ripensare a quanto e’ stato deciso anni fa sul nucleare”. Ad affermarlo, alla festa azzurra in corso a Milano, il ministro delle infrastrutture e trasporti Pietro Lunardi. Il black out di questa notte porta, dice il ministro ”a fare un esame di coscienza e a capire che non dobbiamo dipendere dagli altri. Gia’ dieci anni fa -aggiunge Lunardi- avremmo dovuto fare una politica piu’ incisiva, costruire centrali nuove, valutare forme alternative e ripensare alle decisioni prese sul nucleare”.
    (Cri/Pe/Adnkronos)

    C o m e V o l e v a s i D i m o s t r a r e

  5. Alla Brontolo-maniera:
    Black out.
    Soddisfazione di Bossi.
    Riuscita la prima grande mobilitazione nazionale contro gli extracomunitari.

  6. Ai vari corsi per diventare venditori di successo, insegnano che “bisogna creare la necessità nel cliente e poi vendergli la soluzione”.
    Come vorrei che dietro tutto questo ci fosse la lobby dei costruttori di pannelli fotovoltaici !

  7. Bello lo speciale del TG1 di stasera a favore del nucleare,
    dato che ci separano pochi chilometri da alcune centrali nucleari (Slovenia Francia ecc) possiamo costruirle anche noi,tanto se esplodessero saremmo nella merda comunque!
    Beh ci separano da Amsterdam solo 1300 circa…CANNE libere per tutti allora..! Ah no è vero,quelle fanno male……

  8. Cospirazioni o no il problema dell’energia e’ reale, quindi a meno che non si educhi mezzo mondo a limitare gli sprechi (impossibile perche’ sprechiamo e basta, inutile scrivere io no, ma io…, ecc..) l’unica soluzione tecnologicamente possibile per garantire una fornitura adeguata per il futuro e’ il nucleare. La centrale nucleare ha un rendimento assolutamente superiore rispetto alla centrale termica, l’inquinamento da scorie radioattive e’ anche facilmente piu’ controllabile perche’ la quantita’ di “materiale inquinante” e’ inferiore e la schermatura delle scorie e’ un metodo molto sicuro. Inutile parlare di ambiente quando una centrale termica a carbone produce poca energia con tonnellate di materia prima e lascia nell’atmosfera enormi quantita’ di anidride carbonica, cosa che la nucleare non fa. L’unico problema e’ la sicurezza, che si ottiene solo con una buona manutenzione degli impianti.

  9. Neri puoi fare di meglio. A me ‘sto fatto che so’ spariti i dinosauri dalla faccia della terra mi ha sempre puzzato un po’. Dài, se ti concentri un po’ uno come te lo trova subito, il link per dare la colpa a Bush. Come si dice in questi giorni bui … ILLUMINACI.

  10. “l’unica soluzione tecnologicamente possibile per garantire una fornitura adeguata per il futuro e’ il nucleare”…Il lato oscuro della forza è la soluzione unica possibile nelle menti deboli.

  11. … il black-out di sabato notte, proprio in quanto accaduto nel momento di minore domanda elettrica, dimostra che non si trattava di un problema che si risolve costruendo nuove centrali. Sabato notte, gran parte delle centrali italiane esistenti erano ferme e non funzionanti, perche si riteneva inutile e troppo costoso tenerle in servizio. Dal ping-pong dei primi comunicati da parte dei gestori di rete in Francia, Svizzera ed Italia emerge, che il black-out italiano è stato provocato da un incidente accaduto in Svizzera (caduta albero su una linea di alta tensione). Ma diversamente dal sistema elettrico svizzero che ha prontamente reagito per risolvere il problema in casa propria, il sistema elettrico italiano non è stato in grado di compensare il disservizio provocato da questo guasto (tutto sommato comune), per cui il problema si è potuto propagare ( fenomeno “domino”) fino a colpire tutta l’Italia, ed è qui la gravità dell’accaduto”.

    http://www.antoniotombolini.com/cgi-bin/512/fedro.pl?noframes;read=68

  12. Teorie dei complotti e dinosauri a parte, in effetti l’effetto domino segnalato da Gianluca insospettisce molto anche me. E del ministro Marzano che oggi in un’intervista a Repubblica dichiara che “tra le cause strutturali del black out pesa anche il nostro no al nucleare” che cosa ne dite?

  13. purtroppo è vero c’è chi spinge per costruire nuove centrali a carbone. bassa tecnologia, pochi dipendenti e di basso profilo, il carbone costa poco. e fra 15 anni report ci dirà pure chi ci guadagna.

  14. scusa, fatemi capire: gli USA condurrebbero una politica bellica che, dietro agli scopi dichiarati (difensivi, umanitari, metafisici), ha come bersaglio le riserve petrolifere mediorientali. La qual cosa sarebbe la vera ragione delle guerre, ma viene tenuta nascosta. Poi però (qui la cosa perde ogni sua logica) organizzerebbero più o meno direttamente atti terroristici allo scopo di convincere l’opinione pubblica che vi è una necessità di petrolio, così da giustificare la guerra. Quindi in altri termini, il petrolio è una copertura per qualcos’altro… Ma non era il qualcos’altro una copertura per il petrolio? Oddio, va bene dietrologia (chi ci crede alla coincidenza?) ma un po’ di coerenza, qui la ricostruzione non sta in piedi !

  15. dietrologia o non dietrologia questi le centrali nucleari le faranno lo stesso, ben lontane dalle loro ville, e naturalmente con i servizi di sicurezza ridotti a zero, perchè costano e si sa, bisogna essere competitivi sul mercato. La situazione dell’energia è come quella di uno che vuole tenere pieno di acqua un colabrodo nel quale i buchi si allargano giorno dopo giorno: puoi anche farcela per un po’ aumentando la portata del secchio, ma se non tappi i buchi prima o poi non sarà più sufficiente…

  16. Vabbè, i fatti mi sembrano palesi anche per i distratti: di notte, quando ci basta una frazione della corrente che usiamo di solito, spegniamo tutto il nostro sistema e ci facciamo portare da quello francese che costa meno. Per un piccolo inconveniente ci si stacca la spina a tutto lo stivale e non abbiamo più l’elettricità che ci serve per far ripartire le nostre centrali.
    Morale: il problema non sta nella produzione (che è più che sufficiente), ma nella distribuzione (che è gestita da cani), ergo non servono nuovi grossi impianti centralizzati che non sappiamo come accendere al volo se serve, ma picccole centrali, meglio se eoliche, solari o a gas naturale (con tutta la merda che produce un piccolo paese si può produrre quasi tutta l’energia elettrica che gli serve in una centrale grande quanto due container) in grado di rendere il sistema meno vulnerabile ai guasti (per il banale motivo che la rete batte il castello, veloce funziona meglio di grosso, i mammiferi sono sopravvissuti ai dinosauri, quante metafore volete per convincervi?).
    Sul tentativo della lobby delle centralone di guadagnarci sopra sono d’accordo, ma sembrerebbero un po’ pippe: non mi pare che in America manchi il nucleare, ma rimangono al buio anche loro, allora che te le costruisci a fare ‘ste schifezze? E’ logico che un sistema in cui una centrale è talmente grossa che per poter funzionare ha bisogno dell’energia prodotta da un’altra centrale sia maledettamente vulnerabile, ma una rete in cui ognuno si produce la sua poca roba da solo e mette a disposizione del sistema quello che avanza non la ammazzi mai…

  17. Notevole il fatto che, nelle nostre bollette, PAGHIAMO perché le centrali non vengano spente durante la notte…
    I dirigenti che controllano il nostro comportamento energetico sono stati nominati dal polo all’interno della grande epurazione detta spoil system (legge Frattini, se non vado errato).
    Per Stalker: grazie, nel mio entusiasmo da apprendista credo di poter resistere al lato oscuro (forse lo pensavano anche Adornato e Bondi, tuttavia), anche se devo confessare di essere affascinato dalla poesia Vogon (soprattutto se musicata da quel mago del trash chiamato Apicella).

  18. Non ti preoccupare il prossimo passo verso l’illuminzione Jedi sarà la comprensione sul pianeta terra delle bollette dell’AceaElectrabel, della bolletta per consumo presunto con lettura calcolata, delle fasce di calcolo, delle componenti tariffarie A,UC. Questo ti permettera di resistere alle melliflue poetiche Vagon.

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