Quelli che a Risiko vincono regalando i propri carrarmatini

Aggiornamento: contrariamente a quanto detto ieri, la trascrizione dell’ultima puntata di Report “L’altro terrorismo” è stata messa online (inspiegabilmente troncata alla fine, ma quel che c’è basta e avanza).
Qui di seguito, stralci dell’inchiesta tratta dalla puntata di Report del 23 settembre scorso, a cura di Paolo Barnard e Giorgio Fornoni. Potete trovare la trascrizione integrale cliccando qui.

  • «Mr Mac Michael, i governi americani sono mai stati terroristi? Hanno mai sostenuto il terrorismo?»
    «Si, lo sono stati e lo hanno fatto.»
    «Possiamo dunque dedurne che questa nazione possa essere chiamata uno stato canaglia?»
    «Secondo la definizione che ne dà la presente amministrazione americana, penso che sì, gli Stati Uniti possano essere definiti uno Stato Canaglia.»

    (David Mac Michael – ex agente della CIA, zona operativa Centro America)
  • «Finché le nazioni ospiteranno i terroristi, la libertà sarà in pericolo.»
    (George Bush Jr. – Presidente degli Stati Uniti)
  • “Per trent’anni Orlando Bosch ha propugnato la violenza terrorista in modo risoluto e senza cedimenti. Ha minacciato e portato a termine attacchi terroristici contro numerosi bersagli… Le sua azioni sono state quelle di un terrorista indifferente alle leggi e alla decenza umana, che ha inflitto violenza senza considerazione alcuna per l’identità delle sue vittime.”
    (Da documenti del Dipartimento di Giustizia e dell’FBI)
  • «Torniamo ai documenti. Nel 1989 il Dipartimento di Giustizia aveva deciso con chiarezza: Orlando Bosch andava espulso dall’America. Ma allora perché un terrorista così pericoloso è ancora libero e tranquillo nella sua casa di Miami?»
    «E’ risaputo che questi terroristi avevano mire collimanti con quelle di diversi governi americani, e infatti furono usati nelle operazioni sporche che Washington portava avanti in Nicaragua, Salvador o Cuba. Si può dire che costoro erano l’espressione del terrorismo coperto delle amministrazioni americane.»

    (Max Lesnik – Giornalista di Miami)
  • Orlando Bosch e il suo terrore vengono ufficialmente perdonati dal Presidente Bush senior nel 1991.
  • “Il Segretario di Stato americano ha decretato che la presenza del signor Constant negli Stati Uniti è gravemente contraria ad essenziali obiettivi di politica estera. Il governo americano ha concluso che il FRAPH è una organizzazione illegittima i cui membri furono responsabili di molte violazioni dei diritti umani ad Haiti. Come loro leader, il signor Constant è stato accusato di condotta abominevole e notoria. Egli dovrebbe rispondere di queste accuse di fronte al governo democratico di Haiti.””
    (Documento del Dipartimento Immigrazione USA)
  • “Il presidente di Haiti, Jean Bertrand Aristide, chiede con urgenza agli Stati Uniti l’estradizione di Emmanuel Constant, che vive a New York.”
    (Da un articolo del New York Times)

    Gli Stati Uniti ignorarono la richiesta e il terrorista di Haiti rimane impunito e protetto.

  • «Se vogliamo essere minimamente onesti, se vogliamo avere almeno uno straccio di moralità, dobbiamo applicare a noi stessi la legge che pretendiamo venga applicata agli altri. Se non siamo disposti a fare questo tanto vale che abbandoniamo ogni pretesa di distinguere il bene dal male.»
    (Noam Chomsky – Prof. del MIT di Boston)
  • «Nel 1981 gli Stati Uniti lanciarono contro i civili del Nicaragua degli attacchi terroristici sia diretti che indiretti, spedendo laggiù le squadre della morte chiamate Contras. Il Nicaragua non reagì come fa oggi l’America, non bombardò Washington. Al contrario, denunciò gli Stati Uniti presso la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.»
  • (Noam Chomsky – Prof. del MIT di Boston)
  • Gli attacchi terroristici contro il Nicaragua, ordinati dall’amministrazione dell’allora presidente Reagan, miravano a rovesciare il governo nicaraguense accusato di essere un pericoloso bastione del comunismo. Messa di fronte al giudizio della più alta corte mondiale, Washington si rifiutò di presentare la propria difesa.

…e questo non è che l’inizio.

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10 Comments

  1. L’unica vera trasmissione giornalistica italiana, arrichita quest’anno dal maestro Paolini.
    Sul sito di Report si trovano le trascrizioni di tutte le puntate trasmesse (chi non le avesse viste vada a dare un’occhiata… le inchieste giornalistiche sono una cosa, mettere alla gogna qualcuno, un’altra: vero Striscia?). Imperdibili l’inchiesta sullo stretto di Messina e sull’alta velocità

  2. Ma come vi permettete? Gli americani ci hanno salvato dal nazismo e dal comunismo! Noi gli saremo debitori per sempre e solo degli ingrati possono indignarsi se gli USA massacrano civili o invadono altre nazioni per sfruttarne le risorse.. (da leggersi con la voce di Ferrara)

  3. Gli americani sono dei cornutoni !Abbiamo chiuso un occhio sul passato perchè la maestra delle medie ci ha detto che hanno sconfitto il nazismo e il comunismo, ora BANDIUS ! Qualunque cosa capiti ora abbiamo capito come si indovina chi si comporta male ! Anzi ve lo dico subito :il cattivo è quello vestito di nero, quello li con i muscoli grossi. Quello che parla col vocione…insomma dai, ci siamo capiti : quello antipatico.
    ( da leggersi così : indossare un papillon, profumarsi per bene, assumer atteggiamento frizzante e spiritoso…di quello che nella vita ha studiato e che riesce con una battuta secca a cogliere il nocciolo della questione, il senso della vita, il sesso degli angeli.
    Leggere con erre moscia e sguardo ispirato )

  4. A Report hanno parlato anche di El Mozote. Il tuo “E questo non è che l’inizio” penso si riferisca anche a quella strage. E’ stato come a Srebrenica, pari pari, ma chi la conosce El Mozote? Penso che dovrebbe diventare un nome simbolico per l’umanità come Srebrenica.

  5. Mannaggia Neri, stavolta mi hai proprio meravigliato. Confermo la mia approvazione, per quello che vale, sull’aver parlato della trasmissione. Mi hai “bruciato” sui tempi mannaggia!!!! Vabbe’ :) Un’osservazione, non potresti usare un carattere un po’ + grosso, e’ un po’ piccino quello in corsivo.

  6. x astolfo
    a parte il fatto che srebrenica di simbolico ha poco e niente, l’esempio calza malissimo: srebrenica fu venduta agli usa (che finanziavano dal ’92 i mujahhedin in bosnia) con la complicità dei bosniaci stessi, e la colpa fatta ricadere su mladic. vedi alla voce naser oric. nella puntata di report, splendida ed essenziale, il capitolo “come gli americani hanno finanziato il terrorismo nei balcani” mancava. peccato.

  7. non è solo l’inizio. sono anni e anni che giustificate a voi stessi le vostre sconfitte ed i vostri errori buttando fango sull’America, su chi vi ha liberato e vi ha protetto, nonostante le cazzate che siete riusciti a vomitare a questo proposito. sfottete nervosamente, perchè sapete che da perdenti non potete fare altro che minimizzare e stravolgere. è lampante che non abbiate più un minimo di dignità, e che vi esercitiate da tanto, troppo tempo nel tentativo di dimostrare quanto siate anime belle, e quanto ipocriti quando c’è da sporcarsi le mani. non vi replico nemmeno, perchè esistono i volumi di storia, magari quelli scritti con un minimo di ricostruzione non marxista, e ce ne sono. ma non è solo l’inizio. è un consueto, noioso, scontato, patetico giorno come quelli precedenti, vissuto da merdacce antiamericane, niente di speciale. e adesso, sparate pure. ci farete solo più forti. saremo sempre pronti a riconoscere gli errori fatti dagli USA. saremo pronti a lottare perchè le cose che non ci piacciono ancora oggi degli Stati Uniti possano cambiare. saremo pronti a non cadere nell’errore di ideologizzare un paese che ha le sue enormi contraddizioni. ma il vostro relativismo da quattro soldi è quello di chi ha ancora pezzi di muro di Berlino in testa, e non ha ancora capito che ci è rimasto sotto. e che mentre fate i girotondi il mondo va avanti, e voi vi rendete ridicoli, senza se e senza ma. un tempo mi avreste fatto incazzare. oggi mi siete indifferenti.

  8. dai, umberto, a parte tutto: le mele marce sono ovunque, in italia come in america, e negare o minimizzare non risolve il problema. se scrivo questo non è per tirare le orecchie agli stati uniti inutilmente: il terrorismo ha causato molti problemi all’america come ad altri paesi anche non facenti parte del “nostro mondo”, e in quel programma si sostiene, allegando prove cartacee e testimonianze, che in molti casi il terrorismo è stato finanziato dagli stati uniti per evitare il diffondersi del “pericolo rosso”. se le cose non stanno così e hai le controprove è un conto. se stanno così o quantomeno non ci sono ragioni per dubitarne è qualcosa da tenere presente, perché lottare contro il terrorismo e finanziarlo è come tentare di riempire con acqua un vaso bucato.

  9. per mixumb. non credere sia facile essere una “merdaccia antiamericana”. quotidianamente, ci si interroga se sia corretto “buttare fango sull’america, che ci ha liberati e protetti”. capita che ci si renda conto di “non avere più un minimo di dignità”, di vergognarsi di fronte al “proprio relativismo da quattro soldi”, di ambire ad un po’ di aria pura dopo “essere rimasti sotto il muro di berlino”. credi, ancora, a nessuno piace “rendersi ridicolo”, “vomitare cazzate”, “sfottere nervosamente in quanto perdenti”. è il confronto che ci frega. quando ti si legge, si avverte immediatamente nella pacatezza dell’analisi il tentativo coraggioso di chi “lotta perché ciò che non ama degli stati uniti possa cambiare”. ci si vergogna un po’, della propria rozzezza, di chi non legge “volumi di storia scritti con un minimo di ricostruzione non marxista”. ma c’è una cosa che ci salva, da oggi: è il sapere che, malgrado tutto, tu non t’incazzi, tu pensi a queste merdacce con indifferenza. e ci diciamo, c’è speranza, allora. e sappiamo per certo che, se da queste due righe trapelasse, un’ombra appena, un qualche nervosismo, saprai riportarci nel giusto fluire di una sana dialettica. sappi perciò quest'”anima bella nonché ipocrita” grata sempiterna.

  10. “Liberati e protetti”? gli americani? smettete per un momento di studiare la storia sui manuali della Signorelli Editore e sugli album della Panini. gli USA entrano in gioco nel conflitto 1) per motivi di ordine economico 2) quando hanno ben poco da perdere 3) perchè era l’occasione per imporre la propria politica internazionale di prottettorato politico-economico (tutta la storia italiana del dopoguerra è piena di fili invisibili che salgono e finiscono nella CIA…) 4) quando ormai il conflitto stava per risolversi (i russi fermano Hitler a Stalingrado significativamente prima delle manovre gloriose degli alleati, ma è quello che creerà il grave grippaggio alle forze del Reich) 5) mostrandosi subito nella veste di “stato canaglia” (ante litteram) per eccellenza: Hiroshima è il primo grande crimine di terrorismo globale della storia, dato che non c’erano gli estremi per un’azione di tale gravità (il Giappone aveva già dichiarato la resa) ed Enola Gay era solo l’aereo che conteneva la legge del più forte. E basta. Chi parla degli USA come di stato cavalleresco, sceriffi del mondo, garanti dell’ordine e della giustizia, è solo un povero ignorante. sappia il povero mixumb che le informazioni le tengono nascoste in posti strani, che alcuni chiamano “libri”.
    p.s. non sono mai esistite motivazioni per la guerra, nè mai esisteranno, se non di ordine economico. solo che a volte sono meno palesi di altre.

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