La verità, nient’altro che la verità su Gianluca Neri

Non mi chiedete il motivo che mi ha spinto ad accettare. Sta di fatto che, dopo aver commesso il grave errore di segnalare l’iniziativa, la cosa è stata data un po’ per scontata. E com’è, come non è, uno si ritrova sul ring per disputare il BlogStar DeathMatch. Sottotitolo: “Due discutono. Uno vince”.
Profeta ha aperto le ostilità: trovate il suo primo uppercut cliccando qui.
Qui di seguito (o seguendo questo link) la mia risposta.

Porca miseria. Profeta proprio non ce l’ha fatta ad essere pungente, sarcastico, ironico abbastanza da demolire Gianluca Neri. Non avrei voluto, ma sono costretta a scendere in campo. È il popolo che mi chiama, Dio che lo vuole.
Mi presento: salve, sono l’anima di Gianluca Neri, e sono qui per testimoniare contro il mio datore di lavoro. Sappiate che ogni volta che lo leggete e imprecate all’animaccia sua, è di me che state parlando. Voi magari non lo immaginate, ma il Gianluca è un essere spregevole. Lo è, credetemi, al punto di non avermi neanche venduta al diavolo: mi ha semplicemente messa all’asta su E-Bay e ceduta ad un geek sfigato che in quanto a brufoli non è secondo nemmeno a Mery Terry, in cambio di una foto con autografo tarocco di Alyssa Milano.
Non è tutto: Neri, in realtà, ha più anime. Si è liberato di me in quanto responsabile di quel briciolo di umanità che, di tanto in tanto, affiorava dai suoi scritti. Delle altre anime non ho più notizie da tempo: siamo state separate da piccole appena dopo lo svezzamento. Sono venuta a sapere soltanto che, per fare in modo che nessuno ne sospetti l’esistenza, sono organizzate secondo un sistema di scatole cinesi appositamente realizzato per Neri da Marcello Dell’Utri.
È un peccato che non sia riuscito nell’intento, perché in Profeta io un po’ ci speravo: voi, del resto, non avreste riposto tante speranze, come ho fatto io, in questa figura di vendicatore a metà tra Che Guevara e i Pooh? Invece non ce l’ha fatta. Ha cazzeggiato e cincischiato ribadendo le solite ovvietà: che Neri è un bieco capitalista, un torvo, malvagio, aggressivo e malevolo faccendiere che ha spolpato le casse della New Economy come neanche Raffaele Cutolo avrebbe saputo fare. Che scarica musica pirata solo per il gusto di commettere un reato, perché poi la cancella. Che ha craccato Movable Type e ingannato decine di blogger costringendoli a scrivere per un sito inizialmente spacciato come “no profit” e poi rivenduto sul mercato nero della mafia cinese a Rupert Murdoch ed altri loschi figuri della finanza internazionale. Leonardo, per dirne uno, è stato ingaggiato con la scusa che i proventi erano destinati all’Unicef: oggi scrive per conto della Yakuza, e nemmeno lo sa.
Insomma, le solite cose.
Io no. Io sono qui, invece, per riuscire là dove Profeta ha fallito, per arricchire di riscontri probatori il processo di smitizzazione di una delle più odiose, detestabili blogstar che il web abbia partorito.
Neri è cattivo. Infatti è solito dire: «Le uniche buone azioni che conosco sono quelle nel mio portafoglio». E mica lo dice soltanto perché crede davvero ad un concetto tanto disumano, ma anche perché sa che quelli di Dada sono lì a leggere.
Neri l’ha menata tanto con Selvaggia Lucarelli in tutte le salse soltanto per il gusto di farla diventare famosa e poi, sadicamente, vederla ospite fissa dalla Ventura accanto a Pierluigi Diaco.
Neri, un giorno, in Marocco, ha costretto Personalità Confusa a cambiare sesso.
Neri non si limita ad andare davanti alle scuole a distribuire droga nelle figurine di DragonBall: mette direttamente le figurine nella droga. E mica in tutti i sacchetti.
Qualcuno sostiene che Neri non è malvagio quanto Coniglio Cattivo. Non è vero, e ve lo dimostro: Neri, un giorno che Brontolo aveva fatto una battuta contro di lui, ha copiato Glenn Close in “Attrazione Fatale” e gli ha fatto trovare Coniglio Cattivo bollito in pentola.
Neri ha un’immensa biblioteca. E non perché abbia investito i soldi che ha guadagnato in cultura. Lui va sul sito di Bookcrossing, guarda dove la gente lascia i libri e poi se li porta a casa.
Neri, se un medico gli sta sulle palle perché non prescrive le medicine che vuole lui, lo iscrive a Emergency, così lo spediscono in zona di guerra.
Neri è uno che non chiama mai la sua mamma. E quando è lei a telefonargli, la costringe ad usare un dialer.

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12 Comments

  1. Per me è ancora in vantaggio Profeta. Il post del neri non vuol dire molto… anzi, vuol dire qualcosa? Probabilmente è tutto vero!

  2. Anche io sono per un verdetto di parita`: Profeta lancia accuse gravi e mette sul piatto grandi temi, Neri non risponde alle accuse ma mette insieme un bel post simpatico. Come a dire: Dove vai? Porto mele.

  3. ah, dimenticavo. Il perfido Gianluca copia pure i post dal mio blog senza citarmi, come quello di ieri su Opus, e mi chiese la mazzetta per essere inserito sulla BlogBar.

  4. Mi sembra un po’ una risposta alla Schifani…
    Neri, hai un futuro assicurato in politica…
    sei riuscito a non esprimere nemmeno un concetto in oltre 40 righe… mah…

  5. Ma stanno praticando lo stesso sport? A me sembra di vedere, sulla stessa pedana, Profeta vestito da kickboxer e Neri vestito da fiorettista che si guardano dubbiosi.

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